San Marino. Banca Cis acquisisce laa Compagnia Sammarinese di Assicurazioni

San Marino risolleva la Repubblica di Pompeo Batoni

San Marino risolleva la Repubblica, opera di Pompeo Batoni

 

 

Nasce la prima Banca e Assicurazione di San Marino. Banca CIS acquisisce la Compagnia Sammarinese di Assicurazioni e integra ulteriormente il suo capitale sociale. Per Banca CIS: una preziosa acquisizione e un ulteriore consolidamento del capitale sociale.

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Cis e di CSA – Compagnia Sammarinese di Assicurazioni hanno deliberato di dare vita ad un nuovo polo di Banca e Assicurazione nel territorio della Repubblica, in linea con i più evoluti sistemi finanziari europei.
Appena ottenute le autorizzazioni da parte di Banca Centrale, Banca Cis e la propria compagnia assicurativa saranno in grado di offrire alla clientela un servizio integrato con coperture assicurative ‘su misura’ dedicate al risparmio delle famiglie, delle persone e dei rischi aziendali.
Inoltre, l’iniziativa costituirà un reale supporto allo sviluppo della ripresa economica del Paese. Si tratta di un segnale di fiducia nei confronti del mercato, nel solco di un progressivo processo innovativo dell’offerta di strumenti finanziari ed assicurativi che il gruppo Banca CIS mette a disposizione di una domanda in costante crescita.

Infine, Banca CIS comunica di aver ulteriormente integrato il proprio capitale sociale. Il Consiglio di Amministrazione ha infatti deliberato il completamento del rafforzamento mediante un nuovo aumento di capitale di oltre 4.5 milioni che, dopo quello promosso in sede di approvazione del bilancio 2017, diviene quindi di oltre 16 milioni di euro. Il patrimonio della Banca sale ad oltre 59 milioni di euro.




Regione Emilia Romagna. Agricoltura, 10 milioni di euro per combattere la cimice asiatica

L'assessore Simona Caselli

L’assessore Simona Caselli

Dieci milioni di euro per combattere i danni della cimice asiatica nei frutteti.  L’assessore Simona Caselli risponde all’allarme lanciato dal presidente di Aiab, Associazione italiana agricoltura biologica: “Dalla Regione un impegno costante dal 2015 e oltre 10 milioni di euro di investimenti per sviluppare azioni concrete di contrasto e difesa delle colture. Le richieste molto al di sotto dello stanziamento”
Dai finanziamenti agli agricoltori per l’installazione di reti sui frutteti, alla ricerca per individuare gli insetti antagonisti, gli interventi della Regione in collaborazione con Università, Consorzi fitosanitari, organizzazione e associazioni di produttori agricoli
Bologna – “Gli interventi messi in campo dalla Regione per fronteggiare i danni provocati alle coltivazioni dalla cimice asiatica e per attuare tutte le misure di prevenzione e lotta necessarie sono stati in questi anni numerosi e puntuali. Vanno dalla ricerca per individuare insetti antagonisti autoctoni, ai finanziamenti agli agricoltori – 10 milioni di euro nell’ultimo bando – per installare reti antinsetto sui frutteti, fino alla richiesta al ministero dell’Ambiente, assieme alle altre Regioni italiane, di modificare le norme che attualmente impediscono l’importazione di insetti antagonisti da altri ambienti”.
In relazione all’allarme lanciato dal presidente di Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) dell’Emilia-Romagna sui danni provocati dalla cimice asiatica alla frutticoltura, e in particolare a quella biologica, l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli spiega le strategie messe in campo dalla Regione per contenere la diffusione e limitare i danni provocati dall’insetto cercando comunque di salvaguardare gli equilibri biologici dei diversi agroecosistemi del nostro territorio.
Per quanto riguarda le strategie di difesa e di contrasto alla cimice con risorse del Programma di sviluppo rurale, è stato finanziato per 380 mila euro, nell’ambito delle misure per l’innovazione, un progetto di un Gruppo Operativo formato da imprese agricole ed enti di ricerca che terminerà nel 2019. Si sta lavorando sullo studio dell’insetto, sui predatori naturali, sulle tecniche di monitoraggio, sulle trappole e sulle modalità di difesa passiva con l’impiego di reti antinsetto. Un secondo progetto di tipo sperimentale sin dal 2016 è direttamente finanziato dalla Regione al Consorzio Fitosanitario di Modena con 30 mila euro all’anno; si punta sulla ricerca e sull’impiego di insetti antagonisti e che vede al lavoro il l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di ricerca Crea. “Chiaramente- precisa l’assessore- tali tecniche di diesa biologica devono essere attentamente verificate e testate prima di diffonderle agli agricoltori; l’obiettivo è di passare prima possibile dal laboratorio a situazioni di pre-campo”.
“L’altro importante versante di azione- continua l’assessore Caselli– riguarda i bandi per l’installazione delle reti antinsetti da impiegare sui frutteti”.
Il bando, aperto a tutti i frutticoltori del territorio regionale e non solo ai produttori di pere del modenese, è stato pubblicato nel settembre 2017 con una dotazione di ben 10 milioni di euro, ha visto un’adesione di sole 92 imprese per richieste complessive di 1,4 milioni di euro.
“Una risposta decisamente al di sotto delle aspettative rispetto alle potenzialità che le azioni previste dal bando avrebbero potuto garantire. Per favorire l’adesione delle imprese al prossimo bando sono state proposte modifiche al PSR introducendo nuove tipologie di intervento come le coperture monofila dei frutteti e riducendo il volume minimo d’investimento a 2.500 euro per consentire l’accesso anche alle aziende di ridotte dimensioni”. Tali modifiche saranno trasmesse alla Commissione europea per l’approvazione nei prossimi giorni, dopodiché sarà possibile attivare un nuovo bando.
Per i produttori di ortofrutta che aderiscono ad una organizzazione di produttori sono disponibili ogni anno le risorse dei programmi operativi della Organizzazione comune di mercato dell’ortofrutta che possono finanziare come nel caso del Psr la realizzazione di impianti permanenti di difesa.
Vanno infine sottolineate le molte riunioni formative e divulgative svoltesi sui territori dal servizio fitosanitario regionale per aggiornare gli agricoltori sui sistemi di lotta e di contrasto attualmente a conoscenza del mondo scientifico internazionale. “Ci auguriamo- chiude Caselli – che Aiab ci aiuti a diffondere le opportunità anziché lanciare allarmi su una problematica di cui siamo consapevoli da tempo”. /OC

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Misano Adriatico. Biblioteca, bagno di folla per il teologo Vito Mancuso. Ora tocca a Carlo Sini e Remo Bodei

Un bagno di folla abbraccia la prima serata del Festival filosofico  Carpe Diem (Cogli l’attimo). In scena nel giardino della biblioteca di Misano Adriatico il teologo Vito Mancuso. Prende le mosse dalla ricerca della felicità insita nella filosofia epicurea per confutare la tesi che l’unica gioia possibile sia quella del saggio che vive appartato, che aspira all’imperturbabilità attraverso la serenità del corpo. Tendere alla sola conservazione della vita biologica evitando speranze e preoccupazioni non è vivere ma sopravvivere. Ad un pubblico numerosissimo ed attento, il noto studioso ha chiarito quello che per lui è lo scopo che dà sapore alla vita, ovvero aspirare alla letizia dello spirito, che si raggiunge inscrivendo il valore della propria esistenza aldilà del benessere individuale per dedicarsi alla costruzione di un bene e di una giustizia ideali che vadano a beneficio della vita stessa, intesa come vita di tutti. Questo per Mancuso è il “farmaco” che dà gusto e significato all’esistenza vincendo la paura della nostra finitudine.

Giovedì 28 luglio, ore 21,30, è ospite il filosofo Carlo Sini. “lascia che il giorno colga te”, il suo tema.

“I giorni della vita”, relatore il filosofo Remo Bodei, è il titolo della conferenza di chiusura del 29 giugno.

Per maggiori informazioni: 0541.618484




Pesaro. Rossini Opera Festival in agosto la XXXIX edizione. Apre con Ricciardo e Zoraide

Statua di Rossini a Pesaro nel cortile del conservatorio

Rossini Opera Festival inizia l’11 agosto all’Adriatic Arena, con repliche il 14,17 e 20 agosto, alle 20, con Ricciardo e Zoraide. Si tratta di una nuova produzione del dramma serio per musica in due atti di Francesco Berio di Salsa. Edizione critica della Fondazione Rossini in collaborazione con Casa Ricordi a cura di Federico Agostinelli e Gabriele Gravagna. Direttore Giacomo Sacripanti. Regia di Marshall Pynkoski. Fra gli interpreti il ritorno di Juan Diego Florez in Ricciardo e Pretty Yende in Zoraide. Coro del teatro Ventidio Basso e Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

Al Teatro Rossini, il 12-15 e 21 agosto alle ore 20 e il 18 agosto alle 16 verrà presentata la nuova coproduzione con Wexford Festival Opera, di ADINA, farsa in un atto di Gherardo Bevilacqua Aldobrandini. Edizione critica della Fondazione Rossini in collaborazione con Casa Ricordi a cura di Fabrizio della Seta. Direttore Diego Matheuz. Regia Rosetta Cucchi. Coro del teatro della Fortuna M. Agostini. Maestro del coro Mirca Rosciani. Orchestra Sinfonica G.Rossini

Sempre all’Adriatic Arena il 13,16,19 e 22 agosto alle 20 verrà presentata la nuova produzione de IL BARBIERE DI SIVIGLIA, commedia in due atti di Cesare Sterni. Edizione critica Fondazione Rossini Casa Ricordi a cura di Alberto Zedda.
Direttore Yves Abel. Regia di Pier Luigi Pizzi. Interpreti il conte d’Alamaviva Maxim Mironov, Bartolo Pietro Spagnoli, Rosina Aya Wakizono, Figaro Davide Luciano, Basilio Michele Pertusi, Berta Elena Zilio e Fiorello / Ufficiale William Corrò. Coro del teatro Ventidio Basso diretto dal maestro Giovanni Farina. Orchestra sinfonica nazionale della Rai.

Quest’anno il Rof in occasione delle celebrazioni rossiniane avrà una serie di eventi musicali collaterali al cartellone principale.

Paolo Montanari




Rimini. La Guardia di Finanza sequestra 119 chili di melassa per narghilè

La Guardia di Finanza di Rimini ha sequestrato 119 chili di melassa per narghilè; tre persone denunciate alla Procura della Repubblica di Rimini per contrabbando di tabacchi lavorati esteri e due persone segnalate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per violazioni amministrative alle Leggi Doganali. È il risultato di un’operazione promossa e coordinata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, convenzionalmente chiamata “WATERPIPE”, mirata al contrasto del fenomeno sempre più diffuso attualmente dell’importazione illegale in Italia di tabacchi lavorati per narghilè, messo a segno nei giorni scorsi dalle Fiamme gialle di Rimini. I militari del Nucleo Mobile del Gruppo del capoluogo rivierasco, nell’ambito dei controlli sul territorio provinciale in materia di polizia economico – finanziaria, hanno infatti monitorato alcuni “Bar Narghilé” che si vanno diffondendo nella riviera, locali che offrono agli avventori la possibilità di fumare narghilè ovvero la pipa ad acqua, tipica dei paesi arabi, il cui fumo è prodotto da un insieme di foglie di pregiati tabacchi trinciati, mescolati con melassa ed essenze aromatizzanti. La melassa da tabacco è classificata, secondo l’art. 39 bis, comma 1, lett c) del Testo Unico del 26 ottobre 1995, nr. 504 quale “tabacco da fumo” ed inserita nella tabella E) – “altri tabacchi da fumo”, con determina del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nr. 54448/RU del 21 maggio 2015 pertanto l’importazione è disciplinata dal testo unico delle leggi doganali. Gli interventi operati presso cinque esercizi commerciali controllati hanno permesso di individuare la presenza di confezioni di melassa da tabacco, poi sottoposte a sequestro, prodotte negli Emirati Arabi, ma illegalmente introdotte in Italia. Le confezioni sequestrate sono anche risultate prive delle “avvertenze combinate antifumo” relative alla salute (testo, fotografia a colori e numero del telefono verde contro il fumo) introdotte dal Decreto Lgs. n. 6 del 12 gennaio 2016, che ha recepito la Direttiva europea 2014/40/UE, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati. L’assenza delle avvertenze combinate antifumo può comportare sicuramente per i consumatori un deficit di informazione specie considerando che l’antico rituale arabo di fumare il Narghilé oggi pare far sempre più tendenza tra i giovani occidentali, tanto che, come rivelano fonti aperte sulla rete internet, si calcola che circa il 25% dei ragazzi occidentali risulterebbe aver fumato la pipa ad acqua. Il sequestro della melassa da tabacco testimonia l’alto livello di attenzione della Guardia




Rimini. Roberto Vecchioni in concerto alla nuova darsena

Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni in concerto a Rimini.  45 anni di successi per ripercorrere i ricordi e le speranze del poeta della musica italiana, appuntamento per i grandi concerti dal vivo del Beat Village, venerdì 29 giugno, alle 21, nella Piazza della Nuova Darsena di Rimini.

Il filo conduttore dello spettacolo è costituito dai frammenti della memoria personale racchiusi in 45 anni di canzoni, da quelle meno consuete come “Stelle” e “Figlio, figlio, figlio” a “Sogna ragazzo sogna”.
La scelta è quella di prediligere i brani più personali rispetto a quelli intellettuali per raccontare attraverso la musica e le parole l’urgenza di felicità, le gioie vissute, i momenti dimenticati e superati che appartengono a quel tempo definito da Vecchioni “verticale”, che ci si porta sempre addosso.
Il cantautore in questo spettacolo gioca con l’ironia, si immerge nel ricordo, rincorre la sua passione per costruire un bilancio in cui i giorni che sembravano più neri hanno lasciato il posto a quelli più luminosi.
Vecchioni lascia da parte il repertorio costituito da personaggi mitici e storici che frequenta solitamente per creare un clima intimista, ed attingere dalle cose belle della propria vita, come il ricordo della mamma descritta in “Dimentica una cosa al giorno” e “Un lungo addio” dedicato alla figlia. Non mancheranno i classici da Luci a San Siro a Chiamami ancora amore.

Roberto Vecchioni
Cantautore è uno dei padri storici della canzone d’autore in Italia. Per Einaudi ha pubblicato Viaggi del tempo immobile (1996), Le parole non le portano le cicogne (2000), Parole e canzoni (2002), Il libraio di Selinunte (2004), Diario di un gatto con gli stivali (2006), Scacco a Dio (2009), Il mercante di Luce (2014) e La vita che si ama (2016). Nel 2016 esce il nuovo album “Canzoni per i figli”, prodotto da Danilo Mancuso per D.M.E, contenente nove canzoni in una nuova emozionante versione e un brano inedito, pubblicato in un cofanetto in abbinamento al libro “La vita che si ama. Storie di felicità”, un successo editoriale da oltre 100.000 copie.
Con i suoi libri ha vinto numerosi premi, tra cui il Cesare Pavese, Il Choise Montale, l’Elsa Morante. Professore di greco e latino per tanti anni, è attualmente docente di Forme di poesia in musica presso l’Università di Pavia e membro della Giuria dei Letterati del Premio Campiello.
A Febbraio 2018, dopo la vittoria nel 2011 con “Chiamami ancora amore”, torna come ospite del Festival di Sanremo per celebrare la poesia in musica e duetta con Claudio Baglioni nel brano Samarcanda.
Roberto Vecchioni è l’unico artista ad aver vinto il Premio Tenco (1983), il Festivalbar (1992), il Festival di Sanremo (2011) e il Premio Mia Martini della critica (2011).




Rimini. Rotary, Temeroli succede al presidente Menghi Sartorio

Maurizio Temeroli e Aldo Menghi Sartorio

Cambio di presidenza per il Rotary Club Rimini Riviera. Maurizio Temeroli succede a Aldo Menghi Sartorio.
Trentanovesimo presidente,  Maurizio Temeroli viene affiancato nel consiglio direttivo dal vicepresidente Paolo Braccini e da Claudio Selvagno, Marco Alessandrini, Fabio Mariani, Alessandro Mori, Aldo Menghi Sartorio, Maurizio Mancuso e Paolo Gasperoni. Completano il consiglio, in qualità di past president, Rodolfo Michelucci e Gianandrea Polazzi, membro consultivo Demis Diotallevi.
Riminese, 64 anni, Maurizio Temeroli è sposato con Daniela ed ha due figli, Claudia e Marco.
Per oltre 15 anni, fino al 2016, ha ricoperto la carica di segretario generale della Camera di Commercio di Rimini; durante questo periodo ha ricoperto anche l’incarico di presidente della Rimini Congressi, società costituita da Comune, Provincia e Camera di commercio per la realizzazione, in collaborazione con Rimini Fiera, del nuovo palazzo dei congressi di Rimini.
Precedentemente ha svolto il ruolo di coordinatore alle attività economiche, agricoltura, turismo e formazione professionale della Provincia di Rimini. Ora è impegnato nel sostegno alla nascita di nuove imprese nell’ambito del Consiglio direttivo dell’Associazione “Nuove idee, nuove imprese” e collabora con il “Techno Science Park s.p.a.” San Marino-Italia.
La cerimonia si è tenuta presso l’Hotel Ambasciatori di Rimini.




Economia. Otto piccoli euroegoisti. La loro crescita basata sull’export

(Articolo tratto da Blogging in the wind)

 

di Carlo Clericetti*

Un gruppo di paesi nordici ha preso posizione contro ogni eventualità che l’Ue vari programmi di investimento o contro la disoccupazione e richiamato al pieno rispetto del Fiscal compact. Oltre ad essere guidati dalle destre hanno in comune un peso rilevante delle esportazioni sul Pil, quindi per loro la domanda interna è meno importante. I danni delle politiche che puntano sulla “crescita a spese del vicino”

Mentre l’Italia è assorta nei suoi rompicapo politici, in Europa si continua a discutere delle prossime riforme dell’Unione, quelle che per noi non promettono nulla di buono, se vogliamo usare un eufemismo. Poco prima delle nostre elezioni, ma subito dopo la formazione del governo tedesco con Cdu-Csu e socialdemocratici, da otto paesi è giunta una presa di posizione con un rifiuto preventivo di possibili future iniziative di investimenti comunitari o altre “follie” del genere, come ad esempio il fondo europeo contro la disoccupazione proposto anche dall’Italia. Si tratta per lo più delle timide ipotesi avanzate da quel bolscevico di Emmanuel Macron, e già considerate con grande freddezza dalla Germania. Ma gli otto evidentemente temono che il rigore tedesco possa essere attenuato dall’accordo di governo con i socialdemocratici. Già dalle prime dichiarazioni un tale timore appare del tutto infondato, ma tant’è. Olanda, Svezia, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Estonia, Lettonia e Lituania mettono le mani avanti, richiamando anche al pieno rispetto delle regole del Fiscal compact.

Come nota l’economista Ruggero Paladini, tutti paesi piccoli, tutti con governi di destra e tutti con una caratteristica delle loro economie: il forte peso delle esportazioni rispetto al Pil. Solo la Finlandia è una parziale eccezione, con il suo 35 e spicci per cento, comunque più alto di Italia, Francia e Spagna.
Si capisce allora come mai siano così inflessibili riguardo al rigore sui conti pubblici. La loro politica è quella di crescere soprattutto con l’export, e dunque della domanda interna a loro importa poco. Specialmente l’Olanda – non a caso capofila dell’iniziativa – che ha un surplus verso l’estero addirittura superiore a quello della Germania (9% nel 2016, sempre secondo i dati World Bank), e quindi, mentre richiama gli altri al rispetto delle regole, è la prima a infischiarsene per quel che le fa comodo, oltre ad essere un noto paradiso fiscale. Anche l’Irlanda e i tre baltici hanno tasse sulle imprese scandalosamente basse, e spesso alle multinazionali non fanno pagare nemmeno quelle: i cosiddetti accordi di tax ruling sono passati, secondo l’ultimo rapporto della Commissione europea, dai 1.252 del 2015 ai 2.053 del 2016. E sono solo quelli che si conoscono…

Anche l’Italia si è avviata su questa strada: con 68 accordi siamo al quarto posto, dopo Lussemburgo (ma va?), Belgio e Ungheria. Fantastica prospettiva, quella di esentare praticamente dalle imposte le mega-imprese che guadagnano di più: altro che flat tax!

Ma torniamo alla crescita basata sull’export. Qualcuno potrà dire: e che c’è di male? Significa essere più bravi degli altri, visto che si vende più di quanto si compra. Un ragionamento sbagliato da vari punti di vista. Prima di tutto, bisogna vedere se davvero si è “più bravi”, o se invece non c’è sotto qualche trucco. Perché la concorrenza sulla qualità o sul vendere prodotti che gli altri non sanno fare può anche andar bene, ma se invece la concorrenza è sui salari significa far stare peggio una grossa parte dei propri cittadini, e così se il costo del lavoro è basso perché non si danno pensioni, non c’è assistenza sanitaria, non ci sono “paracadute” in caso di disoccupazione (non c’è welfare, insomma, o ce n’è molto poco). Per non parlare di norme sulla sicurezza e ambientali: anche quelle sono costi, ma è su quelle che si misura il grado di civiltà di un paese.

Ma se la concorrenza sugli standard sociali e ambientali è particolarmente odiosa, ci sono anche motivi macroeconomici per affermare che una crescita basata prevalentemente sulle esportazioni e l’accumulo di surplus nei conti con l’estero è pericolosa quanto quella di paesi che invece accumulano deficit. Non solo in questo modo ci si rifiuta di fare la propria parte nel far girare l’economia mondiale, ma si dà anche origine a squilibri che prima o poi generano crisi. Lo aveva ben presente Keynes, che alla conferenza di Bretton Woods del 1944 aveva proposto un meccanismo di riequilibrio che dividesse l’onere tra debitori e creditori.

Ma la proposta non piacque agli Usa, che in quella fase erano in surplus e soprattutto volevano un sistema basato sulla centralità del dollaro. Ma a questo principio viene riconosciuta validità, almeno in teoria, tanto che è entrato a far parte delle regole della costruzione meno keynesiana che esista, ossia l’Unione europea. E’ infatti uno dei punti della Macroeconomic imbalances procedure (Mip) che elenca i criteri per mantenere l’equilibrio macroeconomico. In modo un po’ sbilenco (il limite per il deficit è il 4%, per il surplus il 6; che, del tutto casualmente, era il livello di surplus che aveva la Germania quando la procedura è stata varata) e in modo assai meno cogente delle altre regolette su deficit e debito, ma comunque c’è. Quindi quando l’Olanda richiama al rispetto delle regole ha la stessa credibilità del commissario Pierre Moscovici che invita a rispettare i limiti al deficit, che la sua Francia da dieci anni non rispetta e che non l’ha fatto nemmeno quando proprio lui era ministro dell’Economia.

Gli otto paesi, insomma, hanno scritto un’altra pagina dell’Europa dell’egoismo, dove il principio supremo sembra essere non tanto la concorrenza, ma “beggar-thy-neighbor”, ossia “frega il tuo vicino”. Non una bella situazione in cui convivere, ma non si vede perché l’Italia debba prendere solo bastonate. Se questa è l’aria, sarebbe il caso di imbracciare il randello quantomeno per far rispettare la regola del surplus (che tra l’altro, visto che siamo anche noi in tale situazione, ci permetterebbe di fare politiche un po’ più espansive) e contro la concorrenza fiscale, invece di metterci anche noi su quella strada. Certo, ci vorrebbero governi seri: è lì che è il nostro deficit più pericoloso.

*Già direttore di Affari & Finanza di Repubblica




Misano Adriatico. “Carpe diem”, conferenze con Vito Mancuso, Carlo Sini e Remo Bodei nel giardino della biblioteca

 

Carpe diem (Cogli l’attimo), festival filosofico a Misano Adriatico con tre prestigiosi intellettuali. Vito Mancuso, Carlo Sini e Remo Bodei. Appuntamento il 27-28-29 giugno, ore 21,30 nel giardino della biblioteca comunale.

Qual è lo scopo della vita? Che cosa significa cogliere l’attimo? Come posso dare del mio meglio e sentirmi più sicuro di me?
Da un lato c’è il tempo presente, innegabile e imprescindibile, la potenza della vita in atto, l’unica dimensione della quale è doveroso godere poiché, in un istante già non è più. Dall’altro la pienezza dell’estate e la languida propensione a cullare il pensiero che avvolge ogni creatura nelle notti stellate.
Questi gli ingredienti, per palati audaci, del minifestival filosofico, organizzato dalla Biblioteca di Misano nel proprio giardino: “LA BIBLIOTECA ILLUMINATA” quest’anno dedicato al celebre motto oraziano CARPE DIEM, che si svolgerà nella serate dal 27 al 29 giugno, la più pop tra le creazioni del direttore Gustavo Cecchini, concepita per una platea vacanziera e di affezionati che ogni anno inorgoglisce chi nella cultura crede ancora.

Per l’edizione 2018 tre voci d’eccezione del panorama culturale italiano, note ed amate dal pubblico, daranno vita a riflessioni direttamente dispiegate attorno al motto oraziano “Carpe Diem” : Il 27 giugno il teologo Vito Mancuso aprirà la kermesse con una lezione dal titolo, “la gioia di esistere”, il 28 giugno sarà la volta del filosofo Carlo Sini con “Lascia che il giorno colga te”, e nella serata finale, 29 giugno, il filosofo Remo Bodei proporrà “I giorni della vita”.

L’invito a cogliere l’attimo, cesellato in un ode scritta più di duemila anni fa ma eternamente giovane, è attuale quanto lo è la corrente filosofica che le diede linfa, l’epicureismo, filosofia il cui obiettivo era la gioia di vivere, il modo di come trovarla, il rimando all’oggi, al qui e ora che va assaporato per quello che è. Ma il senso della vita si gioca nell’inscrivere il proprio piacere personale in una dimensione più grande, tesa al bene comune: esiste una sensata via di mezzo verso una gioia di esistere eticamente sostenibile?
Tuttavia nell’accordare al presente un privilegio esclusivo si nasconde un’insidia, il pericolo di perdersi in una fantasmagoria sconnessa e frammentaria di pensieri, immagini e sentimenti che nulla hanno a che vedere con la saggezza antica. Carpe diem, infatti, non significa approfittare dei piaceri giorno per giorno, bensì operare una scelta: nella raffinata polisemia della lingua latina Orazio sceglie carpere, il concretissimo verbo, appartenente al mondo dei campi, di chi sfoglia, pilucca, di chi coglie il frutto della pianta staccandolo con lentezza.
Ma per vigilare sulle offerte del momento presente bisogna imparare a trattenere l’angoscia del poi, saper compiere la giusta scelta al momento opportuno. Come fare? Ci affideremo al fato, alla follia, alla filosofia? E ammettiamo pure che la filosofia possa bastare, quale filosofia ci può soccorrere? Questi i temi nodali che verranno affrontati dai tre filosofi durante le serate ospitate nel giardino della Biblioteca, dove la bellezza del luogo diventa corollario dell’esperienza culturale e un antidoto contro il consumo assurdo e vorace del tempo che ci è concesso.




Riccione. Con le Nuvole gli anni ’60 in conferenza al Bagno 81

Le estati degli anni ’60 a Riccione con tutti gli elementi caratteristici del decennio: dai playboy alle pensioni a gestione familiare, dai dancing ai locali notturni entrati nel mito. Con il supporto di immagini, filmati originali e, soprattutto, della voce di Vittorio Costa, viene offerto un tuffo piacevole e divertente nella memoria collettiva. Vittorio Costa oltre a essere autore di quattro romanzi ambientati a Riccione (“Dancing Verde Luna, Riccione”, “Pensione Sorriso”,”Quando Elvis cantò Romagna mia”, “Una vita madornale”), è un eccellente chansonnier in grado di regalare al pubblico grandi emozioni.  Presenta Alessandro Formilli.

Appuntamento giovedì 28 giugno, ore 21.10, presso la nuova area spettacoli del Bagno 81 di Riccione (di fronte a Villa Mussolini) “CON TE SULLA SPIAGGIA”, evento d’apertura del IV FESTIVAL DELLE STORIE E DELLE ARTI.