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Rimini. Domani il ministro della Giustizia Andrea Orlando presenta la Festa

Al centro il ministro della Giustizia Andrea Orlando

Al centro il ministro della Giustizia Andrea Orlando

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando è a Rimini il 22 settembre per presentare il programma della prima Festa Nazionale di Dems -Demcrazia, Europa, Società, dal titolo “Per Unire l’Italia”.  All’incontro anche l’assessore regionale al Bilancio Emma Petitti. La Festa si tiene a Rimini venerdì 29 e sabato 30 settembre, al Parco Pertini.

 




Urbino-Pesaro-Rimini. Federico da Montefeltro immortale con l’arte

Federico da Montefeltro e Sigismondo Malatesta in corteo storico a Mondaino

Federico da Montefeltro e Sigismondo Malatesta in rievocazione storica a Mondaino (Rimini)

 

di Franco Conti

La dinastia dei Montefeltro  trae  origine  da un ramo dei Conti di Carpegna.  Montefeltrano I,  il primo di cui si abbiano notizie,   vissuto a cavallo del XII e  XIII secolo, governò il castello  di Montecopiolo. Il personaggio indubbiamente più prestigioso che impose  Urbino come una delle corti fra le più importanti in Italia, fu Federico III da Montefeltro. Nato a Gubbio il 7 giugno 1422, figlio naturale nato dalla relazione del Conte Guidantonio, signore di Urbino con una giovane nobildonna  :  Elisabetta dei Conti di Petroio, un piccolo feudo nell’Appennino Umbro. Fu legittimato nel 1425  e riconosciuto erede del conte Guidantonio  da  una bolla di Martino V, il Papa che uscì eletto dal  conclave tenutosi al termine del concilio di Costanza  ( 1414 – 1417 )  e che segnò il definitivo superamento dello scisma  d’occidente ( 1377-1417 ) ponendo fine allo scontro tra papi ed antipapi, scontro che lacerò la Chiesa per quarant’anni. Si era giunti al paradosso  della  contestuale presenza di ben tre papi : Giovanni XXIII e Benedetto XIII dichiarati antipapi dai padri conciliari ed il papa Gregorio XII che preferì dimettersi, rimettendosi all’autorità del Concilio.  Ancora giovinetto (1437) Federico sposò Gentile  Brancaleoni   figlia del signore di Mercatello sul Metauro e Sant’Angelo in Vado, morta dopo venti anni di matrimonio, nel 1457.  Nel 1460 sposa , in seconde nozze, Battista Sforza figlia di Alessandro, signore di Pesaro. Federico rimase sempre un soldato e in un’epoca in cui il mestiere più remunerato in tutta la penisola  era proprio quello del soldato, lucrò a suo profitto e del suo piccolo stato, inesauribile vivaio d’intrepida fanteria che erano le sue povere valli native, ingenti vantaggi economici .  Di animo inquieto si mise alla testa di una  compagnia  di mercenari ed andò in  Lombardia a combattere al soldo di Filippo Maria Visconti duca di Milano. La tragica morte  del fratellastro Oddantonio II, nominato Duca nel 1443 da Papa Eugenio IV, lo fece d’un tratto signore di Urbino e di tutte le terre dei Montefeltro. Dopo la morte di capitani quali Sigismondo Malatesta ,  Bartolomeo Colleoni ed  altri ,rimase l’unico di gran nome e di grande  prestigio tra i comandanti mercenari. Con i proventi delle sue campagne conseguì per il suo Ducato un benessere mai conosciuto, assicurando oltre al proprio, l’ arricchimento di tanti suoi sudditi. In seguito, la casata  dei Montefeltro sempre nella persona del  suo esponente più prestigioso : appunto Federico III da Montefeltro, per  opera di Papa Sisto IV fu confermata nel  1474 alla dignità Ducale. Le sorti e le fortune della città e dello Stato d’Urbino si identificarono con le sorti e le fortune del Signore e della famiglia comitale ,  le favolose ricchezze accumulate gli consentirono di attuare e portare a termine grandiosi progetti. Proverbiale l’antica antipatia  risalente addirittura al  milleduecento tra i Malatesta di Rimini ed i Montefeltro, contrasti sia territoriali che economici che ebbero il loro epilogo nella battaglia di Cesano del 1462, in cui Federico costrinse al ripiegamento Sigismondo Pandolfo, che nel giro di pochi mesi perse tutti i dominii,  ad eccezione di Rimini, parecchi territori passarono alla casata rivale dei Montefeltro. Fu colto mecenate e protesse presso la sua corte, che rivaleggiava per importanza con la corte dei Medici di Firenze, artisti quali Piero della Francesca , Paolo Uccello, Leon Battista Alberti, Luca della Robbia, Giusto di Gand ed altri, nonché un folto numero di scultori ed architetti con il compito di abbellire il suo palazzo. Promosse inoltre la costruzione di numerose rocche  progettate da Francesco di Giorgio Martini, che sostituì  Luciano Laurana nel completamento del Palazzo Ducale,  tra le tante : Rocca di Cagli , Mondavio, Sassocorvaro, Gubbio, Frontone ,ristrutturazione della Rocca di San Leo e di Sant’ Agata Feltria . Francesco di Giorgio Martini si occupò anche del Duomo di Urbino, chiesa, chiostro e convento di San Bernardino ed inoltre del convento di Santa Chiara, lavorò con altri architetti tra cui Annibale della Genga  e Paolo Scirri primo maestro di architettura di Donato Bramante, alla ristrutturazione e restauro del Palazzo Brancaleoni di Urbania residenza estiva dei Duchi, ed il Barco, residenza di caccia. Per poter avere cognizione della vita quotidiana all’epoca presso la  Corte di Urbino di come essa si svolgesse  nel momento di  massimo fulgore è senza dubbio : “ Il libro del cortigiano “ di Baldassarre Castiglione pubblicato nel 1528  in cui l’autore traccia, testimone e cronista del tempo , la figura del perfetto cortigiano, assunta a regola ed esempio per nobili e non del tempo, ancora oggi fondamentale nei corretti rapporti sociali : una pietra miliare nel galateo moderno .   Vero è, che una corte tanto numerosa quale era quella di un gran Signore del Rinascimento, come quella di Urbino, all’incirca cinquecento persone, abbisognasse  per essere governata  di norme precise e chiare per tutti. Federico morì il 10 settembre 1482,in guerra, comandava l’esercito del Duca di Ferrara contro quello papale e veneziano.




Rimini. Area stazione in degrado, il sindaco Gnassi incontra a Roma i vertici delle ferrovie

Andrea Gnassi, sindaco di Rimini

Andrea Gnassi, sindaco di Rimini

 

Una delle vetrine della città, è una delle aree più degradate e tristi di Rimini. E’ un po’ ovunque in tutt’Italia: grandi monumenti in degrado.

Sull’area della stazione il 20 settembre il sindaco di rimini, Andrea Gnassi,  ha incontrato  a Roma i vertici di Ferrovie dello Stato e Rfi per accelerare le procedure per la riqualificazione.
La delegazione riminese ha stretto le mani a: Renato Mazzoncini (amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane), Maurizio Gentile (amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana) e Gianfranco Battisti (amministratore delegato Sistemi Urbani RFI) per definire il percorso amministrativo che avrà come obiettivo la riqualificazione del grande quadrante urbano compreso nel perimetro dell’area stazione.
Quel pezzo di città è strategico in ogni programmazione, perché cerniera del programma di riqualificazione diffusa che si sta completando nella parte storica della città, a monte della linea ferroviaria, con la riqualificazione e la valorizzazione dei contenitori culturali e di importanti aree archeologiche che verranno finalmente messe a disposizione della cittadinanza e dei turisti. Tutto questo incrociando gli interventi ormai in avanzatissima fase di rifacimento della rete fognaria e ambientale e quelli futuri del Parco del Mare. E’ chiaro che in questo ampio programma l’area della stazione rappresenta uno snodo fisico, funzionale, viario (stazione, capolinea TRC, parcheggi) da potenziare per le sue caratteristiche di link urbano.
Intermodalità, assestamento Tpl, spazi utilizzo e interscambio per le biciclette, accesso ai binari, area sosta, apertura della stazione sulla parte a mare, incremento aree verdi, urban center, spazi per la socialità e educativi: queste alcune delle proposte contenute nel protocollo avanzato dal Comune di Rimini che, una volta accolto dalle società ferroviarie, costituirà la base su cui costruire il confronto con i gruppi consigliari, le forze economiche e sociali del territorio.
L’amministratore delegato di Ferrovie Italia, Renato Mazzoncini, ha confermato come Rimini rientri nel programma di investimenti che la società sta facendo per il potenziamento della rete ferroviaria e per la rigenerazione delle stazioni strategiche. Mazzoncini ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro fatto da Rimini, con una serie di proposte concrete, frutto della programmazione strategica e del masterplan. L’ad ha aggiunto che è obiettivo di Ferrovie accelerare il progetto Rimini per cambiare il volto dell’area della stazione entro tre anni.
Il prossimo appuntamento tra Comune e società è previsto per la metà del mese di ottobre. In questa sede si definirà il testo definitivo del protocollo d’intesa.




Rimini Università. Paolo Maggioli, Confindustria: “Continueremo a sostenere Uni.Rimini”

Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna

Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna

Confindustria Romagna continuerà a sostenere Uni.Rimini e l’esistenza dell’università del territorio.

Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna: “Le recenti notizie su alcune decisioni di riduzione delle quote di partecipazione o addirittura di dismissioni da parte di soci e alcuni enti pubblici, certamente desta preoccupazione. Ma come imprenditori riteniamo che il futuro dell’università non possa ne debba essere messo in discussione.
Il tessuto industriale e lavorativo del nostro territorio offre buone opportunità occupazionali ed in un mondo dove i mercati sono sempre più globalizzati, c’è una forte richiesta di professionisti preparati e specializzati. L’elevato bagaglio di conoscenze messo a disposizione delle imprese dal polo universitario, che vanta un’ampia offerta formativa, è molto importante”.
“Quindi – continua Maggioli – l’esistenza e l’operato dell’università, la cui collaborazione con le imprese in questi anni è diventata sempre più stretta, non può e non deve essere messa in discussione.  Ed è con questa idea che anche il Gruppo Maggioli Spa, in un’ottica di promozione di sviluppo, ricerca e innovazione, proprio sul fronte delle esperienze positive vissute negli anni, mesi fa ha scelto di entrare con una quota azionaria molto importante (pari al 10% del capitale sociale per un valore di 102.000 euro) in Uni.Rimini Spa. Un impegno che continueremo sicuramente a mantenere, sia come Associazione sia come azienda, nella convinzione che l’esistenza e il valore dell’università siano fondamentali per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio”.




Valmarecchia. Paesaggi artistici (di Piero e Leonardo?) in visita

valmarcchia petrellaguidi

Forse i paesaggi della Valmarecchia non sono quelli di Piero della Francesca e Leonardo da Vinci. O forse lo sono soltanto quelli di Piero, ma poco importa: sono bellissimi. Assolutamente da visitare.

Domenica, 24 settembre, dalle 10 del mattino, da Petrella Guidi parte la visita a “I paesaggi di Piero e Leonardo: punti di vista”.
Nell’ambito del progetto Montefeltro Vedute Rinascimentali, è in programma la visita guidata ai luoghi che ispirarono Piero della Francesca e Leonardo da Vinci.

In seguito agli studi delle due ricercatrici Rosetta Borchia e Olivia Nesci emerge che gli sfondi di numerose opere di Piero della Francesca e di Leonardo da Vinci sono da ritrovare proprio negli scorci del Montefeltro. Da tali ricerche sono nati dei “balconi”, vedute e percorsi culturali all’interno dei paesaggi d’autore che fanno da sfondo ai capolavori del Rinascimento

La visita di domenica inizia da Petrella Guidi, delizioso borgo medievale tornato a splendere grazie agli interventi di restauro sapientemente condotti in anni recenti dove è stato allestito il balcone che consente di apprezzare il paesaggio de “Il Battesimo di Cristo”, celebre dipinto di Piero della Francesca conservato oggi alla National Gallery di Londra. Nell’occasione un attore interpreterà Piero della Francesca e contribuirà a comprendere meglio la genesi dell’opera e l’artista. A seguire si procederà per la risalita sulla Torre medievale e la visita alla restaurata chiesa di Santa Apollinare.

Nel pomeriggio trasferimento a Pennabilli e da questa meravigliosa postazione si osserva il paesaggio che spazia dal Monte Fumaiolo al Fiume Marecchia con il misterioso “ponte scomparso” presente nel dipinto più famoso al mondo opera di Leonardo da Vinci: La Gioconda. Due attori consentiranno di fare la conoscenza della vera Gioconda di Leonardo: Pacifica Brandani di Urbino. C’è chi ipotizza, come Giorgio Magnani, che il paesaggio della Gioconda sia il Lago di Como
Per consentire di raggiungere la destinazione, è stato attivato un servizio navetta con partenza alle ore 8.15 da Pesaro (UCCI Cinema) e alle ore 9 da Rimini (Centro commerciale I Malatesta). Per chi intende raggiungere Petrella Guidi con il proprio mezzo di trasporto l’inizio visita è in programma per le ore 10.




Coriano. Il sindaco Spinelli riceve Forza nuova è polemica

Mimma Spinelli con Roberto Lo Giudice

Mimma Spinelli con Roberto Lo Giudice

Il sindaco di centro-destra di Coriano, Domenica Spinelli, ha incontrato Roberto Lo Giudice in qualità di responsabile di Solidarietà nazionale, un’associazione che aiuta gli italiani in difficoltà.
Coriano Sinistra Unita ricorda che: “Roberto Lo Giudice però ricopre anche la carica, se non erro, di referente locale di Forza Nuova, associazione neofascista, che non perde occasione per vomitare messaggi di odio e razzismo, nei confronti di donne, gay e stranieri, e di coloro che si discostano dalla loro idea di italianità. La stessa associazione definita in più occasioni da sentenze della Cassazione “formazione di matrice neonazista“, i cui militanti si sono resi protagonisti in giro per l’Italia di pestaggi nei confronti di migranti, gay e persone appartenenti a centri sociali.
Ci piacerebbe chiedere al nostro Sindaco perché ha ritenuto opportuno ricevere in Comune un esponente della destra estrema, che, giustamente, non ha neanche pensato fosse necessario nascondere la sua ideologia esibendo ben due croci celtiche, storico simbolo da sempre amato dai movimenti neofascisti europei.
Vorremmo anche domandare alla signora Domenica Spinelli quali sono le sue opinioni in merito alle posizioni espresse pubblicamente da Forza Nuova, con un’occhio particolare agli eventi da questa proposti, come ad esempio l’allegra rievocazione storica della marcia su Roma che stanno organizzando proprio in questi giorni.
Vorremmo inoltre chiederle con che coraggio solo una settimana dopo si è recata a rendere omaggio al giovane partigiano fucilato a Cerasolo, dichiarandosi pubblicamente antifascista.
Come Coriano Sinistra Unita avremmo preferito che la nostra amministrazione si fosse comportata come quelle di altre città, amministrazioni che non solo non intrattengono rapporti di nessun genere con i gruppi neofascisti, ma che gli negano qualsiasi tipo di spazio. A Cesena, giusto per rimanere in zona, il Sindaco ha appena proposto di approvare una delibera per negare spazi pubblici a Forza Nuova e a tutti i movimenti che inneggiano al fascismo: due posizioni ahimè ben diverse”.




Emilia Romagna. Dalla Regione 1 milione per il turismo rurale. Le domande

L'assessore Simona Caselli

L’assessore Simona Caselli

Dalla Regione Emilia Romagna  oltre un milione di euro per promuovere il turismo rurale. L’assessore Simona Caselli: “Importante promuovere le reti fra agriturismi e fattorie didattiche”
Beneficiari dei contributi sono le associazioni costituite da almeno dieci operatori agrituristici o fattorie didattiche. Domande dal 21 settembre al 27  novembre 2017
Bologna – Mettersi insieme e fare rete per far crescere il turismo rurale dell’Emilia-Romagna, valorizzando le produzioni delle aziende agricole e le ricchezze del territorio.
L’opportunità per agriturismi e fattorie didattiche è offerta dal bando per sviluppo e commercializzazione dei servizi turistici approvato della Regione Emilia-Romagna (delibera di Giunta 1268/2017) che mette a disposizione oltre un milione e 160 mila euro dal Programma regionale di sviluppo rurale per incentivare l’offerta turistica e favorire l’aggregazione delle aziende.
I beneficiari sono infatti le associazioni, costituite da almeno dieci operatori agrituristici o di fattorie didattiche, che svilupperanno progetti comuni per promuovere e valorizzare aziende, prodotti e servizi offerti.
“Con questi fondi vogliamo spingere sullo sviluppo dei servizi turistici legati alle peculiarità di agriturismi e fattorie didattiche, un tipo di attività che costituisce un importante sostegno per il reddito delle singole aziende- ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli”.
“Lo vogliamo fare attraverso la creazione di reti territoriali per rendere l’offerta ancora più ricca a vantaggio di tutto il sistema regionale. Il bando premia in modo particolare le iniziative rivolte al mercato estero- ha aggiunto-  perché crediamo che le imprese agrituristiche siano una vetrina importantissima e un’occasione unica per mettere in mostra le enormi ricchezze della nostra terra”.
Il bando
Il bando sostiene le Associazioni nelle attività di valorizzazione dei prodotti del territorio attraverso la ristorazione, facendo leva su iniziative dedicate: dall’uso di prodotti tipici o di produzione propria per la ristorazione o per realizzare menù di degustazione, alla promozione di prodotti di nicchia sia nell’offerta gastronomica che in vendita diretta.
Per aumentare lo standard dell’offerta di ricezione e ospitalità, invece, vengono promossi i servizi d’accoglienza mirati, il possesso di certificazioni di qualità aziendali, la valorizzazione di caratteristiche particolari (ambientali, culturali, sociali) in grado di rispondere a specifiche esigenze di mercato così come l’utilizzo di castelli, mulini, eremi o altri immobili di particolare valore.
Al finanziamento sono ammesse le spese per la partecipazione e organizzazione di fiere, sagre, eventi radio e tv, per l’accoglienza di tour operator, l’informazione cartacea e digitale e la pubblicità oltre a quelle di animazione, costituzione dell’Associazione e di attività di coordinamento delle aziende associate.
Infine, saranno premiate con l’attribuzione di maggiori punteggi, tutte le azioni di marketing rivolte al mercato estero e agli eventi organizzati in collaborazione con altre associazioni di operatori e con Enti pubblici di promozione turistica.




Riccione. Pd: “Meglio non uscire da Uni.Rimini”

Renata Tosi (sindaco di Riccione) e Sabrina Vescovi (candidato a sindaco del Pd

Renata Tosi (sindaco di Riccione) e Sabrina Vescovi (candidato a sindaco del Pd)

 

Il Pd di Riccione, all’opposizione, è contro la decisione dell’amministrazione comunale di centro-destra di procedere alla dismissione della partecipazione societaria in Uni.Rimini.

“Il Gruppo Consiliare del PD si attende un confronto serio e profondo sulla scelta annunciata dall’Amministrazione Comunale di Riccione di dismettere la propria partecipazione in Uni.Rimini.
Il ragionamento è principalmente di carattere politico. Riteniamo importante procedere ad una riflessione sul valore della presenza dell’Università di Bologna sul territorio provinciale riminese, sul suo sviluppo futuro e sull’enorme possibilità che sta dando oggi anche ai giovani riccionesi di non doversi trasferire dalla propria città per frequentare un corso universitario. La società Uni.Rimini è sicuramente strategica per mantenere sul territorio riminese la presenza e lo sviluppo del Campus dell’Università di Bologna (con le sue eccellenze nel campo dell’economia del turismo e delle scienze infermieristiche) nonché le importanti e positive ricadute che ciò comporta sia a livello occupazionale che di ricchezza e vivacità culturale.

Per questo motivo il Gruppo Consiliare del PD chiede all’Amministrazione Comunale e alle forze di maggioranza di rivedere la decisione sulla dismissione delle quote di Uni.Rimini affermando in tal modo anche la consapevolezza di quanto sia importante stare dentro il sistema territoriale evitando scelte unilaterali che isolino la nostra Città.
Uni.Rimini rimane un interlocutore fondamentale per portare a Riccione alcuni corsi di studio legati alle scienze motorie e alle scienze infermieristiche mettendo a valore le eccellenze del territorio. Uscire da Uni.Rimini significa anche e soprattutto aver abbandonato l’idea di un ruolo ancor più importante di Riccione nel sistema universitario riminese.
Ricordiamo che il 10% dei ragazzi iscritti all’università di Rimini siano riccionesi.

Gruppo Consiliare PD Riccione




Rimini sanità. Niente ticket per 132 nuove malattie rare

Bologna. La sede della Regione

Bologna. La sede della Regione

Niente ticket per 132 nuove malattie rare. L’ Emilia-Romagna è  tra le prime in Italia a individuare i centri ospedalieri per la diagnosi e la presa in carico dei pazienti.

L’assessore regionale alla Sanità Sergio  Venturi: “Siamo pronti per affrontare questa novità attesa da tante persone e dalle rispettive famiglie”.

Sono 22.023 gli emiliano-romagnoli affetti da malattia rara, censiti nel Registro regionale. Quasi un terzo delle certificazioni viene effettuato in età pediatrica

Tra le nuove malattie rare figurano, ad esempio, la fibrosi polmonare idiopatica o malattie autoinfiammatorie come la febbre mediterranea familiare, o ancora malattie genetiche rare come la sindrome di Lowe.

“Siamo pronti ad affrontare questa novità, attesa da tante persone e dalle rispettive famiglie- osserva l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. In Emilia-Romagna, infatti, è attiva una rete di Centri e professionisti consolidata: già sin d’ora, dunque, siamo in grado di prendere in carico i nuovi pazienti e di seguirli in tutto il percorso di assistenza. Questo è un aspetto importante, perché chi ha una malattia rara spesso si misura con la difficoltà nel vederla riconosciuta, diagnosticata, trattata”. La Regione Emilia-Romagna prevede inoltre la possibilità dell’erogazione gratuita di farmaci e prodotti dietetici esclusi dai Livelli essenziali di assistenza, dopo l’autorizzazione – sulla base delle evidenze scientifiche – del Gruppo tecnico per le malattie rare.
Malattie rare: cosa sono
Sono definite “malattie rare” quelle patologie che interessano meno di una persona ogni duemila. Le nuove 132 malattie e gruppi di malattie inserite nei Lea sono state individuate dopo un confronto tra le Regioni e il ministero della Salute sulla base dei dati epidemiologici e dei più recenti studi scientifici che hanno permesso di determinare la frequenza dei casi per ogni patologia e di valutare quelle a maggiore complessità assistenziale. Nel nuovo elenco sono state inserite molte malattie polmonari e malformazioni congenite.
Cosa fare per ottenere l’esenzione dal ticket
Per avere l’esenzione, bisogna rivolgersi ai Centri di riferimento per le nuove patologie e avviare il percorso di presa in carico: questo significa prenotare la prima visita e ricevere poi il certificato di diagnosi che dà diritto all’esenzione.
Quali sono le malattie, dove sono i Centri
Per conoscere quali sono le nuove patologie inserite nell’elenco e sapere dove sono i Centri di riferimento, occorre consultare l’area dedicata alle malattie rare del sito web del Servizio sanitario regionale ER Salute (http://salute.regione.emilia-romagna.it/assistenza-ospedaliera/malattie-rare). Qui è disponibile l’elenco dei Centri di riferimento delle diverse patologie e a breve, non appena saranno completate le procedure tecniche, sarà aggiornato anche il motore di ricerca delle malattie rare: uno strumento che, da dieci anni, viene utilizzato dai pazienti e dai medici di famiglia per orientarsi tra i servizi di diagnosi e cura offerti. Per ogni Centro è indicato l’indirizzo e l’elenco delle malattie trattate. È inoltre possibile chiedere informazioni inviando una email all’indirizzo malattierare@regione.emilia-romagna.it.