Rimini for Zimbabwe, serata con Marilena Pesaresi

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Marilena Pesaresi

Missio Diocesana (l’Ufficio Missionario Diocesano), in collaborazione con la Fondazione Marilena Pesaresi onlus promuove lunedì 25 gennaio la serata “Rimini for Africa”, dedicata alla dott.ssa Marilena Pesaresi, medico missionario in Zimbabwe (Africa). L’appuntamento è alle ore 21, in Sala Manzoni, a Rimini (via IV Novembre 35). Durante la serata – condotta dalla direttrice di Icaro Tv Simona Mulazzani – sono previste interviste e testimonianze (anche video, tra cui i ragazzi che han vissuto l’esperienza missionaria breve la scorsa estate) di amici e collaboratori del noto medico missionario riminese, alla presenza della stessa Marilena, il “Leone che sa” come la chiamano affettuosamente gli africani, e del dottore missionario Massimo Migani. Interverranno tra gli altri Giovanni Arcangeli (reduce dall’iniziativa “I ride for Africa”. Biciclettata lungo tutta l’Italia per raccogliere fondi per Marilena), medici e volontari dell’Operazione Cuore. È previsto un intrattenimento musicale. Si tratta di una serata di beneficenza per sostenere l’Ospedale “Luisa Guidotti” di Mutoko.

 

Marilena Pesaresi, riminese doc, compirà 84 anni il 19 settembre prossimo. Medico missionario, o missionario diocesano come preferisce definirsi, da quasi 50 anni opera senza riserve in Africa. Dirige l’ospedale “Luisa Guidotti” di Mutoko, opera che svolge attività nel settore dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, nella quale da circa quattro anni è affiancata dal medico odontoiatra riminese Massimo Migani, al quale si è aggiunta da un paio di stagioni Lucia Grassi. Cura ammalati di ogni genere e ricoverati di Aids. Inoltre ha dato vita ad Operazione Cuore: grazie alla dottoressa e alla Caritas diocesana, infatti, sono oltre un centinaio i bambini africani portati in Italia, ospitati da famiglie riminesi e operati da oltre 20 anni negli ospedali di tutta Italia guarendo da gravi malformazioni cardiache.

La vocazione e l’attività della Pesaresi, nata nel seno della Chiesa Cattolica riminese e aperta alla società, le ha fruttato numerosi riconoscimenti, tra i quali Cavaliere della Repubblica, premio nazionale Laica missionaria dell’anno, Dama di Commenda dell’Ordine di S. Silvestro papa (premio conferitole da Giovanni Paolo II) e il Sigismondo d’oro a Rimini. Nello Zimbabwe, il Paese del Continente nero dove ancora opera, la chiamano “il leone che sa” per la sua saggezza ma anche per il suo carattere deciso. Per aiutare la dott.ssa Pesaresi – e il dottor Migani e Lucia Grassi – nell’opera in Zimbabwe, le persone di buona volontà a Rimini e in tutta la provincia (e anche fuori dai confini riminesi) si sono sempre prodigate, in mille modi diversi. Per coagulare questo flusso di solidarietà e guardare al futuro della missione di Mutoko, alcune realtà si sono raccolte nel giugno scorso in una Fondazione (“Fondazione Marilena Pesaresi Onlus”) presieduta dal dott. Leonardo Cagnoli, nata proprio per coordinare il fiume di solidarietà che scorre a favore della dottoressa riminese e delle sue attività in Africa. “Marilena rappresenta per Rimini un punto di riferimento fondamentale: – ha detto il dott. Cagnoli – è quello che tutti noi vorremmo essere ma raramente riusciamo ad essere”.




In pochi anni esplode il numero di bambini vegetariani e vegani nelle mense scolastiche

Nelle mense scolastiche riminesi sono 600 le richieste di diete speciali per altrettanti bambini.  Spicca quello delle diete vegetariani o vegane. “Pur essendo in assoluto ancora un numero relativamente contenuto, 61 – dichiara il vicesindaco Gloria Lisi con delega ai servizi educativi del Comune di Rimini – colpisce è il suo trend in costante crescita. Solo l’anno scorso erano 43, mentre non più di qualche anno fa, quando si sono accettate le prime richieste, erano solamente 9. Per la celiachia e altre allergie sono 118 le diete speciali distribuite nelle scuole della provincia di Rimini, 27 quelle legate a problematiche che coinvolgono anche la parte caratteriale”. Nel Comune di Rimini, sono poco meno di 5 mila i pasti serviti ogni giorno nelle mense delle scuole con sede a Rimini (circa 2.500 nelle primarie, 800 nelle materne e 1.700 nei nidi).




Illeciti bancari, a Riccione il congresso nazionale DECIBA

Il congresso nazionale 2016 dell’Associazione no­profit DECIBA, Dipartimento Europeo di Controllo sugli illeciti bancari,  si terrà presso l’Hotel Atlantic di Riccione il 29 – 30 e 31 gennaio. Si parlerà di tutte le misure giudiziarie che è possibile prendere nei confronti degli istituti di credito. DECIBA – si legge in una nota stampa – è la prima associazione ad aver ottenuto in sede giudiziaria la sospensione di un’asta giudiziaria, riuscendo a dimostrare il rapporto tra causa ed effetto tra “usura bancaria” e “morosità” del debitore. E’ diventata così in breve tempo l’associazione con la migliore reputazione in Italia, prestando attività di consulenza a numerosi studi legali e intervenendo anche in trasmissioni televisive su reti nazionali. Durante il congresso verrà messa in evidenza l’illiceità della vendita di determinati prodotti finanziari in relazione alle norme vigenti. A tal proposito verranno presentate le contromisure offensive che è possibile portare avanti per un contenzioso giudiziario efficiente e veloce. Verrà anche presentata DECIBA PROFESSIONAL che si avvale di decine di professionisti attivi su oltre 40 province che verranno estese a 110 entro i prossimi tre mesi.

 




50 imprenditori riminesi sul progetto “Destinazione Cina”. Molto bene l’export verso il paese asiatico: +14,8%

economia-cinese-riminiNonostante le ultime notizie a livello globale parlino di un netto “rallentamento” dell’economia cinese, il grande paese asiatico suscita ancora l’interesse di numerosi imprenditori italiani, anche nel Riminese. Sono state oltre 50 le imprese che il 19 gennaio scorso hanno partecipato al workshop di presentazione del progetto “Destinazione Cina” organizzato da Banca Malatestiana nella propria sede di Rimini, a Palazzo Ghetti. Il progetto prevede la missione in Cina al fine di costruire relazioni d’interesse con operatori e istituzioni locali. Molto interessanti ed apprezzati gli spunti offerti dal partner cinese, Yanting Huang, in collegamento video in tempo reale da Ningbo in Cina, dove ha sede l’agenzia che curerà l’organizzazione dell’agenda del referente di Banca Malatestiana, al fine di visitare fiere di settore, imprenditori locali, succursali di imprese italiane, associazioni di categoria, istituzioni e università.

I dati proposti dal Presidente della Camera di Commercio di Rimini, Fabrizio Moretti, hanno mostrato un trend in crescita anche delle esportazioni delle imprese riminesi verso il paese asiatico (+14,8% da gennaio a settembre 2015 rispetto ai primi nove mesi 2014, per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro) sebbene ancora al di sotto dei risultati raggiunti dalle altre province dell’Emilia Romagna, per cui ci sono spazi e ampie possibilità di sviluppo per le imprese del territorio. Due imprenditori, Egidio Aguti, Presidente di Trevi Spa, e Susanna Grillantini, Responsabile del progetto Estero di Naturlab srl, hanno portato la propria esperienza fornendo anch’essi spunti interessanti in merito agli approcci al mercato cinese sia lato import che export.




Vignetta Gennaio 2016

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Si legge di più, lo certifica l’Istat

“Questo 2016 si apre con una buona notizia: finalmente torna a crescere la lettura di libri in Italia. Questo ci sprona ancor di più a contribuire in ogni modo per invertire la tendenza: si può fare qualcosa, non è lecito arrendersi e se si agisce insieme, in una logica di sistema, i risultati arrivano”: è questo il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Federico Motta dopo i dati resi noti dall’Istat sulla lettura nel 2015. L’indagine evidenzia infatti una ricomparsa del segno positivo: +1,7% rispetto al 2014. Oggi legge in media almeno un libro – di carta – all’anno il 42% degli italiani con più di 6 anni (era il 41,4% l’anno scorso): si sono recuperati circa 412mila lettori. Nel 2015 4,687 milioni di italiani leggono ebook (è il 14,1% della popolazione che ha usato Internet negli ultimi tre mesi). “I dati non possono purtroppo essere sommati – ha precisato Motta – ma l’insieme di questi due indicatori è interessante. Così come è significativo che il 6% di chi non ha libri in casa dichiari di aver letto libri on line o ebook”. “Continueremo a lavorare per mobilitare tutta la società civile intorno al libro e alla lettura – ha concluso Motta –. Le fasce giovani e anche quella dei laureati e dei manager hanno bisogno di un’attenzione particolare. Ci lavoreremo da subito. Oggi però è davvero un buon giorno: è arrivato un altro segnale che fa intravvedere al settore un cambio di direzione”.




Corruzione, il Comune apre a cittadini e associazioni

corruzione-840x420Per combattere la corruzione serve il contributo di tutti. Il Comune di Rimini apre le porte a cittadini e associazioni per aggiornare Piano triennale per la Prevenzione della Corruzione e del Piano triennale per la Trasparenza. Proposte e suggerimenti potranno essere comunicati tramite posta elettronica (controllo.gestione@comune.rimini.it) entro il 31 gennaio. Scadenza formale perchè, nella sostanza, eventuali segnalazioni potranno essere inoltrate anche successivamente. Il piano triennale di prevenzione della corruzione viene predisposto ai sensi del comma 8 dell’art. 1 della Legge 190/2012 e sulla base del Piano Nazionale Anticorruzione approvato da Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) con propria delibera n. 72 del 11/09/2013. Attualmente a Palazzo Garampi la responsabile prevenzione della corruzione è lo stesso Segretario Generale, la Dott.ssa Laura Chiodarelli (laura.chiodarelli@comune.rimini.it).

 

Sono principalmente 14 le aree maggiormente a rischio: erogazione sovvenzioni, contributi e sussidi, autorizzazioni, concessioni, attività di controllo repressione e sanzionatoria, procedure di scelta dei contraenti, esecuzione dei contratti, procedure di affidamento di incarico, prestazione servizi, procedure di selezione e valutazione del personale, procedure di controllo, atti autoritativi, indennizzi, risarcimenti e rimborsi, registrazioni e rilascio certificazioni, atti di pianificazione e regolazione.  In Italia la corruzione percepita è al 90%, al “top” in tutta l’area Ocse seguito da Portogallo e Grecia. Il dato è emerso dal documento dell’Ocse “Cubbing corruption. Investing in growth” presentato a marzo dell’anno scorso.




Progetti ambientali a rischio, l’Ordine degli Architetti ricorre al TAR

L’Ordine degli Architetti ricorre al TAR dell’Emilia Romagna e chiede un “commissario” per sopperire alle mancanze del Comune di Rimini “ostinato” a non rinnovare i membri della Commissione per la qualità architettonica ed il paesaggio”. L’anomalia è sollevata dal consigliere di opposizione Eraldo Giudici (Popolari Liberali) che parla di un vero e proprio “rischio di blocco” per la gran parte dei progetti di valenza ambientale per mancato rinnovo, appunto,  dei componenti della Commissione Qualità architettonica e paesaggio così come previsto da una recente sentenza del TAR regionale (la 383 del  22/05/2013). I membri della Commissione – scrive Giudici – dovrebbero essere in possesso di diploma universitario o di laurea, ovverosia di scuola media superiore, attinenti la pianificazione e la gestione del territorio e del paesaggio, la progettazione edilizia e urbanistica, la tutela dei beni architettonici e culturali, le scienze geologiche, naturali, geografiche, ambientali, agrarie e forestali con una qualificata esperienza nella libera professione o in qualità di pubblico dipendente. Le candidature dovevano essere raccolte previo espletamento di una procedura ad evidenza pubblica ovvero a seguito di richiesta di designazione di terne di candidati agli ordini e collegi professionali. Così pare non sia stato tant’è che per l’ennesima volta interviene l’Ordine degli architetti che ora con propria istanza del 09/11/2015 agisce di nuovo presso il TAR contro il Sindaco di Rimini per inottemperanza a precedente sentenza del TAR Emilia Romagna del 22/05/2013 n. 383.

 

L’ordine degli Architetti riminesi va anche oltre e segnala che “le conseguenze dannose che l’inerzia dell’Amministrazione protrae non si arrestano alla violazione della pronuncia giurisdizionale, ma comporterebbe gravi conseguenze anche in ordine alla legittima costituzione ed operatività della Commissione in essere, con nullità insanabile”.




Commercio, centro da 30mila metri quadrati. Tutti contro Misano. Giannini: ” Previsto dal Ptcp”. Opera da 5 milioni di euro.

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Stefano Giannini, sindaco di Misano

Trentamila metri quadrati di area commerciale da costruire tra i magazzini Oliviero e la ferrovia e la provincia di Rimini si accende: sia quella politica, sia quella economica. Contro Misano c’è tutta la provincia, a cominciare dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi (in qualità di presidente della Provincia), passando per il sindaco di Riccione Renata Tosi. Contrarie anche le associazioni di categoria dei commercianti. Insomma, questo nuovo polo del commercio divide: da una parte coloro i quali pensano che vada a destabilizzare, dall’altra parte (il sindaco di Misano Stefano Giannini, nella foto) che vada ad arricchire. “Il polo commerciale – racconta il sindaco Giannini, con alle spalle le tre bandiere, Italia, Europa e Comune, posizionate giuste – è una pianificazione urbanistica che risale ad alcuni anni ed è scritta nel Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale). Con tale sviluppo si va a intervenire in una zona con dei problemi: parcheggi, viabilità. Sono coinvolti 15 ettari tra la ferrovia, la Nazionale e Marco Muccioli”.

 

“Insomma – continua Giannini, un appassionato di musica e moto – si va a riqualificare l’area. L’indice di edificabilità è basso, solo lo 0,22% per
metro quadrato. Con tale operazione il Comune va ad acquisire il 50 per cento delle aree. Soprattutto al Comune di Misano viene costruita una strada che trasformerà la viabilità mare-monte. Finalmente via Del Carro arriverà al mare grazie ad un sottopasso o un sovrappasso; soluzioni ancora da stabilire. L’opera pubblica ha un valore di circa 5 milioni di euro”. La terra (15 ettari) della discordia è di proprietà degli eredi Cerri di Cattolica. L’ area commerciale è di 30mila metri quadrati. Per dare il senso, i magazzini Oliviero sono di 10mila metri quadrati. Dovrebbero aprire una dozzina di grandi magazzini. Qualche nome già si vocifera: Brico, Decathlon, Unieuro (più grande?), Oviesse. Previsto anche un supermercato alimentare di 2.500 metri quadrati (all’origine era di 4.500). Gli ingressi non saranno sulla Nazionale ma sui lati. Prevista un’occupazione di circa 400 persone (anche se loro parlano di 7-800). Per il polo in attività passeranno degli anni. Giannini: “Prima di metter su un mattone, devono fare le opere pubbliche. Questo perché io sono qua per fare gli interessi dei misanesi e non quello dei costruttori. So benissimo che ogni centro commerciale che apre è una preoccupazione per coloro i quali già ci sono. Qui non è un commercio di passeggiata; qui si deve venire apposta. Qualcosa di simile è quello di Savignano. Ho parlato con i sindaci e ho loro spiegato che non è una variante, ma semplicemente l’attuazione del Ptcp. Il merito se si fa è di Antonio Magnani, il sindaco prima di me”.

 

Il nuovo polo commerciale ha messo Misano al centro della politica provinciale. Tutti sono contro: da Gnassi in giù. Renata
Tosi, sindaco di Riccione: “L’ultima cosa che potrebbe servire alla nostra provincia è un centro simile. Con quest’operazione mi sembra di tornare indietro agli anni ’90, quando ogni Comune faceva quello che gli pareva. Giannini fa le lodi all’Area Vasta e poi si fa il proprio orticello sotto casa. Se di sinergie si deve parlare, va fatto per ogni settore della vita provinciale. La Regione Emilia Romagna dice stop al consumo del territorio e qui si continua a cementificarlo. Se è previsto dal Ptcp, come dice, perché ci convoca? Mi si accusa, ma a Riccione,
in via Empoli, abbiamo approvato un cambio di destinazione d’uso: da produttivo a commerciale dove c’erano i capannoni vuoti e non ho portato nuovo cemento. Fatto però, il cambio,col vincolo del 50%”




Museo della Città, il Louvre della Romagna compie 25 anni. Intitolato a Luigi Tonini, lo storico per antonomasia

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di LORENZO ZENOBI

Lapidario romano, mosaici romani, la Scuola Riminese del 1300 (tra le maggiori d’Italia), Agostino di Duccio, Matteo de Pasti, il Ghirlandaio, Simone Cantarini, Giovanni Bellini, Benedetto Coda, ceramiche del Rinascimento, Guido Cagnacci, il Centino, il Guercino. Sono alcuni dei capolavori e grandi artisti custoditi nel Museo della Città Luigi Tonini. E’ il Louvre della Romagna a parere di Pier Giorgio Pasini. Peccato che i riminesi ne ignorino il valore. Inaugurato nel 1990, ai primi di dicembre la città ne ha festeggiato i 25 anni. Con l’apertura della Domus del Chirurgo, della Rimini Romana e di quella rinascimentale è un pacchetto culturale da spendere sul mercato del turismo, solo se se tali tesori si facessero conoscere. Si si vanno ad aggiungere i territori vicini (Pesaro-Urbino.-Sansepolcro), come ama ripetere il sindaco Andrea Gnassi, l’offerta sarebbe esplosiva. Racchiude la storia del territorio. Scrive Pasini: “I materiali che costituiscono la dotazione del Museo sono di tipologia molto disparata, ma di provenienza in massima parte locale. Sono frutto delle soppressioni napoleoniche della fine del Settecento, di ritrovamenti archeologici causali e di scavi appositamente condotti, di donazioni, di depositi, di acquisti oculati. Il loro ordinamento nel museo
segue, compatibilmente con gli spazi a disposizione, un criterio cronologico, con qualche raggruppamento tipologico parziale (le nature morte, i ritratti, gli stemmi, ecc).

 

L’edificio che accoglie le opere è esso stesso un’opera. Viene costruito fra il 1746 e il 1755 su progetto dell’architetto bolognese Alfonso Torreggiani (1682-1764) come “Collegio” dei Gesuiti. È di fianco alla chiesa costruita fra il 1719 e il 1740 dai Gesuiti in onore di San Francesco Saverio, e rispetta nell’impianto molto semplice, ma molto funzionale, lo schema applicato dai Gesuiti a tutti i loro conventi. In pratica ha una forma planimetrica ad U addossata al fianco della chiesa, con un corridoio che gira sui tre lati e che permette l’accesso a tutti i vani, originariamente utilizzati come sale di rappresentanza, di ricreazione, di studio, aule, uffici amministrativi e archivio, biblioteca, refettorio e cucina, dormitorio, appartamenti dei frati, infermeria. I due piani fuori terra erano collegati da un ampio scalone a due rampe. Il sottotetto costituiva un terzo piano, molto più basso degli altri, considerato di magazzino, ed era servito da una apposita scala; e così il piano seminterrato,
che conteneva le cantine, le stalle ed alcuni ambienti di servizio. Quando il “Collegio” era pienamente funzionante ospitava una decina di padri gesuiti e almeno un centinaio di studenti. Nel 1773, alla soppressione dei Gesuiti, il “Collegio” passò al Seminario vescovile, che vi introdusse modifiche nella parte meridionale (sull’attuale via Cavalieri), e che nel 1796 lo vendette ai Domenicani, i quali pochi mesi dopo vennero soppressi. Dal 1797 al 1977 venne utilizzato come Ospedale, prima militare e poi civile.

 

Museo. “Nei mesi ultimi del 1871 si è dato cominciamento materiale alla nuova Galleria archeologica nella loggia a sinistra del cortile della Gambalunga. Colla infissione dei marmi di maggior mole, si è avuto materiale per la chiusura bassa degli archi. Si è dovuto sudar molto per vincere le opposizioni su quella chiusura… In questo 1872 si è fatto il resto: piano di legno, fenestroni e due lunghe vetrine per le cose minute,
bronzi, piccoli marmi, figuline, vetri, maioliche… Non è straniero, ed anche dame, che non si fermino a studiarvi, essendo che il pregio di si fatte collezioni non istà nella copia, ma nella singolarità, e nello appartenere esclusivamente al luogo. Solo i nostri non se ne curano…”. Con queste poche righe Luigi Tonini annotava in una specie di diario privato la fondazione del museo che accoglieva alcune testimonianze della lunga storia di Rimini, allestito proprio accanto all’antica biblioteca che nei suoi documenti e nei suoi libri conservava molteplici ‘voci’ della cultura cittadina.