Misano Adriatico. Natale, il saluto del sindaco con saggio della scuola di musica




Misano Adriatico. Aumento tassa di soggiorno, viabilità, nuova illuminazione: il Comune incontra gli operatori

Le attività e l’andamento della stagione 2018 (analisi dati statistici), bilancio relativo alla comunicazione e alla promozione turistica della Fondazione Amisano (aumento della tassa di soggiorno),  i lavori di riqualificazione di via Platani, viabilità e piste ciclabili,  la nuova illuminazione pubblica,  il bilancio comunale, tassa rifiuti e tassa di soggiorno. Sono i temi dell’incontro tra amministrazione e operatori del turismo il 21 dicembre, ore 21, presso la sala dell’ex biblioteca (primo piano palazzina dei vigili).

 

Intervengono il sindaco Stefano Giannini, l’assessore al Turismo Manuela Tonini e il presidente della Fondazione turistica AMisano Luigi Bellettini.




Rimini. Natale, gli auguri del vescovo Francesco Lambiasi

Francesco Lambiasi, vescovo della diocesi  di Rimini

Il Vescovo di Rimini ha affidato gli augurio di Natale al settimanale il Ponte. Il pensiero di mons. Francesco Lambiasi è pubblicato come Editoriale dal titolo “Presepe Vivente” sulla prima pagina del settimanale cattolico riminese in uscita oggi, giovedì 20 dicembre 2018.
Il Vescovo parte da un’analisi dell’Italia così com’è stata fotografata di recente dal Censis. Una nazione intristita, rabbuiata, senza futuro e con un ipotesi di crescita “zero virgola”, dove tutto il male è attribuito agli stranieri e ai migranti.
Il Vescovo si chiede se davvero l’Italia sia così, sia tutta così, se il Paese possa veramente essere compreso tra cinismo e paura.
Mons. Lambiasi racconta una storia (presa in prestito dal quotidiano Avvenire), quella di una coppia di rifugiati e della loro bambina di 5 mesi, una storia che si intreccia con quella di Gesù. Una vera e propria storia di Natale. Perché di presepi di strada, anche in questo 2018 ce ne sono tanti, troppi, avverte il Vescovo. E si chiede: in quel 63% di italiani cinici, impauriti e che danno la colpa a stranieri e immigrati, forse non ci siamo anche noi? Cita Alberto Marvelli, il Vescovo, e invita tutti e ciascuno ad un Natale vero.
Di seguito, l’Editoriale integrale del Vescovo.

Brutta e cattiva: è la foto dell’Italia 2018, raccontata dal rapporto del Censis. Un Paese rannicchiato a riccio dietro il rancore più sordo e la cattiveria più cupa, perché ha ormai smarrito il senso del proprio futuro, rabbuiato da un orizzonte che non promette crescita se non dello “zero virgola”. È il ritratto di una società appiattita e spompata, con il 63% degli italiani convinti che tutto il male sia colpa degli stranieri e dei migranti, al punto di non volerli neppure come vicini di casa.
È davvero questa l’Italia? Se è così, dov’è andato a finire allora il bel paese? Ecco un ‘campione’ pescato su Avvenire di qualche giorno fa. Il presepe di cui qui si parla è veramente vivente. Loro sono giovanissimi: Giuseppe (Yousuf), Fede (Faith) e la loro creatura. Che è già nata, è una bimba e ha appena cinque mesi. Giuseppe viene dal Ghana, Fede è nigeriana, entrambi godono – è questo il verbo tecnico – della «protezione umanitaria» accordata dalla Repubblica Italiana. Ora ne stanno godendo in mezzo a una strada. Una strada che comincia appena fuori di un Cara calabrese e che, senza passare da nessuna casa, porta dritto sino al Natale. Il Natale di Gesù: Uno che se ne intende di indifferenza e di solidarietà, di ascolto e di rifiuto, del “sì” – che salva tutti – e dei “no” che si fanno prima porte sbattute in faccia e poi chiodi di croce.

Giuseppe e Fede sono stati abbandonati, con la loro creatura, sulla strada che porta al Natale e, poi, non si sa dove. Sono parte di un nuovo popolo di “scartati”, che sta andando a cercare riparo ai bordi delle vie e delle piazze, delle città e dell’ordine costituito, ingrossando le file dei senza niente.
Sono i senza più niente. Avevano trovato timbri ufficiali e un “luogo” che si chiama Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) su cui contare per essere inclusi legalmente nella società italiana, apprendendo la nostra lingua, valorizzando le proprie competenze, studiando per imparare cose nuove e utili a se stessi e al Paese che li stava accogliendo. Adesso quel luogo non li riguarda più. Ma allora che “protetti” sono?
Eccolo davanti ai nostri occhi uno dei tanti, troppi presepi di strada del Natale 2018. Ma prima di battere il petto degli altri, dobbiamo battere il nostro. Domandiamoci: non è forse vero che in quel 63% di italiani di cui sopra ci siamo anche noi, quando diciamo “Prima gli italiani”? Cento anni fa nasceva Alberto Marvelli. Sulla porta del suo ufficio di assessore alla ricostruzione aveva scritto: “Prima i poveri”.
Il nostro non potrà essere un Natale né buono né santo se non sarà prima di tutto un Natale vero. Auguri.




Saludecio. Museo di Saludecio e del beato Amato, premio internazionale per il Lion di Andy Warhol

Una delle due opere di Guido Cagnacci

 

Riconoscimento internazionale al Museo di Saludecio e del Beato Amato, il secondo per importanza nel Riminese dopo il Museo della Città di Rimini, per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018; la mostra temporanea “Un leone col rossetto: il Lion di Andy Warhol” ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di iniziativa meritevole per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

Il Museo conserva opere di livello mondiale; le maggiori sono due capolavori giovanili di Guido Cagnacci, tra i massimi pittori del ‘600.

Già nel maggio scorso, in concomitanza della Festa di Santo Amato, l’esposizione “Confronti d’Arte. Da Battistello Caracciolo, una copia del San Giuseppe con Gesù Bambino” aveva ottenuto l’importante attestato culturale. In questo caso, oltre alla conferma della qualità delle diverse attività culturali costruite appositamente per il Museo saludecese, c’è la novità di un premio al dialogo verso il contemporaneo.

C’è ancora un po’ di tempo -fino al 13 gennaio- per poter di ammirare l’opera grafica del maestro della Pop Art e, sempre fino al 13 -quale riconoscimento del valore della Pace- anche il piccolo reperto della Prima Guerra Mondiale esposto con il titolo “Fratelli. Il bicchieri di latta di un soldato di trincea”.

Inoltre anche se non è stato ancora presentato al pubblico, è già allestito nelle sale del Museo di Saludecio un Presepio del tutto particolare: fatto di singoli episodi che si riuniscono in un insieme di opere create da Ilario Fioravanti.

 

Per le Festività Natalizie il Museo di Saludecio e del Beato Amato è aperto come di consueto tutte le domeniche dalle ore 15 alle ore 17 e osserverà un’apertura straordinaria per la Festa di Santo Stefano, venerdì 26 dicembre con il medesimo orario.

Per informazioni: museo.santo.amato.saludecio@gmail.com