Rimini. Joan As Police Woman: “La musica ha salvato la mia vita”. Sul palco degli Agostiniani

“Oggi posso dire tranquillamente che la musica ha salvato e continua a salvare la mia vita. Io sono devota, non è qualcosa che si può scegliere, è semplicemente così”. Damned Devotion è il titolo dell’ultimo album di Joan As Police Woman, al secolo Joan Wasser, attesa protagonista del nuovo appuntamento con Percuotere la mente, la rassegna della Sagra Musicale Malatestiana. L’appuntamento è per venerdì 27 luglio alle 21.15 nella consueta cornice della Corte degli Agostiniani, dove la cantautrice americana presenterà i brani del suo ultimo lavoro.

In Damned Devotion – disco che lei stessa ha definito come “il più scuro e riflessivo”, c’è tutto il mondo della musica black, il soul jazz più sofisticato e intimista, e quello indie folk più dark. Un neo-soul costruito attorno a trame di tastiera e poemetti esasperati ma mai noiosi sulle complessità estenuanti dell’amore, un piccolo trionfo di scrittura che tocca livelli di pura onestà, incertezza e accettazione della qualità effimera dell’esperienza umana.
“Con Damned Devotion mi sono mossa su un terreno più sperimentale – ha spiegato l’artista – A volte più melanconico. Non direi triste, ma sicuramente molto introspettivo. Ha a che fare col romanticismo. Il fatto è che sono una persona molto romantica. E il problema dell’esser romantici è che mentre vivi tutto in questo stato emotivo di ‘devozione’ ti perdi lo sguardo dall’alto, su tutta la situazione. Quest’album penso si concentri sul problema di tutte le informazioni che ti perdi quando sei in questo stato“.

Joan As Police Woman – nome omaggio ad uno show poliziesco anni ’70 – è un progetto nato nel 2002 e ha cinque album all’attivo, acclamati da pubblico e critica, tanto che hanno vinto premi del calibro dell’Independent Music Awards (Real Life) e il Q Magazine’s Album of the Year (To Survie).
Classe 1970, Joan Wasser – definita dal Times “the coolest woman in pop” – ha collaborato nella sua carriera con artisti del calibro di Elton John, Lou Reed, Nick Cave, Rufus Wainwright, Antony Hegarty, Dave Gahan.




Misano Adriatico. Libri in piazza: “Una forestiera a Misano Adriatico. In zir per la Romagna” di Daniela Sapone

Copertina del libro

– “Una ‘forestiera’ a Misano Adriatico”. In ‘zir’ per la Romagna”. E’ il titolo del libro (Edizioni la Piazza, 284 pagine, 16 euro) scritto da Daniela Sapone che viene presentato in piazza della Repubblica a Misano Adriatico giovedì 26 luglio, alle 21.

Potrebbe essere un vademecum che porta per mano il turista (ma perché no anche i locali) per le bellezze artistiche e naturali di Misano e molti centri del Riminese e del Cesenate: Mondaino, Saludecio, Montefiore, Pennabilli, Montetiffi… A corredo bellissime immagini. A scorrere le pagine, la cosa che più colpisce sono le migliaia di informazioni raccolte. Il volume reca l’introduzione del sindaco Stefano Giannini, che riportiamo.
“Succede che gli albergatori si innamorino delle turiste. È successo anche a Luciano Giorgi dell’Hotel Franca. Quando Luciano ha detto nel paese che si sarebbe sposato con la Daniela, che intanto faceva bella mostra di sé per via Repubblica, il commento al Bar Centrale è stato: “Os-cia la è propria bela la murosa fures-cira ad Luciano dla Riciota”. In realtà qualcuno nel commento avrebbe sostituito l’aggettivo bela con un altro sempre di quattro lettere e sempre iniziante per b e finente per a, ma questo fa parte del folclore romagnolo di Riviera, e sarebbe comunque un complimento schietto della femminilità di una bella ragazza. Devo spiegare: la Riciota, per via dei capelli ricci color rame, è la signora Franca, la donna attualmente più longeva di Misano Mare, con i suoi novantacinque anni (che Dio gliene conceda ancora tanti, perché è ancora lucidissima) madre di Luciano e quindi suocera di Daniela; come quasi tutte le suocere romagnole immagino che all’inizio non sarà stata “dolce” con la nuora “fures-cira”, forestiera; in realtà non lo so, magari è stata dolcissima, ma quel che conta, lo devo riconoscere, è che Daniela si è radicata benissimo nel paese e alla fine si è talmente appassionata di Misano e della Riviera che ci ha messo tanto in termini di curiosità, per capirla, per scoprirne storie e luoghi, aneddoti e modi di dire, tradizioni e storia. Negli anni ne è venuta fuori anche la voglia di raccontare tutte le sue scoperte e le sue sensazioni in queste belle pagine, che sono simpatiche soprattutto per questo modo, direi primordiale ed innocente, di raccontarle. Insomma non opera di letteratura ma un racconto di sensazioni, piacevole perché sincero”.