Montegridolfo. Fattoria Amaltea, imparare a fare il pane

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Nella Fattoria Didattica Amaltea di Montegridolfo (Rimini) si impara a fare il pane come una volta

Appuntamento domenica 3 settembre. Fanno sapere: “L’estate qui in Fattoria è stata molto produttiva non soltanto dal punto di vista del raccolto. Il perché è presto detto: c’è anche un raccolto dell’anima e le provviste spesso si fanno tra i libri. Così, sapendo che avremmo inaugurato la stagione dei laboratori partendo da quello più tradizionale del pane, mi sono persa tra le pagine del libro di Artusi per trascrivere qualche ricetta, per arricchirmi, per ampliare gli orizzonti e condividere una saggezza sempre nuova pur se antica.
In Italia il pane si fa in mille modi e ogni paese ha il suo. Ciò che però più conta è l’ingrediente principe con il quale lo si prepara, nel nostro caso la farina Senatore Cappelli che per lungo tempo, fino agli anni ’60 del secolo scorso, è stata la principale varietà coltivata nel nostro Paese. Il progressivo abbandono di questa coltura, a favore di altre più produttive e apparentemente più resistenti, aveva portato alla quasi scomparsa del Cappelli dai nostri campi, e di conseguenza dalle nostre tavole. Fortunatamente, in tempi recenti, si sono rivalutate le grandi proprietà organolettiche di questo grano, che trovano una magnifica espressione nel panificato a lievito madre dalla lunga lievitazione. Lo prepareremo e lo assaggeremo assieme nella cornice della Fattoria immersi nella sua atmosfera per compiere un percorso a contatto con la natura e respirare serenità e bellezza”.

Fattoria didattica Amaltea
Via Ca’Baldo, 2 Montegridolfo RN
cell 3298873411
tel 0541855195
fb Sara Mattioli (Fattoria Amaltea)




MotoGp San Marino Riviera di Rimini. Mostra al Teatro Galli e Far

Il compianto centauro Marco Simoncelli

Il compianto centauro corianese Marco Simoncelli

 

Rimini onora il  Gran Premio Tribul Mastercard di San Marino e la Riviera di Rimini, in programma sul circuito di Misano dall’8 al 10 settembre, con una  serie d’appuntamenti dedicati al mondo dei motori. Sabato 2 settembre alle ore 18 l’inaugurazione delle mostre al Teatro Galli e alla Far. Tre mostre uniche per chi ama il mondo dei motori, tra storia e avanguardia, tra passato e futuro.
I colori del motomondiale – Le Dame, i Cavalier, l’Arme e i motori: dalle armature alle tute dei campioni
Appuntamento sabato 2 settembre alle ore 18 per l’inaugurazione ufficiale di “I colori del motomondiale”, la mostra allestita al Teatro Galli che rinnova il connubio tra il Comune di Rimini e Drudi Performance. L’esposizione, curata insieme al designer Aldo Drudi, è divenuto un appuntamento tradizionale del calendario di eventi collaterali al Gran Premio ed è uno dei più attesi dal pubblico, che fino al 10 settembre potrà ammirare delle show bikes ufficiali dei maggiori team della Motogp, dei caschi e delle tute dei campioni, studiati e disegnati da Drudi, realizzati da fabbriche altamente specializzate come Spidi Sport. Quest’anno la mostra ha una declinazione particolare, incrociando le celebrazioni del 600esimo anniversario di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Ribattezzata “Le Dame, i Cavalier, l’Arme e i motori”, propone un affascinante confronto tra le tute avveniristiche e hi tech dei centauri di oggi e le armature dei cavalieri rinascimentali. Elisa Tosi Brandi e Thessy Schoenholzer Nichols hanno ideato un’esposizione dove gli abiti antichi e contemporanei dialogano tra loro, mettendo in evidenza la bellezza formale delle soluzioni sartoriali medievali, in grado di offrire spunti di ispirazione per la moda e l’abbigliamento sportivo del futuro. Ne sono esempi i farsetti in pelle realizzati dalla Spidi Sport su esemplari del XV secolo, tra cui quello di Pandolfo III, e le tute di Aldo Drudi concepite meditando sulle armature di fine medioevo, da cui il designer ha ricavato idee per progettare indumenti dalle elevate performance in termini di agilità e sicurezza. Questa sezione della mostra proseguirà fino al 29 ottobre.

Racing shot
Il Teatro Galli ospita anche la seconda mostra, Racing Shot, il contest internazionale dedicato ai fotografi professionisti accreditati alla sala stampa della Motogp che esporranno le loro fotografie e si sottoporranno ad una giuria di tecnici internazionali per giungere a scegliere e premiare lo scatto migliore. Oltre 50 i fotografi di diverse nazionalità che hanno aderito a questa quarta edizione del contest, per un totale di oltre 170 scatti pervenuti. Tra questi sono stati selezionati i più belli e i più rappresentativi che saranno in mostra fino al 10 settembre e che saranno anche sottoposti al giudizio del pubblico, che potrà votare la propria foto preferita attraverso la pagina facebook facebook.com/riminiracingshot. Sarà attribuito inoltre un premio speciale alla foto più ‘fortunosa’, quella cioè scattata dal fotografo che si è trovato al posto giusto nel momento giusto. Quest’anno inoltre Racing Shot è dedicato a Marco Guidetti, fotografo bolognese storica presenza sui circuiti del motomondiale, scomparso l’11 agosto scorso all’età di 55 anni e che sarà ricordato con una retrospettiva oltre che nella serata di premiazione in programma il 7 settembre alla sala Ressi.

Le mostre sono promosse dal Comune di Rimini con la collaborazione di Drudi Performance, Milagro, Dorna e con il contributo tra gli altri di Nikon Italia, Manfrotto e Neon Rimini.

La Rossa ed il Lungomare: 1946 – 2016. 70 anni di passione ducati in Riviera
E’ dedicata a un mito che dall’Italia ha conquistato il mondo, la Ducati, la terza mostra che inaugurerà sabato 2 settembre, sempre alle 18. “La Rossa ed il Lungomare: 1946 – 2016. 70 anni di passione ducati in Riviera” è il titolo dell’esposizione in programma negli spazi espositivi della Far di piazza Cavour dal 2 al 10 settembre (ingresso libero). La mostra, allestita dal curatore del Museo Ducati Livio Lodi e realizzata in collaborazione con lo Sport Club Il Velocifero, propone una carrellata delle moto più rappresentative che hanno solcato la riviera dal dopo guerra a oggi, accompagnate da immagini del tempo e da approfondimenti sui cambiamenti storici e sociali degli ultimi decenni.

E al mare, più precisamente in piazzale Fellini, dall’8 al 10 settembre prenderà vita il Villaggio Ducati uno spazio dove gli appassionati della Rossa troveranno animazione, food & beverage, gadget e merchandising, curiosità e possibilità di effettuare test drive dei nuovi modelli.

A completare il palinsesto di iniziative “Movie rider”, una rassegna di film ospitata dalla Cineteca Comunale di Rimini (ore 21, ingresso libero). Quattro le pellicole in programmazione: “Indian – La Grande sfida” (sabato 2), “I fidanzati della morte” (lunedì 4) di Romolo Marcellini, “Il mago Mancini” (giovedì 7) Quadrophenia (sabato 9).
Infine, il 10 settembre si segnala il 1° Motoraduno Rimini Amarcord riservato a moto omologate ASI (data costruzione antecedente al 1996) organizzato in collaborazione con Il Velocifero.

Tutte le iniziative sono a ingresso libero. Tutti gli appuntamenti sono pubblicati sul sito www.riminiturismo.it.




Montefeltro. Un solo territorio in due regioni

San Leo, il forte

San Leo, il forte

 

 

di Franco Conti

Il riferimento va ad altre realtà territoriali della nostra penisola, con caratteristiche simili al territorio  di cui stiamo trattando: il Salento per esempio o altre ancora, un’area che abbraccia all’incirca tre province: Brindisi, Taranto e Lecce, non  tracciata o  delineata  da accordi né tantomeno compromessi politici ma etnograficamente contraddistinta da  cultura, tradizioni e  caratteristiche comuni.  In quel caso ci si riferisce ad una popolazione legata da forti vincoli ancestrali. Da questo intendere comune  ne discende un modo d’essere  consolidato nel tempo, che fa rivivere e tramanda nel tempo un patrimonio culturale che investe tutte le manifestazioni del vivere insieme di quelle popolazioni.  Partiamo  da questa realtà o altre sparse sul nostro territorio nazionale, fortemente caratterizzate da radici che affondano nel tempo i propri valori comuni: similmente i 35 comuni Montefeltrani,  distribuiti in un’area di circa duemila chilometri, appartenenti politicamente a due regioni e due provincie , che coprono il crinale appenninico situato tra le regioni di Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Umbria confinando  a sud-nord-est con la Repubblica di San Marino, condividono una vita comunitaria caratterizzata da una storia basata su ideali e tradizioni condivisi risalenti agli albori del secondo millennio: si hanno tracce di Montefeltrano I, che governò il castello di Montecopiolo nel XII secolo,  un unicum in Italia ed in Europa, turisticamente rilevante, particolarmente attrattivo con  bellezze paesaggistiche ed itinerari storici fortemente caratterizzati da una serie notevole  di rocche, castelli e fortilizi, dovute in massima parte al grande architetto Francesco di Giorgio Martini  che lavorò su commissione di Federico da Montefeltro, senza mai dimenticare le eccellenze eno-gastronomiche tipiche di questo comprensorio: il Montefeltro, integrante e mai contrapposto al turismo della costa. Il Montefeltro appunto, si dovrà necessariamente considerarlo tutto insieme, indipendentemente dalla collocazione politico-territoriale di appartenenza dei singoli comuni. Essendo ognuno  portatore di interessi comuni ad  altri dello stesso comprensorio, si dovrà necessariamente trovare intese per valorizzare e condurre insieme questa ricchezza, per ulteriormente scoprire e divulgarne le sue peculiarità. Sarebbe  un suicidio economico abbandonarsi ad argomentazioni campanilistiche e rivendicazioni territoriali col perdere di vista  l’essenza stessa del problema: la valorizzazione di tutto il territorio e turisticamente far decollare il Montefeltro tutt’insieme, accreditandolo come culla del Rinascimento Italiano. Non interessano rivendicazioni  territoriali o diatribe politiche, che lasciamo ad altri, quello che ci sta a cuore è  l’affermazione di questo territorio, il farlo conoscere in tutte le sue potenzialità storiche, culturali, paesaggistiche ed  il suo patrimonio enogastronomico. Necessitano progetti ed idee,  che abbiano una visione che includano e non escludano tutti i comuni del territorio montefeltrano al di là della loro appartenenza amministrativa. Dobbiamo uscire dalla logica delle indicazioni stradali ,il massimo che si è riusciti a fare fino ad oggi.




Rimini. Ponte Tiberio, verifica lavori in corso

Rimini, il Ponte di Tiberio

Rimini, il Ponte di Tiberio

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Progetto ‘Tiberio – comparto 4 – Canale’: nuovo sopralluogo di Comune e Soprintendenza al cantiere; rimossa per il restauro l’epigrafe storica dei lavori del 1751

Avvenuta stamattina, 29 agosto. Confronto e verifica che ha confermato come i lavori procedano in linea con quanto definito da progetto approvato dal Comune di Rimini e autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini.
Primo atto dopo la riapertura del cantiere avvenuta lunedì scorso è stata la rimozione, dell’epigrafe in pietra calcarea posta attualmente sulle mura lato porto in prossimità del ponte di Tiberio Rimini. Un’epigrafe di importanza storica perché posta a memoria dell’intervento di restauro e ricostruzione delle mura portuali avvenuta nella metà del Settecento.

Un intervento che interessò la parte superiore delle mura, riconoscibili ancor oggi a vista per la presenza di un cordolino, che furono rifatte nell’anno 1750 a  “riparo provvisionale – come racconta il Tonini nella sua “Storia di Rimini” – al Muro della Città caduto nella Marecchia l’anno 1746 presso la Salara e la Porta San Giuliano…”.
Partendo dalla sommità del muro, l’epigrafe è stata via via scucita dalla mura esterna arrivando a liberarla completamente. Attraverso un’imbragatura con fasce in fibra di nylon è stata poi sollevata e portata all’interno del cantiere. Adagiata ora su delle piane di legno, sarà restaurata in loco.
Si presenta priva di depositi grassi e in buono stato. Dopo una prima pulitura a secco mediante spazzole morbide e bisturi, si procederà al trattamento con prodotti consolidanti e idrorepellenti. Non sembra avere bisogno né di particolari interventi di consolidamento, né di particolari restauri, ma sarà dopo un esame più approfondito che accerti la conservazione della materia lapidea che saranno valutate eventuali lavorazioni che si rendessero necessarie alla miglior conservazione dell’epigrafe.
L’epigrafe verrà infine ricollocata sulla mura esterna nel punto stabilito, come da indicazioni della Soprintendenza, così da essere visibile al pubblico dalla passerella.




Pesaro. Alexander Museum Palace, uno degli alberghi più belli del mondo

Pesaro, l'Alexander Museum Palace

Pesaro, l’Alexander Museum Palace

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di Andrea Carnevali

Un museo di arte moderna che fa ospitalità. Un’idea da esportazione. E’ l’Alexander Museum Palace, uno degli alberghi più belli del mondo. Si trova sul lungomare di Pesaro, a pochi metri di piazza della Libertà, che accoglie altri due capolavori: la “Palla” di Arnaldo Pomodoro ed il villino Ruggeri. Dietro c’è la passione di Alessandro Narcucci Pinoli

 

È molto caldo. Le spiagge sono affollate da tanti turisti italiani e stranieri. Molti vacanzieri hanno scelto  Pesaro per il ricco patrimonio storico-artistico e ambientale. L’Alexander Museum Palace Hotel è la struttura ricettiva ideale per questo tipo di soggiorno. L’arte ed i paesaggi marini sono i punti di forza di un turismo di qualità.
In occasione della mostra “Ricordi e immagini oniriche” della pittrice modenese Cristina Messora, abbiamo deciso di intervistare il conte Alessandro Marcucci Pinoli, mecenate dell’arte contemporanea e imprenditore turistico. L’Alexander Museum Palace Hotel è, infatti, un  luogo unico dove trascorrere le vacanze. Qui, si possono vedere opere di grande valore come la “Stele” o “Il Guscio” di Enzo Cucchi  e  “Le bagnati” di Sandro  Chia. La struttura ricettiva è un punto di riferimento per molti artisti, provenienti da quasi tutta l’Europa.

Come va?
“Benissimo!”.
L’Alexander Museum Palace Hotel è una struttura unica nel panorama regionale?
“Sì, certo! Addirittura nazionale… perché dai francesi è stato dichiarato nella Top ten, cioè tra i dieci hotel d’arte più belli d’Europa, unico italiano”.
Il suo albergo una galleria d’arte?
“Sì…”.
Che cosa propone?
“Centinaia di opere contemporanee”.
” …e quest’anno?”.
“Ogni mese organizzo due mostre che poi durano quattordici giorni”.
Perché i suoi clienti scelgono l’Alexander Museum Palace Hotel?
“…per tanti motivi, ma un buon 40% per l’arte”.
Da che cosa rimangono colpiti i suoi clienti?
“Dalle camere, perché ognuna è stata realizzata completamente da un artista diverso”.
Qual è l’offerta specifica del suo albergo?
“La possibilità di vivere l’arte contemporanea!”.
Il suo albergo fa parte di progetti di promozione turistico-cuturale?
“…l’Alexander Museum Palace Hotel fa parte dell’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea)”.
Che cosa si potrebbe fare insieme, cioè tra Pesaro e Rimini?
“Di tutto! Dalla cultura all’arte!”
… un polo d’arte contemporanea?
“Sì, certo!”.
Ci racconti  una mostra  ”stravagante”?
“Tutte le mostre che organizzo io… sono stravaganti”!
…invece, di Cristina Messora! Che  cosa ne pensa?.
“Beh, tra decine di richieste … l’ho “scelta”!




Santarcaneglo. I genitori imbiancono le aule

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Una cinquantina i genitori impegnati a tinteggiare aule e corridoi delle scuole elementari Ricci e Pascucci.
L’Assessore Fussi: “Non possiamo che ringraziare queste famiglie per l’esempio educativo e per la valorizzazione di beni della collettività”

“Coloriamo il nostro mondo” e “Dipingiamo il nostro futuro”, sono questi i progetti dei due nuovi gruppi Ci.Vi.Vo. che vedono il coinvolgimento di una cinquantina di genitori che abbelliranno le aule di due edifici scolastici di Santarcangelo. La Giunta comunale ha infatti approvato le proposte che riguardano rispettivamente le scuole elementari Ricci di San Vito e Pascucci del capoluogo: nella prima una ventina di genitori oltre a eseguire interventi di piccola manutenzione sui giochi esterni, tinteggeranno corridoi e aule, mentre nella seconda saranno imbiancate le aule delle classi prime e alcuni corridoi grazie all’opera di trenta fra babbi e mamme, coordinati dagli insegnanti.

Dopo più di due anni dalla sua attivazione, continua dunque a crescere il numero di cittadini che aderiscono a progetto “Civico Vicino Volontario” mettendo a disposizione parte del proprio tempo libero per iniziative a favore della comunità. Solo pochi mesi fa un altro progetto Ci.Vi.Vo. ha interessato la scuola d’infanzia Flora dove una decina fra genitori e nonni hanno eseguito piccole manutenzioni e opere di abbellimento degli spazi interni ed esterni della scuola, dalla verniciatura di alcune strutture di gioco e dei muri interni dell’edificio, alla sistemazione del giardino e di altre attività di supporto, anche ludico/creativo.

“Non possiamo che ringraziare queste famiglie che dedicano parte del proprio tempo libero per la valorizzazione di beni comuni”, commenta l’assessore alla Scuola Pamela Fussi. “Questa esperienza di volontariato civico che si sta diffondendo soprattutto fra i genitori dei ragazzi che frequentano le nostre scuole – aggiunge l’assessore Fussi – da un lato offre un aiuto concreto all’Amministrazione comunale riducendo tempi e costi degli interventi, dall’altro costituisce un esempio educativo di rispetto e di collaborazione per la valorizzazione del patrimonio della collettività”.

Come per ogni progetto Ci.Vi.Vo., il Comune di Santarcangelo stipulerà un’apposita convenzione, fornirà la copertura assicurativa per i volontari e metterà a loro disposizione strumenti, attrezzature e materiali necessari alle attività di manutenzione.




Pesaro. Ricci: “Uniti per il parco del San Bartolo”

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Il Parco del San Bartolo, dopo il fuoco dei primi di agosto (carbonizzata l falesia da Casteldimezzo a Fiorenzuola), riparte con l’inaugurazione di un parcheggio.
Dice il sindaco di Pesaro Matteo Ricci:  «La sfida è trasformare il problema in opportunità. L’emergenza è stata gestita nel modo migliore possibile. Abbiamo ottenuto subito un impegno importante sulle risorse per il dissesto idrogeologico».

Anche perché, insiste il sindaco : «Il trauma dell’incendio ha innescato una consapevolezza nuova, generando unità d’intenti: coesione da mantenere per il rilancio del San Bartolo.  Vigileremo sulla realizzazione dei lavori. La preoccupazione più grande adesso è per il dissesto idrogeologico sotto Fiorenzuola e Casteldimezzo: vanno evitati i tempi lunghi della burocrazia. continueremo a farci venire altre idee per la rifioritura e la valorizzazione. Il parcheggio è una piccola cosa per la comunità. Ma assume un valore significativo in funzione del cimitero, elemento identitario del luogo».

L’assessore Enzo Belloni: «Intervento richiesto dal quartiere, reso possibile dallo sblocco del patto di stabilità. Sui parcheggi proseguiamo nel cronoprogramma: ora Centro Benelli, poi andremo in via Caboto. Siamo a buon punto in via Casella e abbiamo finito in via Toscanini».

Il presidente del parco Davide Manenti: «Dopo le rotonde di Colombarone, gli asfalti e il lavatoio delle Siligate, proseguiamo con un progetto atteso: è il primo parcheggio che vedo nascere a Fiorenzuola nell’arco di 50 anni».

Il presidente del quartiere Massimo D’Angeli: «La riapertura della strada per il mare è un bel risultato: ora, dopo il parcheggio, attendiamo l’ampliamento del cimitero».

Il presidente di Aspes Luca Pieri: «Andiamo avanti: la prossima settimana è in programma un incontro con gli assessorati coinvolti. Il progetto (440mila euro circa di importo complessivo lavori) è già autorizzato, siamo pronti a partire non appena saranno messi a bilancio i fondi che riceveremo dal Comune (più di 100mila euro). Una prima variazione di 50mila euro è già stata votata lo scorso luglio: prima della fine dell’anno contiamo di avere il quadro completo per attivarci».




Misano. Teresa Castelli, al Bristol da 50 anni. A Misano da sempre

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Teresa Castelli veniva a Misano da: piccolissima, bambina, adolescente, fidanzata, sposata e da nonna. Insieme a lei i fratelli, quasi coetanei: Mario, Laura, Damiano. E continuano a scendere a Misano ancora oggi insieme ai rispettivi figli e nipoti. La loro mèta è sempre l’hotel Bristol. Simone Migani li ha festeggiati come si conviene per i 50 anni; la stessa età di apertura dell’albergo di famiglia. Prima ancora, dal 1957, soggiornavano all’Albergo, ristorante bar Centrale (dove oggi c’è la Carim), la prima storica struttura di famiglia.

La signora Castelli ha ricevuto il classico diploma ed una medaglia che è un capolavoro di livello assoluto. Ne è autore lo scultore riminese Elio Morri. Venne commissionata all’artista negli anni Sessanta da due raffinati misanesi: Giuseppe Genga e Vincenzo Rossi.

Il babbo Castelli  lasciava la moglie ed i sei figli per un mese. Abitudine d’altri tempi oramai quasi persa. I Castelli sono una storica famiglia di mugnai di Brignano (Bergamo).  La signora Teresa sceglie la stessa camera del primo piano (ha paura dell’ascensore) ed apprezza la cucina a base di pesce. Una quindicina di anni fa, Simone festeggiò il mezzo secolo di fedeltà della mamma. Le due famiglie, Migani-Castelli, sono amiche.  Vanno al mare da Raul. Auguri.




Pesaro. Cristina Messora in mostra all’Alexander Palace Hotel

Una delle opere

Una delle opere

 

“Ricordi e immagini oniriche”. E’ il titolo della mostra d’arte della modenese Cristina Messora.  Si inaugura venerdì primo settembre, ore 19, all’Alexander Museum Palace. Intervengono: Alessandro Marcucci Pinoli, Alexander Museum Palace Hotel, Andrea Carnevali, curatore, Roberto Rossini, reading (i testi di Freud, Proust  e Breton) Cristina Messora, autrice delle opere in mostra.

Il percorso espositivo è allestito nella  “Sala degli specchi” della prestigiosa strutura, comprende dipinti della collezione privata dell’artista e alcuni quadri di grande formato realizzati per questo evento.

Le scene, elaborate artisticamente dalla pittrice, sono paragonabili a una sorta di messa in scena della sua vita sul palcoscenico. Dopo un viaggio in Francia, la pittrice si era avvicinata al teatro con il desiderio di fare, anche, un’esperienza e di sperimentare l’arte della recitazione.  I suoi quadri sono una sorta di grande scenografia che racconta il suo passato, proprio come recita il titolo della mostra. Le sue composizioni nascono dai ricordi che sembrano apparentemente rimossi, ma inconsapevolmente sono, ancora,  attivi nella memoria della pittrice. E acquistano un pieno significato profondo, solo accanto ad altre immagini che vanno a formare un ciclo di racconti, “Narratio in charta”, “Una sedia in due”, ecc..  I ricordi in immagini diventano intellegibili allo spettatore, solo quando le emozioni vengono rappresentate simbolicamente. Ella ricerca nella memoria le emozioni che hanno cambiato profondamente la sua vita, avvicinandola al mondo dell’arte.
La sua è una pittura fatta di luoghi interiori, di frammenti poetici, portati con sé per tutta la vita, ma senza stacchi e sradicamenti sentimentali.
Negli ultimi anni il suo lavoro è stato al centro di una serie di interventi critici firmati da: Donatella Giuliani, Gian Paolo Grattarola, Daniela Pennacchioli, Paoletti Isabella, Andrea Giacometti, Maria Antonietta Borraccio, Rosella Bertugno.

Cristina Messora è nata a Modena nel 1965, vive e svolge la propria attività ad Ancona. Laureata con il massimo dei voti, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove ha sperimentato diversi linguaggi espressivi. La sua poetica  è rivolta allo sguardo interiore con forme astratte che raggiungono un tono lirico. Attraverso l’introspezione, l’artista riesce a fare affiorare uno stato d’animo profondo che poi traduce in concetto, in sensazione ed infine in segno. I tratti incisi neri sulla superficie della carta,  modificata dal colore, creano un reticolo di  simboli che formano un sistema onirico. L’artista modenese ha costruito un codice semico in cui ogni forma esprime un fatto emozionale o temporale che nasce dal ricordo. Le sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private.

Chiude il 15 settembre.

 

https://cristinamessora.wixsite.com/cristinamessora

 

 

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Riccione. Festa al Nona per il Centro21

La Pina Deejay con uno dei ragazzi del Centro 21

La Pina Deejay con uno dei ragazzi del Centro 21

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Una festa per i ragazzi del Centro 21. La Pina: “La Festa più bella dell’estate!”.
A sostenere il Centro 21 di Riccione, in particolare negli ultimi giorni, è una delle voci storiche di Radio Deejay: La Pina, insieme alla sua trasmissione #Pinocchiodeejay e Diego Passoni.  Domenica 27 agosto al Nona di Riccione si è tenuta la seconda edizione di #sunsetbattle una battaglia tra due squadre a favore del #Centro21, una casa e un luogo di emancipazione per ragazzi e ragazze con disabilità.
“L’estate non è ancora finita… e la festa più bella deve ancora arrivare”, aveva detto La Pina pochi giorni prima all’Aquafàn di Riccione, durante la presentazione della seconda edizione della Sunset Battle.  Si sono sfidati in un Beach Soccer Tournament la Nazionale Hip Hop (per l’occasione trasferitasi a Riccione), e la formazione Vicolo Deejay. La festa è andata avanti presso il Nona con un vero e proprio Dj Contest “Sunset Battle – Sfida all’ultimo pezzo”.
L’iniziativa è stata pensata per raccogliere fondi per il Centro 21, che si occupa di ragazzi con sindrome di Down.
La Pina: “Un amore a prima vista quello col Centro 21… La scorsa estate abbiamo realizzato una festa pazzesca per raccogliere fondi prima di salutare Riccione, un successo sia per la somma raccolta, sia per il clima che si respirava con amicizie e rapporti proseguiti sui Social, ma non solo, tutto l’inverno. Tutto questo ci ha spinto a ripeterci.”
Emiliano Pepe e La Pina hanno messo in contatto Yamaha, nota casa di strumenti musicali, con #Cuore21, la cooperativa sociale che si occupa della realizzazione del progetto. Dalla collaborazione partirà, nei prossimi mesi invernali, un corso di formazione musicale per bambini e ragazzi del territorio con disabilità intellettiva, anche grazie agli strumenti e tastiere messi a disposizione per il progetto da Yamaha. Tra gli altri sostenitori dell’evento: My T-shirt, Hotel The One e Oliviero.
Oltre alle magliette-ricordo, per la raccolta fondi, c’erano anche gli articoli messi a disposizione da Radio Deejay. Il ricavato servirà in particolare a finanziare le lezioni di musica per i ragazzi.
Inoltre, presso la casa delle autonomie #Centro21 di Via Limentani, sono stati ospitati alcuni ragazzi e educatori dell’Associazione Il Balzo di Baggio Milano @ilbalzo. La Pina e Emiliano ne seguono e sostengono l’attività al pari di quanto fanno con la Coop #Cuore21.
Volete sapere come è finita la partita? 7 a 4 per la Nazionale Hip Hop contro il Vicolo deejay… Bella partita combattuta, e soprattutto le cheerleaders erano uno spettacolo!
Dalle 22 al Nona sono stati decina i deejay che si sono susseguiti alternando vari generi musicali; per la squadra del Vicolo di Bacco: Zumpa, Massimo Lippoli, Billy, Ciuffo. Per la squadra de La Pina: Nico (Pink is Punk) Emiliano Pepe, Dj Virus, Edo Bertuccioli (Soul Shop Tattoo), Kras, Riccardo Angliani. Vocalist: Maurizio Monti. Alla Consolle la sfida è stata vinta dalla squadra della Pina.
CENTRO 21 nasce nel 1993 ed è un’associazione di volontariato formata da familiari di persone con sindrome di Down oltre che da alcuni volontari, amici e simpatizzanti. Pone al centro la persona senza limiti di età ed è riferimento e sostegno per tutte le famiglie che hanno al loro interno persone con disabilità mentale. CUORE 21 nasce nel 2015 come braccio operativo di Centro 21, da alcuni soci e dalle educatrici che stabilmente seguono i ragazzi.
Tra gli obiettivi: stabilizzare alcune figure educative ed aprire opportunità lavorative per i ragazzi con disabilità; offrire servizi educativi per bambini e ragazzi ed avviare collaborazioni con realtà economiche del territorio e nazionali.
Segnatevi sin da ora la data del prossimo anno: ultima domenica del mese di agosto per il terzo appuntamento!
Foto: Andrea Buompadre Photographer e Matteo Lepri
#cuore21 #centro21 #thecolorsoflove #battlesunset17 #cresciconyamaha #yamahaforcuore21 #nazionalehiphop
#onstagericcione2017 #radiodeejay @lapinadeejay @diegopassoni
L. P.