Vini romagnoli, quale futuro?

Il mondo del vino si interroga a Faenza su futuro e prospettive. L’appuntamento è per lunedì 28 aprile alle 20,30 presso la sala Zanelli nel centro fieristico (via Risorgimento, 28) con la tavola rotonda che raccoglie alcuni tra i principali protagonisti della vitivinicoltura nazionale. Promossa dal Gruppo Cevico e dalle associate Le Romagnole e Cantina dei Colli Romagnoli, a parlare di “Vino della Romagna tra tradizione e globalizzazione” saranno la Presidente di Cevico Ruenza Santandrea, il Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, l’Assessore all’Agricoltura Regionale Tiberio Rabboni, il responsabile commerciale Italia “Tenute del Cerro” Sergio Soavi, il Presidente nazionale Assoenologi Riccardo Cotarella, il giornalista del Gambero Rosso Lorenzo Ruggeri. La serata sarà moderata da Giorgio Melandri, curatore di Enologica.

Il tema è molto attuale, anche alla luce dell’obiettivo lanciato del premier Matteo Renzi a Vinitaly: l’incremento del 50% dell’export del vino entro il 2020 e il piano in 18 punti per la semplificazione in agricoltura. Due temi che hanno trovato terreno fertile nella nostra regione, da tempo con tassi di crescita dell’export da primato europeo. Lo attestano i recenti dati Nomisma secondo i quali l’export dell’Emilia Romagna nell’ultimo quinquennio ha registrato un incremento del +51%, contro una media nazionale attestata al 33%. I dati relativi ai primi tre mesi del 2013 hanno evidenziato una ulteriore crescita del 16%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, percentuale praticamente doppia rispetto alla media nazionale. Il tutto per un valore export stimato nell’ordine di oltre 400 milioni di euro.

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