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Inaugura la Biennale Giovani, nuovi sguardi sull’arte moderna

di ALBERTO BIONDI

Ventotto artisti italiani, età media trent’anni, un amalgama di personalità esordienti o già affermate nel circuito delle gallerie. Sono loro gli ultimi ospiti arrivati ai Musei Comunali di Rimini, dove sabato 10 gennaio (ore 17, Ala Nuova via L. Tonini 1) inaugura la “BG3 Biennale Giovani”: una mostra di arte contemporanea nata dagli sforzi sinergici tra Assessorato alla cultura della Regione Emilia Romagna, Comune di Rimini – nello specifico l’assessore Massimo Pulini – e Accademia di Belle Arti di Bologna; uno sguardo all’attuale panorama della creatività espressa in pittura, fotografia, scultura e installazioni. Curato da Renato Barilli, Guido Bartorelli e Guido Molinaribiennalegiovanirimini, l’allestimento lascia volontariamente da parte i video, in quanto già protagonisti di una manifestazione annuale del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Ciononostante, i cultori e gli amanti dell’arte moderna avranno sufficiente pane per i loro denti, potendosi muovere da una stanza all’altra della mostra per ammirare le opere che la Piazza ha già sbirciato in anteprima. Non senza le tipiche perplessità che sorgono, inevitabili, dopo aver approcciato forme nuove e de-canonizzate di gusto estetico.

“La Biennale è una formula felicissima di promozione artistica, lanciata da Venezia ed ora riproposta in tutto il mondo, – esordisce Barilli, ex docente e critico d’arte con decine di pubblicazioni alle spalle – oserei dire che oggi l’arte non si globalizza, ma si biennalizza. Qui a Rimini stiamo cercando di fare lo stesso. Con i 12mila euro di finanziamento che abbiamo ricevuto dalla Regione, davvero pochi, siamo riusciti a mettere in piedi una mostra che vuole fare del carotaggio nell’attuale scenario dei giovani artisti, scegliendo i più validi e proponendoli al pubblico. L’esplosione di creatività a cui stiamo assistendo è un fenomeno molto positivo”.

Bartorelli ha poi evidenziato le difficoltà nello scegliere gli artisti da selezionare: “In un’epoca come la nostra in cui manca ogni corrente o movimento dominante, e la ricerca artistica si fa sempre più individuale, per un curatore è un’impresa ardua riuscire a star dietro ad un panorama tanto fluido e mutevole. Questa Biennale non vuole essere tanto esaustiva, quanto esemplificativa”.

In chiusura di presentazione, Molinari ha puntualizzato: “Vorrei che fosse chiara una cosa: questa non è una mostra degli allievi dell’Accademia di Belle Arti. Solo uno è stato un nostro ex allievo, quelli in esposizione sono tutti artisti già inseriti, o sul punto di entrare nel circuito dei galleristi. La nostra scelta è stata di selezionare figure da tutto il territorio nazionale, da Gorizia a Napoli, individuando opere con un retroscena comune”.

In esposizione, per ordine alfabetico: Sara Benaglia, Francesco Bertelé, Giulia Bonora, Bounty Killart, Chiara Camoni, Federica Delpiano, Niccolò Morgan Gandolfi, Gabriele Garavaglia, Nicola Genovese, Laura Giovannardi, Marco Gobbi, Roberta Grasso, Andrea Grotto, Federico Lanaro, Dario Lazzaretto, Gemis Luciani, Daniela Manzolli, Cristiano Menchini, Damiano Nava, Valerio Nicolai, Simona Paladino, Emmanuele Panzarini, Fabrizio Prevedello, Roberto Pugliese, Angelo Sarleti, Cristina Treppo, Adriano Valeri, Lucia Veronesi

La BG3 Biennale Giovani sarà visitabile dal martedì al sabato (8.30-13/16-19) e domenica e festivi (10-12.30/15-19). Si organizzano visite guidate il sabato e la domenica gestite da GUIDOPOLIS, il gruppo guide dell’Emilia Romagna, e laboratori didattici nel progetto “Un’alleanza educativa, arte contemporanea e scuola” a cura di Sonia Fabbrocino (per info: 3403579828).




Scuole e nidi comunali, 3 milioni di pasti dalla Gemeaz alla Dussmann

di BERNADETTA RANIERI

scuolepastigemeazdusmannDa gennaio i pasti delle 21 strutture comunali tra scuole d’infanzia e nidi inizieranno ad essere preparati dalla Dussmann Service Srl. A passare il testimone è la Gemeaz Elior Spa che dal 2009 è la ditta affidataria del servizio. Ma facciamo un passo indietro. E’ l’estate del 2013. Il Comune pubblica il bando di gara per l’affidamento del servizio mensa nelle scuole dell’infanzia e nidi per il triennio 2013-2016. Tra le ditte partecipanti ci sono la Gemeaz, ditta milanese titolare del bando per il triennio precedente, la Dussmann Service con sede a Capriate S. Gervasio (BG) che opera già nel territorio del Rubicone e presso gli ospedali di Cesena e Cesenatico, La Ghirlandina Srl, società bolognese di ristorazione e la cooperativa riminese La Formica. A vincere il bando, ancora una volta, è la ditta milanese. A pochi giorni dall’uscita della graduatoria, però, le altre tre società segnalano irregolarità formali e incompletezza di informazioni da parte della ditta vincitrice. Tra i tanti documenti da presentare in alcune pagine non sono state apposte delle firme e, inoltre, le dichiarazioni previste dall’art. 38 del Codice Appalti Pubblici sul possesso di requisiti di ordine generale in materia di documentazione amministrativa mancano.

Parte il ricorso al Tar Emilia Romagna e la sentenza dà torto al Comune di Rimini annullando gli atti impugnati: sia la “determina dirigenziale del primo luglio 2013 di aggiudicazione del servizio”, sia dei “verbali di gara, nonché di ogni altro atto connesso, e o consequenziale”. L’assegnazione del servizio mensa è dunque annullato. Si tratta di una situazione molto delicata se si considera che il numero complessivo stimato è di 253mila pasti all’anno per un totale di 3 milioni e 750 mila euro spalmati nei tre anni. Non solo: in bilico ci sono anche 32 donne assunte dalla Gemeaz per lavorare nella preparazione e nel trasporto dei pasti.

A questo punto, in via provvisoria, il Comune affida il servizio a Gemeaz in attesa di conoscere il verdetto finale del ricorso al Consiglio di Stato. A metà novembre arriva la sentenza che conferma l’accoglimento del ricorso della Dussmann Service, Ghirlandina, Formica Cooperativa Sociale. Pertanto, cambio ai fornelli ma l’Amministrazione comunale di Rimini afferma che “la decisione non comporterà alcun cambiamento né per quanto attiene alla qualità del servizio, né negli aspetti organizzativi e logistici (lavoratori compresi), dovendo l’azienda subentrante rispettare gli stessi termini del capitolato previsti dal bando”. Lieto fine, tranne che per la Gemeaz.