Rimini. Camera civile, nuovo consiglio direttivo

 

Si è insediato il nuovo direttivo della Camera di Civile Rimini, la più grande associazione forense della provincia.
L’assemblea, per il triennio 2018-2020, ha eletto il direttivo: Riccardo Belli (presidente),  Francesco Cucci (vicepresidente), Claudia Pratelli (segretario),  Lara Gobbi (tesoriere) e i consiglieri Maria Camporesi,  Andrea Deangeli,  Stefano Della Vittoria,  Debora Piscaglia e Massimiliano Semprini.

La Camera Civile Rimini è un’associazione senza scopo di lucro finalizzata alla promozione culturale in materia di diritto civile. È costituita da avvocati e praticanti abilitati al patrocinio, iscritti all’Ordine Forense di Rimini e aderisce all’Unione Nazionale Camere Civili.
“Uno dei principali obiettivi della Camera Civile di Rimini – dice il presidente Belli – è quello della promozione sociale della figura professionale dell’avvocato, agevolandone l’aggiornamento culturale e la sua specializzazione professionale. Questo anche grazie alle iniziative dell’Unione Nazionale che già quest’anno ha avviato le scuole di alta specializzazione.
Dalla sua costituzione, avvenuta nel 2009, ed in particolare nel trascorso triennio, CCR si è distinta proprio nell’attività di formazione dell’avvocatura, sia per quantità che per qualità, diventando un punto di riferimento per la materia civile dell’Ordine degli Avvocati, con il quale la collaborazione rimane leale e fattiva”.

“Nel prossimo triennio – continua Belli – Oltre a mantenere alti livelli qualitativi nel campo della formazione, l’impegno del direttivo sarà quello di dare ancora più ascolto e possibilmente risposte all’avvocatura che opera nel Foro di Rimini. L’obiettivo è di affrontare e se possibile risolvere, le criticità evidenziate dagli associati sia nello svolgimento del processo civile che in generale nell’accesso ai servizi ed alle Cancellerie degli Uffici Giudiziari.
Parliamo in particolare di un processo civile dai tempi certi, in modo che si possano effettivamente garantire i diritti del comune cittadino che deve avere la reale possibilità di fare valere le proprie ragioni. Inoltre, del rispetto assoluto del principio del contraddittorio e del reciproco rispetto tra i vari attori del processo civile.
Il tutto senza perdere mai di vista la dimensione nazionale e quindi cercando di cogliere ogni occasione per allargare la riflessione oltre i confini della dimensione locale”.




Pesaro. Gemellaggio con Sarajevo e Novi Grad

E’ gemellaggio tra Pesaro e Novi Grad-Sarajevo. A sottoscrivere il patto il sindaco Matteo Ricci e Hamdija Dizdar, vicesindaco della municipalità più a ovest tra le quattro che formano la capitale della Bosnia Erzegovina. L’intesa ruota sulla collaborazione alle voci cultura, formazione, lavoro, turismo, sport ed enogastronomia. Con «scambi di esperienze e attività condivise, che possano favorire un miglioramento reciproco», attraverso «legami permanenti» tra le due città. Così Matteo Ricci: «Quando l’amicizia nasce dalla solidarietà dura per sempre. Nel momento di difficoltà di Novi Grad Sarajevo, grazie alla coscienza e ai valori di pace, a Pesaro è accaduto qualcosa». Il sindaco cita le prime iniziative partite da Villa Fastiggi: «Era incredibile pensare ad una guerra tanto atroce al di là del mare. Da subito, partendo da Time for Peace, abbiamo messo tutto il cuore e l’accoglienza possibile per aiutare chi soffriva. Io stesso ho avuto l’onore di accogliere a casa mia un coetaneo di Sarajevo che viveva un momento di difficoltà. Oggi Novi Grad e Sarajevo sono realtà in espansione. Ora l’amicizia deve rafforzare lo sviluppo reciproco. Non abbiamo vissuto in era recente i drammi dei paesi dell’ex Jugoslavia, ma abbiamo avuto una crisi economica forte. Siamo alla ricerca di una strada nuova per la nostra gente, puntando anche su cultura e musica: nel 2018 Rossini è l’ambasciatore della bellezza italiana nel mondo. E una delle prime iniziative, nel contesto del gemellaggio, sarà un evento rossiniano a Novi Grad. Ma nella collaborazione spazio anche ai progetti su sport, economia e imprese». Hamdija Dizdar definisce Sarajevo la «Gerusalemme d’Europa. In guerra e nei periodi di devastazione, l’amicizia è l’unico tesoro. Grazie ai pesaresi: negli ultimi 20 anni ci hanno dato un grande appoggio. Ora la collaborazione cresce ad un livello più alto. Le nostre culture possono continuare ulteriormente a dialogare». Osserva l’assessore Mila Della Dora: «Il gemellaggio rafforza un percorso ventennale. E’ una firma sentita e voluta dalle due comunità. Un esempio di come si può crescere confrontandosi con altre realtà». Spiega Claudio Clini per Time for Peace, tra le associazioni promotrici insieme a Lutva: «E’ una storia che parte da lontano. Nel 1992 i primi fondatori della nostra associazione iniziarono a collaborare con le popolazioni dell’ex Jugoslavia durante il conflitto. Nella Pasqua del 1996 una delegazione pesarese arrivò a Sarajevo. Nel 2008 il Comune firmò con Novi Grad il patto di fratellanza. Ora il gemellaggio è nuova partenza».




Riccione. Troppe tartarughe spiaggiate: ben 18 in due giorni

E’ di nuovo piena emergenza al Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe Marine di Riccione. Negli ultimi 2 giorni fino ad ora sono 18 le tartarughe recuperate da Ravenna ad Ancona(Lido di Savio, Cesenatico, Rimini, Riccione, Cattolica, Pesaro, Fano, Senigallia, Falconara Marittima) che si vanno ad aggiungere alle altrettante già ricoverate nel corso dell’inverno, e si teme che il numero continui ad aumentare. I volontari di Fondazione Cetacea Onlus, che gestisce il Centro di Riccione, si sono mobilitati nelle ultime ore sia per il recupero degli esemplari e il conferimento al Centro sia per supportare lo staff nelle prime cure degli animali ricoverati. Ad una prima superficiale analisi tutti gli esemplari ricoverati presentano caratteristiche comuni: sono quasi tutti giovanissimi esemplari di Caretta caretta le cui dimensioni si aggirano sui 20 – 30 centimetri di carapace, fortemente debilitati e che presentano i sintomi di una sindrome a noi purtroppo tristemente nota chiamata cold stunning, ipotermia: nei prossimi giorni le analisi e le visite accurate a cui verranno sottoposte forse ci potranno dire altro sulle cause di questo fenomeno dai numeri così preoccupanti. Per ora si ritiene che il fenomeno di questi giorni sia legato agli sbalzi termici importanti che si sono riscontrati nell’ultimo periodo: le tartarughe, che con l’innalzamento della temperatura dell’acqua avevano risalito Adriatico da sud verso nord, sono state sorprese dall’arrivo delle perturbazioni che hanno fatto crollare le temperature, causando l’abbassamento delle loro funzioni vitali, rendendole catatoniche.
Per le tartarughe affette da questa sindrome ogni minuto in più al freddo potrebbe rivelarsi fatale per cui chiediamo a tutti la massima collaborazione: chiunque dovesse imbattersi in una tartaruga spiaggiata avvisi immediatamente la Capitaneria di Porto di competenza e noi allo 0541691557, e in attesa dei soccorsi metta la tartaruga al caldo, coperta con un asciugamano asciutto (avendo l’accortezza di tenere la testa scoperta).
Fondazione Cetacea è partner del progetto europeo Tartalife+, finanziato dall’Unione Europea attraverso il fondo LIFE+ NATURA 2012 e cofinanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Direzione Generale Pesca e dalla Regione Marche, progetto che ha come obiettivo la riduzione della mortalità delle tartarughe marine, soprattutto nell’ambito della pesca professionale.