Rimini – Emilia Romagna. Coronavirus: nel Riminese 1.511 (+55), 15.932 (+599) in Emilia Romagna. Decessi: 91

Coronavirus: nel Riminese  1.511 (+55), 15.932 (+599) in Emilia Romagna. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 6.952. Continuano a salire le guarigioni, che arrivano complessivamente a 1.852 (+189)
I pazienti in terapia intensiva sono 364, 2 in meno di ieri. E calano anche i ricoverati negli altri reparti: -29. I decessi arrivano a 1.902: 91 in più. Procede il piano di rafforzamento dei posti letto: sono 5.118 quelli già allestiti in tutta la regione. Avviato da oggi un ulteriore percorso dedicato ai pazienti attualmente in terapia sub-intensiva ma a rischio di aggravamento: 15 trasferimenti da Piacenza verso gli ospedali di tutta la regione
Si sono registrati 29 ricoverati in meno anche nei reparti non di terapia intensiva (3.915 oggi rispetto ai 3.944 che si contavano ieri). I decessi sono purtroppo passati da 1.811 a 1.902: 91 in più, quindi, di cui 62 uomini e 29 donne.
Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.852 (189 in più rispetto a ieri), 1.293 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 559 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.
POSITIVI
Piacenza 2.811 (46 in più rispetto a ieri),
Parma 2.083 (34 in più),
Reggio Emilia 2.800 (135 in più),
Modena 2.498 (82 in più),
Bologna 2.041 (99 in più),
Imola 298 (15 in più),
Ferrara 368 (27 in più),
Ravenna 656 (29 in più),
Forlì-Cesena 866 (di cui 447 a Forlì, 63 in più rispetto a ieri, e 419 a Cesena, 14 in più),
Rimini 1.511 (55 in più).
I posti letto aggiuntivi: 5.118 (+40 rispetto a ieri)
DECESSI
18 residenti nella provincia di Piacenza,
9 in quella di Parma,
14 in quella di Reggio Emilia,
9 in quella di Modena,
31 in quella di Bologna (nessuno in territorio imolese),
3 in quella di Ferrara,
2 nella provincia di Forlì-Cesena (nessuno nel forlivese),
4 in quella di Rimini.
Nessun decesso in provincia di Ravenna. Un solo decesso si riferisce a un residente fuori regione.
 
Da Piacenza a Rimini prosegue il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto messo a punto dalla Regione; posti letto che passano complessivamente dai 5.078 di ieri ai 5.118 di oggi (+40), tra ordinari (4.558, +28) e di terapia intensiva (560, +12).
Nel dettaglio: 696 posti letto a Piacenza (di cui 45 per terapia intensiva), 1.121 a Parma (68 terapia intensiva), 735 a Reggio (64 terapia intensiva), 561 a Modena (86 terapia intensiva), 979 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (161 terapia intensiva, di cui 16 a Imola), 264 a Ferrara (38 terapia intensiva), 762 in Romagna, di cui 98 per terapia intensiva  (nel dettaglio: 247 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 115 Ravenna, di cui 14 per terapia intensiva, a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione da Villa Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva; 99 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva; 133 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva).
La “rete” ospedaliera in aiuto al piacentino
A più di un mese dall’inizio dell’epidemia, l’area più critica continua a rimanere quella dell’Emilia-nord, in particolare della provincia di Piacenza. Gli ospedali di Piacenza e Castel San Giovanni sono quelli che, fin dai primi giorni, hanno registrato livelli di saturazione massimi, nonostante la graduale espansione dei posti letto. Negli ultimi giorni si è osservata una riduzione degli accessi in pronto soccorso (il picco massimo è stato registrato il 16 marzo con 135 accessi di pazienti sospetti Covid; ieri, 2 aprile, gli accessi sono stati 23), e di conseguenza dei ricoveri. Gli ospedali piacentini continuano però a risentire del “carico” dei giorni precedenti poiché i tempi di dimissione dei pazienti più critici sono lunghi (fino a 3-4 settimane).
È emersa quindi la necessità di supportare questo territorio con un intervento a livello regionale. Per questo, già dai primi giorni di marzo, altri ospedali della regione hanno accolto più di 100 pazienti provenienti dalle terapie intensive della provincia di Piacenza. I pazienti sono stati accolti prevalentemente nei territori meno colpiti (Bologna, Ferrara e la Romagna, ad esclusione di Rimini). Alcuni pazienti sono stati trasferiti anche presso le terapie intensive delle strutture private accreditate (Villalba e Villa Erbosa a Bologna e Villa Maria Cecilia di Cotignola – Ravenna). Anche oggi 5 pazienti di terapia intensiva sono usciti da Piacenza con destinazione Ospedale Maggiore e Bentivoglio di Bologna, Cona di Ferrara, Policlinico di Modena e Ospedale di Cesena. Il principio è stato mettere l’intera rete regionale a disposizione delle aree più colpite, consentendo all’Emilia-Romagna di essere autosufficiente ed evitare lunghi trasferimenti extra regione o addirittura all’estero.
Da oggi è stato avviato un ulteriore percorso dedicato ai pazienti attualmente in terapia sub-intensiva ma a rischio di aggravamento. Questo consente di trasferire un maggior numero di pazienti e, soprattutto, di effettuare il trasporto in condizioni meno critiche (si tratta di pazienti non intubati). Il sistema di trasferimento prevede una valutazione clinica dei pazienti condivisa dai professionisti di Piacenza con il “Coordinamento regionale insufficienza respiratoria acuta COVID-19”.
La valutazione tiene conto sia del rischio di aggravamento, e quindi dell’eventuale necessità di assistenza intensiva, che della possibilità per il paziente di affrontare il trasferimento. Oggi sono stati effettuati 15 trasferimenti da Piacenza verso gli ospedali di tutta la regione (Modena, Bologna, Ferrara e Cesena). Almeno 10 sono in programma per la giornata di domani, sabato 4 aprile. Successivamente sarà effettuata una rivalutazione del fabbisogno e pianificata l’attività per la prossima settimana.
Il Coordinamento regionale, mediante un monitoraggio costante delle disponibilità di posti letto nei diversi ospedali, individua la possibile destinazione dei pazienti e la centrale TIC19 di Bologna si occupa di organizzare i trasporti reperendo sia i mezzi che gli equipaggi. Si tratta di un’operazione complessa, necessaria per consentire all’area di Piacenza di continuare ad affrontare l’emergenza in condizioni meno critiche, sia per i pazienti che per gli operatori sanitari.

Le attività della Protezione civile regionale
Nuovi Dispositivi di protezione individuale e materiale medico arrivati in Emilia-Romagna
291.600 mascherine chirurgiche, 45.000 mascherine ffp2 e 126.000 monovelo Montrasio, 180 tute di protezione, 83 sistemi di aspirazione monouso a circolo chiuso e 40 monitor multi-parametrico da trasporto con possibilità di defibrillazione. Questo è il bilancio di quanto il Dipartimento nazionale di protezione civile ha fatto pervenire, fra stanotte e stamattina, all’Agenzia regionale di Protezione civile.
Si ricorda che sono on-line, sul sito del Dipartimento e su quello del ministero della Salute, i dati complessivi dei Dispositivi di protezione individuale e delle apparecchiature elettromedicali distribuiti dalla Protezione Civile a Regioni e Province autonome. Il sistema informatico ADA (Analisi Distribuzione Aiuti) viene aggiornato ogni sera dalle 22 alle 23.30:
Nella giornata di oggi, il servizio Area Affluenti Po dell’Agenzia e i volontari del coordinamento provinciale hanno consegnato 6500 mascherine chirurgiche alla farmacia dell’Ospedale di Piacenza,donate da Confindustria regionale al personale sanitario. Inoltre, i volontari piacentini stanno distribuendo 34.000 mascherine monovelo Montrasio alla Prefettura di Piacenza e ai Comuni.
Drive through / transit point: attivo anche Bagno di Romagna (FC)
Sono 6 le strutture realizzate con mezzi e attrezzature dell’Agenzia e il lavoro dei volontari: a Reggio Emilia, Guastalla, Castelnuovo Monti (RE), Cesena e Forlì, a cui si aggiunge Bagno di Romagna. Si è infatti concluso l’allestimento, da parte dei volontari di ANA-RER, di un “transit-point” finalizzato all’esecuzione di tamponi per la verifica della guarigione, da parte del Dipartimento di Sanità Pubblica, Ambito di Cesena, presso il parcheggio di servizio della scuola secondaria “Manara Valgimigli” di Bagno di Romagna.
Volontari all’opera
Sono stati 831 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati giovedì 2 aprile; dall’inizio dell’emergenza, si contano 11.336 giornate. Le principali attività riguardano il     supporto alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze, trasporto campioni e consegna farmaci (CRI e ANPAS, totale 260), il supporto ai Comuni per le varie attività di assistenza alla popolazione (oltre 400, con un assai rilevante apporto degli scout Agesci: totale 453), la disinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso (a Parma e Piacenza).
Le FEderGev (Guardie Ecologiche o Ambientali) ha provveduto al montaggio di due grandi tende davanti alla Stazione di Bologna, per lo svolgimento di attività di monitoraggio sanitario del personale ferroviario.
Nella mattinata di oggi sono partiti i primi due volontari di ANA-RER (da Reggio Emilia e da Piacenza) per l’ospedale da campo allestito dagli Alpini a Bergamo. Dotati di appositi dispositivi di protezione individuale, i volontari copriranno un turno settimanale di 8 ore al giorno, svolgendo anche attività di vigilanza anti-incendio; alloggeranno nella zona adibita a campo soccorritori, dove sono state installate le tende dormitorio e le mense degli Alpini. Da oggi, ANA-RER coprirà turnazioni quotidiane in questa specifica mansione.
Punti triage
Si confermano 32 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna: 10 davanti alle carceri e 22 davanti agli ospedali.




Emilia Romagna. Coronavirus: Unieuro e Lepida distribuiscono smartphone e schede Sim negli ospedali della regione

Coronavirus: Unieuro distribuisce smartphone e schede Sim negli ospedali della regione.
498 dispositivi sono già stati consegnati presso le strutture di Piacenza, Parma e Modena mentre nei prossimi giorni si procederà alla consegna degli altri 502 dispositivi nel resto della regione.
Per quanto riguarda l’Ausl della Romagna è prevista la consegna di 143 dispositivi.
In una nota riportata sul sito della regione il commento dell’assessore alle Politiche della Salute Raffaele Donini:  “Tutto è partito da una riflessione sul profondo senso di solitudine che nasce, inevitabilmente, dall’isolamento dei pazienti in ospedale. Si tratta, forse, di uno degli aspetti più drammatici dell’emergenza sanitaria in atto, perché rende ancora più difficile e pesante il percorso di cura di chi è malato e fragile. Grazie all’intervento di Unieuro e Lepida è nato questo progetto; un progetto di umanità, che esprime la volontà e la capacità da parte del nostro sistema sanitario di occuparsi anche della parte emotiva dei pazienti Covid, riducendo il carico di sofferenza causato dalla distanza, dall’impossibilità di toccare i propri cari, di parlare con loro, di vederli. Pubblico e privato si sono uniti e hanno lavorato insieme con un obiettivo comune: restituire calore e vicinanza a relazioni che la malattia ha forzatamente interrotto. La sanità pubblica, per noi, è anche questo.” 



Coronavirus, intorno ai supermercati centinaia di guanti…

 

Centinaia di guanti in ogni dove. Anche con alcune mascherine. Questi sono gli esterni dei supermercati della provincia di Rimini…

Forse si potrebbe fare meglio, dato che ci sono contenitori disseminati un po’ ovunque. O tempora, o mores (che tempi, che costumi scrisse Cicerone…).




Riccione. Palariccione e Geat, modifiche statutarie in consiglio comunale

 

Palariccione e Geat, modifiche statutarie in consiglio comunale.

Per quanto concerne New Palariccione Srl, società a partecipazione pubblica ove il Comune di Riccione è socio di maggioranza per il 78,84%, le modifiche seguiranno solo l’adeguamento obbligatorio disposto dal Testo Unico in materia di Società a Partecipazione pubblica (legge Madia 2016). Sarà ampliato l’oggetto sociale con attività prevalente la gestione di spazi congressuali, fieristici e turistici; l’organizzazione di eventi all’interno di tali spazi, con particolare riferimento alla gestione del Palazzo dei congressi di Riccione; e sarà rafforzato il controllo pubblico del Comune di Riccione vista la quota societaria detenuta dall’Ente e amministrata per conto dei cittadini riccionesi che negli anni si sono dovuti far carico dei debiti pregressi.

Per quanto riguarda la Geat Srl, dopo aver ricevuto la richiesta di liquidazione da parte di 4 soci, quali il Comune di Coriano, di San Clemente, di San Giovanni in Marignano e della Provincia di Rimini, nella seduta del coordinamento soci del 29 novembre scorso, ne è stata votata la liquidazione, mediante la riduzione del capitale sociale e contestualmente è stato dato mandato al notaio di approvare le dovute modifiche statutarie. La Geat Srl ha poi inviato una proposta di adeguamento del vigente statuto sociale che recepisce la riduzione del capitale sociale e il nuovo assetto a seguito della volontà di Coriano, San Clemente, San Giovanni e la Provincia di Rimini di rimettere le quote detenute. Tale modifica, che non avrà riflessi sulla “mission” della società, avrà come effetto che a rimanere socio primario sarà il Comune di Riccione.