Rimini. Emma Petitti: “Primo maggio, giornata dell’umanità. Primo pensiero a chi non lavora”

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Emma Petitti

di Emma Petitti, assessore regionale

– Celebriamo la data del 1° Maggio in un momento difficile, di stasi, in cui predomina una forte sfiducia verso il futuro. In cui il Paese è nelle mani di una squadra di governo che gioca sui bisogni degli italiani, anteponendo la propaganda e la logica del consenso elettorale a qualsiasi misura seria, capace di rispondere alle vere esigenze dei cittadini e migliorarne le condizioni di vita. Nella giornata della Festa dei Lavoratori il mio pensiero va soprattutto a chi un lavoro non ce l’ha, l’ha perso o lavora nel precariato.
Al momento, guardando gli ultimi dati nazionali, non è facile affidarsi all’ottimismo. Con l’introduzione del cosiddetto Decreto Dignità, misura inizialmente tanto sbandierata dal Ministro Di Maio, nel giro di pochi mesi si è registrata una diminuzione dei posti di lavoro e un rallentamento delle assunzioni a tempo determinato e in somministrazione, dopo un periodo di crescita costante. A pagare l’inefficienza dell’operato giallo-verde soprattutto le donne e i giovani, che si ritrovano a fare i conti con l’aumento del tasso di disoccupazione e della inattività.
In questo scenario di flessione dell’economia la Regione Emilia-Romagna continua a crescere, grazie anche alla serietà e alla professionalità delle sue imprese ed eccellenze in ogni settore.
Come Giunta regionale vogliamo continuare su questo percorso attraverso investimenti concreti su vari fronti, quali l’innovazione, la formazione, l’internazionalizzazione e attraverso scelte coraggiose abbracciate insieme alle istituzioni e alle parti sociali.
Nell’ultima legislatura il livello di disoccupazione è sceso da noi arrivando al 5,9% a fine 2018, rispetto al 6,5% del 2017 e al 9% del gennaio 2015. Si tratta di un dato che ci rende orgogliosi e che dà seguito ai nostri sforzi, ponendo l’Emilia-Romagna al vertice della “classifica italiana”.
Sempre l’Istat ha certificato come l’anno appena trascorso sia stato col segno “più” anche per l’export, con le imprese emiliano-romagnole che nel 2018 hanno fatto registrare vendite per oltre 63 miliardi di euro, il 13,7% della quota nazionale. Un andamento che ha confermato l’Emilia-Romagna prima nel Paese per valore pro-capite di export realizzato: 14.425 euro.
Un ruolo importante nel promuovere l’occupazione è stato ed è tuttora sostenuto dal Patto per il Lavoro, un’azione collettiva che vede protagonista l’intera società regionale e che in questi anni ha prodotto risultati straordinari.
Particolare attenzione è stata rivolta alle donne, cosa che ci ha permesso di diventare uno dei territori che può vantare il più alto tasso di occupazione (62%) e imprenditoria femminile.
Siamo orgogliosi di tali obiettivi raggiunti, ma non ci bastano. Alla “quantità” e qualità del lavoro non c’è mai fine e ancora sono troppe le famiglie che vivono in stato di indigenza.
La Regione Emilia-Romagna non cesserà di mettere tutte le proprie energie per contrastare la disoccupazione e permettere a tutti di vivere una vita dignitosa.

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