Convegno: come affrontare il sovraindebitamento

Il fenomeno del sovraindebitamento dei soggetti non fallibili e delle famiglie, e le modalità di composizione della crisi” è il tema del convegno promosso domani a Rimini, dalle 9,00 al Centro congressi SGR  dall’Ordine e dalla Fondazione Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rimini in collaborazione con Banca Carim. L’obiettivo è mettere a confronto operatori economici e istituzionali, facendo emergere argomenti quali la crisi economica, l’usura, il disagio sociale, i piani di sostegno sociale ed economico predisposti da Istituzioni locali e banche, il ruolo del commercialista nella gestione economica, l’esperienza del Tribunale nella composizione della crisi.

 

Il convegno sarà aperto dai saluti di Giuseppa Strano Prefetto di Rimini, Rossella Talia Presidente Tribunale di Rimini, Bruno Piccioni Presidente dell’Ordine Commercialisti, Giovanna Ollà Presidente Ordine Avvocati Rimini. Tra i relatori della giornata vi sono: Sido Bonfatti e Alberto Mocchi Presidente e Direttore generale Banca Carim, Daniela Bastianelli economista CRIF (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria), Renzo Cipriani Vice Presidente Associazione Famiglie Insieme, Gloria Lisi Vice Sindaco di Rimini, Maurizio Focchi Presidente comitato Etico Banca Carim, Giuseppe Savioli Presidente Fondazione Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Rimini, Felice Ruscetta Consigliere Nazionale Ordine Commercialisti, Vittorio Zanichelli Presidente del Tribunale di Modena, Giampaolo Scardone Vice Direttore Generale Banca Carim, Barbara Vacca Giudice delegato Tribunale di Forlì, Alessandro Farolfi Giudice delegato Tribunale di Ravenna.

 

“Le norme del D.M. 2002 del 2014 attuativo della L. 3/2012 (disposizioni in materia di usura e di estorsione nonché di composizione della crisi da sovra indebitamento) – spiega Bruno Piccioni, presidente dell’Ordine Commercialisti di Rimini – assegnano un ruolo strategico ai commercialisti per assistere tutti coloro che non sono soggetti fallibili e che sono in una situazione di gravi difficoltà economiche con pericolo di essere soggetti ad usura. Con l’applicazione di questa normativa il debitore può ottenere che i creditori siano soddisfatti da quanto lui può realmente pagare. Al nostro Ordine professionale è data la possibilità di costituire gli OCC (Organismi di Composizione della Crisi) all’interno dei quali i colleghi, adeguatamente formati, possono assumere il ruolo di gestori della crisi da sovra indebitamento. È questa una importante opportunità sia professionale che sociale in quanto è un’attività a favore di quei cittadini che son la parte più debole della società. Quindi, un importante obiettivo per il nostro Ordine è costituire questo OCC e procedere alla sua iscrizione al Registro tenuto presso il Ministero della Giustizia. Tutto ciò ci ha spinto ad organizzare questo importante evento formativo su una materia (quella del sovra indebitamento) ancora non molto conosciuta. Naturalmente siamo onorati per le adesioni di intervento ricevute dalla autorità del territorio ed in particolare dal nuovo Prefetto Dott.ssa Giuseppa Strano che ha già dimostrato grande sensibilità verso gli Ordini Professionali”.

 

“Le nuove norme sulla composizione delle crisi da sovraindebitamento – commenta Sido Bonfatti, Presidente di Banca Carim – riguardano tutti i soggetti non fallibili: quindi le famiglie, i consumatori, le associazioni, i professionisti, i privati che hanno prestato garanzie alle banche, gli imprenditori agricoli, gli imprenditori commerciali di piccole dimensioni. Tutti soggetti che fino a ieri pagavano il “privilegio” di non potere essere dichiarati falliti al caro prezzo di non potere profittare delle varie procedure di “esdebitazione” da situazioni di sovraindebitamento, con un sistema che li condannava ad essere perseguitati dai creditori per l’eternità ed impediva loro di rifarsi una vita.

Ora la possibilità di una “ripartenza” c’è. Purtroppo è affidata a norme complesse e la creazione della nuova figura dell’“Organismo di Composizione della Crisi” risponde proprio all’esigenza di offrire a soggetti economici di contenute dimensioni una collaborazione professionalmente adeguata a predisporre un “piano” di sistemazione della propria situazione di crisi, che faccia giustizia (anche con un “saldo e stralcio”) dei debiti del passato per consentire di ricostruirsi un futuro. Questo futuro può anche essere rappresentato – anzi, è auspicabile che lo sia il più spesso possibile – dall’avvio di una nuova attività economica, che faccia anche tesoro degli errori del passato: in questo, un ruolo fondamentale sarà giocato dalle banche, che sono chiamate a concedere una “seconda chance” a chi non ha avuto fortuna alla prima occasione, sgombre dai pregiudizi che sino a ieri hanno accompagnato la figura del “fallito”.




Riaprono le grotte di Onferno. Santi: “Questa è la nostra spiaggia”

083_gemmanoIstituita nel 1991, la Riserva Naturale Orientata di Onferno non è proprio un lembo: circa 274 ettari nel Comune di Gemmano. Famosa per le sue Grotte scavate dal millenario scorrimento di acque sotterranee, chiuse da tempo, e per i pipistrelli, attualmente – si legge sul sito – è gestita dalla Cooperativa Il Millepiedi. La storia di questo territorio riparte domani 18 luglio, con la riapertura di questi cunicoli, un “giorno di rinascita”.  “Da sempre quindi – afferma il Sindaco di Gemmano Riziero Santi – le Grotte e la Riserva naturale Orientata di Onferno  stanno a questo territorio turistico come la spiaggia sta a Rimini. Con questo assunto l’Amministrazione comunale di Gemmano in carica ha condotto una vera e propria battaglia per la riapertura delle grotte e per mantenere e sviluppare la vocazione dei luoghi a fini turistici”. Naturalmente la condizione principale era quella di avere le grotte aperte e fruibili. “Oggi questo risultato è raggiunto – continua il Sindaco Santi – ma la meta finale ancora no. La Riserva e le grotte non sono gestite dal Comune di Gemmano ma dall’Ente Macroarea della Regione Emilia Romagna che vive non poche difficoltà, sia funzionali che economiche. Sarà quindi necessario lavorare, nell’esecutivo dell’Ente e nei rapporti con la Regione, affinchè anche gli aspetti gestionali siano chiariti. Così come sarà necessario completare l’assegnazione in gestione delle infrastrutture ricettive come la locanda e l’ostello, sviluppare progetti di arricchimento della proposta turistica, di marketing territoriale e di promo-commercializzazione da parte dei gestori”. Questi sono i prossimi impegni dell’Amministrazione comunale di Gemmano. Intanto però sabato 18 luglio si riapre. Per un giorno nubi alle spalle. (D.C.)

 

IL PROGRAMMA. Ore 15:30 Prima visita in grotta. Ore 16:15 Raccontafavole sotto la grande quercia. Ore 17:00 Brindisi e merenda inaugurale per tutti, con la presenza del Sindaco di Gemmano Riziero Santi e dell’Assessore regionale Emma Petitti. Ore 17:30 Seconda visita in grotta. Ore 18:15 Raccontafavole sotto la grande quercia. Biglietto ingresso in grotta: 9 € intero, 7 € ridotto. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria telefonando al numero 3357020834. Nei giorni successivi ogni residente di Gemmano riceverà un biglietto ingresso omaggio che potrà utilizzare, nel limite dei posti disponibili per ogni accesso, prenotando al numero 3357020834. Aperti anche Domenica 19 con i seguenti orari di visita in grotta: 10:30 – 12:00 – 15:30 – 17:00.




San Clemente, Note di vino chiude con la Toscana

Ultima serata di Note di vino, domenica 19 luglio in piazza Mazzini a San Clemente, con la degustazione di vini e prodotti tipici della Toscana accompagnati dalla musica coinvolgente della band Dino Gnassi Corporation. Inizio serata ore 20.45. Prenotazione obbligatoria al numero 338 8035746 (dalle 17.30 alle 21.30). Ingresso: adulti 14 euro, bambini fino a 5 anni gratuito, bambini da 5 a 10 anni 6 euro, bambini oltre i 10 anni 14 euro.




Il sindaco Claudio Battazza rimpasta la sua giunta

claudio-battazza-morciano-giunta-rimpasto-2015Il 29 maggio scorso, come vuole la prassi, gli assessori in carica hanno rimesso il mandato al sindaco. Nell’arco di qualche ora, il sindaco Claudio Battazza (foto) ha provveduto a nominare i nuovi assessori e ad attribuire le deleghe ai consiglieri comunali. Nel consiglio comunale del 28 maggio Filippo Ghighi, primo dei non eletti, prende il posto del dimissionario Corrado Montanari. Il consiglio comunale ha ratificato la staffetta all’unanimità. A Corrado Montanari è andato il ringraziamento del sindaco e di tutti i gruppi politici per l’impegno e il lavoro svolto nei sei anni di mandato.
Rispetto alla vecchia squadra Battazza vi sono due conferme, il vice sindaco Stefano Dradi (con deleghe ad Affari generali, Affari legali, Edilizia privata ed Urbanistica) e Ivan Tagliaferri (Rapporti con l’Unione Valconca, Riorganizzazione istituzionale e dei servizi in ambito sovra-comunale e Semplificazione amministrativa. Entrano in giunta l’attuale consigliere comunale Claudia Corsini con deleghe al Commercio, Attività economiche e produttive, Eventi e politiche giovanili e, in qualità di assessore esterno, Federica Giannei alla quale sono state attribuite le deleghe all’Istruzione e politiche educative, Edilizia scolastica, Servizi sociali e welfare.

 

Escono dalla giunta Stefania Gostoli ed Evi Giannei (quest’ultima permane nella sua qualità di consigliere comunale), zia della Federica. Le deleghe attribuite ai consiglieri comunali sono così suddivise: Corrado Bernabei (Lavori pubblici, patrimonio, ambiente e politiche per la casa), Filippo Ghigi (Cultura e Bilancio), Matteo Gobbi (Sport, mobilità, viabilità e parcheggi), Michela Morganti (Pari opportunità). Rimangono in capo al sindaco le deleghe al Personale e alla Sanità, vista anche la vicenda della casa di Cura “Montanari” che il primo cittadino intende seguire in prima persona. “Ad un anno dalle elezioni che hanno visto la riconferma alla guida dell’amministrazione di Morciano di Romagna della Lista ‘Morciano Futura’ – commenta il sindaco Battazza – io e gli altri componenti del gruppo abbiamo svolto una riflessione molto approfondita circa la necessità di apportare alcuni cambiamenti alla compagine di giunta. Lo abbiamo fatto perché ce lo eravamo ripromessi al momento delle elezioni, in seguito alle quali tutti insieme avevamo stabilito che a far partire il nuovo mandato sarebbe stata la squadra uscente ma che dopo un anno avremmo valutato qualche avvicendamento che permettesse di dare responsabilità a persone nuove. Io credo che tra i compiti di un amministratore non vi possa essere unicamente il governare e l’amministrare la cosa pubblica, ma anche il dovere ‘civico’ di aiutare a crescere una nuova classe dirigente, cosa della quale oggi ne sentiamo un gran bisogno. Nel dibattito politico è frequente il richiamo al ‘lasciar posto ai giovani’ poi però occorre che questo non rimanga un assunto di principio ma che sia un comportamento realmente praticato, ed è ciò che ci proponiamo di fare noi oggi a Morciano, con un’ottica che vuole essere sempre di più indirizzata ad un orizzonte più ampio di quello dei confini comunali, perché gli amministratori dell’oggi e del domani dovranno necessariamente ragionare in termini sovracomunali sia per l’esercizio delle funzioni e dei servizi che per future operazioni di fusione tra i comuni stessi, perché quello deve essere il nostro obiettivo”.

 

“Nei restanti quattro anni di mandato, e ci auguriamo anche dopo – continua Battazza – vogliamo lavorare proprio su questo e lo vogliamo fare mettendo in campo energie giovani e fresche, con la piena condivisione ed il supporto di chi fino ad oggi ha lavorato in amministrazione con ruoli di primo piano, perché anche solo mettendosi al servizio di chi si accinge ad iniziare una nuova esperienza si assolve a quel ‘dovere civico’
al quale facevo accenno prima. Voglio ringraziare tutto il gruppo della disponibilità dimostrata, ma in particolare Stefania Gostoli ed Evi Giannei per il prezioso e straordinario contributo dato in questi sei anni perché sono davvero state dei pilastri di questa amministrazione e sono certo che la loro esperienza sarà messa a servizio di chi si accinge ad iniziare oggi un lavoro in loro sostituzione”.

 

Andiamo a vedere chi sono i volti nuovi. Claudia Corsini. Eletta in consiglio comunale alle elezioni amministrative 2014, ha ricoperto fino ad oggi l’incarico di consigliere delegato alle Politiche ed eventi giovanili. 29 anni, laureata a Bologna in Sociologia con Magistrale specialistica in gestione ed organizzazione delle politiche e dei servizi sociali, ha appena terminato un Master Anci (associazione nazionale comuni d’italia) in Pubblica Amministrazione. Federica Giannei. Figlia di Romeo, grande capo dell’Ausl di Rimini Sud 38 anni, psicologa e psicoterapeuta, madre di una bimba di 5 anni. Impegnata in attività sociali e di volontariato con esperienza lavorativa come psicologa dal 2007 al 2009 presso l’Ausl di Rimini, ha partecipato alla conduzione dello sportello psicopedagogico dal 2004 al 2012 presso l’Istituto comprensivo Valle del Conca di Morciano e da diversi anni collabora con il centro per le famiglie distrettuale, essendo referente della sede di Morciano e, dallo scorso anno, anche di quella di Riccione. Dopo le elezioni del 2014, come nella natura delle cose e degli uomini, non mancarono le polemiche sulla scelta degli assessori. Ora sarà stata la stessa cosa.




Riminiese: grande imprenditorialità, grande evasione

di FRANCESCO TOTI. Il Riminese scrutato da Mario Venceslai, comandante della Guardia di Finanza della provincia di Rimini. Un uomo che ha sempre avuto il pallino dell’attività investigativa.

 

La provincia di Rimini ha grosse vivacità imprenditoriali e in proporzione è terra di evasione fiscale, di riciclaggio, di misteriosi patrimoni economici e di potenziale infiltrazione criminale. La vicinanza di uno stato come San Marino, per molto tempo con una differente impostazione fiscale e una diversa visione bancaria, ha costituito terenno fertile per interessi malavitosi connessi più o meno alle organizzazioni”. Lo afferma Mario Venceslai (foto) , comandante della Guardia di finanza della provincia di Rimini dal 19 settembre del 2011. Abbandonando le logiche
d’emergenza, con organizzazione, analisi di contesto, investigazione cerca di portare più legalità tributaria in una provincia che storicamente
convive col peccato: è una delle prime province italiane per ricchezza ma figura agli ultimi posti per denunce Irpef.

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Mario Venceslai, umbro di Todi, comandante della Guardia di Finanza della provincia di Rimini dal 2011

“Fino a poco tempo fa –  racconta Venceslai, originario di Todi, un babbo impresario edile specializzato nella restaurazione di edifici antichi, fin da giovane con il pallino dell’attività investigativa – l’evasione era più alta. A Rimini e provincia c’è stata una grossa distrazione fiscale anche per via della sua vocazione economica nel settore della ricezione turistica e del divertimento notturno: alberghi, locali notturni, la spiaggia. Ma il core business è sempre stato il riciclaggio dei proventi illeciti, in particolare del ‘nero’ che deriva dall’evasione fiscale e la sua reintroduzione in attività imprenditoriali ovvero nell’acquisto di beni immobili o mobili. Le indagini condotte nel recente passato hanno infatti acclarato che presupposto del riciclaggio sono per lo più i reati fiscali, societari e fallimentari e che il riciclaggio è difficilmente attuabile senza l’aiuto e/o il coinvolgimento diretto o indiretto di professionisti del settore. Nel nostro lavoro di polizia tri butaria, oltre a contrastare le forme di illecito amministrativo più generalizzate quali l’omissione dello scontrino e della ricevuta fiscale, c’è la necessità di incidere nel settore patologico dell’evasione, quando questa cioè assurge a vere e proprie frodi fiscali organizzate dolosamente, assumendo rilievi penali. Per perseguire i grandi reati della criminalità organizzata ci vuole una specifica metodologia operativa ed una fattiva collaborazione con le altre forze di polizia. E’ ormai convinzione unanime che per ottenere efficaci risultati in termini brevi, più che colpire ‘militarmente’ i soggetti facenti capo ai sodalizi, vanno accertati ed aggrediti i loro patrimoni criminali con accertamenti bancari, reddituali e patrimoniali mirati, avvalendosi di tutte le molteplici possibilità e poteri offerti agli organi investigativi dalle leggi nazionali e dalle convenzioni sovranazionali. Oggi, infatti, la vera criminalità organizzata è sempre più criminalità economica. Sono ormai due facce della stessa medaglia, perché perseguono con gli stessi mezzi (illeciti e corruttivi) ed attarverso le stesse vie finanziarie lo stesso scopo ultimo, quello cioè di posizionarsi sul mercato con una facciata pulita, legale, con effetti dirompenti sulla concorrenza dei mercati economici e finanziari. Un tempo, forse, i binari erano sdoppiati, quando la mafia utilizzava solo mezzi rudimentali ed era radicata sul proprio territorio, oggi non è più così, i soggetti facenti parte o comunque collegati alle associazioni criminali sono sempre più acculturati e informati su tutto ciò che può interessare l’attività illecita perpetrata ed hanno a disposizione potenzialità economiche e logistiche inimmaginabili fino a qualche anno fa. Ed in questo tipo di investigazioni, ovviamente, la Guardia di Finanza, grazie alle sue tradizionali competenze ed attribuzioni professionali ed alla sua struttura ordinativa che comprende anche Reparti speciali con competenza nazionale ‘di settore’, offre sicuramente un contributo specifico di alto livello”.

 

Sposato, un figlio consulente d’azienda per una multinazionale, ha alle spalle un solido percorso professionale molto indirizzato all’investigazione: Roma, Palermo, Siena, Napoli. E’ stato comandante del G.I.C.O. (Gruppo di investigazioni sulla criminalità organizzata)
interprovinciale di Napoli e del Gico “Centrale” di Roma nell’ambito dello S.C.I.C.O. (Servizio centrale di investigazione sulla criminalità
organizzata di cui è tra i fondatori), capo settore della D.I.A. (Direzione investigativa anti-mafia), nonché capo-ufficio operazioni di vari
Reparti “speciali” con sede in Roma.

 

”La criminalità organizzata – riflette Venceslai, grande passione per la mountain bike di tipo estremo – non è solo quella mafiosa. Più che mai nei nostri tempi bisogna parlare di criminalità economica. Il denaro segue lo stesso percorso. Come faccio a trovare l’origine delittuosa del danaro? Se è figlio dell’usura, dell’estorsione, va trovato un sistema raffinato per smascherarlo. Perché dietro ai trafficanti ci sono, di norma, complicità occulte da parte di ‘professionisti di settore’ che li aiutano, li indirizzano, li seguono, a volte anche concorrendo, personalmente o con società intestate a prestanomi compiacenti, nei reati di riciclaggio e di reimpiego in attività produttive. Possono essere professionisti come l’avvocato, il commercialista, il notaio, o qualunque soggetto con peculiari specificità professionali nei più svariati settori che tornano utili, come il consulente finanziario o societario, l’intermediario bancario, il consulente immobiliare, i ‘factotum’ che vantano una vicinanza alle Istituzioni ecc. Solo con la complicità di tali figure, la criminalità è in grado di strutturare un disegno criminoso complesso e del genere. Nella nostra provincia tutto aumenta e tutto diventa più complesso per la presenza di San Marino, che è uno stato extra Unione europea. Anche
se recentemente ha adeguato alle esigenze antiriciclaggio internazionali la propria normativa per allinearsi ai canoni OCSE, non può infatti
sottacersi che la repubblica di San Marino ha avuto per molto tempo una fiscalità agevolata ed una trasparenza bancaria diversa da quella italiana. Con banche aperte nella pausa pranzo e, qualcuna, anche di sabato. Anche per questi motivi, che hanno consentito all’imprenditoria
criminale di avvalersi di schermature societarie ivi formalmente collocate, i reati fiscali sono cresciuti a dismisura, in primis a vantaggio di
evasori riminesi e, successivamente, capito i benefici, a livello nazionale. Tutte queste frodi fiscali internazionali, tipiche quelle all’IVA denominate ‘frodi carosello’, sono state molto ‘apprezzate’ anche dalla criminalità organizzata di stampo mafioso che ovviamente cerca sempre di occupare spazi illegali dovunque si trovino e avvalendosi di chiunque questi spazi possa in qualche modo favorire. E’ ovvio che per acquisire notizie e prove sull’infiltrazione che la criminalità organizzata ha messo in atto su determinati territori o settori economico- finanziari occorre intraprendere una preliminare attività di intelligence ed una penetrante investigazione, indirizzata cioè da specifica attività di analisi di contesto e di rischio”.
E l’evasione fiscale classica? “Purtroppo è stata sempre considerata una forma di illegalità minore, quasi socialmente giustificata
in determinate situazioni di criticità economico-finanziaria; invece, proprio in questo particolare contesto economico va ad incidere ancor più sulla giustizia e sull’equità, manifestando tutto il suo potenziale distorsivo e distruttivo. La gente ha finalmente iniziato a capire e piano piano è in atto una specie di rivoluzione culturale. Si sta prendendo coscienza che è un diritto personale e pubblico che chi evade vada perseguito. Altresì chi froda fa concorrenza sleale all’imprenditore corretto. La crisi ci ha fatto capire che l’evasione è un illecito importante, forse più di altri.”

 

“Ulteriore obiettivo strategico della Guardia di Finanza – continua Venceslai – è il controllo della spesa pubblica quando vi è distrazione dei fondi pubblici, che comprende le attività svolte per la prevenzione e repressione delle truffe in danno dei finanziamenti nazionali, comunitari
e a carico dei bilanci delle Regioni e degli Enti locali, ivi comprese quelle relative alla spesa sanitaria ed alle prestazioni sociali agevolate, nonché le indagini nel settore della corruzione e degli altri reati contro la Pubblica Amministrazione e gli accertamenti in materia di danni erariali su delega della Corte dei Conti.”

 

 

Un altro punto forte a favore della criminalità è l’omertà. “Per avviare un numero maggiore di investigazioni e in tempi ravvicinati vi è la necessità anche di segnalazioni. Mi riferisco sia a segnalazioni di semplici cittadini che manifestano dubbi sulla liceità dei comportamenti di soggetti o della gestione di attività economiche (e qui purtroppo si registra un’assenza completa di segnalazioni, anche in forma anonima), sia di segnalazioni qualificate specificamente antiriciclaggio. Per queste, definite S.O.S. (segnalazioni di operazioni sospette) la normativa specifica prevede l’obbligo di invio da parte di determinati soggetti (quali gli intermediari finanziari, in primis le banche, nonché individuate
categorie di professionisti) ad un’apposita struttura di analisi della Banca d’Italia, l’U.I.F. (Unità di Informazione Finanziaria) che poi le demoltiplica per gli approfondimenti investigativi alla D.I.A. ed alla Guardia di Finanza. L’importanza di tali segnalazioni è tale che oltre un quarto delle SOS approfondite confluiscono in un procedimento penale. Purtroppo, nonostante il sistema sia ormai rodato, come annualmente rappresentato dalle analisi statistiche della Banca d’Italia, e nonostante le normative antiriciclaggio prevedano specifici obblighi anche di ‘adeguata verifica della clientela’ e indichino gli indici di anomalia per definire le operazioni come sospette, queste segnalazioni continuano a pervenire per lo più dalle banche e non dai professionisti (nel 2013 la Banca d’Italia ha accertato che su un totale di circa 64.000 SOS pervenute all’UIF, quasi 61.000 provenivano dagli intermediari finanziari e solo 1.980 dai professionisti – di cui 1.800 dai notai). Posso ritenermi soddisfatto dei risultati ottenuti nel contrasto alla criminalità organizzata dal Comando Provinciale dalla fine del 2011, proprio in quanto ottenuti non da attività scaturite da casualità emergenziale bensì riferibili principalmente ad una strategia e metodologia operativa programmata ad hoc sulla base di specifiche progettualità elaborate in house (Progetto ‘EmmePi’ condiviso pienamente dall’Autorità giudiziaria e dalla Prefettura). Complessivamente, infatti, sono stati ad oggi indagati 111 soggetti, nonché proposti per il sequestro beni per 104 milioni di euro, sequestrati 44 milioni ed eseguito confische per un valore di oltre 14 milioni.”

 

”Sicuramente in Romagna – chiude Venceslai – la criminalità organizzata può creare situazione di disagio e di potenziale allarme sociale. Siamo però ancora in tempo per individuarla, combatterla e costringerla all’isolamento. Pertanto, mai come in questo momento deve maturare nell’opinione pubblica una scelta chiara e netta di ‘condanna sociale’, senza mezzi termini opportunistici. Il sinergico rapporto tra Istituzioni e Società può sicuramente avviare un positivo volano per contrastare l’agire mafioso e la sua pervasività, che è insieme causa ed effetto della correlata forza d’intimidazione. Ciò comporta anche un ‘impegno sociale e civile’ perché l’unione e l’attenzione (di tutti) possono fare la forza e contribuire ad un futuro migliore”.




Trampolines: idee e passioni romagnole

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Walter Scarponi su una delle terrazze delle sue Suite

 

La tappa fondamentale della vita di Walter Scarponi è da romanzo: coraggio, intuizione e lieto fine. Siamo nel 1963, Walter Scarponi legge una notiziola curiosa su una testata economica, “Quattro soldi”. A Roma, abbandonati negli scantinati del costruendo Palazzo del Lavoro (uno dei più belli dell’Eur), ci sono i trampoli arrivati dagli Stati Uniti per le Olimpiadi del 1960. Gli organizzatori li avevano utilizzati per intrattenere. A Walter Scarponi e all’amico Orfeo Grossi (titolare di Virginia) si accende la lampadina: “Andiamo a Roma, li compriamo e li montiamo a Riccione”. Individuano la zona sul mare; dove c’è oggi il rinomato “Trampolines”, allora era una discarica di calcinacci provenienti dai lavori in centro. Con sette milioni di cambiali garantiti dal babbo di Grossi e dal suocero (Edoardo Magnani, detto “Bistecca”) di Scarponi acquistano 18
trampoli, prendono la terra in affitto dalla famiglia Ceschina e ci costruiscono il chiosco bar, lo spogliatoio con docce. Gli otto tappeti installati raso terra su delle buche furono un successo straordinario. C’era la fila di giovani e non solo a piroettare sopra.

 

In un paio di stagioni, Walter ed Orfeo si ripagano l’investimento. Dopo due anni, le vite dei due amici si separano. Orfeo lascia tutta la baracca a Walter. Da allora su quel pezzo di terra in riva al mare partono investimenti continui. Iniziano a fare ristorazione e anno dopo anno i trampoli fanno spazio al ristorante e alla pizzeria. La cucina occupa il posto delle docce. Dietro ai fornelli c’è la moglie Lia; ai tavoli arrivano i piatti della tradizione romagnola. Insomma, vale il detto che se sai fare bene le tue cose, riesci a parlare al mondo. Un’altra tappa fondamentale del “Trampolines” risale al 1970; arriva la pizza nel forno a legna. L’anno dopo: la prima robusta ristrutturazione del locale.

 

Gli investimenti continui sono una delle molteplici ragioni del successo del “Trampolines”. Scarponi: “Il lavoro è andare avanti. E’ spendere. Non ho mai pensato di mettere da parte qualcosa. I soldi devono servire a fare le cose che hai in mente nella vita. Mi considero una persona religiosa come credente e non come un fedele. Il vero socialismo è quello di Gesù: aiutare i deboli, aiutare la comunità, non essere egoista”.
Altra svolta strutturale nel 1984; viene fatta la chiusura esterna con i pannelli mobili e la tenda sopra. Al primo piano si tira su un appartamento per la numerosa famiglia. Cinque figli: Cristina, Andrea, Alberto, Alessandro e Antonio. Scarponi: “Ricordo che Riccione
dagli anni ’70 ai ’90 era davvero Riccione. Una volta riuscimmo a fare 1.800 coperti in un giorno”. Nell’89, acquista la terra dalla famiglia milanese Ceschina. Niente più affitto. Nel 2009, rifà il ristorante. Nel luglio del 2001, inaugura le 17 suite sopra il ristorante-pizzeria. Una nave in cemento ricoperta di “Corial” (un prodotto che resiste alla salsedine) di sobrio buon gusto. Le camere vista mare, in luglio ed agosto, sono già state vendute per il 2016. Un’ospitalità fatta di terra, tradizione, tipicità quella degli Scarponi che non viene mai abbandonata. Semplicemente migliorata, anno dopo anno. Esperienza dopo esperienza. Nel 1994, Walter Scarponi inizia un nuovo progetto economico. Acquista la Chef Pronto Service, leader nella commercializzazione e semi-lavorazione del pesce: 60 dipendenti e 18 milioni di euro di fatturato.

 

Passione per la bicicletta (ha vinto anche qualche gara), l’adolescenza di Walter Scarponi è contrassegnata dal seminario. Viene riportato a casa perché cagionevole di salute. Le due ruote sono il suo speciale studiolo per la riflessione. Racconta: “Sono uno che pensa sempre. La mia mente mulina in continuazione pensieri: in macchina, in bici, a piedi. Mi piace osservare, capire una situazione, sviluppare un’idea. La bicicletta è l’attrezzo sul quale penso più lucidamente. Quando avevo un problema di lavoro, partivo e tornavo con una risposta equilibrata e di buon senso. Le mie decisioni più importanti le ho prese pedalando”. Scarponi è un riccionese nato a Misano Monte l’8 settembre del 1935. Dunque ha 80 anni. La famiglia scende a Riccione nel 1952; in una piccola casa dietro l’ingrosso di legnami Calza, travia Fratelli Cervi e la neonata circonvallazione. Il lotto era dell’ammiraglio morcianese Bigi (decenni dopo Walter ne acquista la villa). Da ragazzo fa mille mestieri: meccanico, falegname, tappezziere, lucidatore di mobili. Ricorda con orgoglio: “Tutte competenze che metterò a frutto nel mio locale. I lavori li ho sempre pensati e fatti io”. (G.C.)




Borgo Cultura: tra libri, cinema e una pista delle biglie

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di ALBERTO BIONDI

Da quartiere di lupi di mare a “salotto buono” della cittadinanza: il Borgo San Giuliano ospita ancora una volta un fine settimana di appuntamenti culturali all’insegna del cinema e della letteratura. Dopo il ciclo di “Insieme fuori dal fango” degli anni passati, è pronta a partire la rassegna “Borgo Cultura”: una due giorni di presentazioni, dibattiti e incontri nel quartiere più felliniano di Rimini.
L’inaugurazione è prevista per sabato 4 luglio (ore 18) su Viale Tiberio, altezza del ristorante La Marianna, con la lettura ad alta voce dei racconti nati dal corso di scrittura di Giorgio Arcari “Dalla parola al Racconto”. Subito dopo è previsto l’arrivo del “Giro d’Italia in 80 librerie”, una staffetta ciclistica ideata dall’associazione Letteratura rinnovabile che mette in sella scrittori, editori e professionisti dell’industria editoriale in un lungo viaggio verso la Puglia. In occasione della tappa riminese verrà allestita in via Marecchia – piazzetta Pirinela – una vera e propria pista di sabbia per le biglie (la partecipazione è libera e gratuita) in cui gli ospiti grandi e piccoli potranno sfidarsi a coppie cicchettando biglie raffiguranti i grandi della letteratura mondiale, disegnati dalla matita di Tuono Pettinato. Ad animare l’evento ci penserà il Club Sofa and Carpet, un manipolo di ragazze che legge brani di Jane Austen in costumi vittoriani, e non mancheranno l’Assessore alla Cultura Massimo Pulini e lo scrittore Michele Marziani. Dopo cena, sempre nella piazzetta, verranno proiettati due film in esclusiva per Rimini: alle 21.30 “Low Cost Flocks” di Giacomo Agnetti, un documentario selezionato nei circuiti internazionali in cui si osserva il modo di viaggiare 2.0. tra social network e airbus; e alle 22.30 “Tra la via Emilia e Pavana”, documentario di Alessandro Siciliani che attraversa la nostra regione partendo dalle pietre del Ponte di Tiberio. Il già battezzato “cinema a pedali” consiste in un proiettore montato su una bicicletta, idea che l’assessore alla Cultura Massimo Pulini ha già definito l’unione simbolica ideale tra le “pizze” delle vecchie pellicole e le ruote delle biciclette.

 
Borgo Cultura prosegue anche domenica 5 offrendo altri due interessanti appuntamenti: alle 19, nella piazzetta Santa Caterina di via San Giuliano, la presentazione del libro “I delitti della Romagna” (NFC Edizioni, 168pp, euro 11,90) del giornalista Andrea Rossini, già etichettato dal grande Carlo Lucarelli come “Un libro importante perché narra fatti di cronaca nera che parlano a tutti e raccontano la storia d’Italia”. Una raccolta di gialli risolti e non, enigmi dove il minimo dettaglio può essere rivelatore: Rossini attraversa la storia della cronaca nera raccontando dell’unica uccisione di cui gli assassini della Uno bianca si vergognano; della vacanza con il morto del boia del Circeo, Angelo Izzo; dell’esistenza “sospesa” di Guerrina; della punizione mortale a San Patrignano; dell’ultrà sedicenne accoltellato al cuore da un napoletano; delle amnesie del boss milanese Epaminonda; l’intimità sfregiata di persone e coppie etero e gay. Un bouquet di casi e delitti ambientati a Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena, che verranno commentati dall’autore in compagnia dei pubblici ministeri della Procura di Rimini Paolo Ganganelli e Davide Ercolani, l’avvocato penalista Moreno Maresi e il commissario della Squadra Mobile di Rimini Luciano Baglioni. Fu lui, nel ’94, a svelare assieme a Pietro Costanza l’identità dei membri della Uno bianca. Successivamente, ore 21 in piazzetta Ortaggi, la chiusura della due giorni spetta alla band Carlo & le Pulci: una Ukulele Band riminese che ripropone i classici di ogni genere rivisitandoli in chiave hawaiana. Inoltre, durante la manifestazione, verrà allestita una mostra dei disegni di Angela Faraoni nella Trattoria La Marianna di viale Tiberio.

 
“Anche se NdA ha chiuso nel 2014, la nostra missione di diffondere cultura indipendente non è ancora finita. – ha esordito Massimo Roccaforte nella conferenza stampa di presentazione – Borgo San Giuliano si presta naturalmente ad ospitare socialità, è il cuore di una Rimini diversa dall’immagine tradizionale”. Michele Marziani, scrittore riminese dalla consistente bibliografia, ha sottolineato l’importanza di esportare i libri dai luoghi ad essi deputati, di farli uscire nelle strade e dar voce al popolo silenzioso dei lettori. “Borgo Cultura – ha concluso Pulini – accompagna parallelamente la grande kermesse della Notte Rosa ed è un’iniziativa che l’Amministrazione è lieta di patrocinare, soprattutto in quanto frutto dell’impegno di pochi individui”.




Bruno Piccioni, il principe dei sommelier

bruno piccioni sommelierBruno Piccioni è il principe dei sommlier della provincia di Rimini e tra i maggiori d’Italia. Ha tirato su migliaia di appassionati e tiene lezioni anche all’estero.
Che cosa apprezza di più in un vino?
“Tutte le singole caratteristiche sensoriali: alla vista il bel colore giallo o rosso rubino intenso; all’olfatto tutte le emozioni che riesce a trasmettere con i suoi infiniti aromi; al gusto i tanti sapori e a tavola la capacità, abbinato nel modo ideale, ad esaltare le migliori preparazioni gastronomiche”.
Che cosa è per lei il vino?
“Alla domanda cos’è il vino? le risposte sono illimitate e si potrebbe scrivere un intero libro. Ernest Hemingway, scrittore, avrebbe
risposto: ‘Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo. Il vino è nella vita quello che la musica è nell’arte. La conoscenza dei vini e l’educazione del palato possono essere una fonte di gioia per un’intera vita’. Leonardo da Vinci, scienziato e scrittore: ‘Credo che molta felicità
sia degli uomini che nascono dove ci sono vini buoni’. Federico Fellini, illuminato regista: ‘Il vino è come l’amore, ne puoi parlare per ore, magari raccontando un sacco di sciocchezze: ma è un bel conversare’. Per il sottoscritto è uno stile di vita, fonte di benessere ed alla base di un’attività svolta, con passione, a tempo pieno”.
Qual è il peccato più frequente nei produttori e nei degustatori?
“Nei produttori, probabilmente, la scarsa capacità del confronto. Mentre i degustatori si fanno influenzare, troppo spesso, dalle etichette più blasonate”.
Com’è il livello dei vignaioli nella provincia di Rimini?
“Negli ultimi dieci anni, nella provincia di Rimini, i produttori hanno decisamente virato verso la qualità, in vigneto e in cantina. Hanno imparato a produrre bene e talvolta in maniera eccellente, hanno saputo gestire il territorio, rinnovare i vigneti, abbassare le rese, avviare le selezioni clonali, curare la vite, lavorare con attenzione le uve e affinare nel modo più corretto il vino”.
Siamo lontani dalle regioni leader?
“Lontani probabilmente no, in ogni modo dobbiamo crescere ancora per raggiungere l’immagine enologica acquisita da altre regioni, principalmente nel contesto della comunicazione, poiché piccolo è bello ma in un contesto globalizzato si è sicuramente deboli”.
Perché i nostri ristoranti hanno pochi vini del Riminese nella carta?
“Negli ultimi anni le cose sono cambiate, nelle carte dei vini dei ristoranti locali, sono sempre più presenti i vini del territorio. Qualche
esempio: il Colli di Rimini Rebola è all’altezza dei migliori vini bianchi italiani e anche il Sangiovese non è da meno. Senza dimenticare
vini ottenuti da vitigni internazionali e il Romagna Pagadebit che permettono di fare sempre una ottima figura a qualsiasi ristoratore”.
Quanto deve costare, rapporto qualità prezzo, una buona bottiglia?
“Questo è un tasto dolente. Nel nostro comprensorio il rapporto qualità-prezzo è di assoluto vantaggio per il consumatore. Purtroppo il ricarico nei ristoranti e alberghi è un po’ troppo elevato. In ogni modo una buona bottiglia di vino per il consumo quotidiano si trova anche a 3-5 euro alla bottiglia. Per le occasioni più importanti consiglierei di spendere un po’ di più”.
Qual è il livello della nostra ristorazione?
“Ho fatto tutta la vita il ristoratore e devo ammettere che oggi fare ristorazione è molto complesso, perché sono richieste conoscenze più ampie. Durante l’arco di una giornata lavorativa il ristoratore moderno svolge tante funzioni: commerciale, amministrazione, marketing, gestione delle risorse umane, servizio di sala e cucina ed altro ancora. In ogni modo ogni ristorante locale è una garanzia e certi della sua indiscutibile ospitalità, meriterebbe una sosta e non mancano punte di eccellenza”.

Quanti allievi ha tirato su?
“Una miriade, certamente alcune centinaia di migliaia, infatti, dal 1980 ad oggi, sono relatore, istruttore alla degustazione e commissario
d’esame, ai corsi organizzati dall’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier), in tutte le regioni d’Italia, ed anche all’estero: Monaco di Baviera, Londra, Bruxelles, Dortmund, Hannover. Ed anche docente, quale esperto in enogastronomia, nelle scuole alberghiere delle province di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena, Bologna e saltuariamente in altre, oltre a relazionare nei seminari tematici di enogastronomia”.
Racconti qualcosa dei suoi libri?
“Da una trentina d’anni scrivo principalmente libri di enografia nazionale ed il primo testo didattico è stato: ‘Vini DOC e DOCG’,
Gennaio 1994. Poi sono seguiti: ‘Il Sommelier – Nozioni Generali’, ‘Enografia Nazionale’, ‘Il Vino Italiano’, ‘Il Cibo e il Vino’, editi
dall’Associazione Italiana Sommeliers. Poi ‘A tavola nel Delta del Po’, ‘l’Italia dei vini DOCG’ e ‘Una ricca terra una buona tavola
Terra Nostra’. Ho collaborato a riviste specializzate del settore enogastronomico e sono l’autore del capitolo ‘Vini d’Italia’ nella guida
dei ristoranti italiani in Lussemburgo”.
Qual è l’attestato, il gesto più commovente che ha ricevuto?
“Tra le più grandi soddisfazioni il premio, nel 2002, come primo maestro di comunicazione, dell’Associazione Italiana Sommelier, consistente
in un ramo di alloro in argento, dall’importante significato di gloria, fedeltà e amicizia, che conservo gelosamente tra le mie cose più preziose. Poi un altro premio come primo comunicatore tra i relatori in Lombardia e principalmente i tantissimi attestati di stima che ricevo ancora oggi dai partecipanti ai corsi di Sommelier”.
Può raccontare qualcosa della sua storia umana? Famiglia, educazione…
“Nato a Misano Monte, appena finito la scuola elementare, in pratica ad undici anni (ai miei tempi era così), ho iniziato a lavorare, nel periodo estivo, a Cattolica, come “Lift Boy”, mentre in inverno frequentavo la scuola secondaria di avviamento professionale. Occupato, in seguito, come cameriere di sala e poi, appena finito il periodo militare, nei Vigili del Fuoco, mi sono messo in proprio gestendo il Ristorante ‘El Faro’, a Misano Brasile, poi il Bar ‘da Bruno’, a Riccione e nel frattempo ho intrapreso la professione del Sommelier, inizialmente svolgendo servizio del vino e partecipando alle fiere, poi come relatore” (G.C.)




Le colline Malatestiane stanno franando, dissotterrate anche querce secolari

Il borgo malatestiano di Meleto (frazione di Saludecio), uno dei panorami più sontuosi della Valconca, è isolato dal basso; l’unico accesso è dall’alto. E’ pericolante anche una piccola parte delle mura. La strada Santa Maria Maddalena (Montefiore) è chiusa per il cedimento del ponticello. Sono solo alcune dei drammi che stanno vivendo i territori di Saludecio e Montefiore. Sia per Saludecio, sia per Montefiore ci vogliono almeno un paio di milioni di euro per mettere in sicurezza le strade con un lavoro ben fatto. Mentre a Montefiore non ci sono pericoli per le abitazioni, a Saludecio sì. Oltre alla chiusura di Meleto Basso da Meleto Borgo, è in parte chiusa via Vallicella. Chiusa in parte anche via la Pieve, che da Saludecio porta al cimitero. Era state sbarrate anche le strade per Cerreto e Pedreto ma sono state ripristinate.

 

Per il dissesto di Meleto ci vogliono almeno 400mila euro; c’è una frana che avanza anche sotto le mura di Meleto. Dilvo Polidori sindaco di Saludecio: “Mi sembra che la Regione stai prendendo con serietà il dissesto idro-geologico. Ha messo a bilancio 45 milioni di euro. Il presidente Bonaccini ha detto che inserirà fondi importanjti per tutto l’arco della sua legislatura”. “Il quadro – continua nella riflessione, seppur spostata di pochi chilometri ma sullo stesso crinale Vallì Cipriani, sindaco di Montefiore – è drammatico per tutto il nostro territorio.
Dobbiamo effettuare interventi costosi con micropali profondi almeno una decina di metri. Fortunatamente non ci sono abitazioni in pericolo”.

 

Territorio soggetto a dissesto idro-geologico Montefiore, ha molteplici frane che avanzano. Tre le principali: all’ingresso del capoluogo, via Spogna, la strada anello che collega la zona stadio con la Pedrosa. Qui sono state dissotterrate anche querce secolari. La terza è via Santa Maria della Neve, dove è scoppiato il tubo del gas tre volte. Fronte di una settantina di metri, ci sono fratture con dislivelli di mezzo metro. Per metterla in sicurezza sono stati preventivati circa 400mila euro. Il ministreo delle Infrastrutture, fa sapere il sindaco, ha accordato 920mila euro per sistemare la provinciale all’ingresso di Montefiore. La rimanenza, più 52mila euro dalla Regione serviranno per l’intervento sulla Spogna. Frane importanti anche a San Gaudenzo e il tratto tra Ca’Santino ed il piccolo cimitero di Levola.