Pesaro. Boschi alla Festa dell’Unità: “Un modello per Merkel e Macron”

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Maria Elena Boschi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio

Maria Elena Boschi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio

 

Nessuna domanda sulle alleanze politiche, né crisi della sinistra per la presenza di Maria Elena Boschi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo retto da Gentiloni lo scorso 31 agosto alla Festa dell’Unità di Pesaro. Qualche mugugno dalla platea che voleva invece domande più di attualità e calde.  Boschi ha sostenuto  le ragioni del governi Renzi e Gentiloni: “Negli ultimi tre anni vi sono state delle riforme e dei concreti miglioramenti che a destra è stata vista come una politica veltroniana debole e a sinistra con polemiche inerenti a iniziative copiate al centro destra. ‘Ma i dati e le riforme sono alla portata di tutti. Abbiamo dato gli 80 euro in busta paga, sbloccato i contratti, la valorizzazione insieme a Anci del territorio, una crescita culturale nelle periferie”. E qui vi è il riferimento a quanto qualche giorno prima aveva sostenuto con orgoglio il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, a livello nazionale e a livello locale con Pesaro che si è portata a casa per queste tematiche 5 milioni di euro. La Boschi ha rincarato la dose affermando che per i progetti di riqualificazione urbana sono previsti circa 2 miliardi di euro. Progetti che sono divenuti modelli europei che saranno ripresi dai governi della Merkel e Macron. Poi l’intervista si è spostata sugli atti di violenza efferati avvenuti a Rimini. ” Oggi il secondo episodio da condanna unanime. Anche qui il populismo di destra – ha detto la Boschi – interviene in maniera scorretta e inappropriata, buttando tutte le responsabilità al presidente della Camera Boldrini, perché non è intervenuta sollecitamente In realtà il governo Gentiloni e il Pd ha un piano nazionale antiviolenza  con il lavoro da parte delle forze dell’ordine che si effettua tutti i giorni. Occorre però un cambiamento sull’approccio culturale nei confronti dei diritti delle donne”. Poi l’incontro si è spostato sul valore delle utopie in politica, sogni che si devono concretizzare. Un riferimento al diritto delle unioni civili che al di là del numero rimane un diritto acquisito. Poi il gioco di squadra con la provocazione finale, divenuta un consuetudine in queste inteiviste alla festa dell’Unità Gentiloni si mangia Renzi. Allora dove va a finire il gioco di squadra? “E’ una mera provocazione – ha sottolineato la Boschi-. Noi dovremmo affrontare bene i prossimi 5 anni, rendendoci conto che in questo Paese possiamo vincere”.

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