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Emilia Romagna – Rimini. Coronavirus, 3 positivi nel Riminese (2.077 totale). Decessi: 2

Aggiornamento del 12 maggio 2020
Coronavirus, 3 positivi nel Riminese (2.077 totale). Decessi: 3
26.929 i positivi in Emilia-Romagna dall’inizio della crisi, 53 in più rispetto a ieri. 274 i nuovi guariti, che salgono a 16.243. Continua il calo dei casi attivi: -239 (6.801 in totale), quasi 9.500 guariti in più rispetto ai malati effettivi.
4.559 i tamponi effettuati, 239.178 in totale. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 4.694 (-37). In diminuzione i ricoverati nei reparti Covid (-153) e nelle terapie intensive (-5). I nuovi decessi sono 18. Dal Dipartimento nazionale di protezione civile oltre 420mila mascherine
REGIONE: POSITIVI
4.386 a Piacenza (11 in più rispetto a ieri),
3.317 a Parma (2 in più),
4.854 a Reggio Emilia (5 in più),
3.830 a Modena (7 in più),
4.415 a Bologna (20 in più),
390 le positività registrate a Imola (1 in più),
977 a Ferrara (lo stesso dato di ieri).
In Romagna sono complessivamente 4.760 (7 in più),
di cui 999 a Ravenna (lo stesso dato di ieri),
930 a Forlì (2 in più),
754 a Cesena (2 in più),
2.077 a Rimini (3 in più).
REGIONE: DECESSI
18 nuovi decessi: 13 uomini e 5 donne.
Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.885.
I nuovi:
3 residenti nella provincia di Piacenza,
3 in quella di Modena,
6 in quella di Bologna (1 nell’Imolese),
3 in quella di Forlì-Cesena (nel Cesenate),
2 in quella di Rimini,
1 da fuori regione.
Nessun decesso nelle province di Parma, Reggio Emilia, Ferrara e Ravenna.
Donazioni
I versamenti vanno effettuati sul seguente Iban: IT69G0200802435000104428964
Causale – Insieme si può Emilia Romagna contro il Coronavirus



San Giovanni in Marignano. Bilancio partecipato, in dirittura i lavori a Pianventena e Montalbano

 

Pianventena

Montalbano

 

 

Bilancio partecipato, in dirittura i lavori a Pianventena e Montalbano. Il completamento di un corsello pedonale nel parco di via Cuneo per il collegamento alla parrocchia di Pianventena, e la realizzazione di un marciapiede per mettere in comunicazione il parcheggio, dove insiste la “casina dell’acqua”, posto sulla via Montalbano fino alla via Saffi. Questi ultimi lavori sono ancora in corso di completamento: manca ancora la segnaletica orizzontale che verrà attuata nelle prossime giornate.
Lo strumento del Bilancio Partecipativo permette ai cittadini di formulare proposte relative al miglioramento o alle realizzazione di lavori nel territorio comunale, suddividendo le proposte fra frazioni e Capoluogo.

“Siamo felici che anno dopo anno il Bilancio partecipativo sia sempre più una risorsa per i cittadini ed un’occasione per interessarsi alla vita pubblica, ma anche fare proposte e segnalazioni utili all’intero territorio. Tutto quello che i cittadini trasmettono e propongono viene vagliato con attenzione dal Comune e spesso è utile anche per valutare e programmare interventi futuri. Questo per noi rappresenta una grande risorsa ed un’importante occasione di informazione. Ci teniamo particolarmente, infatti, che il paese diventi sempre più vivibile e a misura.
Anche la nuova edizione del Bilancio Partecipato, in corso, ha riscontrato una grandissima partecipazione: 16 i progetti pervenuti, di cui 6 Montalbano, 6 Capoluogo, 2 Santa Maria in Pietrafitta e 2 Pianventena.
Ora le proposte sono in corso di valutazione da parte dei tecnici comunali, che ne stanno vagliando costi e fattibilità. Sono in corso valutazioni anche sulle tempistiche di realizzazione dei lavori in quanto quest’anno sarà possibile utilizzare gli oneri per gli investimenti correnti e non esclusivamente per i lavori, dunque si sta dando priorità ai bisogni di famiglie ed imprese. Dunque il bilancio va rivisto alla luce di queste nuove possibilità ed esigenze. In ogni caso verrà comunque proposto il processo di partecipazione e votazione, anche se potrà slittare di alcuni mesi”. 




Sorpresa: italiani cauti sul ritorno alla normalità

Tratto da lavoce.info
di Guglielmo Briscese (post-dottorato alla University of Chicago),
Nicola Lacetera (Insegna alla University of Toronto),
Mario Macis (professore associato alla Johns Hopkins University)
e Mirco Tonin (professore ordinario di politica economica alla Libera Università di Bolzano)
Non basta riaprire le attività commerciali perché tutto torni come prima, contano molto anche i comportamenti dei consumatori. Nella “fase 2” sono pronti a riprendere le consuetudini pre-pandemia? I risultati di una indagine mostrano una diffusa prudenza.
Riparte l’offerta, ma la domanda?
Dopo il graduale ri-avviamento della manifattura, il tema è ora quello della riapertura di altre attività “al dettaglio”, come bar e ristoranti, parrucchieri, cinema e teatri, palestre e piscine. Si tratta di settori importanti dell’economia, con ripercussioni su livelli occupazionali, redditi e consumi. Non sono, poi, da meno le questioni del ritorno a regime del settore dei trasporti, sia urbani che extraurbani, della riapertura delle scuole e della possibilità di accedere ai luoghi di culto. Il governo ha fornito una parziale roadmap, ma si discute molto sui tempi e sulle modalità nonché sull’opportunità di una differenziazione territoriale; la Calabria e l’Alto Adige, per esempio, hanno in parte già anticipato i tempi.
I provvedimenti delle amministrazioni agiscono sul lato dell’offerta, cioè permettono la ripresa di attività sospese a seguito della pandemia. Tuttavia, il loro effetto dipende anche dalla domanda. In altre parole, le persone torneranno a frequentare bar e ristoranti una volta riaperti? Utilizzeranno i trasporti pubblici? Visiteranno musei e sale cinematografiche? Le misure di isolamento hanno soppresso la domanda. Da un lato, può così essersi accumulato un “arretrato” di bisogni insoddisfatti, che ora le persone potrebbero voler colmare in fretta. D’altro lato, il rischio di contagio non è certo sparito e i consumatori potrebbero essere propensi a mantenere alcune misure di distanziamento sociale, anche se non c’è più un obbligo rigido, evitando ad esempio di frequentare locali pubblici, anche se operano formalmente in condizioni di sicurezza.
Un recente studio di ricercatori del Fondo monetario internazionale dimostra che negli Stati Uniti e nel Regno Unito, vari indicatori di mobilità e attività economica sono scesi in misura considerevole già prima delle misure ufficiali di lockdown, e un articolo del New York Times racconta di una ripresa molto debole negli stati Usa che già a fine aprile hanno allentato i provvedimenti restrittivi.
Un’indagine sulle intenzioni proprie e altrui
Per comprendere meglio le dinamiche della domanda, tra il 30 aprile e il 1° maggio, in collaborazione con Swg, abbiamo effettuato un sondaggio su un campione rappresentativo della popolazione italiana (839 individui). Abbiamo chiesto agli italiani la loro opinione sull’opportunità di riaprire una serie di attività, sull’intenzione di usufruire di attività che erano soliti frequentare prima dell’isolamento nel caso in cui fossero state riaperte al pubblico nelle settimane successive, e la loro opinione riguardo alla frequentazione di quelle stesse attività da parte di altre persone, considerando “le condizioni attuali della sua regione”. Si tratta di un campione di adulti, quindi – per quanto concerne la scuola – l’intenzione riguarda la frequenza di eventuali figli o nipoti.
Dalla figura 1 emerge una forte eterogeneità riguardo al giudizio su opportunità e intenzioni proprie e altrui per una stessa attività. Con l’unica eccezione della scuola, la percentuale di coloro che considerano opportuna la riapertura non è mai inferiore alla percentuale dei potenziali frequentatori. La differenza è molto evidente per i trasporti pubblici, ma anche per bar, ristoranti e hotel. Questo suggerisce che le persone esprimono il giudizio di opportunità non solo su basi strumentali, cioè legate all’utilizzo personale, ma prendendo in considerazione interessi più generali, ad esempio la necessità per altri utenti (trasporti), o le difficoltà economiche dei fornitori del servizio (bar e ristoranti). È inoltre evidente come sia diffusa l’opinione che “gli altri” frequenterebbero le varie attività di più di quanto sia disposto a farlo ogni intervistato. La tendenza è in linea con quella emersa in un nostro studio precedente, dove mostravamo che una parte considerevole della popolazione si sentiva personalmente in grado di mantenere l’autoisolamento per lunghi periodi di tempo, ma pochi ritenevano che gli altri fossero in grado di fare altrettanto.
Parrucchiere sì, palestra no
C’è una forte eterogeneità anche nella propensione a frequentare le varie attività. Mentre una larga parte del campione si dichiara intenzionata a recarsi in luoghi ricreativi all’aperto, come spiagge e parchi, e pure da barbieri, parrucchieri e nei saloni di bellezza, solo una piccola minoranza è pronta a tornare nelle palestre e nelle piscine in caso di riapertura (forse visti i rischi di affollamento, in considerazione del fatto che una parte consistente ritiene che la maggior parte delle “altre persone” interessate ci andrebbe). Anche il numero degli italiani che hanno intenzione di tornare a frequentare bar e ristoranti è modesto.
Se confermate dai comportamenti effettivi, le intenzioni espresse dagli italiani portano a essere cauti su una potenziale ripresa dell’attività economica e dei consumi dopo la riapertura. Se poi si considera che sono necessari investimenti – anche ingenti – per riavviare in sicurezza alcune attività (per esempio, nei ristoranti servono i divisori), in alcuni casi sarà da valutare quanto la riapertura sia davvero conveniente.
Dai dati non sembrano invece emergere grosse differenziazioni geografiche. Per esempio, le intenzioni dei cittadini lombardi, dove la situazione epidemiologica è più difficile che nel resto del paese, sono molto simili a quelle degli altri italiani.
Ancora tanta cautela
Gli italiani sembrano consapevoli delle difficoltà e dei rischi connessi alla riapertura; questo può spiegare il loro atteggiamento cauto verso il ritorno alla normalità. Infatti, solo il 33 per cento degli intervistati pensa che nella loro regione ci siano già le condizioni necessarie per passare alla “fase 2” e rimuovere la maggior parte delle misure di isolamento. Il 44 per cento ritiene che ci vorranno ancora alcune settimane e il 14 per cento alcuni mesi; mentre secondo il 9 per cento degli intervistati “siamo ancora molto lontani” dall’obiettivo.
Il 40 per cento degli intervistati si aspetta poi una reintroduzione delle misure di isolamento sociale a causa di una seconda ondata dell’epidemia in autunno o inverno. Il 20 per cento del campione ritiene che un nuovo lockdown sarà necessario già qualche settimana dopo il termine del primo, l’11 per cento lo prevede in estate e l’8 per cento l’anno prossimo. Solo il 22 per cento pensa che le misure di isolamento sociale non saranno più reintrodotte.
Resta da sperare che la cautela porti a comportamenti virtuosi, che rendano più probabile quest’ultimo scenario.



Rimini. Turismo, il 18 maggio dovrebbero riaprire le spiagge

 

Turismo, il 18 maggio dovrebbero riaprire le spiagge. L’Emilia-Romagna pronta a riaprire: negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, tatuatori. “Sempre rispettando le norme di sicurezza”, spiega la Regione. “In questi giorni termineranno i lavori dei tavoli tecnici chiamati a definire i protocolli di sicurezza per il riavvio delle diverse attività ora sospese, nel rispetto delle linee guida nazionali”.




Pesaro. Il sindaco Ricci: “Si governa con prudenza al tempo del coronavirus”

 

Il sindaco Ricci: “Si governa con prudenza al tempo del coronavirus”.

«Siamo davanti a un evento storico. Molti lo hanno paragonato a una guerra». Così Matteo Ricci intervenendo in consiglio comunale nell’informativa sulla fase due dell’emergenza covid. «L’Italia ha fatto da cavia per tutto l’Occidente. Purtroppo il virus è nuovo anche per la scienza. Tutto questo ha creato difficoltà decisionali di non poco conto». Pesaro e provincia tra i territori più colpiti: «Difficile trovare ragioni oggettivamente provate. Rimango convinto che abbiano influito final eight di Coppa Italia di basket e carnevale di Fano. Anche se dal Pronto soccorso sono state notate polmoniti anomale già da gennaio. Probabilmente si è trattato di una sommatoria di situazioni». Aggiunge il sindaco:« Credo che il nostro sistema sanitario e ospedaliero abbia risposto bene. Sicuramente sono stati commessi degli errori, ma il lavoro fatto nel nostro ospedale e in quelli delle Marche è stato straordinario. Eccellenti i medici e gli infermieri. L’organizzazione sanitaria ci ha consentito di usufruire della grande solidarietà regionale nei confronti dei malati di Pesaro. Sicuramente ci sono stati ritardi sui tamponi, ma nelle ultime settimane l’Asur ha recuperato molto. Anche grazie all’arrivo parziale del reagente». Passaggio sull’attualità: «Il dato fa ben sperare: oggi, nelle Marche, solo l’uno per cento è risultato positivo. Stiamo raccogliendo quello che è stato seminato 14 giorni fa». Ma il sindaco avverte: «Siamo in grande apprensione per la fase due, per questo abbiamo dato messaggi di grande prudenza e cautela. Perché il virus si è indebolito, ma è ancora in mezzo a noi». Il sindaco cita «il dolore immane per i deceduti, la mortalità più che triplicata a marzo e raddoppiata in aprile. Sarà giusto recuperare momenti religiosi e civili per l’ultimo saluto alle vittime. A loro e agli eroi dell’ospedale dedicheremo un monumento in città».

IL PUNTO – Il secondo dramma vissuto, rileva Ricci, «è quello socio-economico: Eravamo ripartiti con segnali buoni sul turismo. Adesso dobbiamo iniziare nuovamente da capo». Più in generale, «dal primo giorno abbiamo messo ogni energia sulla crisi». Il sindaco ricorda «i buoni spesa distribuiti con velocità e sicurezza, aggiungendo 63mila euro alle risorse stanziate»; le 230mila mascherine consegnate ai pesaresi (100mila euro dal Comune), «unico Comune delle Marche di una certa dimensione a fare un’operazione simile»; le ottomila mascherine lavabili e ‘col sorriso’ per i bambini. Oltre ai «contenitori organizzati per gli aiuti sanitari e alle persone in difficoltà». Poi il tavolo anticrisi con Provincia, sindacati, categorie e associazioni, «per verificare la ricaduta reale dei provvedimenti nazionali sul territorio» e per «mettere in fila le richieste alla Regione su liquidità, imprese e fondi europei». Oltre che per valutare azioni proprie. Ma il sindaco puntualizza: «Nel nostro bilancio abbiamo un ammanco spaventoso. Come tutti i Comuni non stiamo riscuotendo quasi più nulla. Vedi tassa di soggiorno, suolo pubblico, rette degli asili, parcheggi a pagamento. Non a caso, come Comuni italiani, abbiamo chiesto cinque miliardi. L’accordo fatto col governo è di tre miliardi e mezzo per Comuni, Province e Città metropolitane. Riteniamo in ogni caso che non saranno sufficienti, perché le previsioni di calo delle entrate sono troppo ottimistiche se la crisi economica durerà tutto l’anno. Per questo dobbiamo essere cauti su cosa potrà fare il Comune in aggiunta». Ovvero con risorse proprie: «Finché non vediamo il decreto, non possiamo sbilanciarci più di tanto. Altrimenti ci salta il bilancio. Che è virtuoso rispetto ad altri Comuni, considerato che la metà di loro non ha neanche chiuso il preventivo e il consuntivo. Ma nonostante questo dobbiamo essere cauti», ribadisce Ricci. «Mi piacerebbe farlo, ma non possiamo investire adesso risorse che non abbiamo a discapito dei servizi sociali. O di quelli educativi, quando ripartiranno. Sicuramente dobbiamo agire sulla leva del personale, bloccando le nuove assunzioni. Sappiamo che abbiamo bisogno del personale, ma è la prima voce su cui possiamo provare a risparmiare. Considerato che anche la modalità dello smart working, su alcuni aspetti, può dare risultati in termini di produttività. Ma sul resto, come manutenzioni di strade e scuole, servizi per l’handicap, nidi e asili, non possiamo tagliare. Per questo adesso non possiamo sbilanciarci. Non appena ci sarà il decreto che stanzierà risorse, saremo in grado di capire cosa possiamo aggiungere di nostro. E tutto ciò che potremo fare, ovviamente, lo faremo».

SCENARIO – I tre miliardi per i Comuni, informa il sindaco, «dovrebbero essere ripartiti in base alle entrate proprie delle amministrazioni e non considerando i trasferimenti storici. Un criterio giusto: significa che meno hai incassato dalla crisi del coronavirus, più soldi vengono stanziati dallo Stato. C’è una anche una discussione sulla tassa di soggiorno non da poco: alcuni Comuni vorrebbero un fondo a parte su questo. Noi continueremo la battaglia politica e amministrativa per ottenere il massimo possibile. La nostra speranza è potere salvare almeno parzialmente la stagione turistica col mercato italiano a luglio, agosto e settembre. Il bonus vacanze annunciato dal ministro Franceschini è di certo una misura importante. E nel decreto in uscita da 55 miliardi, l’importo più importante dovrà essere quello a sostegno degli ammortizzatori sociali da rinnovare. Oltre alle risorse a fondo perduto per tutte le categorie che hanno registrato un calo del fatturato di almeno il 30 per cento: bar, ristoranti, alberghi, agenzie di viaggio, parrucchieri e altri settori che si sono ritrovati a reddito zero, o molto basso, dalla sera alla mattina». Ricci chiede velocità: «La ripartenza dipende anche da questo. Deve uscire un Paese più semplice. E servono regole più flessibili sui cantieri pubblici. Anche per questo abbiamo chiesto una deroga al codice degli appalti. Oppure si aumenti la soglia per gli affidamenti diretti o si ritorni alla gara con il progetto definitivo. In modo da guadagnare velocità e supportare la ripresa. Sul punto c’è una trattativa in corso».  La sintesi del sindaco: «La fase è complessa: servono grande cautela e prudenza per non compromettere i risultati ottenuti finora. Una ricaduta, nei fatti, avrebbe un effetto devastante. Poi saremo pronti a ripartire: Abbiamo sospeso gli eventi di maggio e giugno, per il momento sono mantenuti quelli di luglio, agosto e settembre. Che in ogni caso, se le cose dovessero andare bene, dovranno essere riadattati con altre formule. Molto dipenderà da cosa succederà nei prossimi giorni». Conclusione del sindaco: «Gli amministratori del Dopoguerra hanno ricostruito dopo i bombardamenti, noi dobbiamo farlo dopo l’arrivo di un nemico invisibile. Ci sarà bisogno di unità e compattezza»




Rimini. Acar (Associazione concessionari auto della provincia di Rimini) dona due macchinari all’ospedale Infermi

 

 

Acar, l’associazione concessionari auto della provincia di Rimini, dona due macchinari all’Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Infermi. Il presidente Giovanni Piraccini: “Un piacere poter contribuire con i macchinari richiesti e dimostrare così la nostra vicinanza a personale sanitario e pazienti”
Aderente a Confcommercio si è messa a disposizione dell’ospedale Infermi di Rimini per aiutare a superare l’emergenza Coronavirus. Su indicazione dell’azienda sanitaria, Acar ha acquistato e donato due apparecchiature. “Con questa donazione – dice il presidente Piraccini – come concessionarie auto della provincia di Rimini abbiamo voluto manifestare in modo concreto la vicinanza ai malati e il nostro ringraziamento al personale medico, paramedico e infermieristico che combatte instancabilmente, giorno dopo giorno, questa pandemia. Per tutti noi è stato un piacere poter contribuire con i macchinari richiesti, entrambi di aiuto alla respirazione. In reparto siamo stati accolti dal dottor Giuseppe Nardi, direttore dell’Unità Operativa, che nel ringraziarci ci ha fatto dono del suo piccolo ma prezioso libro ‘Tu porti il tuo cuore’ dove ha raccolto i pensieri dei pazienti e del personale dell’ospedale durante questa lotta contro il Covid-19”.

Acar è composta dalle concessionarie: Errepiù, Japan Car, Marcar, Plusmotor, Reggini, Ren-Auto, Ricci Due, Ruggeri, Vernocchi




San Clemente (Rimini). Mec3 regala guanti monouso, mascherine e disinfettante al Comune

Federico Raponi (MEC3) e la sindaca Mirna Cecchini
Mec3 regala guanti monouso, mascherine e disinfettanti al Comune.
2.000 paia di guanti monouso, 2.200 flaconi di gel disinfettante per le mani e 300 mascherine chirurgiche, consegnati; verranno distribuiti sia alle famiglie, sia alle associazioni di volontariato.
“L’insorgere dell’emergenza causata dal Coronavirus ha visto il nostro gruppo in prima linea, sin dal mese di febbraio, con donazioni rivolte agli ospedali dei territori in cui hanno sede le aziende. In questi mesi abbiamo continuato a supportare il territorio e le famiglie che lo abitano con diverse tipologie di intervento. Quello di oggi è quindi il naturale proseguimento di quanto fatto poche settimane fa a Cuvio e a Morciano di Romagna – dice Francesco Fattori, amministratore delegato di Casa Optima -. La nostra mission è rendere più dolce la vita delle persone: lo facciamo attraverso i nostri prodotti, ingredienti per la gelateria artigianale, la pasticceria e le decorazioni, ma anche con azioni concrete indirizzate alla comunità locale che tanto ha fatto e farà per il nostro successo”.
“La risposta alle necessità correlate all’avvio della Fase 2 – dice la sindaca Mirna Cecchini – è stata straordinaria e testimonia quanto il tessuto imprenditoriale accolga positivamente l’appello delle istituzioni locali verso le iniziative di solidarietà civile e di supporto alla comunità. Il mio ringraziamento va a Francesco Fattori, e a quanti per Casa Optima si sono impegnati affinché questa importante donazione venisse destinata alle famiglie del territorio e che noi utilizzeremo perché si possa proseguire nell’opera di sensibilizzazione e di mantenimento delle regole dedicate ad evitare nuovi contagi da Covid-19”.
Casa Optima è il gruppo multibrand numero uno, a livello mondiale, del Gelato artigianale italiano e della Pasticceria d’eccellenza. Comprende i marchi MEC3, GIUSO, MODECOR, PERNIGOTTI MAESTRI GELATIERI ITALIANI, BLEND, FLORENSUC E AMBRAS.



Riccione. Spiaggia aperta-chiusa, continua il braccio di ferro della Tosi con la Regione. Ne vale la pena?

Renata Tosi, sindaco di Riccione
Spiaggia aperta, continua il braccio di ferro della Tosi con la Regione
Presentato l’11 maggio il ricorso in Regione.
Il sindaco Tosi: “Da una parte il Governo dall’altra le Regioni troppi segnali contrastanti che minano la fiducia e creano povertà”
Riccione ha inviato il ricorso amministrativo per annullamento e riforma del comma 14 dell’ordinanza regionale del 30 aprile con la quale si dispone la chiusura delle spiagge. L’ufficio legale del Comune di Riccione ha inoltrato il ricorso amministrativo in autotutela alla presidenza della giunta regionale dell’Emilia Romagna.
Due i punti che vengono contestati nel ricorso amministrativo che chiede l’annullamento o la riforma dell’ordinanza (nella sola parte in cui chiude le spiagge), in quella che in termini legali si definisce in “autotutela”.
Punto primo: la chiusura eventuale delle spiagge, (ossia specifiche aree citate dal Dpcm), sarebbe dovuta essere una decisione dei sindaci e non della Regione; secondo, la chiusura dell’arenile da parte della Regione non è stata motivata né da una proiezione statistica di un eventuale aumento di contagi, né con ragioni di ordine pubblico, né con altre condizioni.
“Lo abbiamo detto già più volte, anche oggi, l’amministrazione comunale ed io come sindaco, ci facciamo portavoce di un interesse diffuso della città di Riccione: dateci una data per far partire l’estate 2020. Non aprire le spiagge neanche per i residenti, o per chi ha la seconda casa in Romagna, equivale a dire, quest’anno al mare non si va finché non ve lo dicono dall’alto – dichiara il sindaco Renata Tosi – con evidente ricaduta negativa sul sistema economico locale. Ancora oggi dai quotidiani nazionali ci arrivano messaggi contrastanti, le Regioni da una parte, di qualsiasi schieramento esse siano, il Governo dall’altra. E’ una confusione che ingenera incertezza nelle imprese e nei cittadini e quindi crea povertà. Il Governo per bocca del presidente Conte in un’intervista ieri sul Corriere della Sera paventa lockdown per zone se torneranno a salire i contagi, che si aspetta l’evoluzione dell’epidemia e che non si procederà in ordine sparso, quindi con differenze tra Regioni. Bonaccini oggi su Repubblica dice che aspetta il via libera e promette aperture di bar, ristoranti, estetista e parrucchieri, e aggiunge le spiagge sul quale punto però Conte rimane vago. Insomma è l’incertezza che regna sovrana e governa tutti i giochi interni alla maggioranza. Noi stiamo con i cittadini a cui certe manovre poco interessano e possiamo solo seguire i passi che la legge ci garantisce come Ente pubblico territoriale. Ma a questo punto torniamo a chiedere a voce alta e senso del dovere dateci una data per lavorare, aprite la spiaggia il 18 maggio”.
Ha senso tale braccio di ferro?



Riccione. Turismo, marketing in bicicletta con Francesco Moser

 

 

Turismo, marketing in bicicletta con Francesco Moser. Ride Riccione Week (RRW) non si ferma e punta con decisione alla promozione in Italia e nel mondo, partendo da Riccione e dalla Romagna con un ricco calendario di attività, nel quale le più tradizionali e consolidate si uniscono alle nuove e all’avanguardia. Nonostante le note restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, l’organizzazione di RRW, per tutto il 2020 continuerà la puntuale su una campagna di promozione per Riccione e per tutta la Romagna, portando in tutta l’Italia le eccellenze enogastronomiche ed architettoniche della nostra terra. RRW, quindi sospeso il format classico fino al 2021, ha attivato tre grandi progetti 2020.

Formula Bici Ride Your Dream
In collaborazione con Formula Bici, l’associazione che ci vede membri insieme ad altri 16 eventi come Maratona delle Dolomiti e Nove Colli, offre la possibilità di poter “correre” una o più granfondo del calendario 2020 di Formula Bici per diventare  “finisher”.
PEDALANDO DIRETTAMENTE DOVE VUOI TU, IN QUALSIASI POSTO DEL MONDO, BASTA CHE RISPETTI I PARAMETRI DEL PERCORSO CHE HAI SCELTO. Se poi lo farai nella provincia dell’evento che hai scelto oltre al diploma di Finisher riceverai un voucher promozionale per soggiornare nel nostro territorio.

Francesco Moser
Un video emozionante e divertente che racconterà attraverso i percorsi e le tipicità della Ride Riccione.
L’amicizia che lega al grande Campione icona nel mondo: Francesco Moser, ha portato a pensare alla realizzazione di un video dedicato in collaborazione con la Ride Riccione pedalando in Romagna.
“Francesco Moser è una grande persona oltre ad essere un campione conosciuto in tutto il mondo. Ci siamo confrontati sul progetto ed ha dato subito la sua disponibilità felice di ritornare a Riccione dopo il successo del Giro con il Campione dello scorso anno durante la Ride Riccione Week. ”  (Gianfranco Sanchi project manager RRW)

Verranno inoltre realizzate in collaborazione con Sky Sport HD ICARUS due puntate dedicate al cicloturismo ed al territorio, tra eccellenze, aneddoti e sport. Il materiale realizzato sarà trasmesso in 10 – 15 repliche a settimana su Sky Sport Uno + Sky Sport Arena + Sky Sport Collection. Le puntate saranno presente ON DEMAND sulle piattaforme di Sky Sport HD, disponibile attraverso il decoder MySky e/o tramite l’app di SkyGo. Successivamente in onda anche su: Sky Sport DTT, Now TV, Tim Vision Vodafone TV per un audience di pubblico stimato in 12 milioni di spettatori ed oltre 4.800.000 famiglie che seguono la programmazione di Sky.

“Un progetto virtuoso, nonostante le inderogabili variazioni per il 2020,  che rientra nella volontà di promuovere al meglio il nostro territorio ed il cicloturismo, attraverso tutti i suoi aspetti e le virtuosità che ne fanno un volano economico importante e fondamentale nel futuro della destinazione turistica di cui facciamo parte: la Romagna”  (Gianfranco Sanchi project manager RRW)

L’assessore allo Sport Caldari: “Siamo contenti quando vediamo che i progetti non si fermano, che la voglia di fare promozione, sport e turismo continua nonostante tutto. RRW è un esempio in questo settore perché mantenere alta l’attenzione dei tanti appassionati di sport, di ciclismo, di cicloturismo, amanti di Riccione e della Romagna, con progetti che parlano di noi, è notevole. E’ un bene per tutto il settore, far sentire la nostra vicinanza ed è una maniera per onorare gli impegni per portare sempre più in lontano il brand di Riccione”.




Rimini. Turimo, via la prima rata dell’Imu per alberghi e stabilimenti balneari. Si amplia il bonus vacanze

 

Via la prima rata dell’Imu per alberghi e stabilimenti balneari.

Un aumento delle famiglie che potranno sfruttare il bonus per andare in vacanza in Italia. Il tetto di Isee sale da 35mila a 50mila euro per un tax credit che si potrà spendere in strutture ricettive e b&b a fronte di pagamenti registrati (fattura elettronica o documenti con codice fiscale del destinatario dello sconto). Il bonus rimane di massimo 500 euro a famiglia (300 euro in due e 150 euro per una persona sola).
Per aiutare il turismo, il settore più martoriato, ci saranno anche sconti per gli affitti (previsti anche per tutti quelli che hanno avuto perdite ma solo fino al 60%) e ora anche l’abolizione della prima rata dell’Imu (con una copertura di circa 120 milioni), a patto che alberghi e pensioni siano gestiti dai proprietari. La cancellazione dell’Imu vale anche per le strutture turistiche di laghi e fiumi.

Sono le misure per il turismo del nuovo decreto Salva Italia che dovrebbe uscire oggi.