Rimini. Nadia Rossi: “Bloccato il tentativo di contraffazione della piadina in Gran Bretagna”

 “Bloccato il tentativo di contraffazione della piadina in Gran Bretagna”. “E’ una grande vittoria per la Romagna e in generale per la filiera produttiva locale quella ottenuta dal Consorzio di promozione e tutela della Piadina romagnola IGP di Rimini che è riuscita a bloccare un tentativo di contraffazione del prodotto simbolo della enogastronomia romagnola da parte di un gruppo spagnolo – commenta la consigliera regionale riminese del Pd Nadia Rossi – che sotto il volutamente equivoco nome di ‘Piadine di Modena’ avrebbe provato a registrare all’Ufficio marchi e brevetti della Gran Bretagna vari prodotti da forno e a base cereale. Grazie alla vigilanza e al contenzioso avviato dal Consorzio con sede a Rimini – dall’esito tutt’altro  che scontato visto il contesto della Brexit – si è riusciti ad evitare un danno alla reputazione del Made in Italy e una beffa per i consumatori internazionali. La valorizzazione e il consolidamento della produzione e delle eccellenze locali è una delle chiavi di sviluppo della nostra economia e rappresenta una delle priorità per i prossimi 5 anni. Dobbiamo essere al fianco dei Consorzi e dei privati nella tutela delle nostre eccellenze anche nei confronti dei tentativi di speculazione come questo”.



Rimini. Polveri sottili, il primo marzo limitazione auto

Polveri sottili, il primo marzo limitazione auto.
Domenica 1° marzo la ‘domenica ecologica’, il provvedimento che prevede le limitazioni alla circolazione dei veicoli privati nel territorio del Comune di Rimini così come su quelli aderenti al Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) e al Nuovo Accordo di Bacino Padano.
Prevede l’applicazione delle limitazioni già in vigore dal lunedì al venerdì, nell’area del territorio comunale che comprende tutta la zona urbana a mare della statale 16.
Le limitazioni alla circolazione comprendono il blocco dalle ore 8.30 alle ore 18.30 dei veicoli più inquinanti: gli autoveicoli e veicoli commerciali a benzina Euro 0 ed Euro 1; gli autoveicoli e veicoli commerciali diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3; i ciclomotori e motocicli Euro 0. Sarà comunque reso fruibile il transito nelle arterie di collegamento ai parcheggi di scambiamento (come piazzale Caduti di Cefalonia, Centro Ausa, Valturio/Scarpetti, Italo Flori, via Fantoni e parco Don Tonino Bello), alle strutture ospedaliere, di ricovero e cura, e all’intero asse mediano (la direttrice ‘Fila dritto’) e ai parcheggi limitrofi.




Rimini. Coronavirus, 115 positivi in Emilia Romagna (7 a Rimini). 1.224 tamponi refertati

Bologna. La sede della Regione

Bologna. La sede della Regione

 

Coronavirus, 115 positivi in Emilia Romagna. 1.224 tamponi refertati. Più della metà in isolamento a casa, rimangono 6 i pazienti in terapia intensiva. Complessivamente 74 a Piacenza, 18 a Modena, 16 a Parma e 7 a Rimini
18 casi in più rispetto a ieri pomeriggio, quando erano 97. Piacenza passa da 63 a 74, Parma da 10 a 16; 1 nuovo caso a Rimini, invariati quelli di Modena
Bologna – Sono 115, in Emilia-Romagna, i casi di positività al Coronavirus: 74 a Piacenza, 18 a Modena, 16 a Parma e 7 a Rimini. E passano da 1.033 di ieri a 1.224 i tamponi refertati.
Anche oggi si conferma che nessuno dei nuovi pazienti è in terapia intensiva (dove rimangono i 6 comunicati ieri), e la maggior parte si trova in condizioni non gravi; molti sono asintomatici o presentano sintomi modesti (febbricola e lieve tosse). Complessivamente, oltre la metà delle persone positive è in isolamento a casa.
Rispetto a ieri pomeriggio, quando i casi positivi erano 97, ci sono dunque 18 casi in più, di cui 11 a Piacenza, 6 a Parma e 1 a Rimini. Rimane invece invariata la situazione a Modena, con 18 casi.




Riccione. Lea Ermeti: “Il verde si cura insieme ai cittadini”

L’assessore Lea Ermeti
Lea Ermeti: “Il verde si cura insieme ai cittadini”. Il Comune di Riccione, settore lavori pubblici e ambiente, in collaborazione con Geat, ha in via di ultimazione i lavori di riqualificazione delle aree verdi in zona Borgo delle Noci, via Marostica nel quartiere di San Lorenzo, lato monte. I lavori hanno fatto seguito ad un sopralluogo effettuato all’inizio di febbraio dagli assessori del Comune di Riccione, Laura Galli (vice sindaco e socialità di quartiere), Lea Ermeti (Lavori pubblici e Ambiente) e Elena Raffaelli (Sicurezza nei quartieri) insieme con i tecnici del servizio ambiente del Comune e di Geat.
La riqualificazione del parco passerà attraverso l’inserimento di nuove piante e arredi. Il Borgo delle Noci ha una storia particolare alle spalle, iniziata 20 anni fa. Quella specifica area, era inizialmente un ex terreno agricolo dove grazie ai fondi dell’Ue era stato creato un impianto di coltivazione di alberi da legno, i noci appunto. Con l’urbanizzazione e relativi oneri all’epoca furono create oltre agli spazi occupati dagli alberi di noce da legno altre aree verdi affidate all’amministrazione. Successivamente queste aree sono state completamente cedute al Comune che ha quindi provveduto al mantenimento e alla sistemazione. Una completa riqualificazione con l’inserimento di nuove piante però è stata decisa e realizzata solo oggi.
Il lavori di riqualificazione delle aree verdi relative al Borgo delle Noci è in via di ultimazione. In particolare sono stati piantati 94 oleandri che andranno a creare una barriera naturale di sicurezza tra l’area verde e il vicino parcheggio, 25 alberi di alto fusto, tra cui frassini, aceri, campestre e querce. Inoltre verrà creata una zona sgambamento per i cani di 400 metri quadrati., e nuovi cestini per la carta. Inoltre verranno sistemati i giochi per bambini e si collocherà una nuova altalena come richiesta dai residenti.

Dichiarazione dell’assessore ai lavori pubblici Lea Ermerti. “La rigenerazione del verde e dei parchi cittadini è stata sempre una nostra priorità. Le aree verdi come i giardini hanno bisogno di una manutenzione costante, spesso connessa alla stagionalità. E’ davvero un impegno importante che spesso noi assessori assumiamo in prima persona con sopralluoghi diretti. Noi per primi passiamo attraverso i nostri parchi, certo che per tenerli sempre curati la collaborazione dei cittadini è indispensabile. Perché quando si frequenta un parco bisogna tenere a mente che è un bene prezioso per la città e quindi va rispettato a cominciare dal comportamento dei singoli”.



Riccione. Tassa di soggiorno, causa Coronavirus posticipate le rate al 16 luglio

Tassa di soggiorno, causa Coronavirus posticipate le rate al 16 luglio. Lo ha deciso l’amministrazione comunale, accogliendo le richieste arrivate dalle associazioni degli albergatori.
“Aver posticipato la tassa di soggiorno – ha detto l’assessore al Bilancio del Comune di Riccione, Luigi Santi – è un modo per dare un aiuto concreto ai nostri albergatori. E’ indubbio che a causa della difficile situazione che si è creata per la paura, spesso immotivata di contagio da Covid-19, si possono prendere delle difficoltà per i nostri operatori. Intanto abbiamo pensato di posticipare le due rate in scadenza, ma stiamo studiando eventuali altre misure per far sentire la nostra vicinanza agli operatori riccionesi”.



Pesaro. Tas Losanna, assolto l’olimpionico di nuoto Filippo Magnini

Tas Losanna, assolto l’olimpionico di nuoto Filippo Magnini. «Sono molto contento. Non avevo dubbi perché ho sempre creduto nella trasparenza, linearità e professionalità di Filippo Magnini e nelle sue battaglie contro il doping». Così Matteo Ricci dopo l’annullamento della squalifica da parte del Tas di Losanna sul due volte campione mondiale di nuoto. In passato il sindaco si era schierato più volte in favore dell’atleta pesarese sulla vicenda, prendendo anche posizioni pubblica: «Sono molto vicino a lui e alla sua famiglia perché comunque sono stati anni difficili, che hanno rischiato di minare la sua reputazione. Finalmente giustizia è stata fatta: grande Filippo: tutta Pesaro è con te», il commento di Ricci. 



Riccione. Piadina e pipa, prodotti veri e naturali per fumare in modo ecologico salutare e vivere a lungo

di Leonardo Mortato
Me n’andavo un mattino a passeggiare,
Quando ho visto una tavola imbandita in mezzo al viale,
Era una tavola che aveva un po’ di colore,
Ma che più attirava per il suo buon odore
“Eran 300, eran giovani e forti …ecc., ecc.
Non abbiate paura, non è la rivisitazione della nota “Spigolatrice di Sapri”, ma è l’inneggiare a uno stato d’animo battagliero e romantico in cui mi sono sentito immerso, una mattina di marzo serena e soleggiata, a passeggio per Viale Ceccarini fumando la mia insostituibile pipa.
Incuriosito dalla piccola folla radunata intorno ad una tavola imbandita di prodotti agricoli e bottiglie di vino locali, mi avvicino e chiedo informazioni, venendo a sapere che di lì a poco vi sarebbe stata una ripresa televisiva in diretta su RAI3 per la trasmissione “Cominciamo bene”.
Partito il collegamento, l’inviato di RAI3 annuncia l’argomento del giorno: “La Piadina Romagnola”, ma prima d’iniziare, s’avvicina ad un altro tavolino, che esponeva alcuni portacenere di carta da passeggio, ed inizia ad intervistare le persone lì presenti su di un argomento al di fuori del contesto annunciato, argomento attualmente molto caldo in Italia e che riguarda “il divieto di fumare” in qualsiasi luogo pubblico o di ritrovo chiuso.
Io ascoltavo placido e sereno, continuando a fumare la mia pipa e, avvolto in una densa nuvola di fumo, mi sono ritrovato a pensare a quell’inutile disquisizione sul “fumare sì!…fumare no!”, sul fumare la sigaretta o il sigaro, sulla validità o meno di usare quella specie di portacenere da passeggio, su quelle persone che s’indignavano, chi per un verso, chi per l’opposto, sui mali e i disagi del fumo, pensando che forse avrebbero potuto intervistare anche me, fumatore di pipa, nella disquisizione ulteriore su dove buttare la cenere, …ma io non avevo necessità di usare quel decantato portacenere di carta!
L’evento, in ogni caso, mi dà lo spunto per esternare il mio pensiero che, sebbene vada in controtendenza e qualcuno non apprezzerà, potrebbe contribuire a far emergere alcune verità sui reali danni del fumo abbinati a quelli dell’inquinamento.
Con ciò, non mi riferisco soltanto all’inquinamento ambientale di cui ormai tutti parlano e tutti si danno in apparenza un gran da fare a risolvere, ma è la problematica principale dell’INQUINAMENTO MORALE.
I detentori del potere politico, economico e dei mass-media stanno tentando di fidelizzare i cittadini ad una finta democrazia, dove tutto sembra permesso e tutti si permettono di fare quel che vogliono, nella più ampia comodità.
Il non rispettare alcuna regola morale, in nome della comodità, serve solo ad offuscare e addomesticare la mente di tutti a tal punto da non più distinguere fra il vero e il falso, fra il bene e il male, fra il giusto e l’ingiusto.
Il fumare, questo odiato e amato vizio, questa fonte di contrasti, di seduzione, di sì, di no, forse può essere risolto in maniera ben diversa dalla criminalizzazione che lo Stato, detentore del monopolio sui tabacchi, sta facendo dei fumatori.
Premetto che anch’io sono convinto che se non si fuma è un bene e che se non s’inizia va anche meglio, ma per chi, come me, questo vizio lo vuol mantenere, ho fatto alcune considerazioni sintetizzate in tre casi:
1. Fumare la sigaretta è un fumare sgradevole, per odore e per sapore, e si abbina ad un temperamento inquieto e stressato di chi fuma solo sotto l’azione di un tic nervoso che nulla ha a che fare con il piacere; così fuma la maggioranza della gente!;
2. Fumare il sigaro è un fumare intenso, per odore e per sapore, e si abbina ad un temperamento aggressivo ed autoritario perché, se avete notato, molti di coloro cui piace imporre la propria volontà o detengono privilegi, come i vip, spesso si fanno riprendere con un bel sigaro in bocca; il sigaro è un simbolo che serve a darsi un tono e a lanciare messaggi, oltre che odori, a molti spiacevoli;
3. Fumare la pipa invece, è un fumare dolce e gradevole fatto da persone serene e riflessive, per quelli che hanno la pazienza di armeggiare con le necessarie operazioni preliminari e che si concedono sempre il tempo per godersi la vita.   Bisogna valutare, scegliere e preparare prima di accendere la pipa, come nella vita; quindi la pipa può ritenersi il simbolo della democrazia e della pace, come il Calumet dei Pellerossa fumato nel consiglio dei capi e nelle cerimonie di pace.
Ed allora, continuiamo a fumare, ma fumiamo la pipa, perché la pipa è un piacere e fa bene al gusto, alla vita, alla mente, perché ci costringe a riflettere, a tranquillizzarci e a scegliere sempre il momento giusto per rilassarci e stare in pace con noi stessi.
Sono altri gli elementi che inquinano e hanno già inquinato cielo, mare, fiumi e terra; …nulla è più immune.
Non fatevi deviare dalle false campagne contro il fumo, perché ormai è solo l’inquinamento ambientale che ci fa ammalare molto più velocemente ed in maniera molto più estesa e, come dimostrano molti articoli pubblicati sui giornali, nelle statistiche dei morti di cancro ai polmoni, vi sono parecchi non fumatori e ve ne sono sempre di più.
Vi è un articolo del giornale “La Voce” di Rimini che mi ha molto colpito in modo particolare, ed è quello pubblicato a pag.26 dell’edizione del 1 aprile 2004, secondo il quale l’ARPA ha accertato come il solo inceneritore locale a Raibano abbia determinato l’incremento di ammalati di cancro ai polmoni ben 5 volte superiore alla media nazionale per la sola Riccione.
Se poi a tale inquinamento aggiungiamo quello da gas di scarico degli automezzi, dallo smog e acque acide delle industrie, dagli anticrittogamici e varie altre sostanze che inquinano tutta l’agricoltura, dall’elettromagnetismo prodotto dai milioni di telefonini e dalle migliaia di stazioni radio e televisive e antenne dedicate, dagli inquinanti derivanti dalle centrali elettriche a gas o nucleari e dalle radiazioni naturali ed artificiali, e chi più ne ha più ne metta, da soli ci accorgiamo che il nostro prossimo futuro non ci riserva molte scelte ……se non quella di farci una bella e salutare fumata di pipa.
Siamo ormai prossimi alle elezioni amministrative ed europee di giugno, cioè il momento in cui, dopo un lungo periodo di 5 anni, il potere ritorna finalmente nelle mani dei cittadini, potere che è il sacrosanto diritto-dovere di tutti di eleggere il proprio candidato di fiducia per un nuovo lungo periodo di 5 anni.
Questo candidato deve essere scelto con oculatezza e serietà, e tutti dovrebbero così votare, senza farsi abbindolare dalle false promesse dei partiti ……tanto alla fine non sa mai chi le ha fatte!
Non ha importanza il colore del candidato; importa invece e tanto, che sia persona seria, onesta e capace di risolvere il nostro primo problema, quello della sopravvivenza e della salute nostra e dei nostri cari.
……e se alla fine anche noi ci ritroveremo a dire: “Eran 300, eran giovani e forti e sono morti!”, pensiamo all’Inquinamento Morale che tanta colpa ha in questo balordo modo di vivere, nel disprezzo della natura, che il “consumismo” sfrenato sta ammazzando, e nella brutta abitudine di tutti, e ridico tutti, di nascondere la verità che, molto spesso non fa rima con comodità.
Rivediamoci un po’ dentro e torniamo quindi ad un’ecologica boccata di fumo,
……di PIPA naturalmente!
Leonardo MORTATO        .
Un semplice cittadino simpatizzante per tutti coloro che attuano reali battaglie ecologiche in difesa della natura e dell’uomo.   Al contrario il ministro Sirchia fa solo campagne contro il fumo e, per deviare e addomesticare le menti, solo su quello continua a bombardare gli Italiani di pubblicità disgustosa (IL FUMO UCCIDE) e non più reale sulle confezioni di sigarette, sigari e tabacco che, non si capisce perché, sono pure vendute dal Monopolio di Stato.



Riccione. Statua Hippo, restaurata. Ricollocata in piazzale Cadorna

L’artista Marco Lodola
Statua Hippo, restaurata. Ricollocata in piazzale Cadorna.
“E’ Pegaso, sì sa vola via. Dobbiamo abituarci ogni tanto si fa un giro sul mare. Lo ha fatto anche il Pegaso che ho realizzato per Venezia”. Ci scherza su Marco Lodola l’autore di “Hippo”, la scultura luminosa in restaura dall’estate scorsa, da quando cioè a causa di forti venti e piogge, aveva subito alcuni danni. L’opera che era stata inaugurata 10 anni fa dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e collocata in piazzale Cadorna a Riccione, la piazza antistante la stazione ferroviaria, tornerà al suo posto martedì 3 marzo dopo un sapiente recupero effettuato dalle mani del suo creatore. “Queste statue sono vive e quindi si muovono… – racconta con quel pizzico di ironia Lodola, raggiunto telefonicamente dal suo laboratorio a Pavia, dove lavora e vive. “Dobbiamo abituarci forse lo rifarà, ad un certo punto Pegaso salta e vola via, ma poi torna sempre”. Come Lodola dice che presto tornerà a Riccione, città che ha nel cuore, che gli restituisce il buon umore e la voglia di vivere. “Non sarò presente alla ricollocazione dell’opera, ma a Riccione tornerò sicuramente ho cari amici in Rivera”. A Riccione si stanno predisponendo le operazioni per accogliere nuovamente Hippo a casa. Le operazioni coordinate dal settore lavori pubblici del Comune di Riccione, saranno eseguite da Geat. “Spero che in tanti anni, “Hippo” sia stato un riferimento positivo per i viaggiatori che arrivano a Riccione in treno, un simbolo della città che amo”. Lodola essendo a Pavia in questi giorni vive quella particolare condizione legata alla cosiddetta “zona rossa”, così definita per le restrizioni dovute ai casi di infezione da coronavirus. “Un’esagerazione generale – dice l’artista – per me la vita scorre come sempre. Non è cambiato nulla un po’ perché non amo gli assembramenti di persone, non amo la folla, e un po’ perché per me è sempre una quarantena, lavoro, casa. Casa e lavoro. La quarantena però quest’estate si interrompe… – scherza Marco Lodola – a Riccione tornerò sicuramente perché è una città che mi restituisce gioia di vivere, una città che fa guarire e fa bene, soprattutto dopo un inverno così teso. Riccione la consiglio a tutti”. 
“Un grazie di cuore va a Marco Lodola dall’amministrazione comunale e da me personalmente per aver restituito le “ali” ad una grande opera della città di Riccione – dichiara il sindaco Renata Tosi – Le ali sono un’immagine potente, di libertà e di desiderio quello di prendere quota, di alzare le aspettative e la famosa “asticella” in tutto quello che si fa. Il ritorno a casa di “Hippo” per noi in questo momento è il simbolo forte della capacità di guardare avanti”

Marco Lodola è tra i fondatori del “Nuovo Futurismo”. Promosso dalle teorie del critico Renato Barilli, il movimento vuole riproporre l’esaltazione della modernità ispirandosi all’avanguardia storica. Gli incarichi che Lodola riceve provengono da settori estremamente eterogenei: dalle industrie alle istituzioni pubbliche, dal mondo culturale a quello pubblicitario. Collabora tra gli altri con Carlsberg, Coca Cola, Coveri, Dash, Ducati, Fabbri, Illy, Swatch e Seat. Nell’ambito teatrale collabora con l’Opera Lirica Tosca di Puccini e con il Teatro Massimo di Palermo realizzando opere in perpex e neon dal vivace cromatismo. Realizza diversi loghi e immagini per importanti istituzioni come le Olimpiadi Invernali di Torino, il Giro d’Italia, Arci, il Roxy Bar di Red Ronnie, la Fiat Avio, la Juventus e Air One.



Rimini. Il presidente Bonaccini al premier Conte: “Tutelare imprese e occupazione, ecco i provvedimenti che servono subito. Misure e risorse non per le sole zone rosse”


Coronavirus. Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini al premier Giuseppe Conte: “Tutelare imprese e occupazione, ecco i provvedimenti che servono subito. Misure e risorse non per le sole zone rosse”
Azzerare il ‘contatore’ per far ripartire la Cassa integrazione e sbloccare i fondi di Regioni e Inps per quella in deroga. Assicurare accesso al credito alle imprese. Sostegno al turismo e al commercio. Lettera al presidente del Consiglio sul sistema fieristico firmata con Fontana e Zaia: “Rinvii e calendari rivisti, presa in carico immediata anche di questo problema”

 Provvedimenti e risorse per i territori colpiti e non limitati alle sole zone rosse, perché le ripercussioni economiche sono ben più ampie; azzeramento dei cosiddetti ‘contatori’ per far ripartire la Cassa integrazione e lo sblocco immediato dei fondi che Regioni e Inps hanno ferme per la Cassa in deroga, per dare loro immediata capacità di manovra sul fronte degli ammortizzatori sociali nei loro territori; assicurare liquidità alle imprese per superare lo stallo determinatosi in questi giorni; sostegno a partire ai settori del turismo, del commercio, culturale e dei servizi. Sono le tre misure che, nell’immediato, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, chiede al Governo per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus, sulle quali intende confrontarsi con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nell’incontro che avranno già nei prossimi giorni, al quale parteciperà anche una delegazione delle Regioni più colpite.
“Come ho anticipato in videoconferenza e con una lettera che ho inviato al presidente Conte a nome delle Regioni dopo aver ricevuto subito la sua disponibilità a incontrarci- spiega Bonaccini- occorre definire subito gli strumenti normativi e le risorse finanziarie necessarie a contrastare l’impatto dell’emergenza sul sistema delle imprese e sull’occupazione, per tutelare produzioni e lavoro”.
“Abbiamo addirittura aziende costrette a chiudere o sospendere la propria attività perché una parte significativa del personale è messa in quarantena. Per queste aziende fermarsi significa non rispettare impegni contrattuali, avere problemi con banche e fornitori, non poter pagare gli stipendi”.
Come noto, “poiché siamo nella fase finale del cosiddetto quinquennio mobile per la Cassa integrazione ordinaria e straordinaria e molte imprese hanno esaurito il ‘contatore’, è necessario un provvedimento strutturale per riaprire l’accesso agli ammortizzatori sociali. E abbiamo problemi con le piccole e le micro-imprese, per le quali è necessario accedere alla Cassa in deroga”.
“Altro comparto fortemente in difficoltà è quello del turismo. In attesa di dati certi, si registrano però già disdette in serie con anche eventi, meeting e congressi saltata, come ci hanno confermato operatori e amministratori locali che abbiamo incontrato oggi in Regione. Lo stesso- prosegue- vale per il commercio, di fronte anche alle necessarie misure precauzionali adottate, come per tutti gli operatori del pubblico spettacolo: cinema, teatri, discoteche, ecc. sono chiusi nella nostra Regione a seguito dell’ordinanza emessa d’intesa col Ministero della Salute e non è immaginabile che l’onere economico del provvedimento ricada solo su di loro”.
“Più in generale, è concreta la possibilità che si determinino le condizioni per una stagnazione economica le cui conseguenze potrebbero portare a una emergenza sociale ed economica da scongiurare con ogni mezzo, adottando misure a tutela della produzione, dell’occupazione e dello sviluppo. Anche per questo è indispensabile assicurare liquidità alle imprese attraverso l’accesso al credito, pena l’impossibilità di far fronte ai pagamenti e con il rischio di crisi a catena. Stiamo parlando, ricordo, di aree nelle quali si crea la quota più consistente del Pil dell’intero Paese”.
Bonaccini ribadisce l’imprescindibile necessità che le misure non siano circoscritte alle sole zone rosse, in quanto sono colpite gravemente, seppur in modo diverso, imprese, filiere produttive e comparti in altre zone, come l’Emilia-Romagna, che non possono essere escluse o trascurate. Per questo chiede al Governo tre provvedimenti immediati. I primi due sugli ammortizzatori sociali, perché si valuti l’opportunità di azzerare i contatori della Cassa integrazione guadagni e la possibilità di sbloccare le risorse non spese della Cassa in deroga, per assicurare continuità di reddito ai lavoratori. Terzo, il Governo metta in campo strumenti immediati per l’accesso al credito da parte delle aziende per impedire crisi di liquidità”. C’è infine “un fattore altrettanto strategico, che riguarda la nostra presenza nel mondo e del mondo in Italia: da un lato quindi la presenza sui mercati esteri e dell’internazionalizzazione delle nostre imprese, soprattutto in Regioni con una capacità di export fra le più elevate in Europa, dall’altro i flussi turistici nel nostro Paese”.
Ecco perché, ad esempio, “insieme ai presidenti di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, stiamo inviando una nota congiunta al presidente del Consiglio sul tema degli enti fieristici: tutti i calendari sono stati rivisti e tutte le manifestazioni internazionali spostate. Serve pertanto una presa in carico tempestiva anche di questo problema, di fronte alla possibilità di un fermo del settore, con ricadute pesanti sia dirette sia sull’indotto”.




Rimini. Cristallo d’Argento, bottega storica di Rimini


Cristallo d’Argento, bottega storica di Rimini,  negozio di gioielli di via Castelfidardo a Rimini.
Antonio De Paoli, originario di Villa Verucchio, da giovane scendeva da Villa Verucchio per imparare il mestiere come “bocia” e nel 1961 inizia la propria attività di orafo aprendo un piccolo laboratorio in via Castelfidardo n. 6.
Antonio con questo lavoro ha conosciuto anche l’amore, infatti mentre Antonio era militare il suo posto venne assegnato a Teresa, una ragazzina di 14 anni, con la quale trascorrerà tutta la sua vita.
Nel 1965 Antonio con il fratello Vincenzo e la moglie Fabbri Maria Teresa acquistano il negozio e con licenza datata 18 febbraio 1965 si apre al pubblico l’esercizio di “Commercio di Oggetti Preziosi” . La loro grande passione fa sì che da un piccolo negozietto di poche cose, successivamente sarà fondata la Società F.lli De Paoli & C. snc. che gestirà l’attività fino al 2013, quando le redini del negozio vengono affidate all’ attuale proprietaria, Monica, figlia di Antonio De Paoli, che rinomina la gioielleria “Cristallo D’Argento”, garantendo una gestione familiare tramandata da padre in figlia fino ad oggi.
Il titolo di Bottega Storica è ben attribuito a questa attività che ha mantenuto lo stesso banco da lavoro, con la foto di Antonio.  In negozio è anche esposta una bacheca con i vecchi punzoni per incidere e per fare gli intarsi a mano libera su anelli oppure medaglie in oro ed altri oggetti del passato che ci ricordano l’inizio dell’attività.
Un’attività di orafo e di orologiaio che si è tramandata di padre in figlia ed è proprio con  la stessa passione che Monica insieme al marito Alessandro commercia non solo preziosi, ma utilizza ancora molti dei macchinari del padre nel laboratorio del retrobottega  che si intravede dal bancone: dalle incisioni con pantografo alle riparazioni al cambio batterie ecc.
Storia ma anche attualità perché l’attività di negozio si è evoluta tanto in base all’esigenza della clientela: oltre sempre all’oro e gioielleria l’attività vende anche preziosi in argento, creazioni di bomboniere; collane Mala con pietre dure, cristalleria e idee regalo, grandi marchi come Ferrari,  Charmant, Antracite, Osa, Artlinea ecc.
Il Comune di Rimini ha riconosciuto l’attività come Bottega storica con Determinazione dirigenziale n. 361 del 17/02/2020 grazie anche al supporto della società Your Boost e dell’Associazione Culturale di Imprese riminesi Zeinta di Borg.