Pesaro. Donne, PariMenti. Tre incontri pubblici

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“PariMenti”, tre incontri pubblici sulla strada delle pari opportunità.
Con l’incontro pubblico sul tema “L’invisibilità delle donne nella politica e nelle istituzioni”, che si terrà venerdì 8 novembre, alle ore 15, nella sala “W.Pierangeli” della Provincia di Pesaro e Urbino (viale Gramsci 4, Pesaro), condotto dalla giornalista Monica Lanfranco, prende il via la rassegna “PariMenti – L’invisibile diventa visibile”, nata su progetto dell’associazione di promozione sociale “Percorso Donna” in collaborazione con la Provincia di Pesaro e Urbino e l’Ufficio scolastico provinciale, con partner progettuale il liceo “Mamiani” di Pesaro. Si tratta di tre appuntamenti (gli altri due sono in programma a gennaio e a marzo 2020) che hanno come filo conduttore “l’invisibilità delle donne nella politica e nei libri di storia”, per sottolineare l’importanza di continuare a lavorare, con sempre maggiore impegno, sulla strada delle pari opportunità, affinchè nessuna resti invisibile. Destinatari principali sono il mondo della scuola, della politica e delle istituzioni, anche se gli incontri sono aperti a tutti. Monica Lanfranco, autrice di numerosi libri e fondatrice del trimestrale di cultura di genere “Marea”, ha un blog su “Il Fatto quotidiano” e su “Micromega” e dal 2008 cura e gestisce la formazione per gruppi ad “Altradimora”, una casa nel basso Piemonte dove si può soggiornare e dove si realizzano progetti culturali con ottica di genere (www.altradimora.it).
PANICALI: “TANTI STEREOTIPI ANCORA PRESENTI”
“La rassegna PariMenti – ha spiegato in conferenza stampa la vice presidente della Provincia Chiara Panicali, che ha anche la delega alle Pari opportunità –  è un percorso di informazione/formazione per acquisire la consapevolezza di come gli stereotipi siano ancora presenti nella nostra vita e nella nostra cultura. La Provincia è stata sempre molto attenta su questo tema e presente sul territorio con eventi culturali ma anche percorsi interni sul ruolo della donna nella società. A settembre abbiamo costituito il ‘Tavolo permanente per la parità di genere’, una rete territoriale che vede la presenza di numerosi soggetti impegnati nella valorizzazione delle differenze e delle pari opportunità, unendo idee e iniziative e diffondendole all’esterno, facendo da moltiplicatore di eventi, attività e opportunità. Abbiamo accolto con grande piacere il progetto proposto da ‘Percorso Donna’, ringrazio anche la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Marcella Tinazzi, sempre attenta a sostenere questi percorsi culturali ed il liceo ‘Mamiani’ di Pesaro che ha avviato le procedure per l’inserimento della seconda giornata, prevista per il 17 gennaio, nella piattaforma on line S.O.F.I.A. del Miur per l’assegnazione di crediti formativi per l’aggiornamento dei docenti”.
MARTUFI: “I GIOVANI FATICANO A RICONOSCERE LA VIOLENZA”
“Dieci anni fa, insieme alla Provincia – ha ricordato la presidente di ‘Percorso Donna’ Laura Martufi – abbiamo fondato il ‘Centro antiviolenza provinciale’, accogliendo e sostenendo molte donne nel loro percorso di uscita dalla violenza. La nostra associazione si occupa anche di formazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Bisogna infatti puntare molto sulla prevenzione: le ragazze ed i ragazzi di oggi fanno fatica a riconoscere gli atteggiamenti di violenza, bisogna costruire una coscienza collettiva, prevenire creando una consapevolezza nei giovani. Serve un cambiamento culturale per modificare la percezione sul tema e questo deve partire proprio dalle istituzioni e dal mondo della scuola, lavorando insieme. ‘PariMenti’ vuole essere un’occasione di ripartenza del progetto sulle pari opportunità nella provincia, con i tre incontri in programma getteremo tre semi per far fiorire esperienze nel territorio. I tre appuntamenti sono aperti a tutta la cittadinanza: si interagirà con il pubblico, proponendo spunti di riflessione, foto, immagini. Verranno portati esempi positivi di progetti realizzati anche in questo territorio, per capire come si può innescare un cambiamento virtuoso”.
“DONNE IN VENDITA”, VIDEO A CURA DI LUCIA FERRATI
Terzo appuntamento di “PariMenti” sarà nel mese di marzo, con la proiezione del video “Donne in vendita” a cura di Lucia Ferrati, incentrato sulla mercificazione del corpo femminile. Operatrice culturale, coordinatore e direttore artistico per Amat della Rete teatrale della provincia di Pesaro e Urbino, Lucia Ferrati ha progettato per la Provincia rassegne di successo, tra cui “Le Modelle. Antiche donne & contemporanee. Percorsi di genealogia femminile”, “Perle. Per le donne che cambiano. Il divenire della differenza”, “Per esempio. Modelli e testimoni del possibile”. Al termine de “Le Modelle”, nel 2007, venne realizzato il docufilm “Donne nella storia d’occidente”.
“Purtroppo – ha spiegato Lucia Ferrati – quel video è diventato obsoleto, perchè all’epoca il femminicidio non era ancora un’emergenza nazionale. In pochissimi anni si è arrivati al fenomeno ‘Una ogni tre giorni’. Il problema educativo è evidente. Bisogna anche vedere cosa avviene nel corpo della donna, è da quello che bisogna partire perchè c’è sempre uno sfregio”. ‘Donne in vendita’ vuole essere una riflessione su come è mutata, dagli anni ’50, l’idea di monetizzazione del corpo femminile. Il documentario prevede tre “zattere temporali” di osservazione. “La prima – ha riassunto Lucia Ferrati – si colloca a metà ‘900 quando, con la legge della senatrice Lina Merlin, finisce la legittimazione istituzionale della vendita del corpo femminile, con la conseguente chiusura delle ‘case di tolleranza’. La seconda fase è negli anni Settanta, nel periodo della cosidetta ‘liberazione sessuale’, quando la rivoluzione femminista affrontò in maniera aperta il tema del piacere femminile. La terza è quella recente, con scandali sessuali che vedono protagonisti i giovanissimi e la pornografia via web che coinvolge molti adolescenti, con un nuovo concetto di libertà ed un uso del corpo a fini economici. Un tempo la vendita del corpo femminile era considerata una sventura estrema, oggi si mescola il concetto di prostituzione con quello di libertà. Ma si può parlare di vera libertà? E’ un problema culturale? E che rapporto c’è con la violenza? Con questo documentario proveremo a fornire uno strumento, anche dirompente, per far riflettere”.

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