Cattolica. Arriva piazzetta Famiglia Majani, in onore della famosa famiglia bolognese che aveva il villino

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Arriva piazzetta Famiglia Majani, in onore della famosa famiglia bolognese che aveva il villino. Si tratta dell’area pedonale compresa fra la passeggiata Guido Paolucci e la via Don Minzoni. Al taglio del nastro era presente per la famiglia di imprenditori bolognesi, specializzati nella produzione e nella vendita di cioccolato, la signora Anna Majani. Sono intervenuti per l’amministrazione il sindaco, Mariano Gennari, e l’assessore al Turismo, Decoro e Arredo Urbano, Nicoletta Olivieri. Presente anche Katia Gruppioni, presidente AIDDA (Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti di Azienda) Emilia Romagna, che è intervenuta sottolineando il legame tra gli imprenditori bolognesi e le località della costa adriatica.

“Il mio bisnonno Aldo, che era un genio, comprò verso il 1870-1880 una proprietà – ha raccontato la signora Anna Majani – sul porto di Cattolica che consisteva in 2 ville e una casa più piccola adibita a portineria, oltre ad un parco e un fondo agricolo. Nell’asse ereditario a mio nonno Giuseppe toccò l’azienda, a suo figlio Arturo (zio di mio padre) toccò tutta la proprietà di Cattolica, mentre la femmina, Virginia Majani (zia di mio padre) fu liquidata con altre proprietà. Lei successivamente si sposò e andò ad abitare a Roma. D’estate veniva a Cattolica con i 5 figli ed alloggiava nella villa, mentre il marito, generale Mario Stampacchia, che lavorava al Quirinale con un incarico particolare nel gabinetto del re, veniva di rado. Un’estate, non ricordo quale, il mio bisnonno Aldo mise a disposizione la villa (quella in cui alloggiava Virginia d’estate) a Guglielmo Marconi, con il quale aveva grandi rapporti di amicizia, anche perché il fratellastro di Guglielmo Marconi, Luigi Vincenzo, aveva sposato Letizia Elvira Majani, nipote del mio bisnonno, dalla quale ebbe poi due figli. Questa villa è ancora esistente grazie al fatto che Guglielmo Marconi vi alloggiò. Verso gli anni ’60-65′, dopo aver venduto a pezzi la proprietà sul porto di Cattolica, Arturo vendette anche Villa Majani. Io ho continuato ad andare a Cattolica finché lo zio Arturo ha conservato la casa. Le mura sul porto, per fortuna ancora esistenti, che racchiudevano la proprietà sono ancora oggi chiamate da tutti Mura Majani”.

La presenza dei Majani a Cattolica venne immortalata dagli scatti di Giuseppe Michelini, cugino per parte di madre. In varie visite raccolse vere e proprie serie fotografiche, come altrettante e puntuali documentazioni di cose viste. In quel momento storico “andare al mare” non aveva lo stesso significato che ha attualmente. L’industria balneare nacque sì sull’onda della riscoperta della Natura propria della cultura illuministica che soprattutto in Inghilterra andava prendendo piede ma anche perché non esistendo i medicamenti di oggi, i medici consigliavano ai malati di polmoni di respirare l’aria salmastra e di godere della idro ed elioterapia. I ceti più abbienti si adeguarono ben presto per sfuggire alla calura che la città o i soggiorni in villa non riuscivano del tutto a mitigare. Vennero poi anche le “bagnature” e le gite in mare. Anche a Cattolica come a Rimini, a Riccione e a Cesenatico, sorsero i primi villini e gli stabilimenti con i capanni. Per la costruzione di tali villini il terreno veniva concesso gratuitamente, allo scopo di favorire lo sviluppo del turismo; l’altezza prevedeva un massimo di due piani. La famiglia Majani, assai benestante, ne possedeva uno sulla spiaggia di Cattolica. Occorre infine ricordare che allo sviluppo delle località balneari della costa romagnola concorse l’apertura della ferrovia Ravenna-Rimini poi allargata ad altre destinazioni.

Piazzetta Famiglia Majani oggi. In tempi più recenti, la società “La Baia”, composta da imprenditori romagnoli, attuale proprietaria dell’immobile in diritto di superficie, ha scelto di dare all’area una destinazione commerciale e ricreativa. Infatti, dopo aver ceduto la superficie all’Amministrazione ha ricevuto l’autorizzazione a realizzare il proprio intento. Tale progetto è stato immaginato come una moderna agorà dove potersi incontrare e chiacchierare usufruendo dei servizi del centro nella meravigliosa cornice di tale location. Il rifacimento di quella che oggi è la “Piazzetta Famiglia Majani” è stato curato dall’architetto Giulia Galari.

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