Flash mob romagnoli, 6000 persone con Miss Piadina e Romagna Mia

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La Piadina Romagnola Igp è stata protagonista all’Expo di Milano dove il Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola ospite per una settimana, dal 9 al 14 settembre, nella piazzetta dell’Emilia Romagna, presso il Cardo Nord/Ovest del Padiglione Italia.

Un vero successo, raccontano gli organizzatori. Durante i sei giorni di presenza, nell’ambito del progetto “Saperi e Sapori della via Aemilia” di Unioncamere Emilia-Romagna, sono state oltre 6000 le persone coinvolte. Grande successo di pubblico hanno riscosso i tre flash mob giornalieri a ritmo di ‘Romagna mia’, la canzone simbolo del territorio Romagna, suonata sia nella sua versione classica del Maestro Secondo Casadei, sia in una versione più innovativa e rock. Ad invitare il pubblico a partecipare a questi balli collettivi Miss Piadina (una ragazza vestita con un abito a tema piada). I flash mob sono stati realizzati durante tutte le giornate di presenza del Consorzio. Al termine degli spettacoli, Miss Piadina ha distribuito al pubblico simpatiche spillette firmate Piadina Romagnola e shopper personalizzate, contenenti una confezione di Piadina Romagnola IGP.
“Siamo molto contenti del successo dell’evento – spiega Elio Simoni, Presidente del Consorzio – che è andato ben oltre le nostre più rosee aspettative. Non era per nulla scontato attirare l’attenzione delle centinaia di migliaia di persone che in questi giorni stanno visitando Expo. I nostri appuntamenti hanno colto nel segno, ed il pubblico, sia italiano, che straniero, ne ha molto apprezzato la spontaneità e la giovialità ”.
Fra i vari ospiti presenti durante gli appuntamenti organizzati dal Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola anche la Vice Presidente della Regione Elisabetta Gualmini ed il Presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Maurizio Torreggiani.




La Cultura come prodotto turistico, gli approfondimenti al TTG

COLOSSEO4Tutti ne sono convinti a parole, ma un Paese come l’Italia, che avrebbe davvero la ‘materia prima’ per affermarsi nel mondo con una proposta altamente concorrenziale, stenta a sfruttare la generosissima eredità ricevuta dalla storia. TTG Incontri 2015 (Rimini Fiera, 8-10 ottobre 2015), il più importante salone fieristico in Italia e fra i primissimi in Europa (oltre 61.000 visitatori professionali nel 2014) dedicato all’incontro fra domanda e offerta di vacanza, giovedì 8 e venerdì 9 ottobre dedicherà all’Arena Italia quattro approfondimenti sul tema, per cercare due soluzioni a questioni decisive: la prima è perché il turismo fatica a pensare che la cultura sia un elemento integrante del settore, nonostante i numeri dicano che la cultura è il primo elemento di attrattiva per i turisti stranieri in visita al nostro Paese; la seconda è perché il mondo della cultura vive spesso gli arrivi turistici come un elemento di disturbo (folla nei musei, rischio di rovinare il patrimonio artistico, scarsa sensibilità dei viaggiatori per l’arte intesa nel senso più alto del termine). Verranno presentate case histories e anche dati che invece confermano come un buon dialogo tra i due settori non solo sia e debba essere possibile, ma come questo si traduca in ricchezza per i territori e in posti di lavoro.

 

“I dati dicono che nelle città si concentra il 60% della spesa dei turisti in Italia – dice Paolo Audino, direttore business unit turismo di Rimini Fiera, che organizza TTG Incontri – e certamente il sistema dell’offerta paga un ritardo importante rispetto alle potenzialità. Quello che è accaduto a Roma (con il Colosseo chiuso per assemblea sindacale, ndr) è un fatto molto grave, che accentua l’immagine disordinata che trasmettiamo all’estero. TTG Incontri proporrà un focus sul tema e come sempre sarà l’occasione per spunti operativi concreti, alla presenza di buyers da tutto il mondo”.

 

Gli incontri in programma. Giovedì 8 alle 14.30 è in programma ‘Cultura e Turismo: retoriche, contraddizioni, alleanze. Perché è ancora difficile trasformare la cultura in un prodotto turistico. Introdotto dal giornalista Paolo Marcesini, interverrà Luca Dal Pozzolo, Responsabile Ricerca Settore Attività e Beni Culturali e Ambientali Fondazione Fitzcarraldo, Responsabile scientifico Osservatorio Culturale Piemonte. A seguire, secondo appuntamento, dal titolo ‘Come far dialogare cultura e turismo: la nascita di nuove figure professionali. Il negoziatore turistico-culturale. Infine, terzo appuntamento con l’incontro dal titolo ‘Il Territorio come medium: attrarre i turisti con il linguaggio dell’arte’. Venerdì 9, alle 16.30 toccherà all’incontro dal titolo Turismo Culturale e nuovo consumatore, per definire un profil del turista consumatore di cultura, sia quello attuale che quello futuro, interessato ad opere d’arte e architettoniche, ma anche tradizioni, gastronomia, artigianato e quell’insieme di elementi socio-culturali che caratterizzano un’area. Un viaggio verso la conoscenza dei nuovi modelli di consumo del turismo culturale, che vedono un consumatore attivo, bricoleur digitale, cosmopolita, ma al contempo fortemente attento alla dimensione local, alla ricerca della tradizione, che non escluda innovazione e digitalizzazione. Un universo molto ampio e variegato, con un consumatore che deve essere declinato al plurale e che richiede una segmentazione per rispondere a richieste, desideri e attese diversificate. Interverranno Laura Rolle (Docente di semiotica della comunicazione, Università di Torino) e Maria Grazia Turri (Economista dell’Università di Torino).




Si suicida Maurizio Bellini, storico gestore del ristorante Pic Nic

mauriziobellini-picnicriminiE’ stato trovato senza vita questa mattina all’interno del suo ristorante Pic Nic dal socio Roberto La Maida. Maurizio Bellini è certamente il volto più noto nel centro storico di Rimini. Un uomo che ha saputo rappresentare la riminesità. Lo faceva accogliendo con garbo gli ospiti che varcavano la soglia del suo ristorante noto per l’eccellente proposta enogastronomica. Aveva 74 anni. Al momento non sono note le cause del gesto estremo.




Economia Civile, il 9-10 ottobre 25^ edizione delle Giornate di Bertinoro

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Stefano Zamagni

Il 9 e 10 ottobre 2015 si terrà la XV edizione delle Giornate di Bertinoro per L’economia Civile, l’evento promosso da Aiccon che riunisce ogni anno i protagonisti del mondo accademico, dell’economia sociale e del volontariato e delle istituzioni insieme ad una community di studenti e giovani imprenditori sociali, per riflettere e conversare sui temi dell’economia civile. 15 edizioni, 2.516 partecipanti e 346 relatori: sono questi i numeri raggiunti dalle Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, il laboratorio di analisi e confronto che da 15 anni anticipa le sfide future del Terzo settore con l’obiettivo di elaborare un pensiero in grado di innovare paradigmi dello sviluppo e della socialità.
Coesione e Vulnerabilità sono le due parole attorno alle quali ruoteranno i lavori della XV edizione con l’intento di promuovere il mondo dell’Economia Sociale come un vero attore non solo di sviluppo ma anche di coesione sociale, oggi quanto mai indispensabile.

 

Gli ultimi dati dell’Istat parlano di 4 milioni 102 mila persone in condizione di povertà assoluta e di 7,8 milioni di persone in condizione di povertà relativa.  Nel 2014 il tasso di disoccupazione in Italia si attesta al 12,7%, secondo l’Ocse più di un giovane su quattro di età inferiore ai 29 anni non è occupato né in formazione (i cosiddetti Neet). Una risposta a questa crescente situazione di vulnerabilità viene offerta dal Terzo Settore che muove entrate per 64 miliardi di euro, pari al 3,4% dell’economia nazionale (nel 2001 il dato ammontava a 38 miliardi di euro, fonte: Istat). La sua componente più imprenditoriale, la cooperazione sociale, fa registrare un fatturato complessivo di 10,1 miliardi di euro occupando al contempo 513mila persone, di cui il 63% a tempo indeterminato (fonte: Rapporto Iris Network).

 

Come sottolinea Stefano Zamagni (foto), Presidente della Commissione Scientifica di AICCON: “Il superamento di problemi quali la precarietà e la vulnerabilità richiede nuove soluzioni e paradigmi economici. La XV edizione delle Giornate di Bertinoro metterà al centro l’economia della coesione come risposta ai nuovi bisogni legati alla dimensione sociale e occupazionale espressi dalla società.”

 
Il programma. Più di 25 relatori si alterneranno nelle 4 sessioni di lavoro per riflettere e conversare con i partecipanti a partire dalla mattinata di venerdì 9 ottobre con la sessione di apertura dal titolo “Dall’esecuzione alla trasformazione: nuovi meccanismi di produzione del valore sociale e la sfida della Riforma del Terzo Settore”, seguita dalla sessione pomeridiana “Dalla Comunanza all’Economia dei Beni Comuni” e dal GdB Lab #Commons, laboratorio di storytelling sul tema del governo dei beni comuni. L’evento si chiuderà sabato 10 ottobre con un dibattitto sul tema della valutazione dell’impatto sociale generato dalle organizzazioni non profit nella sessione dal titolo “Generare e misurare l’impatto sociale”.
Anche quest’anno non mancheranno le anteprime dei dati, a partire da un focus dell’Istat sul contributo delle diverse tipologie di organizzazioni non profit a favore dei soggetti svantaggiati e vulnerabili. Sarà presentata inoltre anche un’indagine di SWG realizzata in collaborazione con Legacoop sul valore della cooperazione e della comunità per gli Italiani. Infine saranno diffusi anche i risultati della consueta indagine di AICCON Ricerca volta ad indagare il sentiment rispetto ai temi della Riforma del Terzo settore e della misurazione dell’impatto sociale. Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile sono un’iniziativa rivolta ad un numero limitato di partecipanti. È già possibile effettuare l’iscrizione compilando la scheda di partecipazione sul sito dell’evento. Partner Ufficiali: Coopfond, Federcasse – Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Forum Terzo Settore, Fon.Coop. Sede dell’evento CEUB – Centro Universitario Residenziale di Bertinoro Via Frangipane, 6 a Bertinoro (FC). Per informazioni tel. 0543 62327

 




Segnali economici positivi, fatturato industria + 5,10%. Sale anche l’occupazione (+1%), addio cassa integrazione?

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I vertici di Unindustria Rimini durante la presentazione dei dati, al centro il presidente Paolo Maggioli (foto Unindustria Rimini)

 

L’Ufficio Economico di Unindustria Rimini ha diffuso i dati relativi all’indagine congiunturale sulla situazione economica della provincia di Rimini con un consuntivo del primo semestre 2015 e le previsioni per il secondo semestre. I dati, che si riferiscono ad un campione di aziende del comparto manifatturiero e dei servizi (e non comprende il settore delle costruzioni), mostrano un quadro in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2014.

 

Numeri positivi nei principali indicatori. Fatturato totale: +5,10%, rispetto al primo semestre 2014, per il campione preso in esame. Fatturato interno (+5%), estero (+5,20%). Molto bene  le piccole imprese (+8,40%), che sono però anche quelle che hanno visto un calo nel fatturato estero (-3,4%). Nelle medie imprese il fatturato totale è aumentato del 6,40% e, in questo caso, è stato il fatturato estero ad essere trainante (+12,60%). Le grandi imprese hanno registrato un aumento del fatturato totale del 3,20%, di quello interno del 5,70% e di quello estero dello 0,60%. Il grado di internazionalizzazione si attesta in media al 51% con una percentuale del 61,30% nelle grandi aziende, del 42,70% nelle aziende comprese fra 50 e 249 addetti e del 35,40% nelle aziende con meno di 50 dipendenti. Produzione: +0,30% rispetto al stesso peridio del 2014. Incremento determinato dalle piccole imprese (+3,30%) e dalle grandi (+1,10%), mentre quelle con un numero di dipendenti compreso fra 50 e 249 hanno registrato un calo (-1,1%). Occupazione nel primo semestre 2015 è aumentata (+1%). Analizzando i principali settori merceologici si può vedere che il metalmeccanico e l’agroalimentare sono quelli che hanno i dati complessivamente migliori, mentre il settore legno è quello che soffre maggiormente

 

Per la seconda parte dell’anno, gli imprenditori locali confermano, ritoccandole, le sensazioni positive già evidenziate nella precedente rilevazione: produzione in aumento dal 36% delle imprese, stazionaria per il 53,30% e in diminuzione per 10,70% delle aziende campione. Ordini totali: il 39,50% degli imprenditori prevede una crescita, il 48,70% stazionarietà e l’11,80% una diminuzione. Gli ordini esteri sono previsti in aumento dal 31,50% del campione, per il 59,30% saranno stazionari e per il 9,30% in diminuzione. Sul versante occupazione, le previsioni sono stazionarie per l’80,60% delle imprese, in crescita per il 16,70% e in calo per il 2,80%. Ricorso alla cassa integrazione il 63,90% delle aziende del campione lo esclude. Il 13,90% lo considera poco probabile e il 22,20% lo considera probabile (il 15,30% probabile ma limitato e il 6,90% probabile e consistente). Che sia vera ripresa? (d.c.)

 




Macfrut debutta a RiminiFiera, 1000 espositori: 1 su 5 dall’estero

Grandi numeri per la 32a di Macfrut (23-25 settembre 2015) per la prima volta ospitata alla Fiera di Rimini ma sempre organizzata da Cesena Fiera. Ad inaugurarla il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, a testimonianza del sostegno del governo alla fiera dell’ortofrutta, l’unica ad essere finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico. L’area fieristica è passata dai 20mila metri quadrati dell’edizione precedente ai 33mila nella Fiera di Rimini; la crescita degli espositori da 800 del 2014 agli oltre 1000 di quest’anno; una decisa svolta all’insegna dell’internazionalizzazione con un espositore su cinque che arriva oltreconfine in rappresentanza di 30 stati; la presenza di undici settori espositivi rappresentativi dell’intera filiera ortofrutticola (Sementi, Novità vegetali & Vivaismo, Tecnologie produttive, Produzione, Commercio & Distribuzione, Macchinari & Tecnologie, Materiali & Imballaggi, IV gamma, Frutta secca, Logistica, Servizi), ‘spalmati’ su 6 padiglioni (4 post-raccolta, 2 pre-raccolta). Tutto questo in un settore cardine dell’economia italiana, con l’ortofrutta che rappresenta la seconda voce dell’export agroalimentare con 4,1 miliardi di euro (meglio fa solo il settore enologico).

 

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Il presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini  (foto PRIMA PAGINA)

Tante le novità di quella che è stata chiamata l’edizione 3.2 di Macfrut, che oltre ad ospitare convegni e workshop tecnici sui temi cardine del settore, da sempre pezzo forte della rassegna, quest’anno accoglie meeting e convention delle principali aziende espositrici chiamando a raccolta operatori da tutto il mondo (per citarne alcune di valenza internazionale: la neozelandese Zespri, l’americana Sun World, Coop Italia, Jingold, Terremerse, Apofruit, Besana –Vitroplant). Complessivamente nei tre giorni di fiera saranno ben 53 gli eventi, ospitati nelle 6 sale riunioni e 3 meeting area. È un Macfrut che parla le lingue del mondo quello di quest’anno, che ospiterà delegazioni e operatori da cinque continenti. A cui si aggiungono oltre 350 buyer mondiali che già si sono registrati sulla piattaforma informatica in collaborazione con l’ICE (Istituto per il Commercio con l’Estero). Riguardo gli espositori, uno su cinque arriva dall’estero con importanti new entry come Messico ed Ecuador (primo esportatore al mondo di banane, che sarà rappresentato da 9 tra le più importanti realtà produttive). Nei giorni della Fiera sarà presente anche una delegazione iraniana, prima volta assoluta in una fiera Italiana, a poche settimane dalla possibile cancellazione delle sanzioni al Paese asiatico. Il mercato iraniano assorbe già volumi importanti di ortofrutta italiana, che potrebbero aumentare fortemente in caso di revoca dell’embargo. Inoltre l’Iran deve ricostruire la propria filiera e necessita di materiale vivaistico, nuove tecnologie e materiali di confezionamento.

Un’altra delle grandi novità di Macfrut è in programma martedì 22 settembre al Cesena Expo Centre che ospiterà il primo Forum sulla filiera ortofrutticola, un appuntamento unico a livello europeo che, per la prima volta, mette in luce le valenze innovative dell’intera filiera ortofrutta dalla produzione alle tecnologie, al packaging, alla logistica, alla distribuzione, per ricavarne importanti indicazioni finalizzate alla crescita e alla razionalizzazione del settore. Tre le sessioni in programma, che vedranno grandi nomi del panorama ortofrutticolo mondiale, realizzate in collaborazione con Agroter e Cso: Frutta e verdura nel supermercato del futuro; Presente e futuro delle promozioni in punto vendita, esperienze a confronto; L’innovazione tecnologica strumento strategico per conquistare i mercati.

 

Nei giorni del Macfrut verranno organizzate in collaborazione con il Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali), sei visite specializzate alle aziende della filiera ortofrutticola del territorio, indirizzate ad operatori specializzati e buyer di Paesi esteri, con lo scopo di ampliare il confronto con le eccellenze, al di là delle possibilità offerte dalla Fiera per presentare nel migliore dei modi le più significative realtà produttive ed organizzative. La partecipazione delle delegazioni permetterà di fare emergere in modo strutturato i migliori contenuti del territorio in tema di ortofrutta: vocazione ambientale, organizzazione di filiera, virtuosità dei processi produttivi, ecc. da sempre elementi di eccellenza delle produzioni emiliano romagnole. In particolare in ciascuna realtà che si andrà a visitare, grazie al coinvolgimento diretto di esperti (tecnici e ricercatori) che accompagneranno e si confronteranno con i visitatori. Quattro i comparti che i visitatori potranno ‘toccare con mano’ prendendo parte alle visite specialistiche in programma nei giorni di Macfrut: produzione in campo; magazzini di lavorazione; mercati ortofrutticoli; supermercati.




Malvasia, vino simbolo dell’enologia parmense e piacentina

malvasia-enotecaregionale-Domenica 20 settembre protagonista del banco d’assaggio di chiusura della Biennale del Muro Dipinto sarà la Malvasia. Dalle 15 alle 18.40 nella magica atmosfera della Rocca sforzesca di Dozza (BO) presso l’Enoteca Regionale Emilia Romagna, si potranno conoscere e degustare diverse tipologie di questo vino simbolo dell’enologia parmense e piacentina. Dolce o secco, frizzante o fermo: la Malvasia ha un profumo che resta impresso e ben si accompagna ad alcuni fra i prodotti più tipici dell’Emilia Romagna. Benché per tradizione sia conosciuto come vino frizzante, dagli anni ’90 lo troviamo anche fermo e alcune cantine hanno avuto risultati interessanti, al punto che alcuni produttori hanno scelto di dedicarsi esclusivamente a questo tipo di vinificazione. Assistiti, per chi lo desidera, dalla presenza di un sommelier, sarà possibile degustare diverse Malvasia provenienti da differenti aziende socie di Enoteca. Il tutto abbinato all’assaggio di eccellenze gastronomiche regionali, dal Parmigiano Reggiano alla Mortadella di Bologna. Il costo della degustazione di tre vini è di 6 Euro, assaggio a richiesta di salumi e formaggi 2 Euro. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0542 367700; e-mail: info@enotecaemiliaromagna.it




Danza, Rimini ci crede. In arrivo nuove professionalità

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Rimini ha un nuovo punto di riferimento per la danza: FAD Formazione  Ateneo Danza, Accademia Professionale di Danza e delle Arti. L’Accademia andrà ad occupare lo storico spazio che è stato per tantissimi anni la sede di Arabesque dance center con ambienti completamente rinnovati e ristrutturati grazie anche all’intervento delle famiglia Spina e Baccolini, che hanno creduto in questa iniziativa.  A guidare il progetto (il taglio del nastro è previsto per sabato 26 settembre alle ore 18.00) ci sono Chiara Giovagnoli (classe 1970) avvocato riminese, con un passato da danzatrice trascorso sui palchi americani; alla co-direzione artistica e didattica Stefania Sansavini, diplomata nella facoltà di danza classica con la massima qualifica di “Fellow” rilasciata dall’Imperial Society of Teachers of Dancing di Londra. La parte  amministrativa sarà invece curata da Sabina Sansavini.

 

FAD è prima di tutto danza classica (metodo Cecchetti e ABT National Training Curriculum), ma prevede anche sessioni e corsi di danza moderna (ISTD), danza contemporanea, “Danzargiocando” per i bimbi a partire dai 3 anni di età, Body Code System (dott.ssa Cinzia Maestri), Master Strech e Pilates per danzatori, tip tap e master class (nella tecnica classica, moderna, contemporanea, floorwork), Let’s Play Together, il teatro a cura di Isadora Angelini e Luca Serrani, PMD, Pratica del Movimento Danzato metodo Hervé Diasnas, Music Togheter (Acsd Takadum) corsi per famiglie con bambini da 0 a 5 anni di età.

Dopo l’inaugurazione alle 18.45 si terrà una Lesson Demonstration con Diane Van Schoor, già direttrice della Royal Balle School White Lodge di Londra.  Domenica 27 settembre si terranno delle Master Classes rivolte ai bambini dai 10 ai 12 anni e ragazzi dai 13 ai 16 anni aperte a tutti gli studenti (genitori ed insegnanti potranno assistere in qualità di uditori). Dal 28 settembre al 2 ottobre sono in programma lezioni di prova gratuite in tutte le discipline per prenotarsi. Per informazioni: info@ateneodanza.it e telefono allo 0541 780313 e 0543 796365.




Proposta (sussidiaria) per realizzare il “Parco del Mare”

di ERALDO GIUDICI

parcodel mare riminiNon vorremmo che il Parco del Mare venisse ricordato solo per gli effetti tridimensionali che le esperte pennellate dei “designers” del Sindaco Gnassi ci hanno fatto sognare, che non bastano per chi sa leggere le norme tecniche, e interpretare colori e  chiaroscuri di una città che langue. Perché tutto non sia una chimera occorrerebbe qualche segno di certezza, un piano particellare, che ci permetta di verificare le aree di sedime e le relative proprietà, per vedere dove ricadono le “conseguenze” di questi disegni, perché le sorprese potrebbero essere interessanti. Senza tali certezze certi temi urbanistici e  potenzialità esecutive potrebbero essere irrealizzabili. Se con le recentissime delibere di Giunta si chiedono  “dichiarazioni di interesse”, per interventi che sono molto difficili da attuare, che richiedono tempi lunghi, quelli del prossimo Sindaco di Rimini, noi ribadiamo  il desiderio  di sollecitare  quella che è la residua vivacità imprenditoriale di questa città, ma riteniamo necessario  che, per accelerare i tempi, occorrerebbe un di più di impegno dell’Amministrazione comunale  perché la procedura tecnica, assai complicata, al momento  è tutta sulle spalle di chi dichiarerà il proprio interesse. Saranno da individuare  ambiti omogenei di intervento e riunire interessi convergenti, è quindi ragionevole domandarsi chi si assumerà l’onere di attivare procedure lunghe, costose e impegnative, con iter istruttori che sarà difficile  semplificare, e pratiche edilizie con molte autorizzazioni, che dovranno essere rilasciate da altri Enti e da altre strutture dello Stato, che sul “water front” non sono mai state benevoli ed accomodanti.

 

Perché tutto non si riduca ad un semplice spot elettorale, come tanti già visti, il Sindaco Gnassi dovrebbe mettere in capo al Comune la responsabilità progettuale, e quella di reperire tutte le autorizzazioni, per la realizzazione di un tratto significativo di “Parco del Mare”,  che faccia da apripista, per misurare la fattibilità e la problematicità di certi interventi. Decida Lui su quale tratto impegnare i “suoi” tecnici nell’attività di progettazione e acquisizione di tutti i permessi e delle autorizzazioni necessarie per dar pratica attuabilità ad un tale intervento.  I nostri Uffici con la rivisitazione del PSC e del RUE stanno dimostrando di essere all’altezza della sfida. Riteniamo che il ruolo del Comune debba essere più significativo e comportare la predisposizione sussidiaria di un vero e proprio “progetto pilota-battistrada” in grado di dimostrare  la propria fattibilità. Non ci sarebbero oneri aggiuntivi per la collettività, le spese sarebbero a carico di coloro che dichiarassero di essere interessati a procedere nell’intervento.

* Consigliere Comunale di Rimini

 

 




Ubriachi e violenti, interviene la Polizia

Erano le 19 quando gli agenti della Polizia di Stato sono giunti nei pressi di un noto centro commerciale del quartiere Celle dove era stata segnalata la presenza di alcune persone che si stavano malmenando. Sul posto, i poliziotti sono stati avvicinati da un uomo che lamentava di aver ricevuto un pugno all’occhio sinistro (sanguinante) senza alcun motivo da parte di un paio di uomini, che nel frattempo si erano allontanati. Utilizzando la descrizione fornita dalla vittima, i poliziotti hanno immediatamente avviato le ricerche e dopo pochi minuti hanno intercettato i due aggressori che uscivano da un bar lì vicino.

Alla vista delle divise i due uomini hanno cercato di allontanarsi frettolosamente in direzione opposta. Prontamente raggiunti, gli agenti hanno subito notato che entrambi erano in evidente stato di alterazione a causa dell’assunzione di bevande alcoliche. Nonostante i continui inviti alla calma, i due hanno continuato con minacce e insulti. E non è tutto. I due uomini infatti dalle parole sono passati ai fatti, cercando in più occasioni il contatto fisico con gli agenti, i quali a fatica li hanno contenuti e bloccati in sicurezza. Inseriti all’interno del veicolo i due uomini non si sono calmati. Anche qui infatti con numerosi calci uno dei due è riuscito a sventrare un finestrino, riuscendo a danneggiare la portiera posteriore del veicolo, rendendolo inutilizzabile. E anche durante tutte le operazioni necessarie per l’identificazione i due hanno continuato a spintonare e a urlare contro i poliziotti. I due uomini – entrambi italiani già noti alle forze di Polizia per precedenti specifici – sono stati arrestati e mentre uno dovrà rispondere di resistenza, minacce di morte e oltraggio a pubblico ufficiale, l’altro dovrò rispondere anche di danneggiamento aggravato ed evasione dagli arresti domiciliari. Il Tribunale di Rimini ha convalidato gli arresti disponendo gli arresti in carcere per uno dei due e i domiciliari per l’altro.