Pesaro. Il Rof sbarca in Oman con Rossini

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A trent’anni di distanza dal debutto all’Auditorim Pedrotti di Pesaro, il Rossini Opera Festival rimette in scena L’occasione fa il ladro alla Royal Opera House di Muscat: il teatro omanita, che da anni accoglie produzioni delle principali istituzioni musicali internazionali, ospita venerdì 27 e sabato 28 ottobre alle 19 (ora locale) una delle ultime regie firmate da Jean-Pierre Ponnelle, uno dei maestri del teatro lirico del Novecento. L’opera sarà proposta nell’edizione critica realizzata da Giovanni Carli Ballola, Patricia B. Brauner e Philip Gossett.

Lo spettacolo è diventato ormai un classico, venendo riproposto al ROF nel 1989, 1996 e 2013 e, nel 2010, anche alla Scala. Come di consueto, sarà Sonja Frisell a curare la ripresa della regia. Christopher Franklin, a Pesaro nel 2016 per il concerto Flórez 20, dirigerà la Filarmonica Gioachino Rossini. Nel cast figurano rossiniani di alto rango ed abituali ospiti del ROF quali Olga Peretyatko (Berenice), Maxim Mironov (Conte Alberto), Alessandro Luciano (Don Eusebio), Alfonso Antoniozzi (Martino), Mattia Olivieri (Don Parmenione) e Cecilia Molinari (Ernestina).

Burletta per musica in un atto su un libretto di Luigi Prividali, L’occasione fa il ladro fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Moisè di Venezia il 24 novembre 1812, anno nel quale videro la luce ben cinque opere del compositore pesarese. L’autografo è conservato a Parigi, presso il Conservatorio.

La tournée del ROF in Oman fa da anteprima alle celebrazioni del 150esimo anniversario della morte di Gioachino Rossini, realizzate in collaborazione con Comune di Pesaro, Fondazione Rossini, Conservatorio G. Rossini, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Università e della Ricerca, Istituti Italiani di Cultura ed Enit – Agenzia Nazionale del Turismo.

 




Rimini. Cna: “Fisco più equo ed abbattere le tasse locali”

galeazzimircoMirco Galeazzi, segretario Cna Rimini

Fisco più equo. Abbattere la pressione fiscale locale. Fondo per start up. Ridurre l’Imu sugli immobili.

Sono le tre proposte di CNA per sostenere la ripresa ed un fisco più equo.

A Rimini il mix tra incidenza erariale e contributiva statale, regionale e comunale restituisce un Total tax rate al 60%, solo il 40% rimane nelle casse delle imprese e fino al 6 agosto si lavorerà per pagare le tasse.
I freddi numeri del Rapporto 2017 dell’Osservatorio permanente CNA  “Comune che vai, fisco che trovi” fotografano in pieno la situazione di difficoltà delle imprese riminesi, al 61° posto nella classifica complessiva sulla tassazione delle PMI. L’eccessiva pressione fiscale si conferma così il principale nemico di ripresa e crescita delle imprese riminesi.
“Per un fisco più equo è necessario che anche i comuni facciano la loro parte” ha dichiarato il presidente di Cna Rimini Mirco Galeazzi (in foto), reduce dalla direzione provinciale. “Usciamo dagli slogan e dagli annunci e sediamoci al tavolo per trovare con le amministrazioni del territorio soluzioni concrete per le imprese. Non c’è più tempo, non è possibile rimandare un’azione decisa sui tagli alla fiscalità locale da attuare da subito nei bilanci di previsione 2018 e nei programmi triennali degli investimenti.
Se veramente si vuole dare un impulso all’economia del territorio – aggiunge Galeazzi -.  E’ necessario dare solidità e gambe alla ripresa economica attraverso un deciso taglio della pressione fiscale. E’ una scelta politica, una priorità fondamentale per sostenere la ripartenza”.
La Cna Rimini, quasi 4 mila aziende associate, ha indicato all’unanimità tre richieste:

– ridurre l’aliquota IMU sugli immobili strumentali delle imprese per capannoni, laboratori e negozi;

– dare completa ed effettiva attuazione alla risoluzione del Ministero delle Finanze nr. 2 del 9 dicembre 2014, che riconosce l’esenzione dalla tassa rifiuti, tutte le superfici in cui si producono in via continuativa e prevalente, RIFIUTI SPECIALI. Altrimenti quelle aziende incomprensibilmente e ingiustamente pagherebbero due volte.
– Prevedere un fondo dedicato al sostegno delle START UP, utile quale rimborso per le spese di avvio e inquadramento aziendale.