Riccione. A Silvio Lombardini, primo sindaco di Riccione, dedicata la sala conferenza della biblioteca

La presentazione del libro
A Silvio Lombardini dedicata la sala conferenza della biblioteca. Nell’ambito dei festeggiamenti per il 97° compleanno di Riccione, lo scorso 19 ottobre, è stata intitolata a Silvio Lombardini, primo sindaco della città. Alla cerimonia, cui ha partecipato la famiglia, è seguita la presentazione del libro dello storico e ricercatore Manlio Masini dal titolo “Silvio Lombardini, un uomo perbene tra Santarcangelo, Forlì e Riccione”.
Lombardini fu uomo di alta statura morale; funzionario dello Stato, imprenditore e amministratore pubblico di grande competenza e lungimiranza, sotto la sua guida Riccione si è avviò a diventare una località turistica tra le più importanti in Italia.
Nelle immagini allegate i rappresentanti dell’amministrazione comunale insieme a Manlio Masini e al nipote di Silvio Lombardini, che si chiama esattamente come il nonno.



Misano Adriatico. Filosofi, arriva il coraggioso Massimo Cacciari: “La mente inquieta, saggio sull’Umanesimo”

Il filosofo Massimo Cacciari con il direttore della biblioteca Gustavo Cecchini

Il filosofo Massimo Cacciari con il direttore della biblioteca Gustavo Cecchini

Filosofi, arriva il coraggioso  Massimo Cacciari: “La mente inquieta, saggio sull’Umanesimo” mercoledì 23 ottobre alle ore 21, al Teatro Astra, all’interno del ciclo “J’accuse”.
Predomina ancora una visione del periodo dell’Umanesimo che ne esalta, da un lato, i valori estetico-artistici, e tende a ridurne, dall’altro, il pensiero a elementi retorico-filologici. Ma le cose sono più complesse e meno schematiche, e la stessa filologia umanistica va inserita in un progetto culturale più ampio nel quale l’attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest’ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C’è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente «anti-dialettico», in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate.
Massimo Cacciari
Massimo Cacciari è professore emerito di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha rivolto la sua attenzione alla crisi dell’idealismo tedesco e dei sistemi dialettici, valorizzando la critica della metafisica occidentale propria di Nietzsche e di Heidegger e seguendo la genealogia del pensiero nichilistico nei classici della mistica tardo-antica, medievale e moderna. Tra le sue opere recenti: Della cosa ultima (Milano 2004); Dallo Steinhof. Prospettive viennesi del primo Novecento (Milano 2005); Tre icone (Milano 2007); La città (Rimini 2009); Hamletica (Milano 2009); Il dolore dell’altro. Una lettura dell’Ecuba di Euripide e del Libro di Giobbe (Caserta 2010); Io sono il Signore Dio tuo (con P. Coda, Bologna 2010); Ama il prossimo tuo (con E. Bianchi, Bologna 2011); Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto (Milano 2012); Il potere che frena (Milano 2013); Labirinto filosofico (Milano 2014); Filologia e filosofia (Bologna 2015); Re Lear. Padri, figli, eredi (Caserta 2015); Occidente senza utopie (con P. Prodi, Bologna 2016); Generare Dio (Bologna 2017); La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo (Torino 2019).
Cinema-teatro Astra ore 21,00. Ingresso libero sino ad esaurimento posti.