Pesaro. Popsophia, seconda serata con Fabio Camilletti, Ilaria Gaspari e Simone Regazzoni. Si chiude sabato

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L’elegante cortile di  Palazzo Mazzolari Mosca

Venerdì 5 luglio Popsophia continua nel suo ragionare su “E’ già ieri”, tema di quest’estate pesarese. Nel pomeriggio, Fabio Camilletti e Ilaria Gaspari, mentre in serata Simone Regazzoni introdurrà il Philoshow sui Fab Four. Il programma della giornata. Nel cortile di Palazzo Mazzolari Mosca alle 18.30 con Fabio Camilletti e “Il ritorno degli spettri”, figure di una simbologia che non è stata mai elaborata.

Camilletti è un autore di origine marchigiana, professore associato e Reader alla School of Modern Languages and Cultures dell’Università di Warwick. Ci parla dello spettro come manifestarsi di un rimosso che non è stato elaborato dalla società, e per questo continua a tormentarci. Sono i fantasmi del passato, con Camilletti che ci porta per mano in un viaggio tra cinema e letteratura per riscoprire figure ancestrali come quella del vampiro e di altri miti.

Alle 19 conversiamo invece sulla felicità con Ilaria Gaspari, che vede nelle scuole filosofiche antiche ricette utili per il presente. Questo appuntamento è antitesi dell’incontro con Camilletti (e viceversa), perché la Gaspari legge la filosofia antica come passato che può essere percorso verso il futuro. Un’analisi in cui la storia del pensiero non è mero gusto filologico, ma una guida pratica alla vita.

Lo “ieri”, in questo nostro pomeriggio, è quindi spettro ma anche stampella che può aiutarci nel quotidiano. Concludiamo la prima parte con un brindisi (che rinnoveremo alle 23.30) con la Cantina Colonnara e Pisaurum.

Ci diamo appuntamento poi alle 21 con i saluti di apertura in Piazza del Popolo, con il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli; il sindaco di Pesaro Matteo Ricci; il vice sindaco Daniele Vimini; l’assessore alla Crescita Giuliana Ceccarelli; il consigliere regionale Andrea Biancani; l’Ad Kos Care Enrico Brizioli.

Alle 21.10 c’è Simone Regazzoni. La sua è una conferenza che introduce alla serata, un inno sul come utilizzare positivamente la nostalgia e non esserne paralizzati e schiacciati. Un reboot, un riavvio, capace di rimontare citazioni e schegge del passato per dar loro una nuova veste. Producendo novità e creatività. Un concetto caro anche nei nostri Philoshow, gli spettacoli filosofico-musicali che usano frammenti conosciuti e li recuperano in forma nuova. Per stimolare e far riflettere.

E proprio alle 21.30, sempre in Piazza del Popolo, c’è il Philoshow “Yesterday – Ieri è arrivato improvvisamente. L’eterno ritorno dei Beatles”, spettacolo ideato e diretto da Lucrezia Ercoli, con l’intervento di Massimo Donà e l’ensemble musicale Factory. Prendiamo il via allora da questa canzone iconica, Yesterday, perché nasconde in verità un significato che è esatta trascrizione del nostro tema, in cui il passato diventa unico orizzonte. Vi proponiamo un cammino nella nostalgia accompagnato dai Fab Four, quattro ragazzi giovanissimi che hanno sempre avuto un forte legame con gli stili musicali del passato. Con testi e richiami onirici al già trascorso.

Alle 23 torniamo al cortile di Palazzo Mazzolari Mosca con i Tiratardi, dove Riccardo Dal Ferro fa un passaggio negli anni Novanta. Filosofo, scrittore ed esperto di comunicazione e divulgazione, è anche un popolare Youtuber cresciuto proprio negli anni Novanta, e che quindi ci trasporterà nei miti filosofici dell’adolescenza dei trentenni di oggi.

 

Sabato 6 luglio

Si incomincia alle 18.30 dal cortile di Palazzo Mazzolari Mosca, con Cesare Catà che parte da “A Star is Born”, uno degli ultimi successi del grande schermo. E dal fatto che questa pellicola è in realtà il remake del musical “E’ nata una stella”: un modo, quindi, di riproporre un vecchio claim, ma rinfrescato. Più profondamente, però, Catà riflette sul tema della malinconia legata ad una perdita amorosa, un argomento di rimando continuo e che ci porta a chiamare in causa pure Virgina Woolf.

Alle 19 Andrea Minuz celebra Sergio Leone a novant’anni dalla nascita. Il grande regista che ha reinventato un genere, il western, rendendolo diverso dall’originale. E, soprattutto, facendo a pezzi la dicotomia tra origine e copia, innalzandosi a mito moderno grazie alla forza creativa che supera l’imitazione. Poi gusteremo un calice della Cantina Colonnara e Pisarum (ripeteremo il brindisi alle 23.30).

Alle 21.10, andiamo in Piazza del Popolo, dove Salvatore Patriarca introduce la serata con il mito dell’eterna giovinezza. Una sindrome di Peter Pan che imprigiona molto spesso intere generazioni, che non riescono a diventare adulte.

Il Philoshow delle 21.30 si intitola “Paradise Lost – A cinquant’anni da Woodstock”, con ospite Alessandro Alfieri. Se l’anno scorso a Pesaro Popsophia ha ragionato su un 1968 che pensava ad un futuro rivoluzionario e di cesura netta col passato, il 1969 ci porta una lenta chiusura di tale rinnovamento. Simbolo di questa fine è proprio Woodstock, grande evento catartico spartiacque e inizio della parabola discendente e ultimo canto del cigno di una generazione.

Il Tiratardi al cortile è alle 23 con Tommaso Ariemma e un viaggio nella filosofia degli anni Ottanta. Un decennio che ha segnato l’estetica contemporanea.

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