Misano Adriatico. Franco Arminio racconta la bellezza del paesaggio… da salvaguardare…

Franco Arminio

 

Definito da Roberto Saviano “uno dei poeti più importanti di questo paese” e impegnato da anni nella salvaguardia dei piccoli paesi della Comunità Montana, Franco Arminio è ospite della Biblioteca di Misano lunedì 14 ottobre, ore 21: un suggestivo live poetico dal titolo: LETTURE AMOROSE; in particolare il poeta reciterà brani tratti dalle sue Odi: Cedi la strada agli alberi, Resteranno i Canti e il recente l’infinito senza farci caso. Sarà un momento per celebrare la bellezza dell’animo, dei sentimenti, dell’amore tra riflessioni, poesia e musica.
Poeta, scrittore e regista italiano (nato a Bisaccia 1960, Avellino), Autodefinitosi ‘paesologo’, ha raccontato i piccoli paesi d’Italia descrivendo con estrema realtà la situazione soprattutto del Mezzogiorno. Animatore di battaglie civili, collabora con diverse testate locali e nazionali e ha realizzato anche vari documentari. Dopo il racconto erotico L’universo alle undici del mattino, è del 2003 Viaggio nel cratere in cui Arminio racconta l’Irpinia di oggi e la zona del ‘cratere’: quella colpita dal grande terremoto del 1980, riuscendo a coniugare uno stile narrativo straordinario all’impegno civile e all’indagine psicologica. Negli ultimi anni ha pubblicato molti libri, con notevole successo di critica e crescente apprezzamento dei lettori. Tra gli ultimi: Vento forte tra Lacedonia e Candela (2008, Premio Stephen Dedalus per la sezione Altre scritture), Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta (2009), Cartoline dai morti (2010), Terracarne (2011), Geografia commossa dell’Italia interna (2013).Ha pubblicato numerose raccolte di versi, tra cui Le vacche erano vacche e gli uomini farfalle (2011), Stato in luogo (2012), Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra (2017, premio Brancati 2018), Resteranno i canti (2018) e il recente l’infinito senza farci caso (2019).
L’incontro si tiene presso la Biblioteca Comunale, via Rossini, 7 con inizio alle ore 21.
Info: 0541-618484




Cattolica. Help! Mostra collettiva d’arte Amaci

 

Circuito Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani Fotografia, Fumetto, Pittura, Installazioni Espongono: Enzo CECCHINI, Giacomo GAUDENZI, Edoardo GESSI, Matteo LANDI, LOREPROD (Lorenzo Anzini), Dorigo VANZOLINI Inaugurazione sabato 12 ottobre ore 17,30 SPAZIO°Z di Radio Talpa (via Del Prete, 7 – Cattolica) 12 ottobre – 31 dicembre 2019 – Apertura: sabato e domenica ore 16,30-19 HELP! E’ un grido di aiuto. HELP! arriva da più parti, dall’umanità che soffre, che emigra, che non vuole più saperne di guerre… Arriva dal nostro Pianeta Terra ormai logorato da una presenza umana sempre più vorace e irresponsabile. HELP! arriva anche da ognuno di noi, spesso travolti dalle proprie fragilità e solitudini. Da questo grido l’arte e gli artisti non possono voltarsi da un’altra parte. HELP! è assordante e rimbomba nelle loro coscienze, e vuole una risposta concreta, un messaggio… La creatività artistica raccoglie questo grido e lo rilancia trasformandolo in opere d’arte, dove l’io dell’artista si immerge nel proprio e altrui disagio. L’artista si fa così strumento di una narrazione collettiva per spezzare l’indifferenza verso ciò che accade intorno a noi, e opporsi alle disuguaglianze e razzismi che avvelenano l’umanità. Gli artisti di questa mostra, ognuno col proprio linguaggio, cercano d’interpretare le inquietudini del nostro tempo.




Sant’Agata Feltria. Ottobre, è Sagra del Tartufo… alla 35^ edizione

Ottobre, è Sagra del Tartufo… alla 35^ edizione: cultura del vino, spettacoli ed enogastronomia nel ricco piatto della rassegna, da quest’anno plastic free!
La Fiera ha fatto… 35. Tante sono, infatti, le edizioni della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Sant’Agata Feltria, che alza il proprio “gustoso” sipario domenica 6 ottobre. E prova a rapire tutti i visitatori con il profumo intenso e unico dell’Oro dei Boschi e il suo gusto inimitabile. Il borgo di Sant’Agata Feltria da domenica e per tutte e quattro le domeniche del mese di ottobre (6, 13, 20, 27) ospita la XXXV edizione della Fiera Nazionale, e propone la valorizzazione di prodotti tipici, selezionando le eccellenze, primo fra tutti, appunto, il tartufo bianco pregiato.
Direttamente dal territorio dell’Alta Valmarecchia (una delle zone più vocate d’Italia), dal suo habitat naturale, i boschi, il prezioso tubero si trasforma in cucina per realizzare piatti di alto valore gastronomico, che sprigionano inebrianti aromi ben lontani dalla globalizzazione che spesso ci travolge, per salvaguardare l’integrità del nostro ambiente.
C’è ottimismo per la qualità ma anche per la quantità del prezioso “Oro dei Boschi”, anche grazie alle condizioni meteo che hanno caratterizzato il mese di settembre e questo inizio di ottobre.
In ogni caso, il prezioso tubero è garantito dalla presenza di 8 stand, in rappresentanza di zone diverse d’Italia ma tutte ad alta vocazione, dove la raccolta è anche partita prima rispetto a S. Agata Feltria e alla Valmarecchia.
Il Comitato Fiera che organizza la manifestazione dimostra anche la sua sensibilità per l’ambiente e per le popolazioni laziali colpite dal terremoto.
Il ristorante del Comitato da questa edizione è infatti totalmente Plastic Free! Piatti, bicchieri e posate: la plastica è stata bandita, verranno utilizzati solo prodotti biodegradabili. Tali contenitori fabbricati con l’utilizzo di una fibra ricavata dal mais, saranno smaltiti insieme ai residui organici (cibo avanzato) all’interno di appositi sacchetti, anch’essi biodegradabili, di colore beige/nocciola per non essere confusi con quelli neri contenenti il rifiuto indifferenziato, ed essere così avviati nella idonea filiera di smaltimento.
La proposta Plastic Free! è stata lanciata dal Comitato a tutti gli operatori gastronomici presenti nell’area di piazza Mercato. “Gli stand della gastronomia di pronto consumo (piadina, panini, crostini ecc.) adotteranno lo stesso sistema. – spiega Marco Davide Cangini della Pro Loco – I consumatori potranno eliminare piatti e bicchieri dentro contenitori appositamente posizionati e indicati. La Pro Loco ringrazia i ristoratori ed i conduttori degli stand per la sensibilità e le attenzioni dimostrate”.
Durante la manifestazione sarà inoltre presente uno stand del Comune di Amatrice, in cui vengono esposti prodotti tipici del paese in provincia di Rieti colpito dal terremoto. Si tratta di una collaborazione che il Comitato Fiera ha inteso attivare quale piccolo ma sentito segnale nei confronti di Amatrice e della sua rinascita.
Nelle quattro domeniche di ottobre S. Agata si trasforma dunque in un luogo dove immergersi in un’atmosfera suggestiva e profumata, passeggiare nelle vie e nelle piazze ad ammirare le numerose tipicità presenti nella manifestazione. Il giro di vino che porta in scena aziende vitivinicole rappresentative, la gara dei cani da tartufo, per conoscere dal vivo l’entusiasmante momento della ricerca del prezioso tubero in compagnia del cane fedele. 170 gli stand – in arrivo da diverse regioni d’Italia – presenti in fiera, sempre più curati e capaci di regalare emozioni di vario genere merceologico.
Ogni domenica la manifestazione – oltre ad una proposta di elevata qualità enogastronomica – si arricchisce di spettacoli itineranti, musiche, animazioni, mostre.
L’inaugurazione della XXXV edizione della Fiera è in programma domenica 6 ottobre alle ore 11,30 in piazza Garibaldi. Al taglio del nastro saranno presenti numerosi ospiti istituzionali e dell’imprenditoria e della cultura. Tra questi: l’assessore al Bilancio della Regione Emilia Romagna Emma Petitti, il presidente di Visit Romagna Andrea Gnassi, parlamentari del territorio, autorità militari e industriali del territorio tra cui il presidente Orogel Franco Piraccini e Antonio Berloni (Indel B).
Gli ospiti saranno accolti dal sindaco di Sant’Agata Feltria Guglielmino Cerbara e dal presidente Pro Loco (organizzatrice della Fiera) Stefano Lidoni.
All’interno della manifestazione si svolge anche WINE 2019 “Cultura e piacere del vino”, nelle vie del borgo. È prevista musica e spettacoli itineranti. Tra questi, gli “Sbandieratori di Castiglion Fiorentino”.
C’è la possibilità di vedere dal vivo “Artigiani al lavoro”, mentre presso la Salita Rocca delle Fiabe è prevista l’esposizione di antichi mestieri.
Novità: la Piazzetta Bio, ovvero la Piazzetta dei prodotti biologici naturali e delle erbe, con numerosi stand ove sarà possibile acquistare prodotti biologici e naturali. Tale novità si inserisce in un più ampio contesto di valorizzazione del legame tra tartufo bianco pregiato e salubrità dell’ambiente ove esso vegeta.
Il “Capannone dei Ristoranti” è aperto tutte le domeniche di Fiera dalle ore 11:00 alle 17:00. Ogni piatto ha un costo di 9,00 euro.
Quattro i ristoranti che danno vita al “Capannone”: Villa Labor (Montecopiolo), La Giardiniera (Casteldelci), Il Palazzo (Palazzo – Sant’Agata Feltria), Sottobosco (Badia Tedalda).
Sant’Agata Feltria grazie alla Fiera e al Tartufo è sempre più meta internazionale di blogger, chef, esperti di enogastronomia, giornalisti. Grazie ad un’idea avviata cinque anni fa, coordinata da Food in Tour di Riccione con la collaborazione di Apt dell’Emilia Romagna, l’iniziativa “Tartufaio per un giorno” porta nel borgo dell’alta Valmarecchia per tutto il mese di ottobre esperti, curiosi ed appassionati da tutto il mondo (dal Giappone alla Danimarca) per una dimostrazione di ricerca del tartufo con il tartufaio Sauro Podestà e il suo cane springer Chicco, prima di degustare il tartufo nelle sue diverse e gustose varianti al ristorante “Tulipano Nero”.
La visita al paese è anche l’occasione per ammirare gli antichi monumenti di alto valore architettonico: il Teatro Angelo Mariani, Rocca Fregoso (ora trasformata nella Rocca delle Fiabe, una spettacolare e multimediale esposizione a tema), il Convento di San Girolamo, le fontane d’arte.
“Il nostro territorio, tutta l’alta Valmarecchia ha il suo valore aggiunto – è convinto il presidente di Pro Loco Stefano Lidoni – proprio nella sua capacità di proporsi unitariamente e Sant’Agata Feltria si propone con piacere in questo percorso. La Fiera rappresenta, infatti, una grande attrattiva per il paese, ma con le sue decine di migliaia di presenze è un prezioso volano anche per il turismo e l’economia di una intera vallata”.



Rimini. Giulio Calvisi, sottosegretario alla Difesa accompagnato a vedere la vergogna della nuova questura

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha accompagnato Giulio Calvisi, sottosegretario alla Difesa e Emma Petitti, assessore regionale al Bilancio accompagnato, a vedere la vergogna della nuova questura.
Dice Gnassi: “Questa mattina ho voluto personalmente accompagnare il Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, insieme all’assessore regionale Emma Petitti in un doppio sopralluogo nella nostra città: il primo alla ‘vergogna’ dell’edificio della nuova Questura in via Ugo Bassi, il secondo presso la gloriosa caserma ‘Giulio Cesare’ lungo via Flaminia che ha appena chiuso i battenti. Nonostante abbiano alle spalle storie e vicende del tutto diverse, i due immobili sono legati a uno stesso filo: rischiano entrambi di diventare a breve due inaccettabili bubboni, spazi inutilizzati e potenzialmente a rischio degrado, a due passi dal centro storico di Rimini. E questo per tutta una serie di cause, chiarissime, di cui il principale responsabile è lo Stato Italiano. Quello che, per legge, dovrebbe fare gli interessi dei cittadini e che, sulla storiaccia dell’immobile di via Ugo Bassi ad esempio, ha invece procurato un danno enorme e continuo alla comunità locale. E non una volta sola: al di là della costruzione e del tiraemolla con il privato esecutore, del tutto inaffidabile, ricordo solo che neanche due anni fa il Governo italiano si era formalmente impegnato con un contratto sottoscritto a fare di quello spazio la nuova Cittadella della Sicurezza, al cui interno avrebbero giustamente trovato sede Polizia e Guardia di Finanza. Ma il cambio di Governo successivo ha mandato ancora una volta a carte e 48 ogni cosa, virando verso la soluzione ‘temporanea di 18 anni’ in piazzale Bornaccini e promettendo improbabili interventi del Cipe, pronto col denaro in mano. Il risultato è quello che vediamo purtroppo quotidianamente transitando per via Roma. La caserma ‘Giulio Cesare’ ha tutt’altra storia ma la fine potenzialmente corre uguale rischio, quello cioè di trasformarsi in un nuovo buco nero peraltro a due passi dalla stessa Questura. A fine luglio avevo detto che il tempo è finito, e Rimini non può più aspettare le parole di Roma. Poi è cambiato il Governo. Ho ripetuto queste cose stamattina al Sottosegretario Giulio Calvisi. Se il Governo non dirà e darà garanzie concrete e a stretto giro di posta sulla realizzazione della Cittadella della Sicurezza, come da protocollo firmato nel dicembre 2017, il Comune di Rimini vedrà di percorrere altre strade per risolvere il problema. Altre strade che potrebbero transitare anche per l’utilizzo proprio della ex caserma militare come luogo ove custodire l’attività, la logistica e gli spazi della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. Un uso fattibile e sicuramente immediato. Ho potuto apprezzare durante il sopralluogo l’interesse e l’attenzione del sottosegretario Calvisi che si è impegnato a portare già nei prossimi giorni la questione all’attenzione del Ministro dell’Interno. Ringrazio ancora ma, ripeto, di tempo non ce n’è più. Non lo dico solo io, ma le donne e gli uomini di Polizia e Guardia di Finanza, e l’intera cittadinanza di Rimini”.



Rimini. Architetti, riuso del moderno come via della bellezza e di rigenerazione urbana

Momento del convegno

 

Architetti, riuso del moderno come via della bellezz.a Due giornate con grande e inaspettata partecipazione hanno avviato l’iniziativa “Riuso del Moderno” che l’Ordine degli Architetti di Rimini ha promosso per mettere al centro la figura del professionista e calarla nel processo di rigenerazione urbana che deve interessare molti immobili sul territorio.

Il primo evento conclusosi il 5 ottobre, è stato dedicato a Giancarlo De Carlo, grande urbanista nato 100 anni fa e protagonista a Rimini di un ‘Piano del Nuovo Centro di Rimini’ prima commissionato e poi rigettato. Nel ricordarlo, l’evento ha messo al centro un forte convincimento che 50 anni fa De Carlo espresse con forza a proposito del futuro di Rimini: ‘Condivisione e partecipazione sono una condizione non contrattabile’.

“Fra le nostre funzioni, stabilite dalla Legge – ha detto questa mattina il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Rimini, Roberto Ricci – c’è quella di esprimere pareri nei confronti di enti e istituzioni pubbliche a proposito delle opere; un principio di sussidiarietà che è nostra intenzione riaffermare affinché si attivino processi coerenti. Sentiamo la necessità di confrontare le nostre capacità professionali con esperienze partecipative, per poi declinarle nella fase attuativa del lavoro quotidiano. L’architetto attiva questi processi, li coordina declinando le visioni in un segno, un progetto, ossia il nostro lavoro. Condividiamo il valore della fase partecipativa, ma lo affermiamo fino a quella conclusiva, che deve tendere alla pratica del concorso di progettazione, peraltro chiaramente sancito dal codice degli appalti. La partecipazione anche alle scelte finali è fondamentale e da riaffermare. Quindi consegneremo le modalità di attivazione di questo processo alle tante amministrazioni del territorio che abbiamo invitato alla seconda fase di Riuso del Moderno, a fine novembre. Fra l’altro, siamo convinti che anche conoscere le proposte finali di un concorso attivi un altro volano virtuoso di conoscenza e condivisione. Su questi percorsi la città di Rimini fu anticipatrice nel 1975 con Giancarlo De Carlo e vorremmo che una procedura chiara sia ribadita nel 2019”.

Applausi per l’intervento di Marianella Sclavi, che ha insegnato etnografia urbana al Politecnico di Milano ed è un’esperta di ‘ascolto attivo’ e ‘gestione creativa dei conflitti’:
“Oggigiorno a differenza dalla fine degli anni ’60, inizio anni ’70 quando De Carlo fu chiamato dal sindaco Ceccaroni a occuparsi del Piano Particolareggiato del centro storico di Rimini, questo approccio di ‘confronto creativo’ è praticato in molte delle esperienze di governance più avanzate in Europa e in Italia. Per esempio in Italia, nelle recenti esperienze di housing sociale promosse da Fondazione Cariplo e Comune di Milano, dove si costruiscono al tempo stesso abitazioni e coesione sociale.

All’incontro di questa mattina sono intervenuti anche Valentina Ridolfi sul Piano Strategico di Rimini come esempio di partecipazione, Roberta Frisoni sulla partecipazione nella pianificazione del Comune di Rimini, Silvia Capelli su Rigenerazione urbana partecipata e il caso Colonia Bolognese, Stefania Proli su territorio e percorsi di partecipazione per l’appropriazione degli spazi, Marina Dragotto sul rapporto tra pubblico e privato nei processi di rigenerazione urbana, Patrizia Gabellini con il ricordo di Giancarlo De Carlo.

Ora Rimini On Air, il titolo dei primi due giorni, cede il testimone agli altri eventi programmati: un contest fotografico (al via il 15 ottobre) sul tema del Riuso, rivolto ai cittadini che intendono documentare, sul territorio, semplicemente con uno smartphone, episodi di abbandono o di sottoutilizzo di edifici, o contesti di particolare rilevanza costruiti a partire dal 1900; poi due week end, dal 22 novembre al 1 dicembre con workshop, mostre e dibattiti che coinvolgeranno numerosi personaggi di rilievo nazionale.




Rimini. Superstrada di San Marino, 822 violazioni in un mese rilevate dal nuovo sistema automatico

Ben 822 violazioni in un solo mese: il bilancio dell’impianto di rilevazione delle infrazioni semaforiche sulla Consolare di San Marino
E’ di 822 infrazioni, con una media impressionante di oltre 26 al giorno, il bilancio del primo mese di operatività del nuovo sistema di rilevamento automatico posizionato all’incrocio semaforico tra la Superstrada ss72, via della Gazzella e via Barattona. Entrate in funzione il 1° agosto, le telecamere installate sulla consolare hanno registrato un numero allarmante di violazioni: auto che sfrecciano nonostante il semaforo rosso, oltre a mezzi pesanti che attraversano incuranti dei pericoli. Delle 822 violazioni, ben 288 (circa il 35%) si sono registrate di notte, nell’orario cioè tra le 22 e le 6 del mattino, ulteriore fattore di rischio per una delle infrazioni più pesanti previste dal codice della strada e che risulta essere tra le maggiori cause del verificarsi di incidenti con gravi conseguenze. Oltre alla sanzione amministrativa (163 euro che salgono a 222 in orario notturno), il codice prevede la decurtazione di sei punti dalla patente, destinati a diventare 12 qualora i conducenti abbiano conseguito la patente di guida da meno di tre anni. Degli 822 mezzi colti in infrazione, 128 hanno una targa straniera e 66 hanno targa sammarinese.
“Il dato si commenta da solo  – sottolinea  l’assessore alla Sicurezza Jamil Sadegholvaad – e conferma quanto fosse necessario installare un impianto di controllo in quell’intersezione, su un’arteria stradale molto trafficata e che rappresenta un punto sensibile della viabilità cittadina. E’ evidente quale grave pericolo comporti per la sicurezza non rispettare la segnaletica semaforica, eppure sono ancora troppi gli automobilisti che sembrano ignorare i rischi legati a questo comportamento a dir poco irresponsabile. Confidiamo che dopo questa prima fase di attivazione, il vista red possa avere quell’effetto deterrente che abbiamo registrato in altri punti della città dove tali dispositivi sono attivi. L’Amministrazione continuerà nell’attività di potenziamento della sicurezza sulle nostre strade, sia attraverso una sempre maggiore infrastrutturazione di sistemi di rilevamento elettronici sul territorio comunale sia attraverso il presidio degli operatori della Polizia locale”.
L’impianto installato sulla Consolare San Marino si affianca a quelli che dalla seconda metà del 2017 il Comune di Rimini ha posizionato su alcuni degli incroci cittadini più trafficati regolati da semafori come su Viale Principe Amedeo/Via Matteucci/Via Perseo; su Via Caduti di Marzabotto/Via di Mezzo/Via Jano Planco, su Via Siracusa/Via Tommaseo e, dall’agosto scorso quello posizionato sull’impianto che regola la viabilità tra le vie Beltramini – Sacramora – Morri.
L’ufficio stampa




Misano Adriatico. Conferenze, Umberto Galimberti fa il pieno dentro e fuori… in mille…

“Epica” apertura a Misano del ciclo di conferenze  con Umberto Galimberti il 4 settembre al teatro Astra, che quest’anno hanno come tema “J’accuse”. Pieno dentro e fuori davanti al maxischermo sul viale d’Annunzio. Si calcola che abbiamo assistito all’evento circa 1000 persone. Teatro Sold -aut già alle 20,00 quando i vigili urbani  hanno chiuso le porte dell’Astra, non senza proteste da parte del pubblico arrivato anche da fuori regione. Potente, empatico, passionale la lectio del filosofo ha catturato l’attenzione del pubblico. Dice Galimberti che la lettura e l’interpretazione che Nietzsche fornisce in merito al “male dell’Occidente” sono estremamente attuali e dovrebbero essere un monito per chi occupa i posti di potere, in quanto già allora il problema che secondo Nietzsche affiggeva maggiormente la società occidentale era la corruzione e il decadimento progressivo dei valori morali. Forse, dice  Galimberti, sta giungendo a compimento il senso espresso da più di duemila anni dalla nostra cultura che, come dice il nome, è “occidentale”, cioè “serale”, avviata a un “tramonto”, a una fine.

 




Riccione. Ospedale, inaugurato laboratorio a rapida risposta

Inaugurato laboratorio a rapida risposta. Rinnovato dal punto di vista strutturale – architettonico, erano presenti il sindaco Renata Tosi, il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, il direttore medico del presidio ospedaliero Bianca Caruso, il direttore del dipartimento Anatomia patologica, Medicina trasfusionale e di Laboratorio di Pievesetina Romolo Dorizzi, il responsabile dei Laboratori a risposta rapida del Riminese Antonio Argento e il direttore Infermieristico e tecnico di Rimini dell’Ausl Romagna Andrea Galeotti.
Come spiegato dal dottor Dorizzi, la struttura viene utilizzata per le analisi di laboratorio in urgenza dentro l’ospedale, necessarie per il “Ceccarini” di Riccione e il “Cervesi” di Cattolica, sempre in stretta integrazione con il Laboratorio Unico di Pievesestina dove viene inviata la maggior parte dei campioni e che, come noto, è in grado di effettuare analisi di altissimo livello e qualità. Si consolida dunque il modello Hub and Spocke della rete laboratoristica dell’Ausl Romagna, all’insegna dell’appropriatezza, della standardizzazione e quindi omogeneità dei risultati, ma anche della specializzazione del personale e dell’altissimo livello tecnologico delle apparecchiature. Il tutto, ovviamente, in stretto collegamento informatico.
La rete dei laboratori a risposta rapida del Riminese può contare su sei medici e 27 tecnici di laboratorio. Ogni anno il Laboratorio a Risposta Rapida di Riccione processa più di 365mila campioni, vale a dire più di mille al giorno. “Questo che inauguriamo oggi – ha chiosato il dottor Dorizzi – è uno dei laboratori di questo tipo più belli e all’avanguardia d’Italia”.
I lavori di ristrutturazione sono durati dal gennaio all’agosto di quest’anno e l’intervento ha coperto circa 250 metri quadrati. Importo dell’investimento 350mila euro. I lavori hanno riguardato una porzione delle ex sale operatorie al piano terzo dell’ospedale “Ceccarini”; la ristrutturazione è stata complessiva di tutti elementi architettonici e impiantistici determinando il completo rinnovo di tutte le componenti nel rispetto dei requisiti per l’accreditamento e, ovviamente, le normative igienico-sanitarie e antincendio.
Il sindaco Tosi ha detto che “L’implementazione del laboratorio a risposta rapida all’ospedale ‘Ceccarini ‘va nella direzione del miglioramento e del potenziamento di un servizio ritenuto essenziale per i cittadini. Rivolgo un plauso all’Ausl Romagna e alla sua Dirigenza per aver investito a beneficio della sanità e dunque della comunità, non solo riccionese, ma di tutti coloro che anche da altri Comuni usufruiscono del servizio. Mi auguro vivamente che gli investimenti dell’azienda sanitaria proseguano sia dal punto di vista strutturale che professionale, per il personale medico e infermieristico. La sanità è un tema che sta particolarmente a cuore alla città di Riccione, argomento a cui ha dedicato anche un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza”.
Conclusioni a cura del dottor Busetti il quale ha esordito ricordando che “la scelta, a suo tempo effettuata, di attivare il laboratorio unico romagnolo di Pievesestina è stata una scelta lungimirante e vincente. La rete dei laboratori a risposta rapida a corredo di quello di Pievesestina è un importante completamento del progetto e del percorso. Per di più le apparecchiature che troviamo qui, le troveremmo, uguali, in un laboratorio analogo del Chicago Hospital… L’obiettivo è quello di avere percorsi sempre più standardizzati e omogenei a favore dell’equità di cura per tutti i cittadini, su una base di livello alto”.



Cattolica. Michela Marzano presenta l’ultimo romanzo

Michela Marzano presenta l’ultimo romanzo. Appunatmento il 10 ottobre alle ore 17,30 in biblioteca.
Ciò che non cessa anche quando i nostri cari stentano a riconoscerci è l’amore. Michela Marzano,
una delle pensatrici più ascoltate nel panorama intellettuale europeo, celebra nel suo romanzo il
legame famigliare alle prese con le note malattie degenerative che imperversano nella società
contemporanea. L’opera parte da uno spunto di vita vissuta della scrittrice per costruire un
personaggio monumentale e fragile, Annie, ricoverata in una casa di riposo parigina poichè ha perso
la memoria. Nel nucleo famigliare si evidenzia il dolore e lo smarrimento del figlio per non essere
più riconosciuto dalla madre, e il ruolo della nuora che, ricostruendo il passato della congiunta per
conoscerla meglio, riprende in mano anche la propria di vita, rinsaldando il rapporto con il
compagno. Questa situazione mette a fuoco gli snodi nevralgici dei cambiamenti e delle scoperte
che avvengono nelle relazioni famigliari fino alla riscoperta di una nuova identità da parte di chi
assiste (in gran parte donne), ricoprendo un alto ruolo valoriale che è in grado di ricostruire legami
profondi che coinvolgono il contesto sociale: il lavoro di cura è profondamente etico, Michela
Marzano lo ha sostenuto in molti libri. Il suo indiscusso livello intellettuale che la vede occuparsi di
tematiche scottanti della realtà umana e sociale come il senso dell’esistenza e quello dei legami, in
una gamma che va dalla dialettica identità/memoria, alla malattia e al tema dell’amore, dai diritti del
corpo e della libertà sessuale ai temi della violenza, in una società sorda e stereotipata, ci rassicura
che saprà darci spunti importanti per leggere ed interpretare il presente.
Nel Giorno del Dono gli Assessorati alla Cultura e a i Servizi sociali intendono valorizzare il lavoro
di cura con la presentazione di questo libro che lo celebra. L’autrice dialogherà con la scrittrice e
drammaturga ravennate Laura Gambi, impegnata nel sociale sul versante dello scambio tra culture.
Michela Marzano risponderà alle domande del pubblico e dei Gruppi di Lettura “Il tenero
Giacomo” e “Pagine Memorabili”.
L’incontro coinvolgerà molte Associazioni socio-culturali di Cattolica che si occupano dell’età
libera, di pari opportunità e diversabilità.
Saranno presenti l’Associazione Giovannini- Vici, Rimbalzi fuori campo, Il Centro per le famiglie,
Il centro Antiviolenza Chiama Chi Ama, L’Associazione Mondo Donna, l’Associazione culturale
Cubia, L’associazione Alzheimer Rimini, Gli operatori del Centro per i disturbi cognitivi Rimini, I
Comitati di Quartiere, il Sindacato Pensionati Cgil di Cattolica, l’Associazione Navigare –
Cattolica, La Cooperativa Il Pellicano – Cattolica, La coop 134 di Cattolica.
La scrittrice alla fine dell’incontro sarà disponibile per il firmacopia.
Luogo: Cattolica, Biblioteca comunale, ore 17,30. info 0541/966612
Ingresso libero fino ad esaurimento posti




Rimini. Clima: che fare? Gli studenti incontrano il climatologo Luca Mercalli

Luca Mercalli
Studenti riminesi a lezione dal climatologo Luca Mercalli
Un’iniziativa di Amir SpA per approfondire i temi
del riscaldamento globale e delle emergenze ambientali
‘Questioni di tempo’: lunedì 7 ottobre, ore 9,30 al Teatro degli Atti
l’incontro tra il professore e i ragazzi delle scuole superiori
Trecento studenti delle scuole superiori riminesi a lezione dal climatologo Luca Mercalli. L’iniziativa è organizzata da Amir SpA, azienda pubblica di riferimento per la rete idrica in larga parte della provincia, con il patrocinio del Comune di Rimini. Un contributo all’incalzante richiesta, soprattutto da parte dei giovani, di affrontare il tema del cambiamento climatico come priorità dell’agenda politica.
È un dibattito di portata internazionale quello sulle emergenze ambientali, affrontato in queste ultime settimane in due momenti simbolo, il summit delle Nazioni Unite (New York, 23 settembre) e il terzo sciopero per il clima (oltre un milione le persone in piazza solo in Italia il 27 settembre). In questa congiuntura mondiale, la città di Rimini – che nel bel mezzo della calda estate 2019 ha dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale – si ritrova al centro di una recente indagine de Il Sole 24 Ore per un incremento della temperatura media annua di tre gradi rispetto alla minima registrata dal 1900. Un dato che di per sé indica l’urgenza di informazione scientifica su argomenti trasversali tanto ai percorsi scolastici quanto alla vita quotidiana.
Nell’incontro tra il professor Mercalli e gli studenti si parlerà proprio di questo, di riscaldamento globale e delle sue conseguenze, ma anche di tutto quel che può significare crisi ambientale, dallo scioglimento dei ghiacciai all’innalzamento del livello del mare con la progressiva riduzione di riserve di acqua dolce. Ci si soffermerà sulle responsabilità dell’uomo, sul suo impatto sull’ecosistema terrestre, e sulle possibili contromisure, il ricorso alle energie rinnovabili per esempio, per evitare di compromettere per sempre il nostro rapporto con la natura.
Ad introdurre la lectio – ‘Questioni di tempo’ – in programma lunedì 7 ottobre (a partire dalle 9.30) al Teatro degli Atti, sarà Alessandro Rapone, amministratore unico di Amir SpA. “Si tratta di un’iniziativa divulgativa spinta dalla volontà di contribuire ad affrontare un tema di forte attualità – dichiara Rapone – Per questo ci siamo rivolti ad un esperto autorevole in materia come il professor Mercalli, docente universitario, da ben 25 anni impegnato nella formazione scientifica. Quindi abbiamo pensato di coinvolgere gli studenti, i ragazzi delle scuole superiori di Rimini, che stanno dimostrando grande attenzione e interesse per i temi ambientali. Un gesto di responsabilità da parte di un’azienda pubblica come la nostra, ente strumentale che ha come sua principale mission la salvaguardia delle infrastrutture idriche funzionali al sistema idrico integrato, prezioso patrimonio della collettività. In un momento come quello attuale c’è bisogno che ognuno faccia la propria parte e crediamo che l’incontro con Mercalli per giovani che stanno per decidere del loro futuro possa offrire molti spunti di riflessione”. Al Teatro degli Atti interverrà per un saluto anche il sindaco Andrea Gnassi: “Ci è sembrato giusto – aggiunge in proposito Rapone – condividere questa iniziativa con l’amministrazione comunale, che sta concentrando enormi sforzi economici sul fronte ambientale. In particolare per realizzare il Piano di salvaguardia della balneazione, con il sostegno anche di Amir. Rimini inoltre ha aggiornato il suo Piano Strategico al 2039 proprio per introdurre un approccio strutturale al cambiamento climatico. La nostra è una città che sta lavorando e investendo molto per un futuro più sostenibile, occorre darne testimonianza”.
Al termine della lectio saranno poi i ragazzi con le loro domande a interrogare il professore su quelle che Mercalli è solito definire “istruzioni per l’uso del pianeta Terra”. L’incontro, a posti limitati, è stato pensato in particolare per gli studenti di quarta e quinta superiore. Saranno presenti alcune classi dei Licei ‘Cesare – Valgimigli’, ‘Einstein’, ‘Serpieri’ e degli Istituti Tecnici ‘Valturio’, ‘Belluzzi – Da Vinci’.
Nell’occasione Amir SpA consegnerà a ciascuno dei presenti una pratica borraccia, un gesto simbolico da parte dell’azienda per sensibilizzare stili di vita più sostenibili.
Luca Mercalli, docente di Sostenibilità Ambientale alle Università di Torino (SSST) e di Pollenzo, è presidente della Società Meteorologica Italiana (costituita nel 1865). Giornalista scientifico, nel 1993 fonda la rivista di meteorologia ‘Nimbus’, che tuttora dirige. Dopo aver pubblicato su riviste internazionali e su alcune delle principali testate italiane (La Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano, Donna Moderna, Rivista della Montagna) approda alla divulgazione televisiva partecipando a diverse trasmissioni Rai (tra cui la popolare ‘Che tempo che fa’, ‘Tg Montagne’, ‘Scala Mercalli’). Ad oggi conta circa duemila conferenze sulla crisi climatica ed energetica. Tra i suoi libri Filosofia delle nuvole (Rizzoli 2008), Che tempo che farà (Rizzoli 2009), Viaggi nel tempo che fa (Einaudi 2010), Prepariamoci (Chiarelettere 2011), Il mio orto tra cielo e terra (Aboca 2016), Non c’è più tempo (Einaudi 2018).