Rimini. Museo della Città conferenza su “Il teatro nell’800. Quando il Galli aprì i battenti”

Rimini, teatro Galli

Il Teatro all’italiana come medium: “Il Teatro nell’Ottocento. Quando il Galli aprì i battenti”. Conferenza  domenica 13 gennaio al Museo della Città (ore 11). Quando nasce il teatro all’italiana? Come si trasforma nel tempo? Quale rapporto intrattiene con l’opera, il genere che più di altri ha contribuito a canonizzarlo? Perché il Teatro Galli di Rimini è così importante? Attorno a queste ed altre domande ruota la conferenza.
Dopo aver ascoltato nei primi due incontri le parole di Stefano Pivato e Fabio Sartorelli, a condurre il terzo approfondimento sarà Emilio Sala, professore associato di drammaturgia musicale all’Università statale di Milano e direttore scientifico tra il 2012 e il 2014 dell’Istituto nazionale di studi verdiani. Il presupposto della conferenza è che il teatro non sia solo uno spazio fisico (un supporto), ma un vero e proprio spazio simbolico (un medium) che svolge un ruolo drammaturgicamente attivo nella messa a punto dei suoi prodotti performativi.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Info tel. 0541 704294 – 704296
www.teatrogalli.it




Cattolica. Apre sportello anti-violenza grazie alla Regione Emilia Romagna

Emma Petitti, assessore regionale alle Pari opportunità

A Cattolica nuovo sportello anti-violenza grazie al finanziamento regionale di 26.424. Il progetto “Centro antiviolenza distrettuale “Chiama chiAma: potenziamento sportello di accoglienza e servizi di tutela delle donne”, coordinato dal Comune di Cattolica, è uno degli otto progetti presentati (e tutti ammessi al finanziamento) alla Regione Emilia-Romagna attraverso un bando scaduto il 14 novembre scorso.
Lo sportello verrà aperto entro l’anno in una sede da definire e si aggiungerà alla rete delle strutture antiviolenza già attive sul territorio regionale. Attraverso una recente delibera della Giunta regionale, è stato assegnato un contributo complessivo di 141.604 euro che oltre al progetto di Cattolica va a finanziare la nascita di altre sette strutture.
Il progetto cattolichino, di natura distrettuale, intende potenziare i servizi del Centro Antiviolenza nel Distretto socio-sanitario di Riccione (Riccione, Misano Adriatico, S. Giovanni in Marignano, Montescudo-Montecolombo, Coriano, Morciano di Romagna, S. Clemente, Gemmano, Mondaino, Montegridolfo, Montefiore Conca, Saludecio).
Per garantire alle donne che affrontano una fase delicata e difficile della loro vita servizi e prestazioni di maggiore qualità, tempestività ed efficacia, è stato valutato di potenziare il Centro Antiviolenza Distrettuale con l’apertura di un nuovo sportello, in una sede alternativa ma al contempo vicina al Comune di Cattolica. Una struttura dedicata alle attività di consulenza in favore delle donne con difficoltà di mobilità o che preferiscono allontanarsi dalla sede di Cattolica per motivi di privacy e sicurezza personale.

«Le nuove risorse regionali per il progetto cattolichino sono un’ulteriore conferma del continuativo impegno rivolto anche al territorio riminese e in particolare alle realtà che tutelano le donne vittime di violenza – dichiara Emma Petitti, assessora alle Pari opportunità della Regione Emilia-Romagna -. Si rafforza così la rete di protezione necessaria per fornire sostegno concreto a chi ne necessita. Attraverso il nuovo bando e ulteriori forze messe in campo, stiamo, step by step, investendo per completare un progetto sul quale abbiamo investito sin dall’inizio di questa legislatura. Sono certa che la nuova struttura nel Riminese rappresenterà un importante tassello per proteggere e dare voce alle donne».

Attualmente il Centro Antiviolenza Distrettuale è gestito in co-progettazione tra il Comune di Cattolica e l’associazione “Mondodonna” ONLUS. I servizi attivati sono frutto di un lungo lavoro di condivisione tra i funzionari comunali e le coordinatrici dell’associazione, nel rispetto delle “Linee guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali” approvate con Delibera n. 32 del 20 gennaio 2016 ANAC. L’attuale sede del CAV nel Comune di Cattolica è oggi in grado di coprire una parte del territorio distrettuale grazie alla sua posizione strategica vicina ai servizi di trasporto pubblico di costa, ma non può garantire la totalità delle aree collinari e periferiche del Distretto. Per tale ragione, è emersa la necessità di avvicinare il servizio alle donne residenti nei comuni dell’entroterra, e nel contempo di garantire uno spazio alternativo e un rafforzamento delle consulenze psicologiche e legali.