“Una canzone per Leo”, i giovani si fanno il loro festival

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Non hanno alle spalle né case discografiche nè mega produttori,  ma tanta voglia di fare. E con quella forza e energia che è  propria della gioventù mettono in scena il loro festival. L’appuntamento è per il 19 aprile alle 15.30 al Teatro Amici al Lago di Monte Colombo. L’evento dal titolo “Una canzone per Leo” è sostenuto dalla Fondazione Leo Amici e dall’Associazione Dare. Non è un talent – spiegano gli organizzatori –  né una gara, ma un’occasione per i ragazzi per esprimersi davanti ad un nutrito pubblico, inserire in  un doppio cd i propri brani,  esibirsi in diretta streaming con a disposizione gratuitamente per la preparazione del festival, oltre a tutta l’ospitalità,  numerosi professionisti dello spettacolo e tecnici, compreso lo stesso regista Carlo Tedeschi  che da sempre presta la propria opera in forma gratuita per i giovani. Nell’appuntamento sono coinvolti tantissimi ragazzi, dai 15 al 25 anni,  provenienti per l’occasione da tutta Italia.

 

Così il Teatro Leo Amici si conferma dal 1989 come fucina di talenti e laboratorio avanzato per coloro che vogliono approcciarsi al mondo dello spettacolo, come è stato più volte in passato con la messa in scena di musicals originali italiani di gran successo, scritti e diretti da Carlo Tedeschi, che hanno visto sul palcoscenico di diversi teatri italiani, numerosi giovani artisti a fianco di professionisti di grande esperienza, uno per tutti, l’indimenticabile Gino Bramieri. Giovani artisti usciti dal laboratorio del Teatro Amici hanno calcato le scene in altri spettacoli come quelli che hanno visto protagonisti Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Chiara Noschese, Lorella Cuccarini e molti altri. Con il festival l’associazione Dare offrirà gratuitamente tutto il necessario per l’approntamento della manifestazione,  risponde alle finalità della sua costituzione, ovvero promuovere  attività di aggregazione e prevenzione per i giovani così come indicato dal suo fondatore, Leo Amici, a cui il festival è dedicato.  Ingresso è gratuito, è consigliata la prenotazione al 0541-986133 info@teatroamici.it




Lotta senza confine alla rendita, Zamagni: “Patto dei produttori per ripartire”

di SIMONA CENCI

stefano zamagniAlla presentazione del ventunesimo Rapporto Economico della provincia di Rimini 2014/2015, a cura della Camera di Commercio di Rimini e della Fondazione Carim, tenutasi lo scorso 30 marzo, il tavolo dei relatori ha praticamente voluto dichiarare guerra alla “rendita” vista come il male di questo periodo e frutto di un modello economico-sociale che deve essere superato se si vuole uscire dalla crisi e se si vuole fare ripartire l’economia per noi e i nostri figli.  Tra i relatori anche l’economista Stefano Zamagni (foto) che ha colto l’occasione per ribadire la propria visione. L’innovazione – ha detto – è fondamentale, così come è determinante lasciarsi alle spalle l’organizzazione del lavoro di tipo tayloristico, dove la mente pensante è solo al vertice dell’organizzazione stessa, quando invece tutti coloro che ne fanno parte devono dare il proprio apporto di conoscenza, di cultura e di idee. Ci sono imprenditori innovatori e imprenditori imitatori, questi ultimi vivono di rendita a scapito del profitto, ha affermato l’economista.

 

La proposta di Zamagni per far ripartire l’economia inizierebbe da quello che lui chiama il “patto dei produttori” che si riassume quindi nei seguenti punti: critica costruttiva, cambiando quella che è la critica distruttiva e denigratoria tipica dei riminesi nei confronti di chiunque abbia un’idea che viene aggredita senza proporre un’alternativa; lotta alla rendita, di qualunque rendita si tratti: immobiliare, finanziaria, patrimoniale. La rendita è improduttiva per definizione, toglie risorse a profitto e salario; superamento della carenza di specifiche competenze manageriali. Il management è ancora quello del modello taylorista, quello degli specialisti che organizzano il lavoro e delle mansioni specializzate degli operai, e quindi obsoleto; deve essere superato e qui si inserisce il coinvolgimento dell’università nell’impresa per la creazione di una nuova classe manageriale; la società civile deve ricominciare ad avere voce in capitolo, come per esempio nel caso del piano strategico, che costituisce un modello di partecipazione alla vita politica e sociale dal basso, dalla base o come si dice “bottom-up”.




Via libera al credito d’imposta: gli alberghi possono rifarsi il lifting.

alberghi-credito-impostadi LUCA RIGHETTI

Cosa contempla il provvedimento e come richiedere l’agevolazione fiscale. Alzi la mano chi, da buon riminese doc, non ha mai ricevuto la richiesta di consigliare un albergo ad amici o parenti che venivano a trascorrere la classica vacanza in riviera. Beh, quasi a ciascuno di noi è successo, e, diciamo la verità, ogni volta che la canonica domanda ci viene rivolta ci sentiamo come invasi da un sano orgoglio campanilistico, consci del fatto che abbiamo il privilegio di vivere in una delle mete vacanziere più invidiate d’Italia che, nell’immaginario collettivo, sanno di divertimento, relax e dolce vita. “Beato te che sei di Rimini!”, la classica ed immancabile frase che ci sentiamo rivolgere immancabilmente. Ma ci siamo mai chiesti se il nostro amico vacanziero fosse stato del tutto soddisfatto dal suo soggiorno nell’hotel suggerito? A voler essere sinceri infatti non tutte le strutture alberghiere della nostra costa possono vantarsi di essere veramente al passo coi tempi. Non mettiamo ovviamente in discussione la proverbiale e tanto decantata ospitalità romagnola. Quella per fortuna non manca mai e ci viene unanimemente riconosciuta. Non tutte però sono riuscite negli anni a raggiungere quegli standard assoluti in termini di qualità e ammodernamento che potrebbero rappresentare la classica ciliegina sulla torta, quel quid che rende l’offerta turistica perfetta. Eppure qualcosa potrebbe cambiare anche da questo punto di vista.

 

E’ di questi giorni infatti un’importante comunicazione resa nota dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi che potrebbe realmente rappresentare un segnale di svolta per quelle strutture alberghiere più vetuste e che necessitano di una ristrutturazione, non solo edilizia ma anche digitale. “La  Conferenza unificata – ha spiegato il sindaco Gnassi – ha dato il via libera al provvedimento che rende operativo il credito d’imposta per la ristrutturazione degli alberghi. Una notizia da segnare in rosso, visto che si tratta del formale ‘via libera’ all’applicazione del decreto ‘Art Bonus’, firmato quasi un anno fa dal Ministro Dario Franceschini. Da oggi e fino al 2019, in buona sostanza, si potrà attingere a un credito d’imposta sino al 30% e per un massimo di 200mila euro su uno stanziamento statale complessivo di 220 milioni di euro (20 milioni per il 2015 e 50 milioni per ogni annualità dal 2016 al 2019) per interventi di riqualificazione delle strutture alberghiere con oltre 7 camere, sostenuti dall’1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2016”. Questa misura – sostiene Gnassi – è anche una vittoria della Riviera di Rimini e di ANCI che avevano spinto e contribuito nei mesi passati per questo esito positivo, si aggiunge l’altro credito d’imposta (sempre al 30% con un budget complessivo di 75 milioni di euro in 5 anni) rivolto sempre alle imprese del settore per la digitalizzazione della loro offerta commerciale”.

 

Ma quali sono nel dettaglio le voci di costo oggetto di questo importante provvedimento? Le spese per cui è ammesso il credito di imposta sono quelle sostenute dagli alberghi per ristrutturazioni edilizie che non alterino la volumetria complessiva o la destinazione d’uso, per restauri e risanamenti conservativi, per interventi di riqualificazione energetica, per opere di eliminazione delle barriere architettoniche e per l’acquisto di arredi, mobili, cucine e attrezzature sportive e per centri benessere. Svariate anche le spese legate alla digitalizzazione alberghiera. Si va dall’installazione di impianti Wi-Fi (ammessi i costi per l’acquisto e l’installazione di router/access point che servono per la ricezione del servizio mobile, comprese antenne terrestri, parabole, ripetitori di segnale) alla creazione di siti web ottimizzati per il mobile.  Rientrano nella misura governativa anche programmi, software e “sistemi informatici” per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l’integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi. Sono ammessi i costi sostenuti per software e hardware (server, hard disk). E, tra gli altri, anche tutti gli strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità. Tra le spese contemplate dal provvedimento ci sono anche quelle specifiche per la formazione del personale delle strutture.

 

Gnassi riconosce nella sua nota inviata alla stampa come non si sia di fronte alla “panacea di tutti i problemi del turismo italiano, ma certamente si deve giudicare questo pacchetto di agevolazioni, destinato a chi investe nell’ammodernamento e nell’innovazione strutturale, un primo e decisivo passo per l’approdo a una politica industriale vera di un settore come il turismo sino a qui considerato più o meno alla stregua di un’attività artigianale, che si esplicava in depliant e promozione minima. Con il credito d’imposta concesso, e seppur con cifre che non possono esaurire le problematiche e i ritardi infrastrutturali del sistema turistico nazionale, si entra davvero in una fase nuova, considerando l’accoglienza un vero e proprio settore industriale che per centralità e impatto, merita un sostegno statale così come avviene, per esempio, per la chimica, l’agricoltura o il tessile”. Per richiedere il credito d’imposta occorrerà presentare domanda in via telematica al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui si sono sostenute le spese. Le risorse economiche a disposizione saranno assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Il Comune di Rimini, nel riconoscere questo provvedimento come una occasione imperdibile per rendere più moderna ed efficiente l’intera offerta turistica della nostra riviera, si rende comunque disponibile nei confronti delle associazioni di categoria per sostenere, anche nella parte tecnica, la presentazione delle domande.