Misano Adriatco. Casina dell’acqua, ennesimo atto di vandalismo. Ostruita la feritoia della monetina

Ecco al centro la feritoia ostruita

 

Casina dell’acqua, altro atto di vandalismo. Ostruita la feritoia della monetina.

Si trova a due passi da piazza Gramsci. Da mesi, casina e dintorni,  è al centro di una serie di atti tristi.

La voce popolare dice che gli autori siano una manica di adolescenti annoiati. Lo scorso anno venne rubata anche la bella panchina di legno accanto. Alcune attività dei dintorni hanno subito atti vandalici… Quando le parole sono banali ed inutili…




Bellaria. Piazza Matteotti e l’Isola dei Platani, allestimento colorato

Piazza Matteotti e l’Isola dei Platani, allestimento colorato. Nel mese dell’amore e della dolcezza, Bellaria Igea Marina è pronto a riservare nuove sorprese per i propri ospiti. Dal 14 febbraio all’1 marzo, piazza Matteotti e l’Isola dei Platani saranno teatro di un allestimento che trasformerà nuovamente il cuore della città, dopo il successo di quello approntato per le festività di fine anno.

“L’amore è… Bellaria Igea Marina”, questo il nome del vero e proprio giardino botanico dedicato all’amore che sarà realizzato in piazza Matteotti, frutto della collaborazione tra Fondazione Verdeblu e Amministrazione Comunale. Un percorso romantico impreziosito da un vero prato, piante ornamentali e allestimenti in grande scala in tema amore; all’interno del giardino, altre sorprese ad attendere gli innamorati: tra queste, la presenza di un fotografo professionista pronto a immortalare i loro momenti nel giardino, con piccoli omaggi per le coppie che simpaticamente si presteranno all’iniziativa.

Non solo piazza Matteotti. Il tema dell’amore sarà infatti ripreso anche lungo l’Isola dei Platani, con altre installazioni e statue, tra cui spiccherà l’allestimento gonfiabile più grande d’Europa, quel “Big Man” che con i suoi sedici metri di altezza sarà un grande inno all’amore visibile da ogni angolo del centro di Bellaria.

“ Comincia un mese che, per la nostra città, non è mai un periodo come gli altri: febbraio è il mese dell’amore, ma anche quello della nostra Santa Patrona, del Premio Panzini e di una cittadinanza che, tradizionalmente, ama vivere Bellaria Igea Marina con affetto ed entusiasmo”, spiega il Sindaco Filippo Giorgetti. “ Con lo stesso spirito che ci ha spinto a puntare forte sul nostro centro cittadino per le festività natalizie e per il Capodanno, anche per questo mese abbiamo messo in campo idee e impegno per valorizzare l’Isola dei Platani e le sue attività.”

I nuovi allestimenti firmati “L’amore è… Bellaria Igea Marina” copriranno un periodo comprensivo di tre fine settimana, in continuità proprio con la fiera di Sant’Apollonia (8 e 9 febbraio) ed in concomitanza con gli eventi organizzati per la festa di San Valentino (15 e 16 febbraio). “ Ci auguriamo che i nuovi allestimenti ed i nuovi appuntamenti pensati per febbraio”, conclude il Sindaco, “ provino nuovamente la forza attrattiva del nostro centro cittadino, la sua capacità di trasformarsi e di stupire.”




Rimini. Mille alberi, nuove tecniche per curare il verde (urbangreen)

 

Mille alberi, nuove tecniche per curare il verde (urbangreen). Anthea partecipa ad un progetto comunitario per definire
una piattaforma che sperimenti sul campo nuove tecniche per curare il verde  e mitigare i cambiamenti climatici.  Oltre alla società ‘in house’ del Comune di Rimini, sono coinvolti scienziati e società di gestione di Merano, Cracovia, Taipei, le università di Milano, Firenze e Taiwan.
Progetto (www.lifeurbangreen.eu) promosso dall’Unione Europea e al quale Anthea per Rimini partecipa insieme alla municipalità polacca di Cracovia per analizzare gli interventi sulle alberature in chiave di valutazione sugli effetti dei cambiamenti climatici.

S’è avviato il trattamento di oltre mille alberi nel Comune di Rimini, per applicare e poi analizzare una procedura di manutenzione del verde utile a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Saranno utilizzate metodologie di analisi innovative che utilizzano dati di telerilevamento, sensori IoT (Internet of Things) e dati meteorologici.

Sono state individuate alcune vie della città di Rimini, una quindicina, caratterizzate dalla presenza delle specie arboree maggiormente frequenti nel territorio riminese: lecci, platani tigli, aceri, pini, ippocastani, pioppi e ligustri.
Le piante presenti in questi viali sono state suddivise, in gruppi di piante pilota (contrassegnate dal logo del progetto) e in piante controllo. Le piante dei due gruppi saranno potate con criteri diversi allo scopo di studiarne la differente risposta vegetativa durante le stagioni successive, al fine di migliorare le tecniche di manutenzione e gestione.

Il progetto coinvolge, oltre alla capofila R3 GIS srl di Bolzano, Anthea srl per il Comune di Rimini, la città di Cracovia in Polonia, l’azienda ProGea 4D anch’essa di Cracovia e le Università degli Studi di Milano e Firenze. Inoltre, partecipano con fondi propri alla sperimentazione anche la città di Taipei e l’Università di Taiwan.

L’obietto principale di Life Urbangreen è di ottimizzare e dimostrare in contesti reali una piattaforma tecnologica innovativa per monitorare i servizi ecosistemici delle aree verdi urbane e migliorarne la gestione.

Nel corso del progetto la piattaforma di gestione R3 TREES, già in uso presso Anthea da oltre 10 anni, sarà integrata con 5 componenti innovativi mirati a: ridurre il consumo di acqua, ridurre l’impatto ambientale, quantificare i servizi ecosistemici, monitorare le condizioni di salute degli alberi, aumentare la partecipazione dei cittadini. 




Riccione. Spazio Tondelli, arriva Nessun dorma

Spazio Tondelli, arriva Nessun dorma. Lo spettacolo va in scena allo Spazio Tondelli di Riccione domenica 2 febbraio alle 16.30.
Dopo due appuntamenti dedicati alla letteratura, la rassegna organizzata da Riccione Teatro, sotto la direzione artistica di Simone Bruscia, propone tre spettacoli ispirati all’opera lirica e al grande Giacomo Puccini. Domenica 2 febbraio, alle ore 16.30, andrà in scena Nessun dorma, libera versione della Turandot realizzata dal collettivo Kinkaleri, tra le compagnie più innovative del teatro italiano.
La rielaborazione della Turandot avviene in una forma inedita che unisce cantato e video, sagome e disegni, indovinelli e travestimenti, colpi di scena e immaginazione. Un racconto adatto ad adulti e bambini, che unisce un linguaggio anti-convenzionale a una storia eterna.
Nella Turandot di Puccini, capolavoro incompiuto del melodramma, una gelida principessa cinese sfida l’amore dei suoi pretendenti, promettendo la morte a chi non sarà in grado di risolvere tre quesiti. Calaf, principe decaduto, tenta comunque la terribile impresa. A mano a mano si fa più chiaro il premio a cui aspira l’eroe: non un successo effimero, ma la conquista dell’amore. “All’alba vincerò” canta Calaf in uno splendido artificio che mescola musica, recitazione e scena, mentre il canto lirico dell’algida Turandot esalta la fisicità, l’estensione della voce come strumento espressivo.
Sul palcoscenico, il soprano Yanmei Yang e Marco Mazzoni interpretano questa fiaba struggente di amore e morte.
Nessun dorma è solo il primo appuntamento sull’opera lirica di Puccini inserito nella rassegna La bellina. Le prossime due domeniche, sempre alle 16.30, sarà possibile assistere ad altri due spettacoli del collettivo Kinkaleri di ispirazione pucciniana: I love you Tosca (9 febbraio) e Butterfly (16 febbraio).
Età consigliata: dai 6 anni. Ingresso: 6 euro. È possibile acquistare i biglietti sul circuito liveticket.it o in biglietteria (giovedi 14-19, sabato 10-13 e due ore prima dell’inizio dello spettacolo). Per informazioni, tel. 320 01.68.171 (lunedì-venerdì, ore 10-13).



Rimini. Festa di San Giovanni Bosco, lettera del vescovo Lambiasi

Il vescovo Francesco Lambiasi
Festa di San Giovanni Bosco, lettera del vescovo di Rimini Francesco Lambiasi
Carissimi,
vi scrivo oggi, memoria di san Giovanni Bosco, e da lui prendo l’assist per entrare nel Servizio diocesano di tutela dei minori e delle persone vulnerabili (=SDTM) di recente costituzione. Scriveva don Bosco: “L’educazione è cosa del cuore”. Vero: Dio solo ne è il geniale ideatore e l’insuperabile ideale. Ci ha mandato Gesù ad insegnarcene l’arte e ad offrircene le chiavi: “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite”. E ancora: “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me” (Mc 10,14; 9,37).
Pastori nel suo nome: questo siamo noi presbiteri, se ci vediamo con i suoi occhi. Se guardiamo ai ragazzi e alle ragazze delle nostre comunità cristiane con la sua tenerezza forte e dolce, gratuita e premurosa. Questo siamo noi: poveri uomini ‘trapiantati’, che captano in cuore i palpiti del cuore del grande Pastore. È l’attrazione per Lui che ci spinge a donare tutto di noi, nella lucida consapevolezza che non si è donato nulla finché non si è donato tutto. È la carità pastorale: uno spenderci a fondo perduto. Senza condizioni e senza riserve. Senza calcoli e senza sconti.
Qui si colloca il bacino acquifero da cui sgorga, limpida e lieta, la sorgente della gioia di essere pastori “a servizio”. Non di noi stessi, ma di quanti siamo custodi e affidatari. Penso al nostro don Oreste: chi lo incontrava, aveva la netta sensazione di trovarsi di fronte a un uomo ‘realizzato’. Gli si leggeva negli occhi che aveva scalato la collina della felicità. Penso anche a voi, fratelli miei. Vi vedo fedeli, generosi, tenaci. Sì, anche affaticati, con un carico amministrativo pesante, ma contenti di essere preti. Certo, se tutti noi, a cominciare da me, punteremo più decisamente alla vetta della santità, che fa rima con felicità. Se ascolteremo di più il Signore, che non si stanca mai di farci credito. Se non ci accontenteremo di essere dei ‘santi-preti’, ma dei ‘preti-santi’, niente e nessuno ci potrà scippare la nostra gioia. Parola del Maestro (Gv 16,22).
Pertanto datemi il piacere di dirvi, a nome del Signore e per conto dei vostri fedeli e collaboratori, soltanto una parola: grazie. In particolare, grazie per quanto fate e farete per la cura dei più piccoli, dei minori e di quei ‘fratellini e sorelline’, che versano in condizione di vulnerabilità. Con il catechismo. Con l’oratorio. Con i grest, i centri estivi, i campi scuola e il molto… ‘quant’altro’. Il fatto del numero ancora alto di bambini e ragazzi che frequentano i nostri percorsi educativi – un numero che in questi anni in diversi casi è perfino aumentato – dice quanto i rispettivi genitori, pur con diverse motivazioni, ripongano una solida fiducia in voi e nei vostri preziosi collaboratori.
È in questa linea che si colloca il SDTM, per le cui finalità e possibilità di valorizzazione mi permetto di rinviarvi a quanto già apparso sui numeri del 19 e 26 gennaio u. s. de ilPonte (vedi http://www.ilponte.com/la-comunita-riminese-protegga-minori-indifesi e http://www.ilponte.com/minori-nuova-rete-un-cambio-di-mentalità). Qui mi preme ricordare che è papa Francesco a chiederci questo prezioso, inderogabile Servizio, in linea con il magistero di Benedetto XVI. Lo chiediamo anche noi vescovi della Conferenza episcopale italiana e di quella emiliano-romagnola. Senza mai dimenticare che è tutta la comunità che deve prendersi cura dei piccoli: genitori, diaconi, catechisti, animatori, insegnanti, allenatori e quanti sono impegnati in attività di culto, carità, animazione e ricreazione.
Se ci sintonizzeremo su queste prospettive, non solo riusciremo a neutralizzare interpretazioni improprie e riduttive, come quelle apparse nei giorni scorsi su alcuni media, ma anche a offrire una immagine trasparente e attendibile del bene che vogliamo a “questi nostri figli”, a questi nostri “fratellini e sorelline”, come li chiamavano affettuosamente don Bosco e don Oreste.
Vi ringrazio per l’attenzione. Vi abbraccio fraternamente. Vi benedico di cuore.



Misano Adriatico. San Biagio patrono, il 3 febbraio si celebra il protettore della gola

La chiesa di San Biagio e sant’Erasmo in una vecchia cartolina

 

San Biagio patrono, il 3 febbraio si celebra il protettore della gola. Vescovo e santo armeno, vissuto tra il III e il IV secolo a Sebaste.

Il 3 febbraio alle 10.30 il sindaco Fabrizio Piccioni interviene alla chiesa di San Biagio a Misano Monte al rito della benedizione della gola. A seguire la Santa Messa e il rinfresco offerto dalla Locanda I Girasoli.

San Biagio visse a cavallo del ‘300 e fu martire poiché non volle rinunciare alla sua fede. Il miracolo più ricordato è il salvataggio di un ragazzo che stava per soffocare a causa di una lisca conficcata in gola. Il miracolo sarebbe avvenuto mentre Biagio veniva condotto al martirio e una donna gli portò il figlioletto. La benedizione di Biagio fu miracolosa per il bambino. Per questo motivo nel giorno della sua festa, il sacerdote tocca la gola dei fedeli con l’imposizione di due candele incrociate. San Biagio è anche patrono degli specialisti otorinolaringoiatri.

Ma c’è anche un altro riferimento, che riguarda l’avvio della primavera al passaggio delle feste di tre santi. Rammenta un proverbio: “Il barbato, il frecciato, il mitrato e il freddo se ne è andato!”. Il “barbato” è sant’Antonio Abate del 17 gennaio; il “frecciato” san Sebastiano del 20 del mese e infine il “mitrato” san Biagio del 3 febbraio.




Rimini. Rotary Riviera dona pulmino alla Capanna di Betlemme (Papa Giovanni)

La consegna

 

Rotary Riviera dona pulmino alla Capanna di Betlemme per trasportare persone e raccogliere le eccedenze alimentari regalate. Questa mattina alla concessionaria Ren-Auto Piraccini di Rimini il Rotary Club Rimini Riviera ha consegnato un Renault Kangoo all’Associazione Papa Giovanni XXIII, che lo utilizzerà alla Capanna di Betlemme nelle sue sedi a San Martino in Riparotta, Cerasolo e Ospedaletto.

Complessivamente sono una sessantina gli ospiti delle tre strutture, aperte la sera ad ospitare chi è in difficoltà anche per avere un letto su cui dormire.

Alla consegna del pulmino presente una delegazione del Rotary Club Rimini Riviera con il presidente Paolo Braccini ed i ragazzi della Capanna di Betlemme con il responsabile Niccolò Capitani.

Il pulmino sarà utile nelle uscite quotidiane per incontrare i senzatetto ed offrire loro un pasto e se necessario anche un letto.




Pesaro. Senato, la presidente Casellati tra procedura, merito e terzietà

Carlo Bo con Giorgio Girelli

di Giorgio Girelli*
Partecipando al voto in sede di Giunta del regolamento la presidente del Senato Casellati è venuta meno alla “terzietà” richiesta a chi rappresenta l’intero Senato?
Proviamo a mettere in fila i dati salienti della vicenda Salvini, per il quale pende presso il Senato il procedimento per la autorizzazione a procedere in giudizio a causa  degli immigrati trattenuti sulla nave “Gregoretti” (luglio 2019).  Innanzi tutto partendo  dalla composizione della Giunta stessa, cui era stata sottoposta la questione della data del voto finale ( dell’altra Giunta, quella delle autorizzazioni a procedere) sulla relazione alla Assemblea per il caso dell’ex-ministro. Essa risultava fortemente sbilanciata a favore della attuale minoranza politica. L’articolo 18 del regolamento del Senato prevede che il presidente “può integrare la composizione …”.  La presidente ha fatto uso di questa facoltà aggiungendo all’organo due esponenti di maggioranza. La quale le ha rivolto elogi per l’atto, riconoscendole una lodevole terzietà. Integrazione cui non era obbligata poiché trattasi di facoltà rimessa alla valutazione del presidente.
L’articolo 8 del regolamento del Senato affida al presidente il compito di “regolare l’attività di tutti gli organi” interni. Qui invece il dettato è imperativo e la competenza assegnata impone al presidente un comportamento attivo cui non può sottrarsi poiché è suo dovere assicurare il corretto funzionamento del Parlamento.
Quanto alla terzietà è da considerare che la prassi prevede che il presidente non si intrometta nelle questioni di merito. Altra cosa però sono le questioni procedurali che afferiscono appunto al “corretto funzionamento” del Parlamento. Nel caso di specie era in discussione la data, già fissata alla unanimità in relazione peraltro a termini dettati dal Regolamento (art. 135-bis), per il pronunciamento della Giunta sulla autorizzazione a procedere nei riguardi dell’ex-ministro Salvini. La “maggioranza”, favorevole al rinvio del voto, si appellava alla sospensione dei lavori del Senato fissata per le elezioni regionali. Ma la presidente del Senato in seno alla Giunta per il regolamento si è pronunciata a favore del rispetto del calendario operativo già fissato. Di qui, questa volta,  l’accusa di non essere super partes. In proposito si può rilevare:
-La richiesta di rinvio non aveva il supporto di motivazioni tecnico-procedurali ma risultava “inquinata” da un intento strumentale ritenendosi che il pronunciamento della Giunta avrebbe elettoralmente favorito il sen. Salvini.
-Sul compito del presidente quale “regolatore della attività di tutti gli organi del Senato” non possono interferire valutazioni prettamente politiche specie considerando che la Giunta è organo paragiurisdizionale tenuto a rispettare i tempi della procedura e non di altre istanze: pertanto dinanzi ad un percorso procedurale lineare e corretto, già intrapreso, il presidente non è tenuto ad interromperlo asservendo la procedura a sollecitazioni peraltro strumentali, estranee al procedimento. Anzi da esse egli deve ben guardarsi per non mettere in forse quel “corretto funzionamento” affidato alle sue determinazioni, proiezione di una competenza che gli spetta in quanto “signore” del regolamento. Da cui si può pure dissentire, ma con toni garbati. Non con un vociare da comizio.
– Non si è dunque tenuto conto che la terzietà è concetto che attiene alle questioni di merito rispetto alle quali il presidente mantiene un comportamento astensionista per rimarcare il suo ruolo super partes. L’esatto contrario si verifica nelle questioni procedurali dove al presidente è richiesto un comportamento attivo volto a dirimere controversie e a chiarire dubbi.
-La sospensione dei lavori in concomitanza di eventi elettorali è stata impropriamente invocata poiché attiene in particolare ad adempimenti riguardanti materie di merito e la Giunta, per la particolare natura della sua funzione, sfugge a tale vincolo, come sfugge l’operatività della Commissione per il contenzioso di cui nessuno ha contestato la operatività contestuale alla richiamata sospensione dei lavori.
Ciò comunque che di sconfortante evidenzia la vicenda non sono solo gli incolti e superficiali attacchi di taluni giornalisti alla presidente del Senato ma le sgangherate censure di taluni parlamentari alla sua figura, tutte in linea con la sciatteria cui negli ultimi anni l’Italia si è abbandonata. E questo non è un contributo alla autorevolezza e al decoro delle Istituzioni.
*Già docente di Diritto Parlamentare
nella Università degli Studi di Urbino