Lutto culturale, cala la ghigliottina sull’800 Festival

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di ALBERTO BIONDI

È una Waterloo per tutti gli amanti del diciannovesimo secolo: l’800 Festival di Saludecio non si farà più. Manifestazione sospesa, almeno per quest’anno. A darne il triste annuncio è stata la stessa neoeletta Amministrazione comunale nel corso della riunione di lunedì sera con le associazioni, dopo il consiglio. “Una scelta sofferta ma di grande responsabilità, – ha giustificato il sindaco Dilvo Polidori con i bilanci in una mano e un Malox nell’altra – dettata dalle esigenze di adempiere ai punti del nostro mandato elettorale, rispettando le priorità di welfare”. L’800, che avrebbe festeggiato quest’anno la 32° edizione, stava evidentemente assumendo le proporzioni galattiche di un buco nero: parliamo di perdite che oscillano sui 55mila euro, con picchi di 90mila. Cifre che in un piccolo comune muovono profonde riflessioni in materia di risorse e razionalizzazione, tanto più in anni di vacche magre.

E il Festival? “Negli ultimi anni ha perso il suo lustro” scrivono gli amministratori, che in futuro si auspicano di riportare la manifestazione ai livelli di altissimo tenore e importanza che caratterizzavano le edizioni degli anni ’90. Il Comune non poteva più farsi carico dei rischi (altissimi, aggiungiamo noi) di 800 Festival, soprattutto in assenza di una formula che invertisse la tendenza per un nuovo rilancio. Perché in definitiva il problema è questo: se la manifestazione tinge di rosso i bilanci comunali significa che i difetti ci sono, a livello di spesa come di offerta e organizzazione, quindi oltre ad una sistemata dei conti è necessario un ripensamento generale della proposta. Come si può migliorare l’evento? Quali scelte di promozione adottare? Questi sono i punti su cui la giunta deve interrogarsi, perché i ritorni si vedono solo quando si punta alla qualità, quando si dà vita a un Festival capace di rigenerarsi ad ogni edizione. Se manca questo, manca tutto. Per sopperire all’occasione mancata dell’800, il comune ha comunque programmato un cartellone di eventi turistico-culturali che promuovano Saludecio e il territorio. Sarà la fine di un secolo?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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