Vignetta di marzo 2015

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‘Soldato Semplice’ nelle sale, Cevoli: “Ho raccontato l’Italia per la prima volta sotto un’unica bandiera”

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Il film ‘Soldato Semplice’, scritto, diretto ed interpretato dal comico riccionese Paolo Cevoli uscirà nelle sale il prossimo 2 aprile. L’anteprima, ieri sera al Multiplex del centro commerciale Le Befane, ha incassato gli applausi da parte di oltre 250 persone presenti in sala. Ad accogliere Paolo Cevoli, un nutrito gruppo di alpini riminesi, entusiasti del film che racconta proprio le vicende degli uomini con la penna sul cappello e impegnati al fronte nella prima guerra mondiale. “E’ la prima volta che un film viene dedicato agli alpini – ha detto Cevoli – e sono proprio contento di averlo fatto”. All’anteprima riminese sono intervenuti, fra gli altri, anche i sindaci di Rimini Andrea Gnassi, di Riccione Renata Tosi, di Verucchio Stefania Sabba e di Roncofreddo Massimo Bulbi. “Mio nonno mi ha dato lo spunto per l’idea – ha detto Cevoli al termine della proiezione – lui che era eliografista al fronte. Ho voluto raccontare una Italia che per la prima volta si incontrava sotto un’unica bandiera, con dialetti anche incomprensibili e legami umani nati da quell’incontro. Una guerra che non si vede, ma che incombe, se volete anche un monito per i tempi attuali. E poi anche il rapporto con il nemico, col quale ci si confronta a distanza ma che genera un sistematico ‘sursum corda’, in alto i cuori. Ho cercato di valorizzare anche la natura, montagne bellissime che ho cercato di valorizzare al massimo”. La produzione cinematografica è stata sostenuta da SGR Servizi e Banca Carim.




Questura, cambio al vertice: arriva Maurizio Improta

di BERNADETTA RANIERI

CASO ABLYAZOV: DAL VIMINALE AGLI ESTERI AI MAGISTRATI, I PROTAGONISTIDopo 2 anni e mezzo trascorsi alla guida della Questura di Rimini, Alfonso Terribile è stato chiamato a dirigere la Polizia de L’Aquila. Il testimone passa a Maurizio Improta (foto), nominato dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza all’interno di un più vasto e generale rimescolamento dei trasferimenti nazionali. Il 30 marzo, dunque, Improta lascerà l’incarico di Direttore del Compartimento Polizia Ferroviaria dell’Emilia Romagna, con sede a Bologna, dove era arrivato nell’agosto 2014. Maurizio Improta, 53 anni, originario di Napoli, è figlio d’arte perché il padre Umberto, morto nel 2002, fu anche lui un funzionario di Polizia: questore a Milano, prefetto a Napoli e con diversi anni di esperienza nel combattere il terrorismo. Il figlio Maurizio ha iniziato la sua carriera il 1 luglio 1982 e ha prestato servizio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri fino a ottobre 1993, partendo dunque dai servizi di sicurezza interni. Una passione quella dell’intelligence che non l’ha mai abbandonato.

 

Dal Sisde è passato alla Criminalpol del Lazio, per poi continuare la carriera nella Questura di Roma: dalla squadra mobile all’ufficio stampa e pubbliche relazioni fino ad arrivare alla segreteria particolare del questore. Nel giugno 2006 ottiene la promozione a Dirigente dell’Ufficio Immigrazione. Una strada tutta in salita fino a quando si è occupato del caso Shalabayeva, nel maggio 2013, ricoprendo un ruolo centrale che lo ha visto impegnato nell’espulsione della moglie e della figlia del principale dissidente e capo dell’opposizione del Kazakistan in poco più di 48 ore. A distanza di un mese da questo avvenimento, riunitosi il consiglio di amministrazione per il personale di della Polizia di Stato, Improta viene ammesso al “super corso” di avanzamento della durata di nove mesi al termine del quale ottiene la promozione a Dirigente Superiore. Fra le altre operazioni che ha condotto nel corso della sua carriera ci sono l’arresto nel ’97 di quello che passò alle cronache come il “Mostro della Maiella”, la cattura di malviventi affiliati alla “mafia del Brenta”, fino al coordinamento degli accertamenti per l’identificazione delle quaranta vittime italiane dello tsunami in Indonesia e in Thailandia del dicembre 2004.




Vinitaly: l’Emilia-Romagna punta sulla qualità della “Via Emilia”

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di MILENA ZICCHETTI

 

VERONA – Un viaggio lungo la Via Emilia, attraverso sette banchi d’assaggio tematici, per raccontare le eccellenze della Regione. Dal Sangiovese, in grande crescita per fatturato, al Pignoletto, che proprio al Vinitaly ha presentato la nuova Doc per tutelare il prodotto, per arrivare al Lambrusco, il più venduto nella grande distribuzione. Anche quest’anno, grazie all’Enoteca Regionale Emilia Romagna, l’enogastronomia emiliano romagnola si è rivelata una grande protagonista del Vinitaly, il Salone Internazionale del vino e dei distillati in corso in questi giorni a Verona e che terminerà oggi 25 marzo.

 

Un padiglione di circa 4.000 mq (il più grande della fiera) interamente riservati alla nostra regione, con 200 operatori, oltre 400 vini e un filo conduttore che ha caratterizzato questa particolare edizione: la Via Emilia, uno dei simboli italiani più celebri e antichi, oltre ad essere l’arteria stradale più lunga e importante d’Italia. “Lungo tutto il suo percorso – ha dichiarato Pierluigi Sciolette, Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna, nel corso dell’inaugurazione, avvenuta domenica mattina – la Via Emilia da una continuità alla nostra regione, unendo cultura, gastronomia, paesaggi e tradizioni”. A rappresentare questo viaggio nel buongusto, nella parte centrale del padiglione, sette banchi d’assaggio circolari dove poter degustare le varie tipologie di vino, assistiti da una quindicina di esperti sommelier. “La scelta di organizzare i banchi per aree – ha spiegato il Direttore dell’Enoteca Regionale Ambrogio Manzi – è stata fatta per permettere ad ogni visitatore di percorrere il proprio personale viaggio e poter decidere in autonomia da quale punto cominciare a degustare”.

 

Il nostro itinerario all’interno del padiglione Emilia-Romagna. Noi ovviamente siamo partiti dalla Romagna con il suo indiscusso protagonista: il Sangiovese, in crescita del 5,5% rispetto agli anni precedenti con 6,7 milioni di litri venduti, per 23 milioni di euro di fatturato. Siamo quindi passati per l’Albana, primo tra i bianchi in Italia ad avere la DOCG nel 1987, per proseguire con il Pignoletto, la cui crescita, negli ultmi due anni, è avenuta in maniera esponenziale fino ad arrivare a 3,4 milioni di litri prodotti. Ed è proprio a Vinitaly 2015 che il consorzio ha deciso di presentare la ‘Pignoletto Doc’, marchio nato per tutelare il prodotto dalle imitazioni e favorirne una immediata riconoscibilità. Classico, frizzante o passito, ora il Pignoletto si potrà imbottigliare quindi solo sui Colli Bolognesi, dove resta la Docg principale, sotto cui sono riunite le Doc Colli di Imola, Reno e Modena. Uscendo per un attimo dalla Via Emilia, una tappa è stata dedicata anche al Ferrarese, dove si produce il Fortana, definito anche ‘vino delle sabbie’. Eccoci quindi nella zona di produzione del vitigno emiliano romagnolo più conosciuto e venduto al mondo: il Lambrusco, “la bollicina che pulisce il palato ad ogni sorso”, il rosso frizzante che contraddistingue in maniera particolare il modenese e che di anno in anno sta conquistando sempre più consensi tra gli esperti, oltre ad essere diventato uno tra i vini più venduti (nel nostro paese) nella grande distribuzione. Nella vasta area compresa tra Modena, Reggio Emilia e Parma, troviamo poi la Malvasia, dolce o secca, frizzante o ferma, per terminare con il Gutturnio, ottenuto dall’uvaggio di Croatina e Barbera, vino simbolo dell’enologia Piacentina.

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Diversi poi i dati emersi nel corso di questa edizione di Vinitaly che interessano il vino emiliano-romagolo. Uno fra tutti la grande crescita sui mercati esteri: oltre il 74% dal 2009 al 2013 per un valore che è passato da 222,78 milioni di euro a 387,78 milioni di euro, a fronte di un dato nazionale del +43% (da 3 miliardi 511 milioni a poco più di 5 miliardi di euro). Con 6 milioni 660mila ettolitri, l’Emilia-Romagna si è poi confermata nel 2014 seconda regione produttrice di vino in Italia, dopo il Veneto (7 milioni 780mila), su un totale nazionale di circa 40 milioni di ettolitri. Il vino emiliano-romagnolo inoltre, ha visto da alcuni anni anche una significativa crescita da un punto di vista qualitativo. A confermarlo i diversi riconoscimenti ricevuti dalle principali Guide enologiche. Tra i vari banchi d’assaggio, presenti infatti i dodici ‘Tre Bicchieri Gambero Rosso 2015’, tra cui cinque Lambrusco di Sorbara datati 2013 e altrettanti Sangiovese di Romagna, e i dieci segnalati dalla Guida dell’Espresso.

 

A fare da corollario al vino, non poteva mancare il ‘food’. Anche quest’anno il Padiglione dell’Emilia Romagna è stato l’unico ad essere dotato di un proprio ristorante, curato dagli allievi e dai docenti dell’Istituto Alberghiero ‘Pellegrino Artusi’ di Riolo Terme. Ma non poeva essere diversamente, per la prima regione europea per numero di prodotti DOP e IGP (ben 41!), soprannominata addirittura la ‘Food valley d’Europa’.




Pessimismo dal “contro” Expò di Pesaro, Tonti (Confindustria): ” Expo Milano forse occasione persa”

Si è aperto questa mattina a Pesaro l’evento “Insieme Sì 2° Expo di Primavera” organizzato dalla BCC Gradara con vari patrocini da parte delle principali realtà economiche locali. A tagliare il nasto all’evento che coinvolge 250 aziende tra Pesaro e Rimini, il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Gradara Fausto Caldari, il Prefetto della provincia di Pesaro Urbino Luigi Pizzi, il presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi e il presidente del consiglio regionale Vittoriano Solazzi. Presente anche il presidente della federazione marchigiana delle BCC Bruno Fiorelli e il presidente di Iccrea Holding Giulio Magagni. In mattinata tavola rotonda sui temi dell’economia locale. Presente il presidente di Confindustria Pesaro Gianfranco Tonti, il segretario provinciale di Cna Moreno Bordoni e il direttore della federazione marchigiana delle BCC Franco Di Colli. Tanti i temi toccati: dal job’s act alla riforma del sistema cooperativo fino all’Expo. “Il mio timore è che l’Expo si possa trasformare in un’occasione persa anche a causa del fatto che dalla Regione non sono giunte indicazioni precise su come orientare le imprese a cogliere l’opportunità dell’evento – ha detto il presidente Tonti – Cosa chiedo alla Regione per le prossime regionali? Che abbia un atteggiamento più virtuoso rispetto al passato e che mostri maggiore attenzione al territorio di Pesaro Urbino che fino adesso è stato ai margini. Spero che sappia utilizzare al meglio i fondi europei anche per formare professionisti in grado di stare al fianco del sistema imprenditoriale”.

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Al taglio del nasto, il presidente Drudi, il Prefetto Pizzi, il presidente Caldari e il presidente Solazzi

 

Una richiesta di maggiore attenzione alle esigenze del territorio è giunta  anche dal segretario provinciale della Cna Moreno Bordoni. “In Regione serve maggiore sobrietà e pragmatismo – ha spiegato il segretario Bordoni – E più attenzione alle istanze che provengono dal territorio. Penso a quell’incompiuta vergognosa che è la Fano-Grosseto. Sull’Expo? Temo anche io possa essere un’occasione mancata perché i nostri imprenditori e artigiani non hanno a pieno la contezza dell’opportunità rappresentata dalla manifestazione. Non sono stati coinvolti. Bisogna provare a intercettare l’indotto come distretto”. Dal direttore delle BCC marchigiane Di Colli invece un plauso all’iniziativa della BCC di Gradara. “Si parla molto in questi giorni di riforma del credito cooperativo ed io sono il primo a essere contrario a inefficienze e sovrapposizioni – ha concluso il direttore Di Colli – Ma noi siamo davvero banche del territorio vicine alle esigenze di famiglie e imprese. Ed una perfetta sintesi è rappresentata da questo Expo di Primavera “Insieme Sì”. Un’iniziativa che speriamo possa essere mutuata anche nel resto delle BCC delle Marche”.

 

Una giornata che ha visto anche diverse iniziative tra cui la presentazione del libro di Roberto Gervaso “Ho ucciso il cane nero” e quella del volume “Storia della Villa Cattani a Trebbiantico di Pesaro e delle nobili famiglie che l’hanno abitata” a cura di Silvio Picozzi. E poi momenti di intrattenimento con tornei di mini basket e burraco, l’esposizione di Ferrari d’epoca, di moto storiche e dei quadri “Paesaggi tra Marche e Romagna” curata da Marino Rossini.
Domani alle ore 16 spettacolo comico dell’artista Paolo Cevoli e alle 17.45 la presentazione del libro Pesaro a memoria a cura di Gianfranco Angelucci in collaborazione con l’archivio Stroppa Nobili di Pesaro e il concerto degli Haight Ashbury (rock anni ’60 e ’70). Infine il pranzo sociale riservato ai soci della BCC di Gradara.




Tutto sul web marketing con BE-Wizard!

bewizard2014pozziAvvio dei lavori domattina venerdì 20 marzo al Palazzo dei Congressi di Rimini per la 7^ edizione dell’evento internazionale sul webmarketing: i trend on line del 2015 secondo i guru mondiali Bryan Kramer, Julius van de Laar, Justin Cutroni, Jamil Ouazzani. Si parlerà anche di social media martketing e di sicurezza informatica dei dati nelle strutture alberghiere con Raoul Chiesa, cyber consulente per l’Onu. La settima edizione accenderà i riflettori sulla nuova teoria del marketing Human to Human anticipando per operatori turistici, brand manager di strutture alberghiere e di grandi aziende, imprenditori, blogger ed esperti web la rotta del business online. “Arricchire e diversificare il format strutturandolo come un contenitore poliedrico” – dichiara Enrico Pozzi (foto) organizzatore dell’evento insieme a Promozione Alberghiera – la due giorni rappresenta la risposta concreta per dare una reale opportunità di competere sul mercato globale. La crisi – continua – è spesso dovuta all’impreparazione delle persone a cogliere i cambiamenti in atto che sul web sono continui e rapidi, l’intenzione è tracciare la direzione da seguire per perseguire la strada dell’innovazione; i numeri dei partecipanti, in crescita di anno in anno, ci confermano una reale esigenza di formazione ed aggiornamento”.

 

Consolidato lo standard qualitativo degli autorevoli ospiti italiani ed internazionali, ben 75 in totale, che ha accreditato via via l’evento come più autorevole in ambito italiano come attesta la rete: durante la precedente edizione sono stati ben 7700 i tweet con hashtag #bewizard che hanno posizionato l’evento, per entrambi i 2 giorni, tra i trending topic di Twitter. Tra le novità di quest’anno anche il tema, attualissimo, della sicurezza informatica con focus specifico per le strutture alberghiere. Ne parlerà Raoul Chiesa, tra i primi hacker italiani oggi consuente dell’ONU, che in tema di cybercrime evidenzierà i punti deboli – dalle frodi telefoniche agli abusi di videosorveglianza interna, ai rischi connessi alle chiavi “contacless” – e le relative strategie per tutelarsi. Anche il social media marketing tra i topic centrali dell’evento come mezzo per coinvolgere le persone e reindirizzarle verso il proprio sito web o applicazioni di booking. Tra le tematiche trattate per il turismo anche quelle relative all’accoglienza delle città con particolari approfondimenti sulle mappe turistiche e i portali di destinazione.




25 metri di diametro, apre la rotatoria tra via Roma e via Dante

rotatoria_rimini_viaromaEntrerà in funzione domani la nuova rotatoria realizzata per tentare di fluidificare il traffico  su una delle principali arterie della città. Lavori che hanno avuto inizio nel giugno scorso. L’assetto non sarà quello definitivo. Sarà realizzata con new-jersey rimovibili di plastica, che verranno poi successivamente sostituiti dai cordoli definitivi. Anche la segnaletica verticale sarà temporanea montata su piantane. I lavori i- spega il Comune –  proseguiranno e nella notte di sabato 21 marzo, dalle ore 20 circa, per proseguire per tutta la notte ed anche domenica 22 quando saranno avviati i lavori di ricostruzione della fondazione e della pavimentazione stradale dell’incrocio.

 

Una volta terminati i lavori, la nuova rotatoria avrà un diametro di 25 metri con un pavimento in porfido e  un’aiuola centrale con prato e fiori stagionali, perimetrata da cordoli in cemento bianco e graniglia levigata, del diametro di 6 metri. La corsia più ampia sarà quella in uscita su via Dante, in direzione della stazione ferroviaria, in quanto interessata dal flusso di un consistente numero di mezzi del trasporto pubblico e dalle principali fermate degli autobus. Al servizio della nuova rotatoria saranno collocati quattro nuovi punti luce, a cui se ne aggiungeranno altri tre per meglio illuminare via Dante. Anche il perimetrale dell’aiuola centrale della nuova rotatoria verrà illuminato, con un sistema indiretto a LED tipo “flexi strip-led”.




Mafia Liquida, debutto al Museo della Città

mafialiquidaDebutta il 20 marzo ore 21.00 al Museo della Città di Rimini lo spettacolo Mafia Liquida, un progetto di arte partecipata che mescola espressioni e linguaggi d’arte per raccontare il quotidiano di piccole e grandi storie di sopraffazione mafiosa. Con lo spettacolo Mafia Liquida si chiude il progetto didattico Schermi in Classe – Percorsi di Legalità, promosso da Cinemovel Foundatione Comune di Rimini, e sostenuto dalla regione Emilia-Romagna, all’interno delle attività finanziate dalla legge regionale n° 3, per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. L’artista Vito Baroncini realizzerà dal vivo una performance tra cinema, fumetto e lavagna luminosa portando sullo schermo parte dei contenuti condivisi dagli oltre 700 studenti di scuole medie e superiori coinvolti dal progetto per raccontare l’immaginario collettivo legato alle mafie. Partecipano alla serata Massimo Mezzetti, Assessore alla cultura, politiche giovanili e alle politiche per la legalità della Regione Emilia Romagna, Massimo Pulini, Assessore alla cultura del Comune di Rimini, Elisabetta Antognoni, Presidente di Cinemovel Foundation.

 

Cinemovel Foundation, con la presidenza onoraria di Ettore Scola, assieme a Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie fondata da Don Luigi Ciotti, e a Libera Informazione, ha avviato nel 2011 la sperimentazione di un progetto didattico e culturale nelle scuole italiane. Raccontare le mafie, il contesto culturale e sociale del nostro paese, le risposte della società civile e le prospettive future avvalendosi delle nuove tecnologie, e del ruolo sempre più centrale dell’audiovisivo, coinvolgendo gli studenti in un modello innovativo di partecipazione.

 




Il Sangiovese al Vinitaly, Rimini pronta alla sfida con la Toscana

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di MILENA ZICCHETTI

E’ iniziato il conto alla rovescia. Domenica a Verona inizia la prima fiera al mondo per il settore del vino,  un appuntamento imprescindibile per gli addetti al settore: 4mila espositori con a disposizione 91mila metri quadrati. Previsti 155mila visitatori, tra cui 56mila dall’estero. Non può mancare anche quest’anno la cultura enogastronomica emiliano romagnola, di nuovo protagonista al Vinitaly con l’Enoteca Regionale all’interno del Padiglione1. Proporrà, come ogni anno, un ricco programma di eventi, degustazioni, incontri e workshop per promuovere e valorizzare le eccellenze della nostra regione, partendo ovviamente dal vino, e per questa speciale edizione del Vinitaly, l’elemento caratterizzante, sarà uno dei ‘simboli’ italiani più celebri e antichi: la Via Emilia perché, come ha dichiarato il Presidente Pierluigi Sciolette “da Rimini a Piacenza, è quella linea che dà continuità e unità a tutta la nostra regione”, seppure con prodotti diversi tra loro. Dal Sangiovese e l’Albana romagnoli al Pignoletto Bolognese, per arrivare al Lambrusco dell’area compresa tra Modena, Reggio Emilia e Parma e alla Malvasia e terminare a Piacenza, con il Gutturnio. “Uno dei nostri obiettivi per Vinitaly – anticipa il Direttore di Enoteca Regionale Emilia Romagna, Ambrogio Manzi – è quello di rappresentare questo viaggio attraverso banchi d’assaggio con oltre 400 tipologie di vini”.

 

Naturalmente presente anche la ‘nostrana’ Strada Dei Vini e dei Sapori di Rimini che, tramite il suo presidente Gaetano Callà, vuole raccontare un entroterra riminese, pieno di produttori di qualità. Tutti positivi nei confronti di questa particolare edizione, come ci anticipa Antonio Battistini della Cantina Battistini di Santarcangelo di Romagna (RN). “Il Vinitaly e’ la fiera più’ importante per il nostro settore ed e’ doveroso parteciparvi. La categoria dei vignaioli è romantica, sognatrice e soprattutto ottimista. Ci si augura sempre di poter conquistare nuovi mercati, ricchi e promettenti”. Positività “anche se dopo anni di crisi non è sempre facile, soprattutto in campagna” anche dalla Tenuta Carbognano di Gemmano. “La viticoltura Riminese è cresciuta molto negli ultimi anni – ci anticipa infatti Ornella Petz della Tenuta – e i nostri sangiovesi sono grandi e con complessità all’altezza dei Chianti Toscani ed il pubblico è maturo per apprezzare i prodotti che questa fantastica terra ci regala”. Una piccola anticipazione sulla loro punta al Vinitaly? “Sicuramente non mancherà il nostro vino più rappresentativo, il ‘Carbognano Romagna Sangiovese Superiore’ che nell’annata 2012 ha ricevuto la menzione di eccellenza per la provincia di Rimini sulla guida ‘Emilia Romagna da bere e da mangiare’ curata dall’associazione Italiana Sommelier”.

 

Nell’attesa di scoprire e degustare tutte le nuove proposte del vino “Made in Rimini”, ecco quali saranno invece le principali novità previste per Vinitaly 2015. Uno fra tutti “Vinitaly and the City“, l’appuntamento serale al di fuori dalla fiera, rivolto a tutti gli amanti del vino. Da venerdì 20 a lunedì 23 marzo, dalle 18.00 alle 23.00, sarà previsto un fitto programma di degustazioni nelle principali piazze nel cuore di Verona dove, con 10 euro si avrà diritto a 3 assaggi tra bollicine e vini tradizionali. A Vinitaly ci sarà poi anche la presentazione ufficiale di “Vino – A taste of Italy“, il padiglione del vino a Expo, realizzato da Veronafiere-Vinitaly su incarico del Ministero delle politiche agricole. Novità assoluta di questa speciale edizione, un maggiore filtro all’ingresso dei visitatori, con l’intento di favorire un aumento degli operatori specializzati, evitando, come diverse aziende hanno spesso lamentato, che gli stand si trasformino in luoghi dell’happy hour a costo zero.

 

Tra i vari seminari segnaliamo quello di degustazione dei vini biologici, naturali e artigianali. Un mondo variegato tutto da scoprire e con numeri in crescita costante.  I vini biologici – si legge in una nota del Vinitaly  – sono ormai l’11% della superficie vitata e una produzione potenziale di 5 milioni di quintali di uva da vino, con un peso di oltre il 7% sul totale nazionale. E l’Italia è primo produttore europeo . Numeri piccolissimi, ma pure in aumento, invece, per i vini naturali, che rappresentano un mondo difficile da circoscrivere. Secondo l’unica rilevazione scientifica disponibile realizzata da Servabo, i vini naturali rappresentano l’1,64% della superficie vitata nazionale e lo 0,74% della produzione enologica, cioè una quantità di vino più di 2 volte inferiore rispetto ai vini prodotti con metodo convenzionale.

 

 

 




Lavoratori stagionali, cosa cambia con il Jobs Act del Governo Renzi

renzi_aspi_miniaspidi BERNADETTA RANIERI

Il 20 febbraio il governo Renzi ha approvato in via definitiva la seconda parte del decreto del Jobs Act che riguarda la nuova tipologia di tutela dai licenziamenti illegittimi e la nuova indennità di disoccupazione. Questi due schemi di decreto insieme a quelli già approvati nel marzo scorso riguardanti i contratti a tempo determinato ridisegnano drasticamente il mercato del lavoro in Italia, non senza polemiche. E’ oramai acclarato che il territorio riminese e, più in generale, la riviera romagnola fonda gran parte della sua economia sulle attività stagionali. Pertanto, ci siamo chiesti come sono coinvolte e in che misura le aziende dell’hospitality . L’abbiamo fatto rivolgendoci al Dr. Alessandro Bascucci consulente del lavoro di Rimini e collaboratore dell’associazione Rimini Startup.

 

Dott. Bascucci, la principale novità del Jobs Act è l’introduzione dell’acausalità nei contratti a termine fino a un massimo di 36 mesi (Decreto Legge 34/2014). Ciò significa che sul contratto stipulato non comparirà più il motivo del ricorso all’assunzione del lavoratore subordinato (le motivazioni potevano essere di carattere produttivo, organizzativo o tecnico). Questo è vero anche per i contratti stagionali?

E’ vera l’introduzione dell’acausalità nei tempi determinati, ma ad esclusione di due tipologie di contratti: quello per sostituzione di maternità e quello stagionale. E in particolare la causalità del lavoro stagionale porta con sè altre deroghe importanti.

 

Quali sono?

Il limite di assunzione per un tempo determinato massimo di 36 mesi non è applicabile ai contratti stagionali. Ciò comporta che il datore di lavoro può assumere lo stesso lavoratore anche oltre il limite dei 36 mesi complessivi.  Altra deroga: decade l’obbligo di pausa tra un contratto e un altro. Ciò significa che il datore di lavoro con un’attività stagionale potrà riassumere lo stesso dipendente anche il giorno seguente la conclusione del primo rapporto a termine e non attendere 10 o 20 giorni come per i contratti determinati inferiori o superiori ai 6 mesi. Attenzione, però, perché la concentrazione degli imprenditori e di tutti gli addetti ai lavori deve andare al diritto di precedenza che l’art. 5, commi 4 quater e 4 quinquies del D.Lgs n. 368/2001 ha previsto  anche per i lavoratori stagionali sulle assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali. Tale diritto deve essere comunicato nella lettera di assunzione e potrà o meno essere esercitato dal lavoratore stagionale entro 3 mesi dall’avvenuta cessazione del rapporto a termine. Superato tale termine il diritto in questione  si estingue, mettendo così in condizione il datore di lavoro di assumere chi preferisce  allo scadere dell’anno seguente all’avvenuta cessazione del rapporto di lavoro a termine. Se il diritto di precedenza non è rispettato la  Legge n. 92/2012, art. 4, comma 12 prevede la perdita di eventuali incentivi acquisiti su eventuali nove assunzioni.

 

Per i contratti di lavoro a tempo determinato nel comparto turismo si è posto il problema del limite quantitativo, nel senso che le assunzioni a termine non possono superare il 20% del totale dei contratti a tempo indeterminato. Questo resta vero per le attività annuali. Per quelle stagionali il limite non esiste, conferma?

Certo. Preme evidenziare che, secondo il Ministero, nelle ragioni di “stagionalità”, oltre alle ipotesi di cui all’elenco del DPR n. 1525/1963, vanno ricomprese anche quelle definite dal contratto collettivo applicato, anche aziendale (in quanto il Legislatore rinvia al DPR, ma non in via esclusiva).  Pertanto, è da ritenersi che la contrattazione collettiva aziendale sia legittimata ad attivarsi per definire ulteriori ipotesi di stagionalità, in ragione di specifiche esigenze. Quindi, possono rientrare nelle ragioni di stagionalità anche le assunzioni per incrementi di produttività se espressamente stabilito dalla contrattazione collettiva. Sarà compito quindi del Consulente del Lavoro, convocare datore di lavoro e sindacato, per proporre un contratto aziendale nel quale prevedere se necessario la stagionalità (contrattazione di secondo livello) e come un artigiano realizzare per l’imprenditore un contratto su misura, calato perfettamente sulle esigenze dell’azienda e dei propri lavoratori.

 

Indubbiamente tutti questi “bonus” per il settore turismo sembrano attenuare la stangata del Jobs Act , ma porteranno realmente a dei benefici alle attività stagionali (di mare e di montagna)?

Un giudizio sulle norme emanate in questi tre anni di fermento politico sarebbe complesso e sicuramente influenzato da posizioni personali, ciò che rimane incontrovertibile è il proliferare di leggi, decreti, rimandi, interpretazioni, pareri, in misura e quantità prima d’ora mai vista. Questa mancanza di semplificazione non serve né all’imprenditore né ai lavoratori, i quali a differenza di altre categorie si confrontano ogni giorno con spese certe ed entrate incerte. Ma come si dice in questi casi: la speranza è l’ultima a morire.

 

Le novità per i lavoratori. Se da un lato gli imprenditori stagionali si troveranno di fronte a moltissimi cambiamenti in fatto di assunzioni, i lavoratori non saranno immuni dai cambiamenti apportati dalla riforma del lavoro. La novità più consistente è l’entrata in vigore di un’assicurazione universale del lavoro che prenderà il nome di NASPI e che va a sostituire l’Aspi e la Mini-Aspi introdotta dalla riforma Fornero del 2011. Dunque, per poter ricevere oggi l’Aspi occorre possedere due requisiti fondamentali: essere assicurati all’Inps da minimo due anni e aver pagato almeno un anno di contributi nei due che precedono il momento in cui si è perso il lavoro. Chi non possiede i suddetti requisiti può accedere alla Mini Aspi, che è quella maggiormente percepita dai lavoratori stagionali. In questo caso il lavoratore deve aver versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 12 mesi e quindi riceve un’indennità per un periodo di tempo corrispondente alla metà delle settimane lavorate nel corso dell’ultimo anno. Questi due ammortizzatori sociali scompariranno e dal 1 maggio 2015 verranno pertanto unificati in un’unica indennità (Naspi) che avrà lo scopo di tutelare una platea più ampia di persone e di rendere più equi i sussidi garantiti dal Governo, a detta di Renzi. La Naspi potrà dunque essere richiesta da tutti quei lavoratori, annuali e stagionali, che abbiano maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 18 giornate effettive di lavoro nell’ultimo anno. Il suo importo massimo sarà di 1300 euro al mese e dopo 4 mesi tale somma sarà ridotta di  un 3% ogni mese e avrà una durata di 2 anni massimo.