Cattolica. Bando di Project financing per i campi da tennis in triste abbandono da un quindicennio

Project financing per i campi da tennis in via Leoncavallo in triste abbandono da un quindicennio.
Previsto l’investimento complessivo di oltre 2.530.000 euro, il contributo pubblico massimo pari al 36%. Gli operatori del settore che intendono proporre candidature o progetti migliorativi hanno tempo sino al 16 Novembre
Il Sindaco Gennari: “Una lacerazione urbana che va ricucita attraverso una riqualificazione di alto profilo. La pubblicazione del bando un passaggio importante per il rinascimento Cattolichino”
Dopo il complesso iter amministrativo previsto dal Codice degli Appalti, giunge finalmente in pubblicazione il bando comunitario per l’assegnazione del Project Financing per la riqualificazione e gestione del Centro tennistico “Leoncavallo”.
E’ previsto un investimento complessivo di oltre 2.530.000 euro, con un contributo pubblico massimo pari a circa il 36 % (poco più di un terzo) mentre la differenza è totalmente a carico del concessionario privato. Il progetto posto a base di gara è stato proposto da un’ATI composta da un consorzio costruttore ed una associazione sportiva tennistica che gestirà l’impianto; tale progetto, che potrà essere oggetto di miglioramenti in sede di gara, prevede la realizzazione di 8 campi da tennis, tre dei quali coperti, 2 campi da padle, la ristrutturazione degli spogliatoi e la realizzazione di un nuovo edificio destinato ad una Top-School tennistica ed ad un circolo tennis di alto livello. Completa l’intervento la razionalizzazione delle dotazioni a parcheggio e verde e la riqualificazione degli spazi verdi. II progetto, tra l’altro, è stato inserito nell’ambito delle azioni per la “Rigenerazione Urbana” di aree degradate per le quali il Comune ha presentato una ulteriore richiesta di finanziamento alla Regione Emilia Romagna.

La proposta è stata presentata in novembre ed è stata oggetto ad una verifica con gli uffici preposti sino alla dichiarazione di fattibilità del 9 luglio. L’11 luglio la proposta è stata dichiarata di pubblico interesse da parte della Giunta Comunale ed il 30 luglio il Consiglio Comunale ha proceduto all’inserimento dell’opera nel Programma Triennale dei lavori pubblici. Il tutto come puntualmente previsto dalla norma che disciplina questa tipologia di concessioni (dette in Partnerariato Pubblico Privato). Tutti gli operatori del settore che intendono proporre candidature e/o progetti migliorativi o alternativi ora hanno sino al 16 Novembre (termine di scadenza del bando) per farlo. L’amministrazione comunale sarà lieta di accoglierle e di valutarle come prescritto dalla legge.

Il sindaco Mariano  Gennari: “Tempi serrati, tutti alla luce del sole, nella massima trasparenza e senza alcuna sbavatura come maldestramente cerca di far credere qualche ‘professionista della denigrazione’. L’obiettivo è dare concreta e prossima attuazione ad un mio impegno assunto con la città in campagna elettorale. Il circolo tennistico di via Leoncavallo è una lacerazione urbana che merita di essere ricucita attraverso una riqualificazione di alto profilo che rappresenterà l’avvio di un nuovo processo rigenerativo del polo sportivo congiuntamente alla ristrutturazione dello Stadio Calbi e al recupero del VGS. La pubblicazione del bando segna un passaggio di grande importanza: un punto di non ritorno verso il nuovo rinascimento Cattolichino”.




Pesaro. Western pesarese, le gesta della banda Grossi in un film nelle sale dal 20 settembre

Terenzio Grossi ed un gruppo di fuorilegge imperversarono nel Pesarese prima dell’Unità d’Italia (1870). Ne è stato fatto un film, “La Banda Grossi”, che esce il 20 settembre; è stato girato nella provincia di Pesaro e Urbino

Grande attesa per l’uscita, dal 20 settembre nelle sale cinematografiche italiane, del film di Claudio Ripalti “La Banda Grossi. Una storia vera quasi dimenticata”, che ripropone, tra realtà e fiction, la storia di brigantaggio e avventura che vide protagonisti, all’alba dell’unità nazionale, il bracciante nullatenente Terenzio Grossi ed una banda di fuorilegge da lui radunata, che imperversò in molti luoghi della provincia di Pesaro e Urbino con aggressioni, violenze e omicidi ai danni di potenti e borghesi, complice un popolo stanco e affamato. Girato interamente nel territorio provinciale, il film ha visto come location la Gola del Furlo, i monti Catria, Pietralata e Nerone, i comuni di Urbino, Fermignano, Petriano, Gallo di Petriano, Acqualagna, Urbania, Sant’Angelo in Vado, Borgo Pace, Isola del Piano, Cagli, Fossombrone, Frontone.
“E’ un progetto che ci ha affascinato fin dall’inizio – ha detto il presidente della Provincia Daniele Tagliolini nella conferenza stampa di presentazione – perché parla del nostro territorio e può diventare elemento strategico anche per altre opportunità. In collaborazione con i sindaci, abbiamo cercato di mettere a disposizione spazi e location”.
L’importanza del lavoro di squadra fatto con Provincia e primi cittadini è stata evidenziata anche dal regista Claudio Ripalti. “Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile realizzare il film ed ambientare le riprese sul territorio. Sono contento di aver riunito tante forze, mi ritengo fortunato sia per aver avuto un’idea interessante che per aver trovato persone interessate a questa storia. Il film, che ha una narrazione epico cavalleresca, è già sottotitolato in inglese ed è pronto per i circuiti internazionali”.
Prodotto da Cinestudio di Fermignano, il film è stato riconosciuto di interesse storico e culturale dal MIBAC (ministero dei Beni culturali) che ha contribuito alla realizzazione con 50mila euro. “Un grazie per il contributo va anche alla Regione Marche e alla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission – ha detto il produttore Enrico Ripalti –, così come a tutti coloro che hanno partecipato al crowdfunding. Quest’ultimo ci ha consentito di coprire, con 72mila euro raccolti in 30 giorni, quasi un terzo del budget complessivo di produzione del film”.
Presenti alla conferenza stampa anche i sindaci di Petriano Davide Fabbrizioli, di Vallefoglia Palmiro Ucchielli, di Urbania Marco Ciccolini, di Mercatello sul Metauro Fernanda Sacchi, di Fermignano Emanuele Feduzi che si sono congratulati con i due fratelli Claudio ed Enrico Ripalti per aver riproposto una storia popolare molto sentita in alcuni territori, che conquisterà il pubblico per la capacità del film di trasmettere emozione e pathos, con aspetti comuni al poema epico, al Romanticismo, al romanzo d’avventura e al western.




Rimini. Il sindaco Gnassi: “Speriamo che il primo ministro Conte mantenga la parola”

Andrea Gnassi, primo da sinistra

Bando sulle periferie, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi: “Partiamo dal fondo e cioè da quella che è a tutti gli effetti la novità del giorno. Cioè l’impegno formale, assunto dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, davanti a una delegazione Anci formata da 14 sindaci e al proprio staff tecnico e legale, al termine di oltre due ore di confronto serrato e anche duro, a – cito testualmente- “abrogare nei prossimi giorni, con il primo decreto utile, l’emendamento inserito nel Milleproroghe che sospende le convenzioni e i finanziamenti per 96 progetti del Bando Periferie”. In buona sostanza, nel giro di una settimana o poco più, si ritornerebbe alla situazione iniziale per la gioia e la soddisfazione di 326 Comuni e 20 milioni di cittadini italiani. Queste le parole, pronunciate intorno alle 22 di ieri, da parte del Presidente Conte. Istituzionalmente io, come i colleghi presenti, sindaci di Roma, Torino, Bologna, Bari, Parma, Livorno, di ogni appartenenza politica ma lì solo per rappresentare comunità e persone, dobbiamo assumere questo come un impegno concreto e inderogabile. E’ un pezzo di Stato che prende un accordo e una responsabilità davanti a un altro pezzo di Stato, vale a dire i Comuni. Noi sindaci però abbiamo chiaramente sottolineato al Presidente come, nel caso in cui, questo impegno non si traducesse nei tempi dichiarati in quell’atto ufficiale che ripristinerebbe l’efficacia di contratti formali sottoscritti dallo Stato stesso, partirebbero immediatamente i ricorsi amministrativi e si interromperebbero immediatamente le relazioni istituzionali tra Governo e Comuni, con conseguenze dirette per le decisioni da assumere nella Conferenza Stato-Regioni che si vedrebbe anche bloccata.
Questa la sintesi della giornata di ieri, a Roma, cominciata verso le 19,30 e conclusasi a lambire le 22.00. Durante l’incontro, il presidente Decaro e noi sindaci abbiamo sottolineato come per giustificare la cancellazione improvvisa in una notte d’agosto al Senato delle risorse ai Comuni, siano state usate argomentazioni e imprecisioni strumentalizzazioni riportate sui territori da esponenti politici locali e nazionali a sostegno di un voltafaccia inspiegabile e soprattutto immotivato da ragioni amministrative e giuridiche. In queste sedi istituzionali e tecniche gli stessi argomenti e strumentalizzazioni politici (qualcuno direbbe la fuffa di questi giorni) se non hanno basi decadono. Infatti, e va riconosciuto, il Presidente Conte e il suo staff hanno dovuto prendere e hanno preso atto dell’insussistenza di argomentazioni circa, papale papale: 1) il rispetto delle presunte decisioni della Corte Costituzionali che si riducono, e eventualmente perché non è detto ve ne sia bisogno anzi, a una pura formalità in conferenza stato-regione, altro che ostacolo difficile da superare!; 2) lo stato delle progettazioni, con il fumus fatto sulla qualità dei progetti quella dei tempi degli stessi in fase definitiva o esecutiva; tutti aspetti fissati però già dalle convenzioni e non da maldestre arrampicate sullo specchio di questo o quel parlamentare locale; 3) la questione della disponibilità degli avanzi di bilancio, che non tange il tema bando periferie e che sono già risorse dei Comuni e che i Comuni spendono o hanno speso per interventi sul territorio. È chiaro che se fossero stati infondati tali argomenti dei Comuni la piega del governo poteva essere diversa da quella dell’impegno a ripristinare le risorse.
In sostanza, ognuna delle questioni sollevate nel dibattito di queste settimane è stata ricondotta alla linearità, alla ragione e al rispetto delle leggi e delle norme. Davanti a questa posizione da parte dei Sindaci, il Presidente Conte, anche consultandosi con la propria struttura tecnica, ha preso quell’impegno. Alla mia domanda come quella del presidente Decaro e di altri “Presidente, quindi a Rimini, nei comuni, cosa succede domani?’, il capo dell’Esecutivo ha pronunciato la parola ‘decreto’ per accelerare i tempi. Va detto che la soluzione prospettata dalla delegazione Anci era quella più semplice di eliminare dal ‘Milleproroghe’ l’emendamento cancella progetti, ma il Premier ha addotto ragioni relative alle risorse e all’impossibilità di riaprire il milleproroghe di fatto blindato. L’impegno preso a palazzo Chigi è stato quello di ‘riparare’ a stretto giro di posta.
Tutti noi sindaci, durante le oltre due ore di confronto, abbiamo sottolineato come questi progetti non appartengano a una parte politica o a un singolo. Della politica e delle sue dinamiche ai sindaci non interessa. Interessa in via esclusiva portare a casa le risorse, già messe a bilancio per interventi cantierabili, dopo aver partecipato a un bando e avere avuto la garanzia dell’ammissione del progetto, con convenzioni sottoscritte sotto la bandiera italiana e davanti a 96 fasce tricolori, per riqualificare e rilanciare pezzi di città.
E allora cosa succede oggi a Rimini? Succede da una parte che il problema formalmente non si è risolto perché la strada più semplice- e cioè quella di spuntare dal ‘Milleproroghe’ il boccone amaro della sospensione dei finanziamenti- non è quella percorsa. Dall’altra parte, il Presidente del Consiglio dei Ministri si è impegnato, e fino a prova contraria devo credere all’impegno di un uomo delle istituzioni preso davanti ad altri uomini delle istituzioni, a recuperare i fondi in un decreto che scaturirà a breve. Noi abbiamo chiarito che se la parola data verrà rimangiata ricorreremo per avere quello che ci spetta. E come è stato sottolineato vinceremo in sede giudiziaria. In altre parole ci fidiamo e crediamo nell’impegno. Ma le amministrazioni dello stato parlano con atti, cioè carta canta. A noi sindaci, abbiamo ancora sottolineato, non interessa vincere in tribunale. Ci interessa che vincano le città, i cittadini. Per quanto riguarda Rimini, e i suoi progetti esecutivi per l’area di Rimini Nord, dopo la giornata di ieri, gli uffici valuteranno come portare avanti le procedure di gara per il bando periferie come per altro ieri è stato sottolineato che si possa fare stante il decreto che il governo si è impegnato a fare a giorni è il fatto che ci sono ancora passaggi parlamentari dell’emendamento cancella progetti. Infine un’ultima considerazione. La mobilitazione, gli argomenti la pressione di cittadini, delle associazioni e forze politiche tutte che vogliono rimettere al centro le periferie si è dimostrata. L’energia positiva che ha dato forza alla battaglia dei sindaci. Tenerla viva fino a “carta canta”, non farà la gloria di nessuno, ma data la possibilità di un’intera città di riqualificarsi e ai cittadini di sentirsi più sicuri e fiduciosi nel futuro.




Pesaro. Senigallia, SpazioArte: fotografia, dipinti ed incisioni sulla montagna in mostra. Cura. Andrea Carnevali

“The end”: fotografia, dipinti e incisioni in mostra presso lo SpazioArte della Fondazione A.R.C.A. Ha dedicato alle ricerche in bianco e nero, di due artisti emiliani, l’incisore Enzo Bellini e la pittrice Cristina Messora e del fotografo Alessandro Gagliardini, il momento culturale aperto fino al 30 settembre. Curatore: Andrea Carnevali.
La montagna come tema principale del racconto. Questo argomento è stato sviluppato con tre tecniche diverse: fotografia, dipinti su carta e incisione.
La fotografia di Gagliardini crea degli effetti atmosferici: il vento che si abbatte forte sulla cima del monte e stravolge la natura. “Il soffio del vento sul paesaggio visto da lontano, a prima vista, – ha detto Gagliardini sembra non avere effetti visivi, ma il rumore, le fronde degli alberi in movimento, il passaggio sulla pelle permette una vista diversa sull’osservato…Tento con queste fotografie di imprimere nello sguardo il senso del rumore e del movimento degli elementi del paesaggio che scorgo di fronte a me in una giornata ventosa… suggestioni di paesaggi al calar della sera quando il vento soffia”.
E’, invece, una scelta estrema per Cristina Messora dipinge le valli trasformate dall’uomo o la sommità di un monte dove l’uomo vorrebbe arrivare, scalando la pietra rocciosa.La pittrice immagina la realtà, ma si propone rigorosi obiettivi tecnici perché il risultato finale porta l’osservatore in un altro spazio, ossia quello interiore e personale.
Le acqueforti di Enzo Bellini sono il frutto della ricerca di uno spirito colto, difficile ed intellettuale che osserva i modelli del passato perché spinto dal desiderio di perfezione e di emulazione, perciò sperimenta diverse tecniche esistenti per raggiungere il risultato finale.

La vernice, che ricopre la lastra, non oppone nessuna resistenza alla punta d’acciaio. Bellini ha insistito nelle prove di stampa e ha tentato di raggiungere con il metallo risultati sempre più perfetti, riproducendo la matrice incisa col bulino o con la puntasecca, e adottando morsure multiple nella ricerca di nuovi effetti tonali