Rimini. Arte, il prestigioso Antonio Paolucci in conferenza

 

Un appuntamento attesissimo con un grande storico dell’arte come Antonio Paolucci che, nato a Rimini a conflitto mondiale appena iniziato, si è distinto per le opere e i ruoli istituzionali di primissimo piano che ha ricoperto nella sua lunga e straordinaria carriera che, tra le altre, l’ha visto essere stato ministro per i Beni culturali e ambientali nel Governo Dini, soprintendente per il Polo museale fiorentino, direttore dei Musei Vaticani. La sua conferenza si sposta al Teatro degli Atti la, “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano”, il 30 novembre ore 17.

Ad Agostino di Duccio, che nel Tempio malatestiano ha lasciato la testimonianza più alta della propria opera, Paolucci dedica la dissertazione “Sigismondo e Agostino di Duccio nel Tempio malatestiano” che conclude l’edizione 2017 del ciclo di incontri “Mente locale” che, nel 600mo anniversario della nascita, quest’anno è stato dedicato alla figura di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini e tra gli indiscussi protagonisti del Rinascimento italiano.

Teatro degli Atti, Via Cairoli 42 – Rimini (ingresso libero)




Cattolica. Cena per i 40 anni della mitica Radio Talpa (1977 – 2017)

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Radio Talpa  è stata un totem di fonte d’informazione: vibrante, colta, impegnata e leggera.  A conclusione delle iniziative per i 40 anni di Radio Talpa (1977-2017) grande festa: “La Talpa in Bikini-2 cena di pesce + serata dance”  sabato 2 dicembre dalle ore 21 – MALINDI WINTER CLUB, Corso Italia – Cattolica.
Dopo il successo della festa del gennaio scorso si ripropone la stessa godibile offerta: cena di pesce (il locale si è da tempo caratterizzato per la qualità e il servizio),
grande musica rock e poi serata-nottata dance, con i dj di Radio Talpa. Costo: 25 euro
Informazioni e prenotazioni:
– Mauro:  3460462727
– Chicco: 337622411
– Bianco: 335224458
– Micaela: 3356571045
PASSAPAROLAAAAAAAAAAA…
Un grazie affettuoso da tutto lo staff e dagli amici di Radio Talpa.




Rimini. Piazza Malatesta, parte il secondo lotto dei giardini

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Riqualificazione Piazza Malatesta: aggiudicati i lavori per la realizzazione del secondo lotto “Giardino del Castello”

Con l’aggiudicazione provvisoria compie un passo avanti la riqualificazione di piazza Malatesta, che rientra nel più ampio progetto ‘Museo Fellini’.
Ha vinto il consorzio COIR,  per essere definitiva, la vittoria, sarà sottoposta dagli uffici alla verifica del possesso dei requisiti prescritti.
Intervento progettato dagli uffici comunali nell’ambito del II stralcio del progetto del Museo Fellini e che si inserisce nel complessivo programma per la riqualificazione dell’area di Piazza Malatesta attorno a Castel Sismondo.
Interesserà la parte più a nord della piazza racchiusa dalle mura e prevede la sistemazione a verde e arredo urbano dell’area, la realizzazione di un’arena naturale destinata agli spettacoli, di un percorso sopraelevato e di percorsi pedonali, con l’obiettivo di favorire una nuova fruizione di uno dei luoghi più carichi di storia della città.
Nel dettaglio, l’arena del “Bastione” sarà costituita da una serie di sedute ad emiciclo, che si affaccerà su un piccolo spazio-palcoscenico e avrà una capienza di circa 400 posti a sedere. Sul lato ovest dell’arena un percorso sopraelevato – il passetto di ronda – consentirà la visuale fuori le mura e verso l’interno. In questo stralcio sarà riportato alla luce il muro di controscarpa del fossato, restaurato e valorizzato. E’ poi prevista la realizzazione di una serie di percorsi pedonali, col posizionamento di alberature ed elementi di arredo urbani e di impianti di illuminazione e il collocamento di un chiosco a servizio del giardino e di due totem informativi.
Costo complessivo di 850.000 euro, dovrebbe partire in febbraio, a qualche settimana dalla conclusione dei lavori del I lotto, quelli che stanno interessando la “Corte a Mare”, giunti ormai al rush finale.




Rimini. Massimo Pulini, assessore alle Arti”: “Perché distruggere la memoria?”

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Lettera aperta dell’assessore alle Arti del Comune di Rimini Massimo Pulini.

“Egregio anonimo, egregi anonimi,
non so chi voi possiate essere né vi conosco. Posso giudicarvi però dal vostro comportamento. Da quando Rimini ha voluto e intitolato il suo molo di levante alla memoria dei profughi istriani, nel febbraio 2014, per 14 volte hai/avete divelto e rubato altrettante targhe commemorative fissate nella pietra, dedicate ognuna a 30 scrittori e uomini cultura di quelle terre di confine e ad una loro opera tra le più rappresentative. Un omaggio agli esuli istriani, fiumani, dalmati e alle vittime dei conflitti di confine e delle foibe, nato dall’estro dell’artista Vittorio D’Augusta e che è di pietra proprio perché è solida e di certo non teme neppure gli sgarbi per mano di chi evidentemente non conosce la storia.
Mi chiedo infatti perché facciate questo, qual è la ratio di un atto prima che vandalico, offensivo per la comunità in cui anche voi vivete. E la mia unica risposta, appunto, è la mancanza di conoscenza. A questo punto mi auguro non sappiate chi siano Zandel, Arpino, Magris, Tomizza, Sgorlon, Stuparich e gli altri nomi che sono incisi in questa speciale biblioteca e non ve ne faccio una colpa: molti degli autori purtroppo sono poco conosciuti a più, o perlomeno a coloro che non hanno un interesse particolare ad approfondire un particolare filone letterario. Leggendo però i nomi di Italo Svevo e Umbero Saba, di cui a scuola tutti hanno sentito parlare, un sussulto spero lo abbiate avuto. E voglio sperare che oltre alla letteratura non conosciate neanche la storia. Spero non abbiate idea di cosa sia successo al confine orientale, di cosa siano le ‘vittime delle foibe’, o l’esodo giuliano- dalmata. Affido le mie ‘speranze’ all’ignoranza, intesa letteralmente come mancanza di conoscenza, definendo quindi come stupido, incivile, pessimo, questo atto vandalico continuato che fate subire alla comunità. Perché se al contrario è un gesto consapevole, se avete anche vagamente un’idea di ciò che la biblioteca di pietra rappresenta, non si tratta di un atto stupido, ma vigliacco. E soprattutto inutile. Perché così sfregiate la memoria di chi ha vissuto quella tragedia, offendete l’intera comunità riminese, ma ogni ferita è stata e sarà sempre ripristinata e non sarà certo la vostra opera a impedirci di ricordare una storia di violenza, morte e dolore che per troppo tempo è stata nascosta o poco raccontata. La Biblioteca di pietra è resterà sempre lì, a ricordare a tutti ciò che è stato e ciò che non deve più essere.