Rimini. Elezioni regionali, all’ultima scheda centrosinistra vs centrodestra

 

Elezioni regionali, all’ultima scheda centrosinistra vs centrodestra. Sei candidati, ma è una partita a due.

Candidati e liste

CENTROSINISTRA
Il candidato del centro-sinistra alla presidenza della Regione Emilia Romagna è Stefano Bonaccini. E’ sostenuta da sei liste.
I quattro candidati del Pd: Alessandro Belluzzi, Giorgio Pruccoli, Emma Petitti, Nadia Rossi.
Lista Bonaccini presidente: Kristian Gianfreda, Gianluca Garulli, Ilia Varo, Adriana Valentini.
Verdi: Monica Barogi, Davide Beligotti, Claudio Cerquetti,  Cristiona Mengozzi.
Emilia Romagna coraggiosa: Alfio Fiori, Mara Marani, Fabio Mina, Chiara Zamagni.
Volt: Augusto Argento, Francesco Marino, Emanuela Serri. 
Europa per Bonaccini: Giuseppe Scassellati Sforzolini, Paola Antili, Carmela Carnevale, Jacopo Vasini
CENTRODESTRA
– Il candidato della Lega alla presidenza della Regione Emilia Romagna è Lucia Borgonzoni. E’ sostenuta da sei liste.
Lega: Vallì Cipriani, Bruno Galli, Marco Montevecchi, Veronica Pontis
Civica della Borgonzoni: Claudio Di Lorenzo, Paola Maggini, Marisa Grossi e Roberto Baschetti.
Fratelli d’Italia: Gioenzo Renzi, Pasquale Barone, Beatriz Colombo e Nicoletta Gagliani.
Forza Italia: Nicola Marcello, Alessia Tognini e Cinzia Salvatori.
Il Popolo della Famiglia: Alessandro Margiotta, Rosalia Penserini, Andrea Migani, Francine Gambaro
Giovani per l’ambiente: Antonio Puzalkov, Giuseppe De Leva, Amanda Simoncelli, Sofia Tentoni
GLI ALTRI
I quattro candidati del M5S nella circoscrizione della provincia di Rimini: Davide Ghinelli, Ilaria Livi, Luigi Delli Paoli e Francesca Fratta.
Movimento 3V (Vaccini vogliamo verità):  Matteo Angelini, Giuseppe Berardi, Stefania Sinicropi e Ambra Fedrigo.
L’Altra Emilia Romagna: Alessandro Corbelli, Francesco Gualdi, Carla Gozzi, Eliana Cugnetto.
Potere al popolo: Marta Collot come candidato governatore

Partito comunista: che punta su Laura Bergamini.




Riccione. Fondo Tariffa rifiuti, aiuto a 616 famiglie

Sono 616 famiglie che per l’anno appena trascorso hanno potuto usufruire dei soldi messi a disposizione dal Comune di Riccione per dare una mano ai cittadini che ne hanno fatto richiesta. “E’ un piccolo-grande aiuto che per chi deve fare tutto da sola, l’affitto, le bollette, i ragazzi che studiano, alle volte spese per il medico, con un solo stipendio diventa davvero un sollievo – dice lei che ieri si è rivolta al Comune per chiedere informazioni sulle possibili esenzioni per il 2020 -. La prima volta che fatto domanda, avevo letto il sito del Comune di Riccione questa possibilità ma anche se nel 2018 non sono riuscita a presentare la domanda in tempo, nel 2019, ho avuto l’esenzione totale. Il problema è che quando non si riesce ad integrare il reddito familiare, lavorando di più, l’unica cosa che si può fare è risparmiare su tutto, quindi sul mio piccolo budget anche 280 euro sono tante”.
Nel 2018, le famiglie a basso reddito ISEE che hanno presentato domande per il Bando Tari sono state 558, nel 2019 sono state invece 616 e per garantire la più ampia copertura finanziaria possibile l’amministrazione comunale ha aumentato la somma stanziata per le agevolazioni ed esenzioni sulla Tassa rifiuti portandola da 180.000 euro a 250.000 euro. Inoltre Riccione è l’unico comune che prevede anche la possibilità di esenzione totale, oltre che di riduzione parziale.
Dichiarazione dell’assessore al Bilancio del Comune di Riccione, Luigi Santi: “Riteniamo che il Bando Tari sia uno sforzo concreto nei confronti delle fasce più svantaggiate. Ogni anno, per questo bonus sociale abbiamo cercato di inserire elementi nuovi per poter ampliare il numero delle famiglie che vi possono accedere, così come abbiamo portato la cifra complessiva del fondo da 180 a 250 mila euro. E infatti si è visto che dal 2018 al 2019 si è avuto un aumento del 10% in più di famiglie che ne hanno avuto accesso. Inoltre queste del Bando Tari sono risorse che il Comune accantona con le sue sole forze e non con aiuti di altri Enti. La lotta all’evasione ci ha dato la possibilità di accantonare risorse autonomamente, che poi abbiamo ridistribuito per aiuti e servizi ai cittadini. Si possono fare anche altri esempi, il Comune di Riccione già 4 anni fa aveva abbassato di oltre il 30% le rette degli asili nido senza prendere contributi dalla Regione, queste rette le teniamo basse anche nel 2020”.