Gradara (Pesaro). Omag, leader nelle macchine confezionatrici: dallo zucchero alle pillole

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Davide Santi, direttore generale Omag

– Omag (acronimo di Officina Macchine Automatiche Gabicce) è leader nella produzione di macchine automatiche per il confezionamento: dalle bustine per lo zucchero fino agli antibiotici. Due i settori principali: il farmaceutico, che vale più del 50% del fatturato, e l’alimentare. Serve prestigiosi marchi: Novartis, Angelini, Dompé, Sandoz, Kraft, Unilever, Nestlè…
Viene fondata nel 1973 da quattro amici poco più che ventenni in un garage a Ponte Tavollo: Fiorino Gregori, Alfredo Bordoni, Bruno Filippucci (il figlio Roberto, ingegnere, oggi è il responsabile dell’automazione) e Marcello Morbidi. Nei primi anni ’80 si spostano a Gabicce Mare in quello che rimarrà lo stabilimento principale di Omag fino al 2012, anno dell’inaugurazione dell’attuale sede di Gradara. In totale i metri quadrati sono 6mila. Presto partirà un ampliamento della sede principale.

Racconta Davide Santi, di San Clemente, entrato in azienda come progettista nel 1989 e divenuto socio nel 2002, oggi General Manager: “Erano quattro ragazzi spinti dalla voglia di fare e da quel garage hanno costruito le basi per scrivere questa storia di successo. La svolta è quando creano una spillatrice alla fine degli anni ‘70. Attraverso uno spillone centrale, a cerchio, si infilavano le bustine, di quelle che si vedevano nei bar.” Con queste prime macchine si fanno conoscere da due marchi di prestigio come Saila e Perfetti.
Nei primi anni 2000 una decisione fondamentale, quella di entrare nel settore farmaceutico “Nel mercato alimentare c’è una forte concorrenza che punta sul prezzo al ribasso. Abbiamo deciso di allargare i nostri orizzonti al mercato farmaceutico e si è dimostrata una scelta vincente che ci ha permesso di portare la competizione in ambito tecnico, con standard di qualità e tecnologia ad alti livelli”.
Oggi i dipendenti diretti sono circa 120 (venticinque nell’ufficio tecnico); lo scorso anno sono aumentati di una trentina di unità. Nel 2014, erano meno di 50. La voce export vale il 70% del fatturato. Ogni anno sfornano poco meno di cento macchine confezionatrici ad altissimo contenuto tecnologico. La produzione è 100% Made in Italy, la forza commerciale internazionale: uffici a Mosca e Kiev forti di una ventina di dipendenti diretti da uno dei soci-fondatori, Fiorino Gregori, che torna a casa ogni due mesi. Partner e agenti in tutto il mondo garantiscono un canale diretto di comunicazione e assistenza al cliente.
Il dinamismo, oltre che dalla forza commerciale, è sorretto dalla partecipazione, diretta ed indiretta, ad una ventina di fiere l’anno. Omag espone i propri macchinari nei più importanti saloni internazionali (Parigi, Milano, Dusseldorf, Las Vegas, Dubai, Chicago, Mosca).
La tecnologia e l’assistenza post-vendita sono la forza di Omag.
“A livello tecnologico siamo lanciati nella cosiddetta industry 4.0 [automazione spinta, ndr] e abbiamo collaborazioni attive con alcune università: Bologna, Tor Vergata, Urbino.
Costruiamo macchine intelligenti e, indipendentemente dal luogo in cui vengono installate, possiamo controllarne a distanza tutti i parametri e verificare eventuali anomalie rispetto ai nostri standard.
Cioè, assicuriamo al cliente una produzione continua, senza interruzioni. Avere le macchine ferme, significa avere una perdita”.
“Quest’anno – continua il non ancora cinquantenne Santi – nonostante quello che si sente e si legge in giro, dovremmo confermare il trend di crescita, come negli ultimi quattro anni. Abbiamo un piano di investimenti importante; il valore dell’azienda oltre che nelle persone è nella sua organizzazione. Quando è piccola, un’impresa può avere una gestione centralizzata. Invece, quando ci si ingrandisce le decisioni prese su una sola scrivania diventano un collo di bottiglia, che rischia di strozzare il futuro. Noi ci siamo dati una struttura manageriale, dove in ogni settore c’è un capo-reparto che dialoga con gli altri dirigenti.”
Da quest’anno Omag è main sponsor della Consolini Volley, serie A2 femminile.
“Poter supportare e contribuire alla crescita di questa società sportiva è davvero gratificante per noi. E’ bello pensare che in una realtà territoriale piccola come la nostra possa esserci una squadra giovane di questo livello, un punto di riferimento sportivo che unisce e coinvolge tante persone.
Siamo molto fieri della squadra – continua Santi – incarna lo spirito battagliero, la grinta e la voglia di vincere; queste sono le caratteristiche che contraddistinguono anche la nostra azienda.”

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