Santamonica, la stima: 200 milioni di ricaduta economica su Rimini e San Marino. Dall’estero il 40% dei clienti

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di FRANCESCO TOTI

Le 152mila presenze della MotoGp producono ricchezza per 30 milioni di euro ipotizzando una spesa di 200 euro a testa. A naso ci si potrebbe sbilanciare e dire che la spesa media sia più alta. L’autodromo di Santamonica fa 600mila presenze l’anno. Cercando di dare ai numeri una chiave di lettura economica si potrebbe presupporre che la struttura fa ricadere sul territorio della provincia di Rimini una ricchezza attorno ai 200 milioni di euro. Una cifra bassa, calcolata per difetto. Poi c’è lo spot pubblicitario legato alla MotoGp e alla Superbike; anche tali ritorni d’immagine portati nel mondo dalle televisioni sono difficili da quantificare: sul medio e lungo periodo importanti. Santamonica è un’azienda di servizi che attira il mondo. Ad esempio, un Club privato tedesco per una gara ha portato la fibra ottica ai box spendendo senza fare troppe storia 30mila euro. Altro aneddoto che dà il senso è legato alla scuola per imparare a pilotare del riminese Siegfried Stohr, un passato in Formula1. Quando arrivano i clienti arabi affittano gran parte del Grand Hotel di Rimini. “Il successo della MotoGp di quest’anno – dice Umberto Trevi, vice-presidente di Santamonica spa, collezionista d’arte (foto) – ha fatto capire a tutti quest’eccellenza del territorio. Il nostro è uno degli impianti più belli del mondo; c’è un contesto che altrove manca: il mare, l’entroterra, l’ospitalità romagnola, l’eno-gastronomia. Questo quid unico non dura due giorni ma una settimana per la MotoGp e non solo. Ad esempio, moltissimi giornalisti si portano con sé le famiglie che poi vanno al mare. Per la MotoGp si potrebbero riempire anche gli alberghi a sei stelle. Tantissimi vengono per le gare e poi ci tornano come turisti con le famiglie”.

 

umberto trevi santamonica misano“La nostra – continua Trevi  – non è un’azienda tradizionale ma un grande mix di attività. C’è la pista, le gare, i privati, ma attorno gira un ristorante con piscina, un medical center riconosciuto dall’Ausl con la risonanza magnetica aperta al pubblico, si fa guida sicura per auto e moto. C’è il congressuale, si presentano prodotti. E’ un’impresa privata gestita con principi strettamente imprenditoriali. L’impianto è una struttura perfetta e idonea. Abbiamo movimento attorno ai 300 giorni l’anno. Le nostre sono presenze di qualità. Arrivano stranieri di grande blasone. Ad esempio oggi [23 settembre, ndr] abbiamo affittato la pista per prove a porte chiuse di prototipi. Insomma, noi per il territorio produciamo ricchezza diretta ed indiretta. Voglio dare un altro dato interessante; il 40% dei nostri clienti arrivano dall’estero. Denaro fresco da altri Pil. Ad esempio ai primi di ottobre avremo l’appuntamento con le gare della ‘Blancpain’, uno dei marchi di orologi più prestigiosi al mondo”.

“La politica degli eventi – Trevi, nazionale di spada da giovane, alza gli orizzonti sull’offerta turistica provinciale – ci dà il tempo necessario per attirare clienti che ci indicano quali sono le loro esigenze. Nel frattempo, gli operatori turistici sono chiamati a fare investimenti sulle loro strutture. Perché se si viene in provincia di Rimini per una motivazione si è meno legati alla qualità. Però solo il turismo di qualità ci può dare soddisfazioni; e solo con la qualità è possibile allungare la stagione estiva o lavorare negli altri mesi dell’anno”. Trevi è anche un imprenditore in più campi. A chi gli chiede che cosa può fare la politica per l’economia, risponde: “Deve sburocratizzare e più che aiuti diretti finanziari vecchia maniera deve dare un sostegno sano ed intelligente, senza sovrapposizioni ed invasioni di campo. Questo Paese dal dopoguerra ha fatto cose straordinarie. Ora ci dobbiamo preoccupare di realizzare cose che abbiano un futuro; ci vuole una riflessione profonda ed un impegno intellettuale maggiore. L’economia vera e competitiva non può avere una visione speculativa”.

 

La proprietà. L’autodromo Santamonica appartiene ai Colaiacovo, una famiglia umbra di Gubbio. Sono i proprietari della Colacem, uno dei primi gruppi italiani nella produzione del calcestruzzo. Luca Colaiacovo (figlio di Carlo che viene in vacanza a Portoverde da quando era un ragazzo) è il presidente di Santamonica spa. Sono entrati in possesso della struttura nel 1987 quando acquisirono un’azienda di Ravenna che aveva in pancia l’autodromo. L’impianto misanese occupa circa 70 ettari di superficie; dà lavoro direttamente a 15 dipendenti (per la MotoGp gli interni salgono a mille, poi c’è il servizio all’esterno). Fattura 10 milioni di euro. Negli ultimi 10 anni sono stati effettuati investimenti per 20 milioni di euro.

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