Rimini. Ponte Tiberio, verifica lavori in corso

Rimini, il Ponte di Tiberio

Rimini, il Ponte di Tiberio

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Progetto ‘Tiberio – comparto 4 – Canale’: nuovo sopralluogo di Comune e Soprintendenza al cantiere; rimossa per il restauro l’epigrafe storica dei lavori del 1751

Avvenuta stamattina, 29 agosto. Confronto e verifica che ha confermato come i lavori procedano in linea con quanto definito da progetto approvato dal Comune di Rimini e autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini.
Primo atto dopo la riapertura del cantiere avvenuta lunedì scorso è stata la rimozione, dell’epigrafe in pietra calcarea posta attualmente sulle mura lato porto in prossimità del ponte di Tiberio Rimini. Un’epigrafe di importanza storica perché posta a memoria dell’intervento di restauro e ricostruzione delle mura portuali avvenuta nella metà del Settecento.

Un intervento che interessò la parte superiore delle mura, riconoscibili ancor oggi a vista per la presenza di un cordolino, che furono rifatte nell’anno 1750 a  “riparo provvisionale – come racconta il Tonini nella sua “Storia di Rimini” – al Muro della Città caduto nella Marecchia l’anno 1746 presso la Salara e la Porta San Giuliano…”.
Partendo dalla sommità del muro, l’epigrafe è stata via via scucita dalla mura esterna arrivando a liberarla completamente. Attraverso un’imbragatura con fasce in fibra di nylon è stata poi sollevata e portata all’interno del cantiere. Adagiata ora su delle piane di legno, sarà restaurata in loco.
Si presenta priva di depositi grassi e in buono stato. Dopo una prima pulitura a secco mediante spazzole morbide e bisturi, si procederà al trattamento con prodotti consolidanti e idrorepellenti. Non sembra avere bisogno né di particolari interventi di consolidamento, né di particolari restauri, ma sarà dopo un esame più approfondito che accerti la conservazione della materia lapidea che saranno valutate eventuali lavorazioni che si rendessero necessarie alla miglior conservazione dell’epigrafe.
L’epigrafe verrà infine ricollocata sulla mura esterna nel punto stabilito, come da indicazioni della Soprintendenza, così da essere visibile al pubblico dalla passerella.




Pesaro. Alexander Museum Palace, uno degli alberghi più belli del mondo

Pesaro, l'Alexander Museum Palace

Pesaro, l’Alexander Museum Palace

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di Andrea Carnevali

Un museo di arte moderna che fa ospitalità. Un’idea da esportazione. E’ l’Alexander Museum Palace, uno degli alberghi più belli del mondo. Si trova sul lungomare di Pesaro, a pochi metri di piazza della Libertà, che accoglie altri due capolavori: la “Palla” di Arnaldo Pomodoro ed il villino Ruggeri. Dietro c’è la passione di Alessandro Narcucci Pinoli

 

È molto caldo. Le spiagge sono affollate da tanti turisti italiani e stranieri. Molti vacanzieri hanno scelto  Pesaro per il ricco patrimonio storico-artistico e ambientale. L’Alexander Museum Palace Hotel è la struttura ricettiva ideale per questo tipo di soggiorno. L’arte ed i paesaggi marini sono i punti di forza di un turismo di qualità.
In occasione della mostra “Ricordi e immagini oniriche” della pittrice modenese Cristina Messora, abbiamo deciso di intervistare il conte Alessandro Marcucci Pinoli, mecenate dell’arte contemporanea e imprenditore turistico. L’Alexander Museum Palace Hotel è, infatti, un  luogo unico dove trascorrere le vacanze. Qui, si possono vedere opere di grande valore come la “Stele” o “Il Guscio” di Enzo Cucchi  e  “Le bagnati” di Sandro  Chia. La struttura ricettiva è un punto di riferimento per molti artisti, provenienti da quasi tutta l’Europa.

Come va?
“Benissimo!”.
L’Alexander Museum Palace Hotel è una struttura unica nel panorama regionale?
“Sì, certo! Addirittura nazionale… perché dai francesi è stato dichiarato nella Top ten, cioè tra i dieci hotel d’arte più belli d’Europa, unico italiano”.
Il suo albergo una galleria d’arte?
“Sì…”.
Che cosa propone?
“Centinaia di opere contemporanee”.
” …e quest’anno?”.
“Ogni mese organizzo due mostre che poi durano quattordici giorni”.
Perché i suoi clienti scelgono l’Alexander Museum Palace Hotel?
“…per tanti motivi, ma un buon 40% per l’arte”.
Da che cosa rimangono colpiti i suoi clienti?
“Dalle camere, perché ognuna è stata realizzata completamente da un artista diverso”.
Qual è l’offerta specifica del suo albergo?
“La possibilità di vivere l’arte contemporanea!”.
Il suo albergo fa parte di progetti di promozione turistico-cuturale?
“…l’Alexander Museum Palace Hotel fa parte dell’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea)”.
Che cosa si potrebbe fare insieme, cioè tra Pesaro e Rimini?
“Di tutto! Dalla cultura all’arte!”
… un polo d’arte contemporanea?
“Sì, certo!”.
Ci racconti  una mostra  ”stravagante”?
“Tutte le mostre che organizzo io… sono stravaganti”!
…invece, di Cristina Messora! Che  cosa ne pensa?.
“Beh, tra decine di richieste … l’ho “scelta”!




Santarcaneglo. I genitori imbiancono le aule

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Una cinquantina i genitori impegnati a tinteggiare aule e corridoi delle scuole elementari Ricci e Pascucci.
L’Assessore Fussi: “Non possiamo che ringraziare queste famiglie per l’esempio educativo e per la valorizzazione di beni della collettività”

“Coloriamo il nostro mondo” e “Dipingiamo il nostro futuro”, sono questi i progetti dei due nuovi gruppi Ci.Vi.Vo. che vedono il coinvolgimento di una cinquantina di genitori che abbelliranno le aule di due edifici scolastici di Santarcangelo. La Giunta comunale ha infatti approvato le proposte che riguardano rispettivamente le scuole elementari Ricci di San Vito e Pascucci del capoluogo: nella prima una ventina di genitori oltre a eseguire interventi di piccola manutenzione sui giochi esterni, tinteggeranno corridoi e aule, mentre nella seconda saranno imbiancate le aule delle classi prime e alcuni corridoi grazie all’opera di trenta fra babbi e mamme, coordinati dagli insegnanti.

Dopo più di due anni dalla sua attivazione, continua dunque a crescere il numero di cittadini che aderiscono a progetto “Civico Vicino Volontario” mettendo a disposizione parte del proprio tempo libero per iniziative a favore della comunità. Solo pochi mesi fa un altro progetto Ci.Vi.Vo. ha interessato la scuola d’infanzia Flora dove una decina fra genitori e nonni hanno eseguito piccole manutenzioni e opere di abbellimento degli spazi interni ed esterni della scuola, dalla verniciatura di alcune strutture di gioco e dei muri interni dell’edificio, alla sistemazione del giardino e di altre attività di supporto, anche ludico/creativo.

“Non possiamo che ringraziare queste famiglie che dedicano parte del proprio tempo libero per la valorizzazione di beni comuni”, commenta l’assessore alla Scuola Pamela Fussi. “Questa esperienza di volontariato civico che si sta diffondendo soprattutto fra i genitori dei ragazzi che frequentano le nostre scuole – aggiunge l’assessore Fussi – da un lato offre un aiuto concreto all’Amministrazione comunale riducendo tempi e costi degli interventi, dall’altro costituisce un esempio educativo di rispetto e di collaborazione per la valorizzazione del patrimonio della collettività”.

Come per ogni progetto Ci.Vi.Vo., il Comune di Santarcangelo stipulerà un’apposita convenzione, fornirà la copertura assicurativa per i volontari e metterà a loro disposizione strumenti, attrezzature e materiali necessari alle attività di manutenzione.




Pesaro. Ricci: “Uniti per il parco del San Bartolo”

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Il Parco del San Bartolo, dopo il fuoco dei primi di agosto (carbonizzata l falesia da Casteldimezzo a Fiorenzuola), riparte con l’inaugurazione di un parcheggio.
Dice il sindaco di Pesaro Matteo Ricci:  «La sfida è trasformare il problema in opportunità. L’emergenza è stata gestita nel modo migliore possibile. Abbiamo ottenuto subito un impegno importante sulle risorse per il dissesto idrogeologico».

Anche perché, insiste il sindaco : «Il trauma dell’incendio ha innescato una consapevolezza nuova, generando unità d’intenti: coesione da mantenere per il rilancio del San Bartolo.  Vigileremo sulla realizzazione dei lavori. La preoccupazione più grande adesso è per il dissesto idrogeologico sotto Fiorenzuola e Casteldimezzo: vanno evitati i tempi lunghi della burocrazia. continueremo a farci venire altre idee per la rifioritura e la valorizzazione. Il parcheggio è una piccola cosa per la comunità. Ma assume un valore significativo in funzione del cimitero, elemento identitario del luogo».

L’assessore Enzo Belloni: «Intervento richiesto dal quartiere, reso possibile dallo sblocco del patto di stabilità. Sui parcheggi proseguiamo nel cronoprogramma: ora Centro Benelli, poi andremo in via Caboto. Siamo a buon punto in via Casella e abbiamo finito in via Toscanini».

Il presidente del parco Davide Manenti: «Dopo le rotonde di Colombarone, gli asfalti e il lavatoio delle Siligate, proseguiamo con un progetto atteso: è il primo parcheggio che vedo nascere a Fiorenzuola nell’arco di 50 anni».

Il presidente del quartiere Massimo D’Angeli: «La riapertura della strada per il mare è un bel risultato: ora, dopo il parcheggio, attendiamo l’ampliamento del cimitero».

Il presidente di Aspes Luca Pieri: «Andiamo avanti: la prossima settimana è in programma un incontro con gli assessorati coinvolti. Il progetto (440mila euro circa di importo complessivo lavori) è già autorizzato, siamo pronti a partire non appena saranno messi a bilancio i fondi che riceveremo dal Comune (più di 100mila euro). Una prima variazione di 50mila euro è già stata votata lo scorso luglio: prima della fine dell’anno contiamo di avere il quadro completo per attivarci».




Misano. Teresa Castelli, al Bristol da 50 anni. A Misano da sempre

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Teresa Castelli veniva a Misano da: piccolissima, bambina, adolescente, fidanzata, sposata e da nonna. Insieme a lei i fratelli, quasi coetanei: Mario, Laura, Damiano. E continuano a scendere a Misano ancora oggi insieme ai rispettivi figli e nipoti. La loro mèta è sempre l’hotel Bristol. Simone Migani li ha festeggiati come si conviene per i 50 anni; la stessa età di apertura dell’albergo di famiglia. Prima ancora, dal 1957, soggiornavano all’Albergo, ristorante bar Centrale (dove oggi c’è la Carim), la prima storica struttura di famiglia.

La signora Castelli ha ricevuto il classico diploma ed una medaglia che è un capolavoro di livello assoluto. Ne è autore lo scultore riminese Elio Morri. Venne commissionata all’artista negli anni Sessanta da due raffinati misanesi: Giuseppe Genga e Vincenzo Rossi.

Il babbo Castelli  lasciava la moglie ed i sei figli per un mese. Abitudine d’altri tempi oramai quasi persa. I Castelli sono una storica famiglia di mugnai di Brignano (Bergamo).  La signora Teresa sceglie la stessa camera del primo piano (ha paura dell’ascensore) ed apprezza la cucina a base di pesce. Una quindicina di anni fa, Simone festeggiò il mezzo secolo di fedeltà della mamma. Le due famiglie, Migani-Castelli, sono amiche.  Vanno al mare da Raul. Auguri.




Pesaro. Cristina Messora in mostra all’Alexander Palace Hotel

Una delle opere

Una delle opere

 

“Ricordi e immagini oniriche”. E’ il titolo della mostra d’arte della modenese Cristina Messora.  Si inaugura venerdì primo settembre, ore 19, all’Alexander Museum Palace. Intervengono: Alessandro Marcucci Pinoli, Alexander Museum Palace Hotel, Andrea Carnevali, curatore, Roberto Rossini, reading (i testi di Freud, Proust  e Breton) Cristina Messora, autrice delle opere in mostra.

Il percorso espositivo è allestito nella  “Sala degli specchi” della prestigiosa strutura, comprende dipinti della collezione privata dell’artista e alcuni quadri di grande formato realizzati per questo evento.

Le scene, elaborate artisticamente dalla pittrice, sono paragonabili a una sorta di messa in scena della sua vita sul palcoscenico. Dopo un viaggio in Francia, la pittrice si era avvicinata al teatro con il desiderio di fare, anche, un’esperienza e di sperimentare l’arte della recitazione.  I suoi quadri sono una sorta di grande scenografia che racconta il suo passato, proprio come recita il titolo della mostra. Le sue composizioni nascono dai ricordi che sembrano apparentemente rimossi, ma inconsapevolmente sono, ancora,  attivi nella memoria della pittrice. E acquistano un pieno significato profondo, solo accanto ad altre immagini che vanno a formare un ciclo di racconti, “Narratio in charta”, “Una sedia in due”, ecc..  I ricordi in immagini diventano intellegibili allo spettatore, solo quando le emozioni vengono rappresentate simbolicamente. Ella ricerca nella memoria le emozioni che hanno cambiato profondamente la sua vita, avvicinandola al mondo dell’arte.
La sua è una pittura fatta di luoghi interiori, di frammenti poetici, portati con sé per tutta la vita, ma senza stacchi e sradicamenti sentimentali.
Negli ultimi anni il suo lavoro è stato al centro di una serie di interventi critici firmati da: Donatella Giuliani, Gian Paolo Grattarola, Daniela Pennacchioli, Paoletti Isabella, Andrea Giacometti, Maria Antonietta Borraccio, Rosella Bertugno.

Cristina Messora è nata a Modena nel 1965, vive e svolge la propria attività ad Ancona. Laureata con il massimo dei voti, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove ha sperimentato diversi linguaggi espressivi. La sua poetica  è rivolta allo sguardo interiore con forme astratte che raggiungono un tono lirico. Attraverso l’introspezione, l’artista riesce a fare affiorare uno stato d’animo profondo che poi traduce in concetto, in sensazione ed infine in segno. I tratti incisi neri sulla superficie della carta,  modificata dal colore, creano un reticolo di  simboli che formano un sistema onirico. L’artista modenese ha costruito un codice semico in cui ogni forma esprime un fatto emozionale o temporale che nasce dal ricordo. Le sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private.

Chiude il 15 settembre.

 

https://cristinamessora.wixsite.com/cristinamessora

 

 

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