Pesaro. Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down

di Federico Girelli*

Domenica 14 ottobre si è celebrata la “Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down”.
Ma chi sono le persone con sindrome di Down? Innanzitutto come dice il nome sono persone, esseri umani come tutti noi, che anziché avere in ogni cellula 46 cromosomi ne hanno 47. La coppia n. 21 è composta non da 2, ma da 3 cromosomi: per questo la sindrome è anche detta “Trisomia 21”. La presenza di questo cromosoma in più determina una disabilità mentale, variabile da persona a persona, ed alcune tipiche caratteristiche fisiche, tra cui gli occhi a mandorla.
Le persone con sindrome di Down necessitano naturalmente di un supporto per conseguire una accettabile autonomia, ma se adeguatamente seguite sin dall’infanzia possono in molti casi frequentare la scuola con un certo profitto ed anche magari aspirare ad inserirsi produttivamente nel mondo del lavoro. Non tutte le persone con sindrome di Down riescono a raggiungere appieno questi risultati. Come tutti gli essere umani non possono venir omologate in un gruppo omogeneo, pertanto i livelli di autonomia dei singoli possono anche essere molto diversi, ma ciò non significa che non valga la pena (anzi, la vale tantissimo) impegnarsi perché ognuno possa al meglio sviluppare le proprie potenzialità ed inclinazioni personali.
Per conoscere quanto si è fatto, si fa, c’è ancora da fare o solo per sapere di più su questa fetta dell’umanità (cui tutti apparteniamo) consiglio di visitare il sito dell’Associazione Italiana Persone Down: www.aipd.it
L’associazione è radicata su tutto il territorio nazionale e cura anche contatti internazionali. La celebrazione continua anche nei giorni 27, 28 ottobre e 4 novembre: nel sito web dell’associazione sono indicate le città ove sono presenti punti informativi in queste date. Una vita libera e dignitosa è obiettivo di tutti, quindi anche delle persone con sindrome di Down. Nella faticosa opera di costruzione del proprio progetto di vita vanno sostenute. Facciamolo. Non sarà certo il fatto di avere solo 46 cromosomi a fermarci.

*Docente di Diritto Costituzionale -Università Niccolò Cusano




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