Rimini. Coronavirus, 509 positivi (+84) nel Riminese (17 decessi) e 3.522 in Emilia Romagna (62 decessi)

Coronavirus, 509 positivi nel Riminese e 3.522 in Emilia Romagna; (+429). 1.334 sono i casi lievi in isolamento a domicilio. E salgono a 88 le guarigioni (+20).

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:

Piacenza 1.073 (61 in più rispetto a ieri),

Parma 707 (45 in più),

Rimini 509 (84 in più),

Modena 440 (73 in più),

Reggio Emilia 241 (56 in più),

Bologna 201, di cui del circondario imolese 90 (complessivamente 43 in più, di cui 18 a Imola e 25 a Bologna),

Ravenna 114 (14 in più),

Forlì-Cesena 103  (di cui a 52 Forlì, 8 in più rispetto a ieri, e  51 a Cesena, 17 in più rispetto a ieri),

Ferrara 44  (10 in più rispetto a ieri).
2.262 posti letto aggiuntivi già allestiti: 1.916 ordinari e 346 di terapia intensiva.

Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 284 a 346: 62, quindi, quelli nuovi, che riguardano 41 uomini e 21 donne. Per la maggior parte delle persone decedute sono in corso gli approfondimenti per verificare se avessero patologie pregresse, anche multiple.
I nuovi decessi registrati riguardano 23 residenti in provincia di Piacenza,

17 in quella di Rimini,

7 in quella di Parma,

7 in quella di Bologna,

4 in quella di Reggio Emilia,

4 in quella di Modena.

Oltre 13mila (13.096) i test refertati. I pazienti in terapia intensiva sono 197. Crescono purtroppo i decessi, che arrivano a 346: 62 in più rispetto a ieri. Prosegue il potenziamento della rete ospedaliera con 2.262 già allestiti, tra posti letto ordinari e di terapia intensiva (165 in più rispetto a ieri)

Passano dai 2.097 di ieri ai 2.262 di oggi i posti letto già allestiti, tra ordinari (1.916) e terapia intensiva (346), per i pazienti colpiti da Coronavirus, grazie all’impegno messo in campo dalla rete ospedaliera dell’intero territorio per attuare il piano di rafforzamento regionale. Nello specifico: 565 a Piacenza (di cui 40 per terapia intensiva), 572 a Parma (44 terapia intensiva), 328 a Reggio (48 terapia intensiva), 185 a Modena (49 terapia intensiva), 302 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (di cui 85 per terapia intensiva), 68 a Ferrara (21 di terapia intensiva), 242 in Romagna (in particolare: 124 Rimini di cui 22 per terapia intensiva; 46 Ravenna di cui 12 per terapia intensiva, 55 Forlì di cui 8 di terapia intensiva, 17 Cesena tutti per terapia intensiva).
In particolare, si sono aggiunti ieri a Piacenza due ospedali Covid grazie all’accordo con le strutture private accreditate del territorio: la Casa di Cura Sant’Antonino e il San Giacomo per complessivi 120 posti letto. E anche l’Ospedale di Comunità di Bobbio, sempre nel piacentino, è Covid hospital da ieri. A queste strutture si affiancano, come Covid hospital, Castel San Giovanni e Fiorenzuola, sempre nel piacentino.
A Parma il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub) operano come Covid hospital. Sono già pronti per diventare ospedale Covid Fidenza e Borgo Taro, nel parmense.
Nel reggiano, a supportare l’hub di Reggio Emilia città (Arcispedale Santa Maria Nuova) come Ospedale Covid, oltre a Guastalla da oggi si aggiunge Scandiano.
A Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto sia per l’area intensiva che per i pazienti in fase acuta). Pronti per diventare ospedali Covid Carpi (dove è già attiva per pazienti COVID la Terapia Intensiva), Mirandola e Sassuolo.
A Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, verrà riattivato a breve un padiglione dedicato, il 25. Già definito ospedale Covid il Bellaria, che funzionerà come tale anche per l’imolese.
Per Ferrara, in caso di necessità l’hub del Sant’Anna sarà supportato come Covid dall’ospedale del Delta.
Infine, per la Romagna, agli hub di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena verranno affiancati come Covid hospital gli ospedali di Lugo e di Riccione.
Punti triage
Si è aggiunta oggi una nuova tenda davanti all’ospedale di Piacenza che va a potenziarei 21 punti triage attivati finora in Emilia-Romagna dalla Protezione civile regionale davanti ai presidi sanitari per la sicurezza degli operatori impegnati a gestire l’emergenza Coronavirus: 3 nella città metropolitana di Bologna (2 nel capoluogo, davanti agli ospedali Sant’Orsola e Maggiore, ed 1 a Imola); 3 in provincia di Piacenza (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni);  3 in provincia di Parma (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); 3 in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); 5 in provincia di Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo nel Frignano e Modena città, dove la tenda è davanti alla sede del 118, a supporto degli operatori e dove ieri è stata allestita una ulteriore tenda con funzioni di magazzino); 2 in provincia di Ferrara (ad Argenta ed a Cento); 1 in provincia di Forlì-Cesena (a Meldola davanti all’Irst Centro oncologico); 1 nella Repubblica di San Marino.

Volontariato
Ieri sono stati 104 i volontari operativi in Emilia-Romagna, per un totale di 1.445 dal 23 febbraio scorso. /EC




Cattolica. Coronavirus, Radio Talpa e Cattolica per la Tanzania: spazio di ascolto per disagio emotivo


Radio Talpa e l’associazione Cattolica per la Tanzania onlus col motto  #iorestoacasa MA RESTIAMO INSIEME hanno promosso
uno SPAZIO DI ASCOLTO per fronteggiare il disagio emotivo connesso all’attuale stato di emergenza sanitaria, grazie alla lodevole
disponibilità dello psicologo di Cattolica DANIELE CERRI. Potete telefonare direttamente al suo cellulare: chiama  333 266 6518
il MARTEDI’ – GIOVEDI’ – SABATO dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Il contatto è strettamente personale nella totale garanzia
della privacy e gratuito. Per precisione e rassicurazione, le telefonate NON passeranno tramite la web radio.
Si coglie l’occasione per divulgare anche altri numeri utili al servizio dei cittadini sull’emergenza Covid-19 (vedi allegato)
Emergenza Covid-19: Hai bisogno di aiuto? Chiama la Croce Rossa Italiana al “numero amico” 0541/830718 dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. La Croce Rossa Italiana e la Caritas, in coordinamento con il Comune di Cattolica, grazie alla disponibilità di esercenti presenti sul territorio e di soggetti del Terzo Settore e del Volontario, hanno predisposto una serie di azioni in favore di cittadini in situazione di difficoltà personale, al fine di sopperire ad eventuali criticità che possano presentarsi vista l’emergenza legata al diffondersi del Covid-19



Rimini. Agricoltura, 9 vitigni nuovi: più resistenti e meno trattamenti

Coriano. Colline riminesi con vigneti

Coriano. Colline riminesi con vigneti

Agricoltura, 9 vitigni nuovi: più resistenti e meno trattamenti. Quattro vitigni a bacca nera: “Merlot Kanthus”, “Merlot Khorus”, “Cabernet Volos”, “Cabernet Eidos”; e cinque a bacca bianca: “Sauvignon Kretos”, “Sauvignon Rytos”, “Johanniter”, “Souvignier Gris” e Solaris” . Già tutte presenti nel Registro nazionale delle varietà di vite da vino.

Le nove varietà di vite da vino messe a punto dal Centro di ricerche produzioni vegetali (Crpv), dopo una sperimentazione pluriennale condotta nella sede di Tebano (Faenza), hanno dimostrato numerose qualità positive. A seguito delle prove di campo, il Crpv ha richiesto alla Regione Emilia-Romagna il riconoscimento delle viti, che essendosi dimostrate resistenti o tolleranti alle principali malattie fungine, nonostante la drastica riduzione dei trattamenti, possono essere di interesse per le aziende vitivinicole dell’Emilia-Romagna.
Su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare Alessio Mammi, la Giunta ha quindi iscritto nel proprio elenco i nuovi vitigni per uva da vino, derivanti da incroci tra Vitis vinifera con altre specie del genere Vitis.
“Dalla ricerca e dalla sperimentazione pluriennale – dice l’assessore regionale  Mammi –  possiamo ottenere risposte che consentono alle nostre imprese viticole di produrre vini di ottima qualità e di migliorare decisamente la sostenibilità ambientale del vigneto, stante la drastica riduzione del numero dei trattamenti annui previsti contro peronospora e oidio, nel rispetto della salute dei consumatori ma, più in generale, per tutta la nostra società. I viticoltori al contempo dovrebbero trarre beneficio dalla coltivazione di queste varietà in quanto l’innovazione varietale proposta dovrebbe comportare una riduzione dei costi di produzione annui”.
Queste uve potranno essere destinate solo a produrre vini da tavola e/o Igt (Indicazione geografica). Permane infatti tuttora il divieto di utilizzare gli incroci tra specie di Vitis vinifera con altre specie del genere Vitis nella produzione di uve destinate a produrre vini a Denominazione di origine

Ricerca in campo per i nuovi vitigni
La sperimentazione è stata condotta confrontando le varietà resistenti con le varietà di vite da cui discendono (cd. Parentali di Vitis vinifera), già iscritte nel Registro regionale delle varietà di vite per uva da vino. Le fasi fenologiche dell’invaiatura e soprattutto della raccolta risultano spesso anticipate, per alcune varietà di circa un mese.
L’uva raccolta ha un tenore zuccherino similare al parentale con cui è stato confrontato; un’acidità tendenzialmente più bassa e una resa unitaria mediamente in linea con la varietà testimone pur con un comportamento diverso tra le varietà resistenti a bacca bianca e nera: le varietà a bacca nera hanno dimostrato una resa generalmente più bassa mentre quelle a bacca bianca una resa più alta rispetto al testimone.
Il vino prodotto dall’uva raccolta ha una concentrazione in polifenoli (e per le varietà a bacca rossa anche in antociani) decisamente più elevata del vino prodotto dalla varietà testimone. Ai test sensoriali di gradevolezza, i vini ottenuti da varietà resistenti hanno riportato giudizi comparabili o superiori al vino ottenuto dall’uva della varietà testimone.
Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna, è possibile per i viticoltori emiliano romagnoli iniziare a mettere a dimora le barbatelle delle nuove varietà. /OC




Pesaro. Papalini, Confindustria: “Sulla sicurezza c’è piena consapevolezza e i sindacati dovrebbero fare fronte comune con noi”

Mauro Papalini, presidente Confindustria Pesaro Urbino


“Fabbriche aperte o chiuse? Non è una caccia alle streghe su chi ha ragione o torto, ma
nella quasi totalità dei casi una valutazione che fa appello alla coscienza”. Lo afferma
Mauro Papalini, presidente della territoriale di Pesaro Urbino di Confindustria Marche
Nord, anche a seguito  dell’accordo sottoscritto a Roma fra Confindustria con le sigle
sindacali nella giornata di ieri.
“Domani nelle imprese che apriranno – ha aggiunto –, soprattutto quelle nella nostra
provincia fra le più colpite dall’emergenza, tutti saranno consapevoli e informati sulle
misure di sicurezza. Questo non è il momento di cercare colpe, ma soluzioni: vale anche
per i sindacati, che in questo momento – facendo riferimento al protocollo sottoscritto –
dovrebbero far fronte comune con gli imprenditori, anche per un supporto a reperire sul
mercato tutti i dispositivi protettivi necessari per continuare l’attività con gli standard
massimi di sicurezza”.
“Se la gran parte degli italiani può restare a casa, lo si deve al fatto che molte imprese
sono operative H24 per produrre alimenti, beni e servizi, che servono per consentire a
tutti di vivere senza problemi”, ribadisce Papalini. “Così come medici e infermieri non
possono fermarsi, e lavorano senza tregua – sottolinea -, ci sono anche delle attività che
non possono fermarsi”. Nel ragionamento di Papalini, “premesso che ormai da anni si
produce sull’ordinato, e quindi non ci sono più grandi quantitativi di merci in magazzino, il
lavoro delle nostre industrie, per lo più della subfornitura, si svolge in filiera: ad esempio,
se ad un ospedale serve una bombola per l’ossigeno, la sua produzione impatta su più
aziende e più settori, dalla meccanica di precisione fino ai trasporti che la consegnano. E
in tutti i settori produttivi avviene la stessa trafila: alimentare, farmaceutico, plastica e
confezioni, chimica, agroalimentare”. “Nessuno è in grado di sostituirsi alle imprese e ai
loro   dipendenti   –   dice   ancora   Papalini   -,   ma   serve   che   qualcuno   sia   operativo   per
consentire che alla gran parte dei cittadini di continuare a restare in casa riducendo al
massimo il rischio di contagio”.
Confindustria sta lavorando per ottenere dal governo gli ammortizzatori sociali essenziali
per dare la possibilità alle imprese di non chiudere per sempre e suggerire una strategia di
rilancio immediato dell’economia, sulla quale vanno coinvolti anche le amministrazioni
locali e gli istituti di credito. “Come Associazione – ha concluso Papalini – continueremo a
dare alle imprese della provincia il massimo supporto e le informazioni sulle nuove misure
a sostegno di questa crisi”.




Santarcangelo di Romagna. Tonino Guerra, quel caratteraccio di straordinaria sensibilità nasceva 100 anni fa

Tonino Guerra
Tonino Guerra, quel caratteraccio di straordinaria sensibilità nasceva 100 anni fa. Non sapeva proprio farsi voler bene, come sanno i santarcangiolesi. Era un antipatico di profonda umanità. Chi scrive è entrato in contatto due volte. Per due interviste. La prima volta andò a vuoto per ragioni abbastanza imbarazzanti. La seconda volta, grazie ad un comune amico, il professor Ruggero, si fece e fu deliziosa. Quando ci fu il botta e risposta aveva come ospite a casa, a Pennabilli, il regista greco Anghelopulos, che portava alle feste di paese.   Si parla della metà degli anni ’90. A casa sua a Pennabilli, insomma, riceveva grandi personaggi. E le sue poesie, le sue sceneggiature hanno fatto grande la Romagna nel mondo.   Amico intimo del grande regista riminese Federico Fellini, ha scritto pensieri profondi con semplicità, precisione, eleganza ed originalità. Era talmente profondo, che la sua pubblicità per Unieuro, commissionatogli da Oscvar Farinetti, ancora ci risuona nella mente.

Poeta, scrittore e sceneggiatore di fama internazionale, era nato il 16 marzo 1920 a Santarcangelo di
Romagna, dove si è spento il 21 marzo 2012.
Negli anni Cinquanta si trasferisce a Roma intraprendendo regolarmente lunghi soggiorni in Russia, paese
che diventerà per lui una seconda patria. Alla fine degli anni Ottanta mette le radici a Pennabilli, antica città
malatestiana del Montefeltro, dove era solito trascorrere lunghi periodi estivi, e nella quale è sepolto.
A riconoscerne il talento è Carlo Bo che, nell’immediato dopoguerra, cura la sua prima raccolta di poesie in
dialetto I scarabócc. A questa ne seguono altre, fra le quali ricordiamo I bu (1972), con l’introduzione di
Gianfranco Contini, pietra miliare nella sua opera letteraria. Come prosatore esordisce nel 1952 con il
racconto La storia di Fortunato, edito nella collana di Einaudi “I gettoni”, diretta da Elio Vittorini. Pubblica
cinquanta libri fra racconti e poesie, vincendo numerosi premi: il Pirandello, il Pasolini, il Gozzano, il Nonino,
il Carducci e il Comisso.
Scrive oltre 120 sceneggiature per pièces teatrali, fiction televisive e film per i più grandi registi del mondo:
Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Vittorio De Sica, i fratelli Taviani, Francesco Rosi,
Theo Angelopoulos, Andrej Tarkovskij. Vince il premio Oscar con “Amarcord” (1973) di Federico Fellini e
ottiene altri prestigiosi riconoscimenti: il David di Donatello, il Premio De Sica, l’Oscar Europeo del Cinema, il
premio quale Miglior Sceneggiatore Europeo e l’americano Jean Renoir Award.
Nel 2002, il Presidente della Repubblica lo nomina Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della
Repubblica Italiana.
L’Università di Urbino, presso la quale si è laureato in Pedagogia nel 1945, gli conferisce, nel 2005, la Laurea
ad honorem in Lettere, che va ad aggiungersi a quelle ricevute a Bordeaux, Mosca e San Pietroburgo. La
Russia lo nomina Accademico ad honorem dell’Accademia degli Artisti e Cavaliere dell’Orden, massima
onorificenza nazionale.
Artista multidisciplinare, alla stregua dei grandi umanisti del Quattrocento, ha espresso i temi della sua
poesia nelle più diverse forme artistiche, come si evince dal piccolo Museo di Santarcangelo e da quello di
Pennabilli, dove ha sede l’Associazione che porta il suo nome.
Tra le sue installazioni – che egli stesso ha definito Poesie nel paesaggio – disseminate per tutta la
Valmarecchia e sulla riviera, citiamo due percorsi di grande impatto poetico: l’Orto dei Frutti dimenticati di
Pennabilli, pensato come museo dei sapori, e I luoghi dell’anima: sette musei, ciascuno con caratteristiche
proprie, nati per sollecitare la fantasia del visitatore.



Riccione. Tassa rifiuti, rate ad agosto e ottobre

 

Tassa rifiuti, rate ad agosto e ottobre.
L’assessore Luigi Santi: “Vista l’emergenza abbiamo deciso di dare una mano
alle attività e alle famiglie in attesa di misure governative”.

Le tre rate previste nel 2020 sarebbero
dovute andare a scadenza il 16 giugno il 20%, il 16 luglio il 40% e il 16
ottobre il restante 40%. Invece la Tari si pagherà in solo due rate: la prima
posticipata al 17 agosto (50% del tributo totale) e la seconda al 16 ottobre (il
restante 50%).
L’assessore al Bilancio Luigi Santi: “Per ora abbiamo agito
su tassa di soggiorno e tassa rifiuti, ma allo studio abbiamo altre misure. E’
ovvio che come città a vocazione turistica l’emergenza e la chiusura forzata
delle attività mette a dura prova i nostri operatori. Come Comune possiamo
solo agire con posticipazioni e dilazioni, ma non possiamo intervenire sulle
tariffe in senso stretto senza una decisione precisa e chiara da parte del
Governo che speriamo arrivi in tempi rapidissimi”.




Pesaro. Coronavirus, tavolo permanente di crisi

Pesaro, piazza del Popolo

 

Coronavirus, tavolo permanente.  «Alla luce dell’emergenza Coronavirus che ci troviamo ad affrontare, abbiamo costituito un tavolo permanente anticrisi per sostenere le famiglie, i lavoratori e le imprese del territorio». Lo dice il sindaco Matteo Ricci, dopo l’incontro con associazioni di categoria, sindacati, banche e ordine dei commercialisti per analizzare la bozza del decreto ‘Salva Italia’. «Insieme ad Ali nazionale abbiamo sintetizzato le azioni principali previste dal decreto. Le slide verranno aggiornate appena uscirà l’ufficialità del provvedimento. La massima attenzione ovviamente va alla crisi sanitaria del Paese, ma cominciamo a lavorare anche sugli aspetti economici», afferma il sindaco. L’incontro si è tenuto nella sala del consiglio comunale, rispettando le distanze di sicurezza. Per il Comune, oltre al sindaco, presenti gli assessori Vimini, Pozzi e Frenquellucci. Dodici persone si sono collegate tramite skype. «Il prossimo incontro è fissato per venerdì 20 marzo. Parteciperanno anche il presidente della Provincia Giuseppe Paolini e una delegazione dei consiglieri provinciali che già si erano mossi sui temi economici, in modo tale da rendere omogeneo il lavoro che si fa sul Comune di Pesaro e sull’intero territorio provinciale», conclude Ricci.




Misano Adriatico. Coronavirus, sanificazione degli uffici pubblici

Misano, palazzo comunale

 

Coronavirus, sanificazione degli uffici pubblici: Polizia municipale, del municipio in via Repubblica, la palazzina Bianchini sede anagrafe e sociale e degli uffici Iat.
Si aggiungono tutte le aree aperte al pubblico e gli uffici dei dipendenti. Di conseguenza i servizi, che rimarranno comunque aperti, avranno orari rimodulati in base al passaggio della sanificazione. Quindi si consiglia di verificare prima di doversi eventualmente spostare.
Procede, a cura di Hera, la sanificazione delle strade per singole aree e che nei prossimi giorni arriverà a termine.

“Stiamo profondendo il massimo sforzo – dice il sindaco Fabrizio Piccioni – per consentire ai lavoratori di operare nelle condizioni più sicure possibili. Non è facile per nessuno, per cui ringrazio personalmente uno ad uno i dipendenti comunali per la disponibilità che stanno mostrando. Rinnovo però anche l’invito ad essere sempre più rigorosi nell’osservare le disposizioni di limitare gli spostamenti a quelli strettamente necessari. Nel weekend passato i nostri concittadini hanno dato un bel segnale, ma c’è ancora qualcuno che si ostina a non capire che disattendere le indicazioni significa mettere a repentaglio la propria salute, quella dei famigliari e del prossimo”.




Riccione. Coronavirus, chiusi i cimiteri dal 17 marzo

Renata Tosi, sindaco di Riccione

 

 

Coronavirus, chiusi i cimiteri.  Lo ha deciso il sindaco Renata Tosi che ha dato incarico a Geat di provvedere alla chiusura da domani 17 marzo dei due cimiteri comunali. I servizi essenziali, come quello per la sepoltura, il servizio di obitorio e camera mortuaria saranno operativi su prenotazione al numero 347- 4163426, attivo anche per eventuali urgenze. La chiusura è stata prevista per non favorire aggregazioni di persone in ottemperanza delle norme contro la diffusione del Covid-19 e per rendere più agevole la riorganizzazione degli operatori Geat.




Santarcangelo di Romagna. Coronavirus, chiuse le casine dell’acqua

 

Coronavirus, chiuse le casine dell’acqua fino al 3 aprile. Per limitare la possibilità di assembramento delle persone e contribuire a contenere la diffusione del coronavirus, già dalla giornata di oggi le Case dell’acqua di piazzale Campana nel capoluogo, di San Vito e di San Martino dei Mulini, sono chiuse.
Inoltre, nell’ambito dei provvedimenti adottati per la riduzione degli orari di apertura dei servizi, anche l’Ufficio affissioni limiterà l’apertura al pubblico a due giorni alla settimana: il lunedì e il giovedì dalle ore 9,30 alle ore 12,30.
Intanto il servizio di assistenza per la consegna a domicilio di generi alimentari, beni di prima necessità e farmaci messo a disposizione di disabili, persone affette da gravi problemi sanitari e di anziani con più di 65 anni che hanno difficoltà a spostarsi da casa, ha già ricevuto le prime richieste. Il servizio prevede anche la consegna di pasti caldi (gratuiti) a chi si trova in una condizione di effettiva difficoltà a prepararsi autonomamente pranzo o cena.
La consegna presso l’abitazione è effettuata dai Volontari della Protezione Civile e può essere richiesta ai numeri 0541/356.339 e 320/4323631 (da lunedì a venerdì dalle 8,30 alle 17,30 e il sabato dalle 8,30 alle 13), mentre per la consegna di farmaci occorre telefonare al numero verde 800/231999.