Rimini. Teatro Galli, doppio esaurito per il giovane violinista riminese Federico Mecozzi

Federico Mecozzi

Doppio tutto esaurito per il giovane violinista riminese Federico Mecozzi.
Appuntamento sabato 26 e domenica 27 gennaio.
Dalle aule dell’Istituto Lettimi, dove si è formato musicalmente, alla ribalta del Festival della città dei fiori, il bagaglio artistico e professionale di Mecozzi diventa sempre più ‘pesante’. Al Teatro Galli il giovane violinista presenterà il suo album d’esordio da solista, prodotto da Cristian Bonato (Numeri Recording): un viaggio sonoro che racchiude e sintetizza le esperienze, i gusti e le contaminazioni sperimentate dall’autore in diversi anni di attività musicale, collaborazioni e viaggi. Un concentrato della sua personalità artistica, svelata attraverso un linguaggio che intreccia sonorità pop, etniche, classiche ed elettroniche.
Awakening è stato anticipato a novembre dal lancio del singolo Birthday, accompagnato da un suggestivo video girato tra Rimini, Pennabilli e Mondaino. “Awakening – sottolinea l’artista – è un risveglio in luoghi e tempi diversi, lontani ma vicini. È anche un po’ la mia soggettiva concezione di musica, priva di confini, categorie, etichette. Ogni brano rappresenta per me un momento o un luogo, o più momenti o più luoghi: sono storie, esattamente come le canzoni, che vorrebbero invitare chi ascolta a viaggiare, con la mente ma anche col corpo, attraverso ritmi ora ampi ora incalzanti”.
Dopo Rimini e dopo l’esperienza sanremese, Mecozzi si esibirà anche a Torino, Milano, Bologna, Roma, in un calendario in costante aggiornamento.

Biografia
Federico Mecozzi nasce a Rimini nel 1992. La predisposizione e l’approccio con la musica sono precoci: all’età di 6 anni inizia a suonare la chitarra, di cui si serve fin da subito per scrivere canzoni. Partecipa giovanissimo ad alcuni prestigiosi concorsi cantautoriali, ottenendo notevoli risultati. A 12 anni intraprende il percorso accademico presso l’Istituto Musicale “G. Lettimi” di Rimini, dove studia violino sotto la guida del M° Domenico Colaci e, pochi anni dopo, intraprende gli studi di direzione d’orchestra guidato dal M° Gianluca Gardini; partecipa in seguito a corsi di perfezionamento nell’ambito della direzione sotto la guida del M° Piero Bellugi.
Oltre all’intensa attività concertistica, si dedica da anni alla composizione e all’arrangiamento nell’ambito della musica leggera (pop), classica contemporanea e minimalista. Interpreta, inoltre, musica celtica e folkloristica (della tradizione bretone, irlandese e scozzese).
Polistrumentista, a partire dal 2009 collabora stabilmente con il celebre compositore e pianista Ludovico Einaudi, che affianca tuttora dal vivo in lunghe tournée nei più prestigiosi teatri e arene del mondo oltre che nella realizzazione dei dischi come musicista e assistente musicale. In studio di registrazione ha lavorato anche con e per Pacifico, Angelo Branduardi, Blonde Redhead, Remo Anzovino, Filippo Graziani, Andrea Mingardi.
Negli ultimi due anni, ha parallelamente lavorato al suo primo album da solista (come violinista, compositore, polistrumentista) in uscita il 25 gennaio. (Info: www.federicomecozzi.com; facebook.com/FedericoMecozziOfficial/; instagram.com/federicomecozzimusic/).

26 e 27 gennaio, ore 21 – Teatro Galli
Federico Mecozzi
AWAKENING
presentazione nuovo album
Federico Mecozzi violino, viola
Veronica Conti violoncello
Massimo Marches chitarre, programmazioni
Stefano Zambardino tastiere
Tommy Graziani batteria, percussioni
Giusesppe Righini, voce

Info biglietti
La biglietteria del Teatro Galli (piazza Cavour 22) è aperta dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 14 il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 17.30. Telefono: 0541 793811.
Il programma completo con tutti gli spettacoli della Stagione, gli altri appuntamenti fuori abbonamento e tutti gli aggiornamenti sul sito www.teatrogalli.it e sulla pagina facebook fb.com/teatrogalli.
www.teatrogalli.it
tel. 0541.793811




Cattolica. Incontri con gli scrittori. Apre Simona Baldelli

Un autore con tè, edizione 2019
Ripartono gli incontri con gli scrittori di Un autore con tè del 2019, organizzati da Talpa chi Legge allo Spazio°Z di Radio Talpa, col patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cattolica.
A inaugurare la stagione un gradito ritorno, Simona Baldelli che il 3 febbraio sarà ospite con il nuovissimo “Vicolo dell’immaginario” edito dalla prestigiosa casa editrice palermitana Sellerio e uscito il 10 gennaio.
Il 3 marzo sarà la volta di un pesarese, un illustratore, fumettista e musicista che per i suoi lavori è ormai conosciuto ed affermato: Alessandro Baronciani che dialogherà con lo scrittore Jacopo Nacci della sua graphic novel “Negativa”, edita da Bao Publishing.
Il 13 aprile sarà in compagnia di Cristiano Cavina, un romagnolo d.o.c., con “Ottanta rose mezz’ora”, pubblicato da Marcos y Marcos, casa editrice che lo accompagna dai suoi esordi.
Tutti gli incontri sono ad ingresso libero e iniziano alle 17.30 allo Spazio°Z di Radio Talpa, in Via Del Prete 7 a Cattolica.
Diretta radio su www.radiotalpa.it




Rimini. Caritas, Rimini dalla parte dei poveri e del volontariato. Presentazione del libro

Rimini raccontata  dalla Caritas. “40 anni insieme ai poveri” è la pubblicazione della Caritas diocesana. Viene presentata il 25 gennaio, alle 11, nella Sala Ressi del Teatro Galli.

Intervengono:  Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, don Pierpaolo Conti, don Luigi Ricci e don Renzo Gradara (già direttori Caritas Rimini), Cinzia Sartini (curatrice del libro).
Modera: Mario Galasso, direttore Caritas Rimini

La Caritas in questi anni è cresciuta a livello di servizi, ma la principale mission resta quella educativa.

Il 25 gennaio 1978, con l’Atto di costituzione del “Centro Pastorale Caritas”, come da proposta del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, nasceva ufficialmente la Caritas Diocesana riminese. Già dai primi mesi di vita, il sevizio e l’impegno di questa “istituzione” si attualizzava per la città di Rimini, i poveri e le persone più in difficoltà, ma anche al di fuori dei confini nazionali.
A fine 1979 è stata aperta presso la Parrocchia di San Giuliano Martire la prima Mensa “della Fraternità”, da don Oreste Benzi con l’aiuto di don Romano Nicolini. Da allora a Rimini è cambiato tutto. È cambiato il mondo intorno a noi, le povertà, le tipologie di persone, le necessità stesse. Sono sbarcati gli immigrati, quelli stranieri: dall’Albania, dall’Africa, dal Est Europa e poi dalla lontana Cina, dall’America Latina.
Una sola cosa non è cambiata e non cambierà mai, il bisogno di fondo di chi si trova nella ‘povertà’: quello di essere accolti e compresi, di essere amati a 360 gradi.

Dai primi tempi in cui dovevi farti fare un buono in curia da Piero Vannoni, per poter mangiare alla mensa, a quando in via Santa Chiara venne aperto il dormitorio e tutti i servizi si trovarono sotto un unico tetto, fino ad oggi in via Madonna della Scala 7, i bisogni e le risposte sono cresciute di pari passo. Centro di ascolto, docce, indumenti, distribuzione cibo, mensa, attenzione per i nonni soli e non più autosufficienti, giro mobili, Osservatorio Risorse e Povertà, Servizio Immigrati, Avvocati solidali, progetti educativi con e per i giovani, obiezione di coscienza e nuove tipologie di assistenza con Famiglie Insieme e il Fondo per il Lavoro, Emporio solidale, ambulatorio nessuno escluso, Operazione Cuore, prima e seconda accoglienza, sono solo alcune delle tante forme di aiuto che la Caritas Diocesana mette al servizio di tutta la Città.
Una Città che ha sempre risposto con generosità alle emergenze che gli si presentavano collaborando con impegno, a partire dalle Istituzioni.
Si, Rimini sicuramente sarebbe più ‘povera’, nel vero senso del termine, senza una struttura come la Caritas Diocesana. Ma la Caritas non è solo un mero ‘distributore di servizi’: la sua principale mission è quella educativa.
Svolta insieme a ‘quell’esercito silenzioso ed instancabile’ che sono gli oltre 150 volontari fissi più tutte le centinaia appartenenti alle 60 Caritas Parrocchiali a loro va il grazie e a loro opera generosa è dedicato questo libro.
“Racchiudere in 150 pagine la storia di 40 anni di vita di questa variegata realtà, confesso non è stato facile. – Spiega Cinzia Sartini curatrice di questa edizione – La difficoltà? Fare sintesi tra i fatti, la ricerca e la verifica storica dei dati, di situazioni e accadimenti, insieme al rischio di diventare didascalici e ripetitivi che era sempre dietro l’angolo, il dispiacere di ‘tagliare storie’, vissuti. Per fortuna tutto questo verrà recuperato sul web, (www.caritas.rimini.it) dove stiamo preparando una pagina apposita con gli approfondimenti per ogni settore, con le interviste integrali ad utenti e volontari, con aneddoti e vita vissuta raccontata dai protagonisti insieme a tutte le foto di questi 40 anni, che per ovvi motivi non potevano trovare posto nel libro cartaceo. Un libro in divenire 3.0 a cui tutta la cittadinanza potrà contribuire con i propri ricordi e personali aggiunte.
Una memoria allargata e cittadina, che culminerà con i festeggiamenti della tappa del mezzo secolo, fra dieci anni circa.

I Direttori della Caritas Diocesana
canonico Sisto Quinto Casadei Menghi (1977-1984)
Don Pierpaolo Conti (1984-1987)
Don Probo Vaccarini (1987)
Don Natale Imola (1987-1988)
Don Sergio della Valle (1988-1989)
Don Luigi Ricci (1989-2001)
Don Renzo Gradara (2001-2017)
Mario Galasso (2017-)




Rimini. Giorno della Memoria per non ripercorrere gli “errori” dell’uomo

Rimini e la Memoria: più di 1800 i ragazzi coinvolti. Una mostra, uno spettacolo teatrale, proiezioni e conferenze.

La presentazione della mostra didattica “1938-1945. La persecuzione degli ebrei d’Italia” curata dalla Fondazione CDEC (Museo della Città, 25 gennaio – 3 marzo) che illustra gli anni in cui il regime fascista mise in atto provvedimenti contro gli ebrei italiani per poi collaborare, dopo l’8 settembre 1943, con l’occupante tedesco alla loro cattura e deportazione verso Auschwitz, dove oltre il 90% fu ucciso all’arrivo. L’inaugurazione si terrà venerdì 25 gennaio alle ore 17.30 alla presenza della Presidente del Consiglio Comunale Sara Donati, delle autorità cittadine, associazioni e rappresentanti del mondo della scuola, e sarà preceduta alle 16 (Sala del Giudizio) dalla proiezione del film documentario “1938. Una vita amara” di Sabrina Benussi, alla presenza della regista. Il film, ricco di testimonianze di sopravvissuti e di documenti dell’epoca, è ambientato a Trieste, la città in cui il Duce annunciò la promulgazione delle leggi razziali e che ha pagato un bilancio molto alto alla Shoah. L’ingresso alla mostra è gratuito, per le scuole è indispensabile la prenotazione e la partecipazione ad una visita guidata curata dall’Istituto storico della Resistenza.

Sabato 26 gennaio alle 21, Korekané presenta al Teatro degli Atti (ingresso libero) lo spettacolo “Puppenstadt. La commedia del terrore di Terezin”, testo di Stefania Tamburini, che ripercorre la storia del ghetto di Teresienstadt utilizzato dai nazisti come città modello per gli ebrei agli occhi della Croce Rossa Internazionale, ma che funzionò come anticamera della morte verso Auschwitz.

Domenica 27 gennaio alle 10.30 al Parco “Ai Caduti nei Lager 1943-1945” di via Madrid ci sarà la cerimonia ufficiale con la deposizione di una corona di alloro al monumento dedicato alle vittime dei lager nazisti e di tutte le prigionie, alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. La cerimonia sarà accompagnata da letture di riflessioni e testimonianze di alunni e alunne delle scuole di Rimini.

Sempre domenica 27 gennaio alle 17, Dieter Pohl, tra i maggiori storici del nazismo e della Shoah e docente all’Alpen-Adria Universität di Klagenfurt, terrà la lectio magistralis dal titolo “I crimini nazisti e la Shoah” (Museo della Città, Sala del Giudizio, ingresso libero). Un’occasione importante per portare a Rimini il contributo del dibattito storiografico internazionale più recente che interpreta il genocidio degli ebrei nel contesto più generale delle altre violenze di massa commesse dalla Germania di Hitler. Sempre il 27 gennaio, alle ore 21, è in programma alla Cineteca comunale la proiezione del film “1938. Diversi” di Giorgio Treves (ingresso libero fino ad esaurimento posti).

 

Centinaia di altri studenti e insegnanti prenderanno parte ai tanti appuntamenti in calendario che includono iniziative specifiche anche per commemorare il Giorno del Ricordo che ricorre il 10 febbraio in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata e dall’Istria nel secondo dopoguerra e, più in generale, delle complesse vicende del confine orientale italiano. Alcune di queste vicende drammatiche, in particolare il tema del confine conteso, saranno al centro di due conferenze affidate allo storico Alessandro Cattunar e promosse in stretta collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza di Rimini.
Doppio appuntamento mercoledì 13 febbraio: ore 10 per le scuole (Teatro degli Atti) e ore 16.30 per la cittadinanza (Cineteca Comunale). La Cineteca comunale proporrà due proiezioni (giovedì 7 e sabato 9 febbraio ore 20.30) del film Red land (Rosso Istria) di Maximiliano Hernando Bruno, organizzate in collaborazione e col sostegno delle Associazioni degli esuli (Comitato 10 Febbraio, Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e Unione degli Istrani). Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Le iniziative dell’Attività di Educazione alla Memoria sono tutte a ingresso libero e organizzate con la partecipazione dell’Istituto storico della Resistenza, con la collaborazione di ANPI Rimini e col sostegno dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Lega Coop Romagna, Coop Alleanza 3.0 e Alterecho.

“Sono pessimista – ha detto pochi giorni fa la neosenatrice Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz dove fu deportata nel 1944 a soli 13 anni – appena l’ultimo di noi reduci rimasti sarà morto, la Shoah sparirà, sarà dimenticata. Occuperà un rigo nei libri di scuola e poi più nulla”.
Parole lucide e amare che denunciano l’indifferenza con cui la memoria di quel crimine gigantesco che è stata la Shoah, insieme ad altri crimini perpetrati dal regime nazista e dai suoi alleati e collaboratori, viene oggi da più parti offesa, sminuita, banalizzata, mentre la stessa indifferenza circonda il destino di quegli esseri umani “che annegano per cercare la libertà e nessuno più di tanto se ne occupa”.

La città di Rimini non intende dimenticare le pagine più drammatiche e ignobili della storia che hanno visto quasi un milione di italiani, tra ebrei, deportati politici e soldati catturati, deportati tra il 1943 e il 1945 nei campi di concentramento e di sterminio istituiti dalla Germania di Hitler. Tra le vittime, 776 furono i bambini sotto i 14 anni che furono mandati a morire nelle camere a gas di Auschwitz per la colpa di essere nati ebrei: il più piccolo aveva appena 5 giorni di vita, sua madre Marcella Perugia lo partorì nel Collegio militare di Roma, poche ore dopo essere stata catturata nella retata del 16 ottobre 1943 insieme agli altri due figli, Giuditta di sei anni e Pacifico di cinque. Non ci fu pietà nemmeno per quel neonato, caricato su un treno bestiame e ucciso al suo arrivo nel campo senza avere nemmeno un nome.

Il ricordo degli orrori del passato trova nel programma di Attività di Educazione alla Memoria che l’Amministrazione Comunale promuove fin dal 1964 un’occasione per affrontare lo studio della storia attraverso molteplici linguaggi – la testimonianza e gli incontri, il cinema, il teatro e la danza – che offrono agli studenti, alle giovani generazioni e alla cittadinanza la possibilità di conoscere e di riflettere sul tema della Shoah e delle deportazioni nei lager nazisti, ma anche sugli esempi luminosi di quella minoranza di italiani che scelsero di prestare soccorso ai perseguitati e si comportarono da persone giuste.
Il tema scelto per quest’anno è la storia italiana, non solo in ricordo delle sue vittime, ma anche delle sue responsabilità nell’attuare misure razziste e persecutorie, che il programma vuole approfondire collegandolo al contesto europeo del Terzo Reich.




Riccione. Giorno della Memoria, gli eventi per non ripetere le carneficine

Tanti eventi per il Giorno della Memoria a Riccione.
Allo Spazio Tondelli va in scena scena Il popolo nudo, domenica 27 gennaio ore 17:30 ad ingresso libero, progetto nato dall’incontro tra Amarcanto, ensemble diretto da Laura Amati impegnato nel recupero e nella diffusione della musica popolare che negli ultimi tempi sta affinando la propria ricerca artistica anche sul territorio della scena, e la giovane attrice riccionese Maria Laura Palmeri, sono previste su prenotazione, oltre una decina di proiezioni cinematografiche al Cinepalace Riccione che coinvolgeranno per una settimana, in orario scolastico, a partire da venerdì 25 gennaio, le scuole riccionesi.

Tra le pellicole in programma, suddivise per fasce d’età, figurano:

“ L’Isola in via degli Uccelli “ per la regia di Soren Kragh-Jacobsen. Interpreti: Lee Ross, Heather Tobias, Jack Warden, Jordan Kiziuk, Simon Gregor, Sian Nicola Liquorish, Stefan Sauk, Leon Silver, Patrick Bergin, James Bolam, Michael Byrne, Suzanna Hamilton, Sue Jones-Davies – Danimarca, Germania, Gran Bretagna 1997 – Drammatico, 107’ .

Nel ghetto di Varsavia, prima di essere rastrellato e deportato con gli altri ebrei, un padre ordina al figlioletto Alex di 11 anni di nascondersi tra le rovine di una vecchia fabbrica, promettendogli che tornerà a riprenderlo. In compagnia di un bianco topino e di una copia sgualcita del Robinson Crusoe di D. Defoe, Alex comincia la dura lotta per la sopravvivenza, allietata soltanto dall’idillio con la piccola Stasja. Oggi Alex è diventato uno scrittore. Tratto da un romanzo di Uri Orlev.

“Sopravvivere coi lupi” per la regia di Vera Belmont. Interpreti: Benno Fürmann, Marie Kremer, Guy Bedos, Michele Bernier, Franck de la Personne, Mathilde Goffart, Anne-Marie Philipe, Paul Emile Petre – Belgio, Germania, Francia 2007 – Drammatico, 118’

Maggio 1940, i Tedeschi invadono il Belgio. Misha ha sei anni ed è ebrea. Un anno dopo, i suoi genitori vengono arrestati e deportati ma riescono a salvare la bambina, nascondendola presso una famiglia di cattolici. Pur evitando la deportazione, la famiglia adottiva fa patire a Misha ogni sorta di privazioni e di umiliazioni. Così la piccola decide di fuggire alla ricerca dei suoi genitori. Germania, Polonia, Ucraina, da un villaggio all’altro, rubando e nascondendosi, Misha riesce a sopravvivere e a percorrere più di tremila chilometri a piedi. Nella foresta tedesca viene adottata da una coppia di lupi, al cui comportamento si adatta immediatamente, fino a diventare parte del branco. Per la prima volta in molti anni non deve più patire la fame ed è circondata dall’affetto. Tratto da un libro falsamente autobiografico scritto da Misha Defonseca.

“ Schindler’s List” pellicola masterizzata in digitale di cui quest’anno ricorre il 25esimo anniversario.

Regia di Steven Spielberg. Un film da vedere 1993 con Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Caroline Goodall, Jonathan Sagalle. Genere Drammatico – USA, 1993, durata Tratto dal libro di Thomas Keneally è la vera storia di Oscar Schindler, industriale tedesco, che nel 1938 capisce che è bene legarsi ai comandanti militari. Li frequenta nei locali notturni, offre bottiglie preziose. Quando gli ebrei sono relegati nel ghetto di Cracovia Schindler riesce a farsene assegnare alcune centinaia come operai in una fabbrica di pentole. All’inizio sembra sfruttarli, in realtà li salva. Di fronte alla persecuzione tremenda, il tedesco trasforma quella sua prima iniziativa in una vera missione, fino a comprare letteralmente le vite di quasi milleduecento ebrei (la famosa lista) che sicuramente morirebbero nel campo di Auschwitz. Film concepito e costruito per essere definitivo, come memoria, opera d’arte e documento. La qualità cinematografica è altissima, del resto nessuno ne avrebbe dubitato conoscendo le attitudini di Spielberg. L’impressione in chi vede il film è profonda, molto studiata è la mediazione fra il cuore e il pensiero. Il regista ha usato il bianco e nero ispirandosi ai documentari dell’epoca nelle sequenze corali e alle immagini espressioniste nelle scene private. Ci sono momenti straordinari, come l’attacco al ghetto di Cracovia e alcuni episodi del campo di concentramento. 14 Quando “tocca” Auschwitz e deve sintetizzare in pochi momenti al regista basta mostrare il grande fumaiolo nella notte per far capire tutto. C’è anche una piccola licenza squisitamente cinematografica, quando vediamo una bambina che riesce a salvarsi dalla strage del ghetto e poi la troviamo morta su un carro nel campo: per farla riconoscere le è stato colorato il cappottino di rosso pallido.




Riccione. Tari e Cosap, posticipate le scadenze

 

Riccione: Tari e Cosap posticipate le scadenze.
L’assessore al Bilancio Luigi Santi: “Misure possibili grazie all’eccellente lavoro portato avanti sul versante dell’evasione fiscale e da una riscossione più puntuale delle imposte, nonostante i trasferimenti statali ridotti”. La giunta comunale nella seduta odierna ha deliberato le date di scadenza del pagamento della TARI. Fissata al 17/06/2019 la prima rata per un importo del 20%, al 16/07/2019 la seconda rata e al 16/10/2019 la terza rata, entrambe per un importo dovuto del 40%. Viene inoltre posticipata la scadenza del pagamento del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP) per i passi e accessi carrabili dal 31 gennaio 2019 al 30 aprile 2019.
“Per quanto riguarda la Tari – dichiara l’assessore al bilancio Luigi Santi – abbiamo posticipato da maggio a giugno la prima rata, dilazionando il versamento che per i primi 6 mesi dell’anno consentirà alle famiglie e alle attività economiche di non avere alcun vincolo con i pagamenti, così come abbiamo posticipato all’ultimo giorno di aprile il versamento della Cosap, tale per cui l’importo dei passi carrai verrà equiparato a quello del 2016 e gli accessi verranno adeguati ai passi, superando definitivamente gli aumenti che erano stati disposti dal commissario prefettizio. Queste cadenze posticipate sono possibili, grazie ad una maggiore liquidità nelle casse del comune, derivante dall’eccellente lavoro portato avanti sul versante dell’evasione fiscale e da una riscossione più puntuale delle imposte, nonostante i trasferimenti statali si siano ridotti negli ultimi cinque anni di oltre 6 milioni di euro.




Rimini. Pd, nella provincia di Rimini vince Nicola Zingaretti

Pd: la provincia di Rimini vota Zingaretti
Dati finali (tot. voti validi 867):
Zingaretti 521 (60,09%)
Martina 196 (22,61%)
Giachetti 138 (15,92%)
Corallo 6 (0,69%)
Saladino 4 (0,46%)
Boccia 2 (0,23%)

I risultati dei congressi della Provincia di Rimini, i migliori in tutta la Romagna, ci consegnano un’immagine vincente e una netta preferenza per Nicola Zingaretti, come negli altri territori della Regione. Gli iscritti hanno fatto una scelta chiara. Il 60% di chi ha partecipato a questa prima fase congressuale ha creduto in Zingaretti, dando un importante segnale di discontinuità rispetto al passato e facendo emergere una voglia di riscatto per fronteggiare una destra pericolosa, aggressiva e più che mai demagogica.
I circoli si sono attivati e questo è un gran bene per l’intero campo democratico, che dimostra che il partito può cambiare se c’è la volontà di farlo e soprattutto se ci sono idee nuove da mettere in circolo, come quelle che Zingaretti ha sintetizzato nella sua mozione. Dopo anni di contrapposizioni caratterizzate da un difficile confronto programmatico e la ricerca di molto consenso mediatico, con questo congresso, il PD segna una nuova rotta.
La candidatura di Zingaretti ha la capacità di unire il riformismo critico con alcune scelte del PD di questi anni, per dare forma a un nuovo centro sinistra, capace di creare una valida alternativa al Governo gialloverde. Si tratta di affermare un nuovo gruppo dirigente inclusivo di tutte le esperienze e competenze, ma con un tratto di netta discontinuità nei programmi e nel metodo di partecipazione e condivisione.

“Zingaretti è stato e sarà vicino al nostro territorio – dichiara l’assessora regionale Emma Petitti, esponente del comitato ‘Rimini per Zingaretti’ -. Lo scorso settembre, la sua partecipazione all’iniziativa nazionale di DEMS, al cinema Fulgor di Rimini, segnò praticamente l’inizio del suo percorso per la candidatura alla Segreteria del PD. Le numerose iniziative per costruire i comitati territoriali hanno portato a strutturare un’ampia rete di persone e a febbraio lo attendiamo ancora per una ‘Piazza Grande’, in un momento che vuole essere aperto a tutti: iscritti, militanti, simpatizzanti del PD, ma anche donne e uomini dell’associazionismo e della società civile che hanno sposato il progetto di Nicola Zingaretti. Il comitato ‘Piazza Grande’ di Rimini vuole scommettere sul coinvolgimento delle energie migliori del territorio per costruire un convincente campo democratico e riformista”.

In questa delicata fase storica per il Paese crediamo sia necessario dare nuovo impulso a temi centrali come solidarietà, lavoro, democrazia, ambiente, legalità e sviluppo. Il rapporto OxFam presentato in questi giorni ci consegna una situazione di diseguaglianza non più tollerabile: Il 5% più ricco degli italiani è titolare da solo della stessa quota di patrimonio posseduta dal 90% più povero. A livello globale 26 ultramiliardari possiedono oggi la stessa ricchezza della metà più indigente della popolazione mondiale. E’ inaccettabile. “Tocca al PD prendere la bandiera dell’equità – aggiunge l’assessora -. Il congresso non deve ridursi a un momento di confronto solo interno, ma dev’essere il percorso per tornare a dar voce a tutti i cittadini. Quegli stessi cittadini che non si arrendono a chi specula sulle paure, impedendo qualsiasi discorso costruttivo e alimentando pregiudizi e intolleranza”.

Occorre ripartire dalle grandi opere e investimenti, da un Piano Energetico e da una politica di manutenzione del territorio in cui l’ambiente non sia solo un vincolo, ma un nuovo paradigma di sviluppo.
Il reddito di cittadinanza non può essere la nostra soluzione. Significa aumentare il debito, gravare sulle generazioni future e creare un sussidio slegato da una politica di rilancio del lavoro. E’ un cortocircuito. Molto meglio il reddito di inclusione fatto in Emilia-Romagna. Una risorsa di tutela della classe più bisognosa, inserita in un’ottica lontana da abusi e dal rischio di incrementare l’evasione.
Siamo convinti che il nuovo centrosinistra di Zingaretti, forte di questi ultimi risultati, sia la risposta di cui l’Italia e il nostro territorio hanno bisogno. Il lavoro deve ripartire e crescere da qui. Le primarie del 3 Marzo devono rappresentare il culmine di un grande ritorno alla partecipazione. Abbiamo fatto i congressi, adesso facciamo le Primarie!
Comitato ‘Rimini per Zingaretti’




Rimini. Sigep 2019, annata record: oltre 200mila visitatori. 200 milioni di contatti media

Il ministro Centinaio con Ravanelli, amministratore delegato ieg

Il ministro Centinaio col vice-ministro Morrone allo stand Pascucci, uno dei più conosciuti marchi italiani di coffe shop nel mondo

Oltre 200mila presenze, di cui 32.848 esteri provenienti da 185 Paesi più 2 per cento) per l’evento della gelateria più importante al mondo, ma anche  pasticceria, panificazione, caffè e cioccolato. Germania e Spagna, i paesi di primaria affluenza, seguiti da Francia, Polonia e Inghilterra. Rilevante la partecipazione anche dai grandi mercati quali Stati Uniti, Federazione Russa e Cina. Cinque giornate da record la 40^ edizione di  Sigep a Rimini Fiera dal 19 al 23 gennaio.

“Il ministro Centinaio – dice l’amministratore delegato di IEG, Ugo Ravanelli – nel dare il via al SIGEP lo scorso 19 gennaio ha riassunto con efficacia il valore del Salone, dicendo che quanto vedeva in fiera era un esempio straordinario di alleanza virtuosa tra l’eccellenza delle aziende e la capacità di rappresentare il Made in Italy nel mondo. Ecco il dato strutturale che emerge dal 40° SIGEP, la sua capacità di attrarre operatori esteri, in crescita rispetto allo scorso anno del 2% e provenienti da tutti i continenti grazie alle forti azioni di promozione che hanno visto anche la partnership strategica di ICE: con delegazioni da 10 Paesi stranieri”.

Altri numeri: 1.250 espositori , 1.294 gli eventi organizzati nel palinsesto ufficiale e a cura delle imprese, 925 giornalisti accreditati, 138 esteri per uno sviluppo, ad oggi, di oltre 200 milioni di contatti media.
SIGEP protagonista anche sui social network: oltre 10.000 foto su Instagram con hashtag #SIGEP2019. Il profilo ha generato 1.334.738 impressions nell’ultima settimana. Lunedì 21, la copertura totale su Facebook è stata di 1.211.438 persone, quasi 600.000 le interazioni con i post.
Dalle arene di SIGEP sono state diffuse 90 ore di collegamento live con 51.700 contatti video da 110 paesi nel mondo (in primis Francia, Germania, India, Usa, Federazione Russa, Spagna, Uk, Svizzera e Croazia). Oltre 9.000 i download della App SIGEP2019.