Montegridolfo. Fattoria Amaltea, imparare a fare il pane

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Nella Fattoria Didattica Amaltea di Montegridolfo (Rimini) si impara a fare il pane come una volta

Appuntamento domenica 3 settembre. Fanno sapere: “L’estate qui in Fattoria è stata molto produttiva non soltanto dal punto di vista del raccolto. Il perché è presto detto: c’è anche un raccolto dell’anima e le provviste spesso si fanno tra i libri. Così, sapendo che avremmo inaugurato la stagione dei laboratori partendo da quello più tradizionale del pane, mi sono persa tra le pagine del libro di Artusi per trascrivere qualche ricetta, per arricchirmi, per ampliare gli orizzonti e condividere una saggezza sempre nuova pur se antica.
In Italia il pane si fa in mille modi e ogni paese ha il suo. Ciò che però più conta è l’ingrediente principe con il quale lo si prepara, nel nostro caso la farina Senatore Cappelli che per lungo tempo, fino agli anni ’60 del secolo scorso, è stata la principale varietà coltivata nel nostro Paese. Il progressivo abbandono di questa coltura, a favore di altre più produttive e apparentemente più resistenti, aveva portato alla quasi scomparsa del Cappelli dai nostri campi, e di conseguenza dalle nostre tavole. Fortunatamente, in tempi recenti, si sono rivalutate le grandi proprietà organolettiche di questo grano, che trovano una magnifica espressione nel panificato a lievito madre dalla lunga lievitazione. Lo prepareremo e lo assaggeremo assieme nella cornice della Fattoria immersi nella sua atmosfera per compiere un percorso a contatto con la natura e respirare serenità e bellezza”.

Fattoria didattica Amaltea
Via Ca’Baldo, 2 Montegridolfo RN
cell 3298873411
tel 0541855195
fb Sara Mattioli (Fattoria Amaltea)




MotoGp San Marino Riviera di Rimini. Mostra al Teatro Galli e Far

Il compianto centauro Marco Simoncelli

Il compianto centauro corianese Marco Simoncelli

 

Rimini onora il  Gran Premio Tribul Mastercard di San Marino e la Riviera di Rimini, in programma sul circuito di Misano dall’8 al 10 settembre, con una  serie d’appuntamenti dedicati al mondo dei motori. Sabato 2 settembre alle ore 18 l’inaugurazione delle mostre al Teatro Galli e alla Far. Tre mostre uniche per chi ama il mondo dei motori, tra storia e avanguardia, tra passato e futuro.
I colori del motomondiale – Le Dame, i Cavalier, l’Arme e i motori: dalle armature alle tute dei campioni
Appuntamento sabato 2 settembre alle ore 18 per l’inaugurazione ufficiale di “I colori del motomondiale”, la mostra allestita al Teatro Galli che rinnova il connubio tra il Comune di Rimini e Drudi Performance. L’esposizione, curata insieme al designer Aldo Drudi, è divenuto un appuntamento tradizionale del calendario di eventi collaterali al Gran Premio ed è uno dei più attesi dal pubblico, che fino al 10 settembre potrà ammirare delle show bikes ufficiali dei maggiori team della Motogp, dei caschi e delle tute dei campioni, studiati e disegnati da Drudi, realizzati da fabbriche altamente specializzate come Spidi Sport. Quest’anno la mostra ha una declinazione particolare, incrociando le celebrazioni del 600esimo anniversario di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Ribattezzata “Le Dame, i Cavalier, l’Arme e i motori”, propone un affascinante confronto tra le tute avveniristiche e hi tech dei centauri di oggi e le armature dei cavalieri rinascimentali. Elisa Tosi Brandi e Thessy Schoenholzer Nichols hanno ideato un’esposizione dove gli abiti antichi e contemporanei dialogano tra loro, mettendo in evidenza la bellezza formale delle soluzioni sartoriali medievali, in grado di offrire spunti di ispirazione per la moda e l’abbigliamento sportivo del futuro. Ne sono esempi i farsetti in pelle realizzati dalla Spidi Sport su esemplari del XV secolo, tra cui quello di Pandolfo III, e le tute di Aldo Drudi concepite meditando sulle armature di fine medioevo, da cui il designer ha ricavato idee per progettare indumenti dalle elevate performance in termini di agilità e sicurezza. Questa sezione della mostra proseguirà fino al 29 ottobre.

Racing shot
Il Teatro Galli ospita anche la seconda mostra, Racing Shot, il contest internazionale dedicato ai fotografi professionisti accreditati alla sala stampa della Motogp che esporranno le loro fotografie e si sottoporranno ad una giuria di tecnici internazionali per giungere a scegliere e premiare lo scatto migliore. Oltre 50 i fotografi di diverse nazionalità che hanno aderito a questa quarta edizione del contest, per un totale di oltre 170 scatti pervenuti. Tra questi sono stati selezionati i più belli e i più rappresentativi che saranno in mostra fino al 10 settembre e che saranno anche sottoposti al giudizio del pubblico, che potrà votare la propria foto preferita attraverso la pagina facebook facebook.com/riminiracingshot. Sarà attribuito inoltre un premio speciale alla foto più ‘fortunosa’, quella cioè scattata dal fotografo che si è trovato al posto giusto nel momento giusto. Quest’anno inoltre Racing Shot è dedicato a Marco Guidetti, fotografo bolognese storica presenza sui circuiti del motomondiale, scomparso l’11 agosto scorso all’età di 55 anni e che sarà ricordato con una retrospettiva oltre che nella serata di premiazione in programma il 7 settembre alla sala Ressi.

Le mostre sono promosse dal Comune di Rimini con la collaborazione di Drudi Performance, Milagro, Dorna e con il contributo tra gli altri di Nikon Italia, Manfrotto e Neon Rimini.

La Rossa ed il Lungomare: 1946 – 2016. 70 anni di passione ducati in Riviera
E’ dedicata a un mito che dall’Italia ha conquistato il mondo, la Ducati, la terza mostra che inaugurerà sabato 2 settembre, sempre alle 18. “La Rossa ed il Lungomare: 1946 – 2016. 70 anni di passione ducati in Riviera” è il titolo dell’esposizione in programma negli spazi espositivi della Far di piazza Cavour dal 2 al 10 settembre (ingresso libero). La mostra, allestita dal curatore del Museo Ducati Livio Lodi e realizzata in collaborazione con lo Sport Club Il Velocifero, propone una carrellata delle moto più rappresentative che hanno solcato la riviera dal dopo guerra a oggi, accompagnate da immagini del tempo e da approfondimenti sui cambiamenti storici e sociali degli ultimi decenni.

E al mare, più precisamente in piazzale Fellini, dall’8 al 10 settembre prenderà vita il Villaggio Ducati uno spazio dove gli appassionati della Rossa troveranno animazione, food & beverage, gadget e merchandising, curiosità e possibilità di effettuare test drive dei nuovi modelli.

A completare il palinsesto di iniziative “Movie rider”, una rassegna di film ospitata dalla Cineteca Comunale di Rimini (ore 21, ingresso libero). Quattro le pellicole in programmazione: “Indian – La Grande sfida” (sabato 2), “I fidanzati della morte” (lunedì 4) di Romolo Marcellini, “Il mago Mancini” (giovedì 7) Quadrophenia (sabato 9).
Infine, il 10 settembre si segnala il 1° Motoraduno Rimini Amarcord riservato a moto omologate ASI (data costruzione antecedente al 1996) organizzato in collaborazione con Il Velocifero.

Tutte le iniziative sono a ingresso libero. Tutti gli appuntamenti sono pubblicati sul sito www.riminiturismo.it.




Montefeltro. Un solo territorio in due regioni

San Leo, il forte

San Leo, il forte

 

 

di Franco Conti

Il riferimento va ad altre realtà territoriali della nostra penisola, con caratteristiche simili al territorio  di cui stiamo trattando: il Salento per esempio o altre ancora, un’area che abbraccia all’incirca tre province: Brindisi, Taranto e Lecce, non  tracciata o  delineata  da accordi né tantomeno compromessi politici ma etnograficamente contraddistinta da  cultura, tradizioni e  caratteristiche comuni.  In quel caso ci si riferisce ad una popolazione legata da forti vincoli ancestrali. Da questo intendere comune  ne discende un modo d’essere  consolidato nel tempo, che fa rivivere e tramanda nel tempo un patrimonio culturale che investe tutte le manifestazioni del vivere insieme di quelle popolazioni.  Partiamo  da questa realtà o altre sparse sul nostro territorio nazionale, fortemente caratterizzate da radici che affondano nel tempo i propri valori comuni: similmente i 35 comuni Montefeltrani,  distribuiti in un’area di circa duemila chilometri, appartenenti politicamente a due regioni e due provincie , che coprono il crinale appenninico situato tra le regioni di Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Umbria confinando  a sud-nord-est con la Repubblica di San Marino, condividono una vita comunitaria caratterizzata da una storia basata su ideali e tradizioni condivisi risalenti agli albori del secondo millennio: si hanno tracce di Montefeltrano I, che governò il castello di Montecopiolo nel XII secolo,  un unicum in Italia ed in Europa, turisticamente rilevante, particolarmente attrattivo con  bellezze paesaggistiche ed itinerari storici fortemente caratterizzati da una serie notevole  di rocche, castelli e fortilizi, dovute in massima parte al grande architetto Francesco di Giorgio Martini  che lavorò su commissione di Federico da Montefeltro, senza mai dimenticare le eccellenze eno-gastronomiche tipiche di questo comprensorio: il Montefeltro, integrante e mai contrapposto al turismo della costa. Il Montefeltro appunto, si dovrà necessariamente considerarlo tutto insieme, indipendentemente dalla collocazione politico-territoriale di appartenenza dei singoli comuni. Essendo ognuno  portatore di interessi comuni ad  altri dello stesso comprensorio, si dovrà necessariamente trovare intese per valorizzare e condurre insieme questa ricchezza, per ulteriormente scoprire e divulgarne le sue peculiarità. Sarebbe  un suicidio economico abbandonarsi ad argomentazioni campanilistiche e rivendicazioni territoriali col perdere di vista  l’essenza stessa del problema: la valorizzazione di tutto il territorio e turisticamente far decollare il Montefeltro tutt’insieme, accreditandolo come culla del Rinascimento Italiano. Non interessano rivendicazioni  territoriali o diatribe politiche, che lasciamo ad altri, quello che ci sta a cuore è  l’affermazione di questo territorio, il farlo conoscere in tutte le sue potenzialità storiche, culturali, paesaggistiche ed  il suo patrimonio enogastronomico. Necessitano progetti ed idee,  che abbiano una visione che includano e non escludano tutti i comuni del territorio montefeltrano al di là della loro appartenenza amministrativa. Dobbiamo uscire dalla logica delle indicazioni stradali ,il massimo che si è riusciti a fare fino ad oggi.