Misano Adriatico. Luca Gentilini, M5S: “Prima si discute insieme e insieme si decide”

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Luca Gentilini, candidato M5S a sindaco nel 2014

– “No al Prg per gli speculatori. No ai 15 milioni per Hera sulla pubblica illuminazione Siamo passati dagli incontri con pochi in un bar, ad incontri con 40 persone alla Bianchini come lo scorso 16 marzo. Il modo di far politica del Pd è il nostro esatto contrario; loro prima decidono e poi vanno in mezzo alla gente ”.
Luca Gentilini è il capo-gruppo consiliare del M5S in Consiglio comunale; nel 2014 fu candidato a sindaco ed ottenne il 30 per cento dei suffragi. Lo scorso 4 marzo, elezioni politiche, il M5S con il 35,39 per cento (21,98 il Pd) è diventato il primo partito della città. Sposato, 34 anni, ingegnere in telecomunicazioni, è socio di un’azienda di informatica che serve imprese medio-grandi. Le passioni: viaggiare, fare sport (nuoto, palestra) e la musica (suona la chitarra).
C’è chi vi accusa che in questi 4 anni di presenza consiliare sui banchi della minoranza siete stati assenti, che risponde?
“Non è vero. Abbiamo partecipato a tutti i consigli comunali; abbiamo fatto una marea di banchetti e organizziamo incontri ogni due settimane. Riunioni aperte ed iniziative con cui vogliamo dialogare con tutti. Lo dice Rosario Zangari, ma lui cosa ha fatto? In questi anni, abbiamo conosciuto da vicino i problemi di Misano, abbiamo imparato la macchina comunale e come lavora il sindaco e la sua giunta; che è l’esatto contrario della nostra idea di politica”.
Che cosa intende per l’esatto contrario?
“Noi portiamo le istanze della gente. Invece, nell’amministrazione comunale di partecipazione ce n’è ben poca. Loro prima decidono e poi vanno a far finta di discutere; l’amministrazione arrivano sempre col piatto preparato.
In questo momento sul tavolo di Misano c’è un’operazione da 13,8 milioni di euro legato alla pubblica illuminazione. In quanti lo sanno? Hera, l’attuale gestore, ha preparato un bando da project financing [rapporto tra pubblico e privato, ndr]. In pratica verranno sostituiti i 5mila lampioni pubblici che impegnerà il Comune per 22 anni con una spesa di 600mila euro l’anno; più gli aumenti Istat. In cambio chi vince il bando effettua investimenti per 3 milioni di euro. Noi crediamo che sia sbagliato. Ventidue anni in un settore tecno,logic tecnologia sono un arco temporale infinito e non è opportuno impegnarsi. L’unica novità innovativa è il led. Noi abbiamo studiato i rapporti sulla pubblica illuminazione misanese dal 2003 al 2013; abbiamo incrociato i dati e cercato di capire. Fino al 2015 Misano pagava ad Hera 800mila euro l’anno; negli ultimi un po’ meno. Noi crediamo che si potrebbe partire con mille punti luci l’anno e non 5mila. E’ possibile che su un anticipo di 3 milioni, la comunità ne debba pagare 15 (ci sono anche gli aggiustamenti Istat) in 22 anni”
Altro esempio, il 28 marzo hanno organizzato un incontro pubblico nell’ex sala della biblioteca, solo che abbiamo ricevuto l’invito il giorno prima. Mi chiedo se vuoi avvisare gli operatori del turismo non lo puoi fare il giorno prima e sotto Pasqua. Altro episodio è l’incontro post-elettorale alla Santamonica; poca partecipazione e le loro solite promesse. E’ il loro metodo lontano dal nostro”.
Quali sono dal vostro punto di vista i nodi di Misano?
“In cima alla lista è la manutenzione: strade, parchi, lungomare. Tuto è in abbandono. Il turismo va rilanciato. Ha ancora senso a fare le rustide di sardoncini in Trentino? Le fiere all’estero in questo modo? Dal nostro punto di vista no; bisogna lavorare su Internet ed altri mercati. Bisogna inventarsi dei prodotti; a Riccione hanno creato i bike hotel. Il turista di una volta va bene, ma vanno cercati i giovani, nuove fasce. Purtroppo a Misano non c’è la volontà di percorrere nuove strade; si lavora ancora come 30 anni fa: un modo obsoleto e vecchio”.
Uno dei punti forti di una comunità il Piano regolatore, qual è il vostro punto di vista?
“Primo, il Piano va aggiornato alle leggi vigenti; il sindaco Giannini dice che va bene così perché il vecchio si deve ancora esaurire. Il prossimo Piano deve rispondere alle necessità a tutti i misanesi e non agli speculatori. Insomma, non può essere uno strumento per pochi”.
Qual è il vostro punto di vista sul mega centro commerciale nei pressi di oliviero Abbigliamento?
“Nettamente contrari. Non fa gli interessi di Misano. Metterebbe in ginocchio tutte le attività di Misano Mare. Non è un caso che anche le categorie hanno espresso contrarietà. Venisse realizzato distruggerebbe le piccole attività della nostra comunità. Bisogna impegnarsi per fare di Misano Mare un centro commerciale naturale. Mi vorrei allungare a Portoverde. Per rilanciare il porticciolo bisogna cercare di farne un outlet diffuso. Abbiamo delle idee anche per l’autodromo; oltre ai motori, potrebbe accogliere grandi eventi diversi e concerti. Per concretizzare quanto sopra, bisogna coinvolgere gli attori sociali e non portare le decisioni”.
In questi 4 anni che cosa ha imparato?
“Il funzionamento della macchina comunale. Mi aspettavo un’esperienza positiva, invece così non è stato. Mi aspettavo che la maggioranza ci prendesse in considerazione dopo tutto rappresentiamo un misanese su tre. Invece, non siamo mai stati interpellati. Abbiamo chiesto di portare le istanze dei cittadini in Consiglio comunale con risposta immediata dagli amministratori. Il sindaco ha detto no. Noi abbiamo altre idee della politica rispetto l Pd. Abbiamo un punto di vista diverso: in molti a partecipare e poi decidere. E non i pochi. Stiamo lavorando giorno per giorno per crescere e far crescere una squadra di cittadini competenti che vogliano spendersi per il proprio paese con l’obiettivo di portate un vero cambiamento e far diventare i nostri concittadini orgogliosi della nostra Misano”.

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