Rimini. Ricorda i Tre Martiri per non dimenticare

Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Paglierani furono impiccati dai nazi-fascisti il 16 agosto del 1944 nell’allora piazza Giulio Cesare (oggi Piazza Tre Martiri). Non avevano che una ventina d’anni. Mercoledì 16 agosto,  l’amministrazione comunale li ricorda con una cerimonia: vengono deposte corone di alloro nella piazza dedicata alle vittime dell’eccidio, in piazza Ferrari e in via Ducale. La cerimonia inizio alle ore 17 con partenza da piazza Cavour; suona la “Banda Città di Rimini”.

In serata, inizio alle ore 21, nella Corte degli Agostiniani di via Cairoli, la premiazione VII edizione Premio Vincenzo Mascia; segue lo spettacolo teatrale organizzato dall’Anpi sezione di Rimini in ricordo dei Tre Martiri “Gli uomini per essere liberi. Sandro Pertini, il Presidente” di Gianni Furlani, regia di Gianni Furlani e Mauro Bertozzi. Ingresso libero . In caso di maltempo lo spettacolo avrà luogo presso il Teatro Novelli, via Cappellini.

Riportiamo la poesia che il grande giornalista riminese Guido Nozzoli (1918 – 2000) dedicò ai tre giovani. E’ di una bellezza commovente.

Fu del fiotto di sangue

aggrumato sui vostri panni

che in un giorno accecato

di mezzo agosto

raccogliemmo l’urlo

della vostra agonia,

e nei capestri tesi

che sentimmo il peso

di questa carne nostra

lasciata a guastarsi

in quella desolata morte

penzolante nel sole

Tre volte l’alba,

con il singhiozzo dei galli

e il macinare delle ruote,

scivolò dai tetti

nei vostri occhi spalancati.

Due volte la notte

brancolò tra l’urlo dei treni

e le minacce dei cani

nel vostro sangue spento

L’impiccagione vi tolse

alfine

allo sciame incessante delle mosche?

per restituirvi alla morte

poi rimase un fetido crepuscolo

a sbiadirsi nella polvere secca

su l’orina dei cavalli.

Andammo allora nelle vostre tane

che serbavano ancora

il segno dei vostri piedi scalzi,

vagammo nelle campagne

stordite dall’lito dei fieni,

ma l’estate ci parve vuota

come lo sguardo dei ciechi

E ci fu il cuore solo

a ridarci coraggio

questo piccolo cuore

logorato dalla guerra insonne

e dal giallore delle stoppie

Quando tornammo a voi

(il settembre

era ancora squassato dai cannoni)

l’aria odorava di terra

rimossa dalle macerie,

colavano fili d’erba

dalle macerie delle case.

Non trovammmo0 fiori

nella fossa

no

non trovammo i nomi

tra le dolci menzogne delle lapidi

né un lucignolo inaridito

che avesse raggiato per un’ora

la vostra eterna caduta.

Una croce sbilenca di canna

era la sola pietà.

Come balbettare parole?

Le parole del pane,

del mare, del vento e della strada

non sanno dire la morte

che non ha strada,

né vento, né mare.

Silenzio

solo silenzio

nella siepe dei batticuori.

Gli uomini strinsero i pugni nel saluto

e il sole portò le croci

nelle lacrime azzurre delle madri.




Addio a Maria Luisa Zennari, l’ultima grande riminese

La coltissima professoressa di greco e latino,Maria Luisa Zennari, serenamente,  è scomparsa alle primi luci di questa mattina, 11 agosto, dopo una breve malattia. Aveva 97 anni. Nubile, aveva insegnato la classicità a mezza Rimini. Amica di Federico Fellini, tra gli allievi di prestigio Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani.  Lo scorso 15 luglio aveva festeggiato il compleanno a casa sua con una decina di amici. Stava ancora bene.  Negli anni addietro era solito invitare il manipolo fuori, causa un precedente ricovero ospedaliero aveva optato per la sua casa a pochi passi dal mare. Foderata di libri fino al soffitto, piena di oggetti ed opere d’arte che raccontavano di sé e della famiglia; radici a Venezia, ma di stanza a Treviso.
Riccardo Gresta era uno degli amici del cuore. Prestigioso studioso mondiale di ceramica istoriata del Rinascimento, suo collega al Liceo Giulio Cesare, ricorda:  “Maria Luisa era una donna coltissima. Una delle persone più colte che ho frequentato nella mia vita. I professori universitari le facevano un baffo. Premiata dal Centro Pio Manzù per la divulgazione di Dante, ha continuato a  dare lezioni di greco fino a 2 anni fa. L’ultima conferenza, su Dante ed i rapporti tra Dante e la società del tempo, l’ha tenuta nella Sala del Giudizio un anno fa, al Museo della Città di  Rimini.  Siamo stati colleghi  per 4 anni; lei finiva mentre io ero alle prime armi.  Siamo diventati subito amici. I suoi hobby, se così li possiamo definire, erano tre:  la lettura, la musica ed i buoni amici. Credo che sia l’ultima rappresentante di quella grande cultura riminese del dopoguerra. Non ha mai scritto libri, ma ha detto cose bellissime. Sentire una sua conferenza era come assistere ad un miracolo. Erano momenti straordinari. Non potremmo più sentirla. Ironica, spiritosa, cultura straordinaria, ma lontana dall’accademia. Le piaceva scherzare, sulla letteratura. Completa come preparazione, amava suonare il violino; ultimamente però lo aveva abbandonato. Era una delle tre leggende amate e temute del Giulio Cesare. Le altre due amiche: Clara Garavini (l’Acerrima), insegnante di greco e Giuliana Mazzarocchi De Grandis, storia dell’arte. Entrambe se ne sono andate prima di lei. Insomma, Maria Luisa è  l’ultima di quegli anni mitici della cultura riminese. Dante, Virgilio, Foscolo erano il pane quotidiano. Un suo antenato, il veneziano Jacopo Zennari, aveva combattuto nella battaglia di Lepanto contro i turchi. Era arrivata a Rimini per via della salute. Gracilina, il medico consiglia ai genitori che la terapia è il mare. Così si trasferiscono in Romagna, da Rovigo, quando lei aveva 7-8 anni. L’ultima volta l’ho  sentita pochi giorni fa; sentiva poco, e parlava dei Promessi sposi (edizione Giovanni Getto). ‘Ce l’hai quell’edizione? Non comprarlo che te lo regalo la prossima volta che ci vediamo, oramai a me non serve più’, mi dice. Sono stato fortunato ad averla avuta come collega ed amica. Muore e finisce un mondo: la colta  Rimini di una volta.  Due libri sul suo comodino: I Promessi sposi e la Divina commedia”.

Il cordoglio del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi: “Il Comune di Rimini, a nome dell’intera comunità, esprime il suo profondo cordoglio per la scomparsa di Maria Luisa Zennari, educatrice e insegnante. A Maria Luisa Zennari venne conferito nel 2008 il Sigismondo d’Oro. Una figura straordinaria, quasi leggendaria dell’educazione a Rimini. Una donna e un’insegnante che ha lasciato un segno profondo nella vita di migliaia di donne e uomini, suoi allievi in oltre 50 anni di insegnamento. A tutti, in questi minuti, sarà venuto un tuffo al cuore nell’apprendere della scomparsa; era una di quelle insegnanti che non dimentichi mai e la cui importanza affiora anche al di là e al di fuori dai banchi di una scuola. Ce ne si accorge, e lo si apprezza, ogni giorno anche negli anni a seguire. Nel 2008 a Maria Luisa Zennari venne assegnato il Sigismondo d’Oro. Mi piace ricordare le motivazioni alla base del conferimento dell’onorificenza civica:
–          per avere educato alla conoscenza generazioni di riminesi, trasmettendo valori fondamentali per la formazione di uomini e cittadini;
–          per l’elevato senso civico che ha distinto l’intero corso del suo magistero, volto al miglioramento della scuola e della società;
–          per avere, in oltre cinquant’anni di insegnamento, ispirato al senso della responsabilità e del bello la gioventù riminese, diffondendo sapere e cultura che sono il nutrimento del vivere civile.
Tutta Rimini deve tanto a Maria Luisa Zennari. Lo deve chi l’ha conosciuta e anche chi non lo ha fatto. Perché anche grazie a lei, vero e proprio eroe del quotidiano, la nostra città ha saputo risollevarsi dai dolori e dalle tragedie più grandi, rinascendo. Grazie Maria Luisa, a nome della città intera e di molte generazioni di riminesi”.

Domattina, 12 agosto, il funerale alle 9,30 alla chiesa di San Girolamo.

Biografia

Maria Luisa Zennari nasce a Rovigo il 15 luglio 1920. Il padre, Jacopo Zennari, a lungo preside della Scuola Tecnica Commerciale di Rimini, è ancora ricordato per le doti intellettuali e umane. Maria Luisa ha compiuto gli studi a Rimini, prima presso il Reale Ginnasio Giosuè Carducci, poi presso il Liceo Giulio Cesare (ancora Liceo Comunale), poi parificato. Ha frequentato poi il Corso di Lettere con indirizzo classico presso l’Università di Bologna seguendo l’insegnamento del prof. Pericle Ducati e ha conseguito la Laurea in Etruscologia presso l’Università di Roma sotto la guida del prof. Massimo Pallottino. Contemporaneamente agli studi ginnasiali e liceali Maria Luisa Zennari ha frequentato il corso di violino, viola, pianoforte, solfeggio e armonia presso il Liceo Lettimi sostenendo gli esami di idoneità a Pesaro. Dopo la laurea ha sostenuto gli esami di concorso a cattedra, banditi nel 1947, con unica sede nazionale a Roma, ed è risultata vincitrice di cattedra di Scuola Media, di Ginnasio con insegnamenti di Italiano, Latino, Greco, Storia, Geografia, e Liceo con insegnamenti di Italiano, Latino e Storia. Maria Luisa Zennari ha insegnato dal 1949 al 1958 presso il Liceo Scientifico Serpieri di Rimini e dal 1958 presso il Liceo Classico Giulio Cesare, dove è rimasta fino al 1982, anno del suo pensionamento. Da allora continua a svolgere attività di promozione culturale presso varie istituzioni, anche fuori Rimini. Nel 2005 ha ottenuto il premio Pio Manzù per la sua assidua opera di illustrazione e diffusione della conoscenza della Divina Commedia.

Maria Luisa Zennari con l'amico-collega Riccardo Gresta e l'allievo Andrea Donati

Maria Luisa Zennari con l’amico-collega Riccardo Gresta e l’allievo Andrea Donati

Il sindaco di Rimini premia Maria Luisa Zennari con il

Il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli  premia Maria Luisa Zennari con il Sigismondo d’Oro