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Consorzio di Bonifica, Franchini (M5S): si annulli l’operazione tornando a votare

Parlare di astensionismo, in questo caso, sarebbe persino riduttivo. I numeri: su 400 mila aventi diritto al voto per il rinnovo degli organi amministrativi del Consorzio di Bonifica della Romagna per il quinquennio 2016-2020 (le operazioni si sono svolte tra il 16 e il 19 dicembre 2015) hanno votato in 856 con una percentuale dello 0,21 %. A sollevare la questione è Carla Franchini del M5S di Rimini che ora chiama in causa niente meno che il presidente della Regione Stefano Bonaccini.

 

Roberto Brolli – già Presidente del Consorzio e di nuovo in sella per i prossimi 5 anni come dicono i risultati – ha aspettato la vigilia di carnevale per pubblicare i risultati delle elezioni natalizie del Consorzio di bonifica (svoltesi tra il 16 e il 19 dicembre 2015). Non poteva scegliere periodo migliore. I risultati – scrive la Franchini – attestano una percentuale davvero carnevalesca. Nei prossimi 30 giorni sarà possibile presentare ricorso al Presidente della Giunta Regionale. E per questo mi appello a tutti i Sindaci di tutti i comuni ricompresi nel bacino del Consorzio di Bonifica della Romagna (Comuni delle Province di Rimini, Forli, Cesena e Ravenna) ai quali rivolgo un preciso appello: unirsi alla richiesta che presenterò personalmente al Presidente della Regione Stefano Bonaccini chiedendo l’annullamento delle operazione elettorali del Consorzio di Bonifica della Romagna per assoluta mancanza di trasparenza e pubblicità delle operazioni elettorali. Al contempo mi rivolgo al Sindaco di Rimini Andrea Gnassi affinché – in qualità di Presidente della Provincia di Rimini – si astenga dal procedere alla nomina di sua competenza all’interno del Consorzio di Bonifica. Vedremo come andrà a finire. Una cosa è certa. Il bollettino del Consorzio di Bonifica arriverà ed è da pagare.




Operazione antidroga della Polizia municipale: 87 arresti. Bar Arcobaleno una delle basi. Zona per zona chi spaccia

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L’operazione della Polizia municipale di Rimini “Kebab connection” che nel dicembre 2013 portò a 53 arresti, ha portato a nuovi fermi.  Tra ieri e oggi sono state altre 87 le misure cautelari disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari Sonia Pasini sullo spaccio di sostanze stupefacenti in alcune zone della città. Una città, che gli spacciatori, hanno pensato bene di dividersi: dal centro città – spiega una nota di Palazzo Garampi – fino al quartiere di Bellariva ed era prevalentemente sotto il controllo di stranieri provenienti dalla città di Tunisi; quella dal quartiere di Bellariva fino a Miramare, era prevalentemente presidiata da stranieri provenienti dalla regione tunisina di Sfax, così come una terza zona – quella di San Giuliano, Rivabella e Viserba – era territorio di spaccio di nord africani di varia provenienza. Quanto alle zone lo scambio di sostanze stupefacenti avveniva per lo più all’interno dei parchi cittadini o, per le zone più periferiche, tra le cabine della zona a mare, la stazione ferroviaria e nei giardini prossimi alle vie e piazze più centrali. Un’azione criminosa in cui gli indagati erano supportati anche dalle proprie compagne-conviventi italiane. L’attività investigativa ha anche consentito di individuare nel Bar Arcobaleno di Corso d’Augusto – oggi chiuso – un ulteriore luogo di incontro e di spaccio. All’interno del locale, nel piano superiore, alcuni clienti utilizzavano tale spazio sia per la preparazione dello stupefacente da cedere, sia per le transazione dello stesso.

Sofisticato e complesso il lavoro delle indagini che, oltre al tradizionale pedinamento, ha visto 69 linee intercettate con oltre 50 mila conversazioni telefoniche raccolte, 60 mila ore di registrazione audio, 3 mila ore di registrazione con video telecamere e altrettante di ascolto audio. Il tutto con 14 sequestri amministrativi, 10 arresti in flagranza. Attività che si sono svolte sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica Dr. Paolo Giovagnoli e dal sostituto procuratore Dr. Marino Cerioni. L’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari Sonia Pasini compendia in oltre 1.500 pagine le motivazioni che hanno indotto a disporre le misure cautelari nei confronti degli indagati.

In particolare col provvedimento è stata disposta la custodia cautelare in carcere per 45 indagati (36 tunisini, 6 marocchini, 1 italiano, 1 palestinese, 1 albanese; in maggioranza già destinatari dello stesso provvedimento due anni fa); l’obbligo di dimora e divieto di uscire dalla abitazione nelle ore serali e notturne per 14 indagati (11 italiani, di cui 4 donne , e 3 albanesi); il divieto di dimora nel territorio provinciale per 27 indagati (in prevalenza marocchini e tunisini), l’obbligo di firma presso la Stazione Carabinieri per una indagata (italiana). 13 inoltre le denunce a piede libero e un minore deferito alla Procura della Repubblica per i minorenni, che portano così a 101 i soggetti complessivamente coinvolti dall’operazione “Kebab 2”.

“Queste sono quelle azioni – ha commentato il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi nel corso della conferenza stampa a cui, oltre al Comandante della Polizia municipale di Rimini Fabio Mazzotti e al Commissario Maria Carla Tavella, che ha coordinato dal suo nascere l’operazione “Kebab 2”, hanno voluto essere presenti anche il Procuratore della Repubblica Dr. Paolo Giovagnoli e accompagnato dal suo Sostituto Dr. Marino Cerioni – in cui si dimostra che c’è uno Stato, che c’è un Paese che funziona. Per questo mi sento di rivolgere, a nome dell’intera collettività riminese, un encomio alla Polizia Municipale di Rimini: avete dato una dimostrazione di professionalità e di cosa è in grado di fare la Polizia Municipale. Oltre cento agenti uniti, motivati, che hanno dimostrando uno spirito di corpo straordinario. Vi ringrazio per quello che avete fatto e che state continuando a fare. Non solo per l’operazione di oggi ma per l’attività multiforme che portate avanti tutti i giorni a servizio della città.

 

 




Avviata la procedura per la nomina della nuova Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio

E’ giunto il 27 gennaio scorso dalla I e dalla III commissione consigliare il parere positivo per l’approvazione del nuovo testo dell’art. 18, che definisce la composizione, i compiti e le procedure della Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio. La Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio – ricorda una nota stampa di Palazzo Garampi – ha il compito di esprimere pareri, obbligatori e non vincolanti, per il rilascio dei provvedimenti comunali in materia di beni paesaggistici, qualità urbana o interventi riguardanti edifici di particolare pregio storico-architettonico, nonché nei casi di procedimento di condono ambientale.

 

La proposta che sarà votata dal consiglio comunale prevede che sia la Giunta Comunale a nominare i componenti della Commissione sulla base di una lista di candidati definita da una procedura ad evidenza pubblica. I candidati saranno professionisti esperti in materia di urbanistica, beni architettonici, culturali e paesaggistici, di tutela dell’ambiente, storia dell’architettura, restauro, scienze geologiche, naturali, geografiche, ambientali, agrarie e forestali. Allo stesso modo la Giunta Comunale nominerà, fra i componenti, il Presidente ed il Vicepresidente della Commissione ed i sette membri supplenti. La Commissione, che sarà di 7 componenti, rimarrà in carica per cinque anni ed i suoi componenti possono essere confermati consecutivamente una sola volta.




La Navetta Grandi Mercati rimarrà gratuita fino al 30 marzo

Proroga degli accordi tra Start Romagna e C.O.C.A.P. (consorzio operatori commercio su aree pubbliche). Da sabato 6 febbraio 2016 e fino al 30 marzo 2016 si conferma la promozione concordata per “semplificare l’accesso alla nuova area mercatale di Rimini, area ex-Padane, piazzale Gramsci, via Dante e zone limitrofe”. Il mercoledì e il sabato la Navetta Grandi Mercati (GM) è gratuita. La linea è attiva nelle giornate di mercato con frequenza ogni 20 minuti dalle ore 7.30 alle 8.30 poi ogni 10 minuti fino alle 13.30 sul percorso via Roma – Arco d’Augusto – Circonvallazione Meridionale e Orientale – Ponte di Tiberio – via Roma (fermata Anfiteatro).




Pier Giorgio Pasini condurrà Oltre il venticinquesimo. Il Museo e la sua Città.

piergiorgiopasiniSabato 6 febbraio 2016 alle ore 17, nella Sala del Giudizio del Museo della Città “Luigi Tonini” (Via L. Tonini, 1 Rimini) Pier Giorgio Pasini (foto), storico dell’arte e profondo conoscitore del patrimonio culturale riminese, condurrà una conversazione sul tema Oltre il venticinquesimo. Il Museo e la sua Città. L’anno scorso il Museo della Città è stato intitolato a Luigi Tonini, molto opportunamente, perché la sua fondazione nell’anno 1872 è dovuta proprio alla volontà di questo insigne storico e archeologo, vero padre degli studi riminesi. A ripercorrere le tappe della lunga storia del Museo, che per molto tempo non è stato altro che una sezione della Biblioteca Civica e che dopo le distruzioni della guerra per molti anni ha cercato invano una sua stabile collocazione, sarà Pier Giorgio Pasini, che ha fatto parte del suo “comitato di gestione” dal 1963 al 1990 ed in seguito ha provveduto a studiare l’attuale ordinamento scientifico del suo materiale medievale e moderno negli ambienti settecenteschi della nuova sede. L’incontro si propone dunque di ripercorrere l’intera storia del nostro museo, di evidenziarne la formazione, lo sviluppo e la rinascita; ma nello stesso tempo anche il rapporto che ha avuto con la città e le iniziative promosse per lo sviluppo della cultura e della memoria cittadine nell’ultimo quarto di secolo. Ingresso libero.




Quanto fundraising c’è, i dati Unioncamere

Idee, progetti senza budget rimangono sogni nel cassetto. La sa bene chi si avvicina a un’idea più o meno imprenditorialmente. Il fundraising, ovvero l’acquisizione di risorse economiche per finanziare attività, anche nel volontariato ha raggiunto livelli davvero importanti.  Come testimoniano i dati di Unioncamere Emilia Romagna diffusi oggi da AICCON, l’Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit circa (Università di Bologna – Campus di Forlì), il 46% delle entrate delle Organizzazioni di Volontariato emiliano romagnole derivano da attività commerciali e di fundraising, il 30% per le Cooperative Sociali ed il 36% per le Associazioni di Promozione Sociale. Ma c’è di più. Le competenze in fundraising – spiegano da AICCON – stanno quindi diventando una high skill sempre più richiesta non solo nel mondo delle organizzazioni non profit ma in tanti altri settori. “Investire sul fundraising è essenziale per migliorare i meccanismi di partecipazione e per garantire la sostenibilità dei progetti sociali, oggi sempre più rilevanti per la competitività dei territori” – aggiunge Paolo Venturi, Direttore di AICCON – The FundRaising School.




Ericsoft regala il sito per il turismo a Riccione. Stefano Rossi racconta. L’azienda, nata in piccolo ufficio a Riccione Paese

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Stefano Rossi

Il suo nome è Stefano Rossi, riccionese doc, in poco più di 20 anni è passato da un piccolo ufficio in piazza Matteotti, Riccione Paese, ad una moderna palazzina a Misano Adriatico, sulla Statale. La sua azienda si chiama Ericsoft e si fa notare oltre che per la modernità dell’edificio (vetro e acciaio) per aver “parcheggiato” in giardino un F104; un aereo da caccia dismesso qualche anno fa dall’aviazione militare. Rossi ha appena terminato l’ampliamento della sede di Ericsoft, ma l’azienda cresce in fretta e gli spazi sono già diventati insufficienti. Ha un pacchetto di 5mila clienti tra alberghi, ristoranti, villaggi turistici. Fornisce loro sistemi di gestione. “Professionalmente ho trascorso gli ultimi 20 anni della mia vita cercando di immaginare cosa sarebbe potuto succedere nei 10 anni a venire: come sarebbero mutate le modalità di gestione e prenotazione alberghiera grazie allo sviluppo della tecnologia e con quali strumenti far fronte alle necessità e opportunità che il futuro prossimo ci avrebbe presentato.” E i risultati aziendali sembrano avergli dato ragione. “Non sono un futurologo o un indovino, ho semplicemente passione per il mio lavoro e una buona dose di intuizione. Proprio per questo, considerato che la nostra economia territoriale vive di turismo, mi sono chiesto come mettere a disposizione della mia città esperienza ed intuizione; avevo appreso dalla stampa che il Comune di Riccione stava riprogettando il sito web turistico, ho pensato subito fosse l’occasione giusta per mettermi in gioco e regalare a Riccione un’opportunità”.

 

“Se integro il sistema di prenotazione alberghiera in un portale turistico che racconta la città – racconta Rossi – e lo metto a disposizione gratuita di tutti gli operatori del territorio nessuno rimane indietro. Il sito potenzialmente potrebbe concentrare tutte le interazioni della città: gli alberghi, gli itinerari, gli eventi, le offerte, le eccellenze, la cultura, i dintorni… Di più e meglio dei big dell’online. Ai potenziali clienti proponi la città nella sua totalità. Chi non sa che esiste Riccione, lo inviti dentro casa tua. Lo si fa attraverso un click sul portale. Se bello e ricco di contenuti trasformi la ricerca in una prenotazione vera”.- “Io – continua Rossi – credo di aver fatto un buon lavoro per la mia città; e anche con un modesto
investimento sulla comunicazione il ritorno economico e d’immagine potrebbe essere altissimo. Si possono profilare i clienti, amanti dell’arte, della bicicletta, della natura, per fasce di età… per numero di figli. Così la pubblicità può essere mirata e cucita addosso ad arte… Se funziona
si continua, altrimenti si sposta l’obiettivo”. “Come azienda – riflette Rossi – su questa sfida, oltre alla reputazione, abbiamo messo in campo un importante investimento di tempo e di risorse. Inoltre, ci ho messo la mia faccia per dimostrare anche che sul futuro ci si deve credere e ci si può
investire, anche a Riccione. Diciamo che ho messo a disposizione della città una Formula 1, poi spetterà all’amministrazione decidere se farla correre in pista o tenerla ferma nei box.

 

I contenuti, ora, li deve mettere la città, li devono mettere gli operatori. Anche il posizionamento deve essere fatto dagli operatori. I dati possono essere inseriti con semplicità, non servono competenze informatiche. Facile e all’avanguardia, è a disposizione del Comune, della comunità. Se ben gestito potrebbe essere in grado di produrre grossi risultati”. “Ad esempio – continua Rossi – le camere possono essere prenotate direttamente all’albergatore, evitando di pagare commissioni che vanno dal 10 al 35 per cento. Questi soldi, ed apro una parentesi, oltre a diminuire la redditività, vengono fatturati all’estero. Per l’Italia si parla di un servizio che pesa per circa 9 miliardi di euro. Inoltre, si affidano le nostre sorti, di Riccione e dell’Italia, ai colossi che potrebbero dirottare e gestire i flussi turistici a loro piacimento. Sono in possesso dei dati e possono loro inviare offerte e promozioni. ”

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Si diceva che Stefano Rossi parte nel 1995 da un ufficetto nel cuore di Riccione. Da zero, zaino in spalla, va a vendere la sua tecnologia in giro per l’Italia. Il suo pacchetto tecnologico di gestione si impone. L’azienda si amplia. Dieci anni fa si sposta a Misano Adriatico. Ricorda: “Non mi sono fermato ad una sola esigenza, però ho sempre cercato un denominatore comune per aiutare gli imprenditori del turismo nel loro lavoro. Ora siamo tra le più importanti società di software per il turismo in Italia. L’aumento è costante; sempre a doppia cifra. Abbiamo 45 addetti suddivisi in tre settori: assistenza, commercializzazione e ricerca e sviluppo”. L’estero pesa poco da un punto di vista economico. L’azienda riccionese ha fatto installazioni spot in Armenia, Inghilterra, Tailandia, Stati Uniti, Kazakistan, Russia, Messico, Kenya, Marocco. Ha aperto una società a Miami, Florida, e pensa di sbarcare a Dubai. “Negli Stati Uniti – afferma Rossi – se non sei presente fisicamente fai fatica a vendere. I nostri concorrenti nel mondo sono più avvantaggiati; un ingegnere indiamo guadagna molto meno di quello italiano, ad esempio.

 

Se devi fare una gara la devi fare ad armi pari, invece i nostri competitori hanno costi minori”. Stefano Rossi ha passioni lontane dalla normalità. Si comporta lontano dalla normalità. Da ragazzo voleva entrare nell’Accademia militare. Arriva 41.mo; ne prendono soltanto 12.
Meglio così, forse, altrimenti la Ericsoft con i suoi quasi 50 dipendenti non ci sarebbe e neppure il portale Riccione Turismo. Questa passione lo ha portato a ricomporre il caccia F104; che chi passa sulla Nazionale lo può ammirare di fianco alla palazzina a vetri. Il veicolo era segato in più pezzi; è stato completamente rinsaldato per dargli l’aspetto di completezza. Di sè afferma: “Fin da piccolo mi sono divertito a sognare quello che non esiste. Quando decido di fare una cosa, cerco di farla al meglio”. Questa breve massima di saggezza l’ha portata anche nella sua casa. L’ha progettata lui, fuori dagli schemi, naturalmente. Per tirarla su ha aperto un’impresa di costruzioni ed acquistato gli attrezzi per realizzarla”.
Ai giovani consiglia: “Se posso dare un messaggio è questo: girare il mondo e farlo fino in fondo. Invito loro a non mollare mai. E’ un po’ come sparare contro un muro per romperlo. Non bisogna abbandonare perché potrebbe mancare poco per passare dall’altra parte”.

 




Rontini, la scultura reinventata. Intervento critico di Vittorio Sgarbi

di ANNAMARIA BERNUCCI

Di Aldo Rontini si è chiusa recentemente una mostra importante svoltasi al Museo della Città di Rimini dal titolo ‘Dei gessi’, curata da Peter Weiermair con un intervento critico di Vittorio Sgarbi. Sin dalla sua fondazione come ‘agenzia’ di promozione e attività culturali e di custodia del patrimonio librario, il Centro Culturale Polivalente di Cattolica ha avuto la vista lunga sui linguaggi e le espressioni dell’arte contemporanea. Cioè è sempre riuscito a cogliere gli aspetti innovativi di ricerca, la qualità degli interventi artistici e dei protagonisti. Proprio nel 1980 alla Galleria Comunale S. Croce di Cattolica venne presentata una rassegna intitolata Nuova Ceramica curata da Franco Solmi allora direttore della Gam di Bologna (la Galleria d’arte Moderna della città felsinea) il quale si era fatto paladino di un gruppo di giovani artisti che usavano un nuovo linguaggio lontano dalle diramazioni dell’informale imperante, cresciute devotamente all’ombra di un faentino illustre, Carlo Zauli.

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In primo piano Aldo Rontini con l’assessore alla Cultura del Comune di Rimini Massimo Pulini

Massimo Pulini

Tra questi giovani emergenti c’era Aldo Rontini che lasciò in dono al Centro Culturale alcuni pezzi della sua produzione d’allora, utilizzando
la tecnica della fotoceramica. Queste opere sono esposte all’interno della Biblioteca di Cattolica, visibili al pubblico. Di Aldo Rontini si è chiusa
recentemente una mostra importante svoltasi al Museo della Città di Rimini dal titolo Dei gessi, curata da Peter Weiermair con un intervento
critico di Vittorio Sgarbi. Un’occasione per rileggere l’opera complessiva di questo scultore che ha fatto della ceramica uno strumento per
approdare ad altre elaborazioni e ricerche sulla forma e concedersi una rilettura della storia dell’arte. Incontrare l’artista nel suo studio, nel centro più segreto di Faenza, a due passi dal neoclassico Palazzo Milzetti, significa immergersi in un’atmosfera in cui tutte le fasi progettuali e lavorative, laboratoriali e inventive sono in comunione, fuse assieme. Rontini è attratto dalle forme del volto e del corpo, declinati sino alle soglie di un’astrazione simbolica, è sedotto da anatomie o porzioni di esse innestate in cavità e contenito ri dalla ambiguità surreale. Soprattutto è preso dall’osservazione di forme mutanti assecondando un suo gusto all’iperbole.
Compaiono allora tra le sue forme gusci e valve che si schiudono in tentacolari torsioni di busti, in metamorfiche addizioni. Tutto è attraversato da un’eroticità ironica e anche sottilmente perturbante. Ma accanto a questo c’è nel suo lavoro una buona dose di disincanto verso il passato e verso la memoria simbolica, un bisogno laico di sovversione. Ciò si traduce in corpi naturali innaturali, ma anche in cuori trafitti come ex voto o in grandi occhi dalla pupilla cieca a dimostrazione dell’interesse di Rontini per elementi archetipici e arcaici. Un repertorio figurativo che la dice lunga sulle sue predilezioni, dove si mischia il richiamo ad una tradizione di matrice classica ma anche ad una compostezza olimpica. Va detto che Rontini guarda e assorbe la grande esperienza nutritiva e di formazione dello scultore Domenico Rambelli che, tra i ripetuti risvegli dell’arte
faentina nel corso del ‘900, rappresentò un riferimento per un’intera generazione; anche la scultura di Adolfo Wildt, è nel podio delle predilezioni di Rontini con quella sua esclusiva iconografia fatte di poche linee scarne e di edonismo ascetico, nel quale il calore della vita sposa il freddo della morte. Il corpo umano e il corpo nudo nella rappresentazione dell’arte possiedono una storia millenaria e una lunga teoria di
tabù infranti. Rontini si concede licenze controllate nella raffigurazione e distillazione del corpo maschile. Fuoriesce la bellezza del desiderio che si imprime negli occhi come condizione del tempo e motore delle vicende umane, istinto insopprimibile e naturale. Sono corpi i suoi che contengono futuro e memoria arcaica, reinvenzione e ricerca perfezionistica del dettaglio, esibizione e atletismo. “La finitura di una forma modellata con le mani nude è destinata a differire da quella scolpita con l’uso di scalpello e martello” – scrive nella prefazione Massimo Pulini a proposito della scultura di Rontini – ma quella antica antinomia tra l’aggiungere e il sottrarre, tra il togliere materia al blocco o dare forma e volume sul tornio sembra risolta da Rontini con la forza suadente del suo tatto e della sua invenzione.




Nuove sale operatorie all’Ospedale “Infermi”, pool di investimenti pubblici da 17 milioni. Accesi due nuovi mutui.

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L’Ospedale Infermi di Rimini ha un nuovo blocco operatorio. Le nuove 8 sale operatorie sono collocata al primo piano del Dipartimento di Emergenza Accettazione (Dea) e saranno servite – spiega una nota dell’Ausl Romagna – da due anelli di corridoi. Il primo, sul lato esterno del fabbricato, per il transito dei pazienti. Il secondo all’accesso alle sale dei chirurghi e dei materiali sterili.  Il comparto operatorio è dotato delle più innovative tecnologie biomedicali con l’obiettivo della multidisciplinarità. Le specialità che principalmente utilizzeranno i nuovi comparti sono: chirurgia generale, chirurgia vascolare, chirurgia pediatrica, anestesia, ortopedia e ginecologia. In modo minore endoscopia, terapia antalgica e pediatria oncologica. Ogni sala operatoria è dotata di due sistemi pensili per eliminare gli ingombri sul pavimento. La distribuzione di tali sistemi permette di posizionare il paziente in ogni sala nella modalità più adeguata a favorire l’operato del personale in tutte le specialità chirurgiche. Ogni sala operatoria si avvale di sistemi di illuminazione di ultima generazione, che associano elevatissimi livelli prestazionali a una gestione del fascio di luce in grado di eliminare la presenza di ombre sul campo operatorio. La loro tecnologia costruttiva a led consente di minimizzare il surriscaldamento, con beneficio del paziente e degli operatori. Il sistema di illuminazione è dotato in ogni sala di una telecamera integrata.
Di particolare rilievo è il progetto di dotazione multimediale delle sale, orientato a fornire ai chirurghi i più avanzati strumenti per la gestione dei contributi video-generati, utilizzabili sia per visualizzazione interna che per esigenze di documentazione. Tutte le sale sono state predisposte con cablaggi tecnici realizzati con la fibra ottica per consentire al personale di connettere tutte le tecnologie e visualizzare le informazioni sotto forma di filmati, immagini e voce. In questo modo il “Sistema Sala Operatoria” è in grado di interagire con la rete informatica di tutto l’ospedale e anche di visualizzare e condividere, direttamente su un display, le informazioni relative al paziente ottenute da precedenti indagini come radiografie, Tac o esami di laboratorio. La distribuzione dei monitor permetterà a tutto il personale delle equipe chirurgiche di operare con modalità video assistita. Da ogni sala operatoria si potrà comunicare in videoconferenza potenzialmente con tutto il mondo per consulti, scambi di esperienze, eventi formativi senza dover necessariamente prevedere accessi in sala operatoria. Inoltre è prevista la possibilità di diffusione in streaming delle immagini, l’integrazione nello stesso sistema del controllo delle luci di sala e la gestione centralizzata delle apparecchiature.
I costi sono stati pari a 17 milioni di euro, di cui 7,15 per le tecnologie biomedicali.  Per quanto attiene alle fonti di finanziamento, le opere esterne (per un valore di 5.760.000 euro) sono state realizzate con fondi regionali.  I restanti oneri, per circa 11 milioni di euro, sono a carico dell’Azienda U.S.L. della Romagna  attraverso due mutui: uno per la parte edilizia e uno per la parte tecnologica. Per quanto riguarda invece i fondi relativi all’intera palazzina del Dea, il quadro finanziario è il seguente: totale interventi 72.015.000,00 di cui a carico dello Stato 26.275.653,15, a carico della Regione 12.224.351,61 e dell’A.USL per 33.514.995,24. Si aggiungono euro 12.000.000 (a carico dell’A.USL) per l’allestimento delle apparecchiature elettromedicali.

 

L’inaugurazione dei nuovi comparti operatori dell’Ospedale “Infermi” di Rimini è avvenuta il 25 gennaio scorso con la partecipazione dell’Assessore regionale alle Politiche per la Salute Sergio Venturi, del sindaco e presidente della Provincia di Rimini Andrea Gnassi, del direttore generale dell’A.USL Romagna Marcello Tonini, del coordinatore delle direzioni mediche di presidio dell’A.USL Stefano Busetti, del direttore del Dipartimento chirurgico di Rimini dell’A.USL Gianfranco Francioni e del direttore dell’Unità Operativa “Progettazione e Sviluppo Edilizio” dell’Ausl Enrico Sabatini.