Libri, tutto sulla leggenda dei comunisti che mangiano i bambini

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L’occasione è di quelle da non perdere. Se non altro per la presenza, sì di casa, ma sempre e comunque straordinaria e puntuale di Stefano Pivato (foto con a fondo pagina il profilo). Alle stampe è andato il suo “I comunisti mangiano i bambini. Storia di una leggenda” (Il Mulino, 2013, 184 pagg., prezzo di copertina 14,00 euro). Una storia, si legge nel testo che ne anticipa l’appuntamento riminese, fiorita sulla verità di episodi di cannibalismo registrati in Unione Sovietica durante le terribili carestie degli anni Venti e Trenta. Da lì alla finta deportazione di bimbi italiani in Russia il passo è stato brevissimo. Fu la Repubblica di Salò a pubblicare nel ’43 la notizia terrificante di una deportazione in Russia di bimbi italiani dai 4 ai 14 anni.

Finita la guerra, la leggenda fu alimentata nei decenni di guerra fredda dallo scontro sempre più feroce tra Dc e comunisti. Alle accuse mosse dai cattolici ai comunisti di essere divoratori di bambini, i comunisti e laici risposero riesumando la polemica anticlericale che voleva preti e frati stupratori di fanciulli.

Una battaglia fatta di notizie false che fece appello su timori ancestrali, che ancor oggi suscitano curiosità e turbamento, tanto che la diffusione di questa leggenda ha tuttora una diffusione globale. L’autore lo dimostra riportando l’esito della navigazione in internet in varie lingue. Segno di una brutalizzazione della politica che attraversa tutto il Novecento.

Il profilo dell’autore. Stefano Pivato, Rettore dell’Università Carlo Bo di Urbino, dove insegna Storia contemporanea, è autore di numerose opere di saggistica, collabora con le principali riviste storiche italiane. Dal 1989 al 1992 ha insegnato all’Università di Trieste e nel ’92-’93 visiting professor alla Sorbona di Parigi. Fra le sue pubblicazioni si citano: La bicicletta e il sol dell’Avvenire. Tempo libero e sport nel socialismo della Belle Epoque (1992); L’era dello sport (1994, tradotto anche in francese); Italia vagabonda. Gli italiani e il tempo libero dall’Ottocento ai nostri giorni (2001, in coll. con Anna Tonelli); La storia leggera. L’uso pubblico della storia nella canzone italiana (2002), Bella ciao. Canto e politica nella storia d’Italia (2005, in coll. con Amoreno Martellini); Vuoti di memoria. Usi e abusi della storia nella vita pubblica italiana (2007); Il secolo del rumore. Il paesaggio sonoro nel Novecento (2011).

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