Misano. Libro dottor Gentilini, c’era tutto “E Fnil” (Misano Mare)

gentilinialfiero491Alfiero Gentilinimisanogentilini7Da sinistra: Giorgio Cecchini, Siro Ferri, Bruno Bisoni, Stefano                                                                                                                                                                                                           Giannini, Marcello Tonini e Daniele Marcheggiani

 

Siamo nei primi anni ’60, un padre di Misano Mare è ammalato. Chiede la visita del medico di famiglia. Si rifiuta perché abita in una casa a poche centinaia di metri da via Repubblica non raggiungibile con i mezzi perché la strada d’accesso era in terra battuta bagnata dopo la pioggia. Allora, Misano Mare era quasi tutta campagna; il Fienile, come si chiamava, con le poche abitazioni. Si rivolge al da poco laureato Alfiero Gentilini. Che ci va. Diventa il medico di famiglia. La stessa persona, qualche anno dopo, di prima mattina, chiama Gentilini per una visita. Alle due della notte sentono suonare; il primo pensiero va al giovane figlio, Giorgio, fuori di casa. Aprono, è Gentilini. Nei primi anni Settanta, in un mese invernale, siamo a Misano Cella. Alfiero Gentilini e la moglie si stanno preparando per una serata spensierata. Viene chiamato. Insieme alla signora raggiunge il mutuato nella frazione. Ci passerà delle ore; intanto la moglie aspetta in auto, al freddo. Addio serata. Sono soltanto alcuni dei numerosi aneddoti che cercano di raccontare la mitica vita di Alfiero Gentilini (1930 – 1978); testimonianze ascoltate lo scorso 9 dicembre al Teatro Astra ed il giorno dopo per le strade del paese. Si presentava il libro “Un medico d’altri tempi”, a curarlo la passione di Pietro Bisoni, un amico. Impreziosite da moltissime fotografie, racconta la breve vita del medico amatissimo, con squarci anche sulla comunità misanese. Sala piena da grande occasione, sul palco insieme all’autore tutte persone che lo hanno conosciuto: il sindaco di Misano Stefano Giannini, il dottor Daniele Marcheggiani che ne raccolse la condotta, il direttore generale dell’Ausl Marcello Tonini, l’amico di gioventù Siro Ferri (col groppo in gola non è riuscito a dire che è stato un grande uomo) e il responsabile del Superstore Conad Rio Agina Giorgio Cecchini. Tutti ne hanno evidenziato la profonda umanità e l’attenta ed efficace professionalità. Nelle prime file la moglie Nadia, i figli ed i famigliari.
Dopo i ricordi e le riflessioni dei relatori, è intervenuto il pubblico, con numerose testimonianze dell’uomo e del medico. Ha rotto il ghiaccio Severino (Tentoni) alla Severino. Una delle memorie storiche di Misano Mare, se non la memoria, dal suo ricco cilindro della memoria ha estratto una pennellata goliardica di un adolescente Gentilini che ha strappato il sorriso. E’ nella bottega-osteria della madre sotto le Greppe, riempie con un po’ di polvere da sparo la pipa di un cliente abituale… Poi si sono succeduti: la nipote farmacista Silvia Branchesi, Lele Montanari (riccionese), un misanese (quello della serata svanita) andato ad abitare a Gabicce Mare, Walter Ghinelli. Ha chiuso Bruno Piccioni. Il suo ricordo. Da giorni ha una bronchitella continua e fastidiosa. Va da Gentilini che gli consiglia: “Va in montagna, dove c’è l’aria buona e butta via la sigaretta”. Da allora Bruno, raffinato enologo, già bravo ristoratore, non ha più toccato una sigaretta. Il consiglio arrivava da un fumatore incallito; lo si vedeva con la sigaretta in bocca anche su un campo da tennis. Gentilini apprezzava anche la buona tavola e la compagnia degli amici. Il rifugio era il bar ristorante pizzeria albergo “da Siro” di fianco al palazzo comunale. Con lui, a far combriccola e senso di appartenenza, una ventina di amici di gioventù che hanno fatto la piccola grande storia di Misano. L’altro posto del cuore era la pizzeria-ristorante “la Stazione” dei Maroncelli. Seduto per un boccone, a nessuno negava una ricetta.
Prima ancora di un appassionato e bravo medico (laurea in Pediatria a Parma nel 1963), Gentilini era una persona dalla mente ben fatta. Le due caratteristiche, e la prematura morte, ne hanno fatto un mito per i misanesi sopra i 50 anni. L’anno dopo la morte, nel 1979, gli venne dedicato un busto di bronzo che si trova all’ingresso della scuola materna di Misano Mare. E poi un torneo di calcio per ragazzi, il Trofeo Gentilini.
La pubblicazione del volume del medico che arrivava a qualunque ora del giorno e della notte è stata possibile grazie alla sensibilità della Conad di Misano. Coloro i quali ne volessero una copia, possono rivolgersi alla reception del Conad  Rio Agina.