Rimini. Regione, donne e lavoro: investiti 11 milioni di euro

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Emma Petitti

 

di Emma Petitti*

È avvilente che ci sia chi per giustificare la sua mancata partecipazione al bando regionale su donne e lavoro debba screditare ed etichettare come “spot”  il sostegno della Regione Emilia-Romagna all’occupazione femminile e al welfare aziendale.

Mi viene da pensare che vi siamo ragioni legate più a motivi propagandistici, piuttosto che al merito dell’iniziativa in sé. Trovo pericolosa, nonché dannosa per tutti, la tendenza di questi tempi a mettere l’interesse personale davanti al bene comune. Ma chiudo questa parentesi.

Definire questo bando un intervento da campagna elettorale significa dimenticare tutto il lavoro che come Regione abbiamo svolto in questi anni sul tema donne e lavoro.

Consapevoli della sua rilevanza sul piano etico e sociale e allo stesso tempo del suo enorme potenziale economico, ne abbiamo fatto da sempre una priorità della nostra agenda politica, dal Patto per il Lavoro alla promozione e valorizzazione della responsabilità sociale di impresa, dai numerosi bandi sulle pari opportunità alle politiche di welfare e conciliazione, dal bilancio di genere allo smart working.

Per le pari opportunità abbiamo investito oltre 11 milioni di euro e con questo bando finanziato 42 progetti, di cui 6 nel riminese, un risultato importante per la nostra provincia che ci parla di un tessuto attivo e sensibile.

Oggi siamo una delle regioni con il più alto tasso di occupazione femminile, oltre 10 punti superiore alla media nazionale, con oltre 85 mila imprese femminili. Non è un caso penso, ma il frutto appunto di una grande attenzione sul tema e un corollario di misure e interventi volti a favorire l’ingresso e la permanenza femminile nel mercato del lavoro e percorsi di carriera paritari con l’obiettivo di raggiungere una completa parità tra donne e uomini nel mondo produttivo e più in generale nelle famiglie e nella società.

I risultati di cui oggi ci possiamo fregiare sono merito di un costante lavoro portato avanti in sinergia su più livelli: Regione, Province, Comuni, Associazioni… Sulle politiche di genere esiste un principio di collaborazione tra realtà diverse e integrazione delle politiche che la Regione Emilia-Romagna conosce bene e ha fatto suo da tempo.

Assessore regionale alle Pari opportunità

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