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Cattolica. SOS Europa, conferenza con Alessandro Bondi e Primo Silvestri il 14 aprile

Alessandro Bondi e Primo Silvestri

 

S.O.S. EUROPA (Italia chiama Europa – Europa chiama Italia)
Conferenza pubblica per saperne di più
Relatori: Alessandro Bondi (professore di Diritto Penale Università di Urbino) e Primo Silvestri (direttore di TRE – TuttoRomagnaEconomia)
DOMENICA 14 APRILE ORE 17,30
SPAZIO°Z di Radio Talpa (via Del Prete, 7 Cattolica)
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti
La conferenza sarà trasmessa in diretta su www.radiotalpa.it
Domenica 26 maggio anche i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento europeo.
In crisi d’identità, l’Europa è minacciata dagli interessi delle due superpotenze (Usa e Russia) che da tempo manifestano ostilità verso un potente concorrente economico. L’Europa dà fastidio anche come riferimento storico delle politiche del welfare e dei diritti civili.
Ma oggi l’Europa si trova di fronte anche ad altri pericoli che arrivano dal suo interno: crescenti nazionalismi, l’incapacità di gestire il fenomeno dei migranti, movimenti xenofobi, eccessiva gestione burocratica, ecc.. Tutto ciò ha portato a sentimenti e risentimenti contrastanti, facilitando la propaganda di politici spregiudicati che la indicano spesso come il facile capro espiatorio di ogni problema per nascondere incapacità politiche e programmatiche tutte nazionali.
L’Europa unita, sogno nel 1941 di due italiani confinati a Ventotene (Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi), si sta appannando, di fronte alla complessità dei problemi globalizzati, a proprie incapacità e scelte politiche miopi.
Si potrebbe affermare che oggi il “Ce lo chiede l’Europa” stia diventando un forte S.O.S., perché il voto di maggio in tutti i Paesi dell’Unione europea può diventare la battaglia decisiva per un’Europa necessaria, più unita e democratica, oppure per il suo indebolimento e sfaldamento.
In tutta Europa soffiano strane parole, spesso utilizzate strumentalmente: sovranismo e populismo, e non promettono nulla di buono…




Pesaro. Centenario delle relazioni tra Italia e Polonia, partecipa anche il pesarese Girelli

 L’ambasciatore Giorgio Girelli e il direttore dell’Istituto polacco Łukasz Paprotny.

Tra gli eventi culturali promossi dall’Istituto Polacco di Roma, ed egregiamente coordinati dal suo direttore Łukasz Paprotny , si segnalano la presentazione del libro “Conferenze al Tribunale Costituzionale della Repubblica di Polonia  negli anni 2017-2018” e la tavola rotonda sul diplomatico italiano Francesco Tomassini. Ad essi ha preso parte anche l’ambasciatore Giorgio Girelli che si è intrattenuto con il professor Andrzej Przyłębski, attuale ambasciatore polacco a Berlino, il quale ha svolto una conferenza sul tema L’ identità costituzionale e lo stato moderno, titolo del saggio da lui pubblicato nel volume sul “Tribunale” polacco, organo il cui principale compito è supervisionare la fedeltà delle leggi alla Costituzione. Przyłębski ha osservato, tra l’altro, come per “identità” si possa intendere sia un insieme di convinzioni dominanti in una determinata comunità, sia una norma di legge che indica le caratteristiche fondamentali per un determinato ordine. Nel corso dell’incontro Girelli, già docente universitario di diritto parlamentare, ha da parte sua posto in evidenza il ruolo e le competenze della Coste Costituzionale italiana. Invece, nel centenario delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Polonia,è stato presentato il volume di Luciano Monzali “Francesco Tommasini, l’Italia e la rinascita della Polonia indipendente” pubblicato dalla Accademia Polacca delle Scienze, Roma 2018). Francesco Tommasini è stato il primo rappresentante diplomatico italiano presso il risorto Stato polacco all’indomani della prima guerra mondiale. Sono intervenuti i professori Alberto Basciani ( Università degli Studi Roma Tre), Wojciech Biliński (Ministero degli Affari Esteri, Varsavia), Andrea Ciampani (Università di Roma LUMSA) e Rudolf Dinu (Accademia di Romania in Roma). Francesco Tommasini, esponente di una facoltosa famiglia borghese romana, fu uno dei più talentuosi diplomatici italiani della sua generazione, allievo di Costantino Nigra e di Giuseppe Avarna, stretto collaboratore di Tommaso Tittoni: la sua carriera al Ministero degli Affari Esteri fu però stroncata da un duro scontro personale con Mussolini, che portò alla sua estromissione dalla diplomazia nel 1923.