Spunta l’alba sulla notte della cultura in Riviera

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guaraldiriminiDopo il ciclo di appuntamenti “All’arme!” organizzato alla libreria Mondadori lo scorso maggio, Guaraldi editore (foto) rilancia la sua sfida prometeica alla notte della cultura con “In prossimità dell’alba”: un quartetto di incontri in cui si spazierà dalla semiotica (tranquilli, niente di contagioso…) al fondamentalismo islamico, passando per la poesia e il dialogo tra cristiani e comunità ebraica in questo mondo di conflitti insanabili. Il titolo della rassegna vuole farci ben sperare: se è vero che il sole non è ancora sorto, il buio dell’ignoranza e del disinteresse sembra essere un po’ più lontano da questa Riviera in lotta contro l’apatia intellettuale. La formula scelta dagli organizzatori è quella del dialogo, possibilmente il meno socratico possibile, e quindi lontano dai canoni impostati della conferenza monologante. Quest’anno collabora all’evento anche la Biblioteca Gambalunga di Rimini, che nelle Sale Antiche ospiterà il pubblico per i primi tre incontri in cartellone. Dopodiché, al termine di ogni appuntamento, l’epicentro si sposta alla Mondadori per degli aperitivi con l’autore (e successiva vendita e firma dei testi).

A tagliare il nastro domani, venerdì 10 ottobre alle ore 17.30, ci pensa il semiologo Paolo Fabbri in compagnia del collega Francesco Marsciani. I due accademici discuteranno coi presenti del ruolo che oggi riveste la semiotica, la scienza che indaga il significato e le relazioni dei segni, nel contesto più ampio delle moderne sfide culturali. Gli autori presi in esame saranno  Lotman, Uspensky, Lyotard, Baudrillard, Greimas, De Certeau e Bastide.

La settimana dopo, il 17 alle ore 18, lo sguardo si volge a Oriente con Farhad Bitani e il suo memoriale “L’ultimo lenzuolo bianco”: un’analisi spietata dell’Afghanistan condotta da un ex militare che, in poco tempo, ha raggiunto la notorietà etica (ed editoriale) di chi sa raccontare l’abisso con lucidità. Tra corruzione, morte e fondamentalismo, Bitani condanna la follia degli estremisti inneggiando alla pace; a dialogare con lui il giornalista Davide Brullo.

Venerdì 31 ottobre è la volta di Gino Zucchini, ultimo erede della scuola psicoanalitica di Cesare Musatti, che scandaglierà i meandri dell’animo umano assieme ad un collega, Angelo Battistini, e un poeta, Giancarlo Pontiggia. Il trio cercherà di gettar luce da varie prospettive sull’eterno mistero che avvolge il cuore e la psiche di tutti noi. I testi di riferimento saranno “Res loquens” (Zucchini), “Il resto del lettino” (Battistini) e “Lo stadio di Nemea. Discorsi sulla poesia” (Pontiggia).

In chiusura, l’appuntamento più atteso della rassegna: giovedì 11 dicembre, questa volta alla Sala del Giudizio del Museo Civico (orario da stabilirsi), il vescovo Mons. Francesco Lambiasi incontrerà uno tra i più influenti rabbini italiani, Rav Joseph Levi, per riallacciare i nodi di quel dialogo tra cristiani ed ebrei ripreso sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Si terranno sotto mano “La distruzione del tempio e le prime Comunità Cristiane” di Lion Feuchtwanger e “Rinuncio” di Davide Brullo e qui la nostra recensione. (al.b.)

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