Rimini. Giorgio Bellini, le sue opere in un libro grazie alla sensibilità di Riviera Banca

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Giorgio Bellini, le sue opere in un libro di Riviera Banca. Presentato al Teatro degli Atti sabato 14 dicembre alle ore 17.30
Con suor Maria Gloria Riva, Alessandro Marchi e Fausto Caldari, presidente di RivieraBanca che ha permesso il volume
È uno dei più grandi pittori riminesi viventi. Un’artista capace di ricevere premi e riconoscimenti un po’ ovunque, mai banale e in grado di inseguire e regalare con la tavolozza suggestioni e domande. In occasione dei suoi 80 anni e delle oltre 60 stagioni di attività artistica, Giorgio Bellini ha affrontato un altro capitolo della sua lunga e feconda carriera artistica.
Il risultato è un prezioso volume, Un inno alla divina umanissima bellezza. Figure sacre (edito grazie a RivieraBanca), che sarà presentato sabato 14 dicembre, alle ore 17,30 al Teatro degli Atti di Rimini (ingresso libero).
Giorgio Bellini è nato a Vergiano nel 1937. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, l’artista da tempo vive a Corpolò, in Valmarecchia.
Con la sua arte ha attirato negli anni l’attenzione di molti intenditori d’arte, critici e artisti: Luigi Pasquini, Enzo Dall’Ara, Gerardo Filiberto Dasi, Luca Cesari, Vittorio Sgarbi, Antonio Paolucci, Gabriello Milantoni, Bianca Arcangeli, solo per citarne qualcuno.
Pittore e scultore, maestro accademico, dal 2004 è cavaliere Ufficiale Commendatore dell’Ordine della Repubblica Italiana. Membro di numerose accademie e istituzioni culturali italiane e straniere, nel 2008 gli è stata conferita l’onoreficenza di Maestro Accademico dalla Pontificia Accademia di Roma – Istituto di Cultura universitaria e di Studi Superiori. Nel 2018, dopo aver ricevuto il titolo di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, è stato nominato Accademico d’Onore dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, l’Accademia artistica più antica del mondo.
Ha esposto in innumerevoli mostre, sia personali sia collettive, in Italia e all’estero. Sue opere sono conservate nell’Archivio della Biennale di Venezia, in Biblioteche Nazionali, in Musei d’Arte (da Città del Vaticano alla Repubblica di San Marino, da Ancona a Bucarest), oltre che in numerose raccolte e collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.
Il suo nome figura in numerosi repertori e dizionari dell’arte del ‘900 italiano.
Bellini è pittore che guarda l’uomo e la natura ma mira allo spirito: “non l’edificio fisico ma la sua anima”, suggerisce la giusta traccia il critico e poeta Luca Cesari che all’opera dell’artista ha dedicato tanti studi e altrettanti delicati scritti.
Se la pittura di Bellini nasce oltre sessant’anni fa “onesta e pulita… alimentata dalla sana tradizione e dalla ricerca, non bislacca, del nuovo”, come ebbe a definirla il suo maestro, l’artista riminese Luigi Pasquini (da non confondere con pittura conservatrice, nel senso deteriore del termine), una fondamentale costante nell’opera belliniana sono le opere a tema religioso. Quadri con protagonista Cristo, la Sacra Famiglia, Maria o gli apostoli, sono disseminati in tante chiese della vallata, ma anche in scuole elementari e pinacoteche (“L’unica speranza”, tecnica mista esposta nella Pinacoteca di Città del Vaticano). Nel “Battesimo di Gesù” come nella “Crocifissione” (custodite nella chiesa di Villa Verucchio), ci sono i colori tipici di Bellini: l’azzurro e il rosa evidenziano la luce della fede e la vivezza della speranza, il rosso la dinamicità e la passione della carità.
Dipinge santi e affronta anche temi come drammatici come la “La Crocifissione (Gesù e i ladroni) del 1988, nella quale riesce ad esprimere anche nella sofferenza una luce di speranza e un messaggio d’amore.

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