Ecco cosa c’era alla Eco Pfu di Sassofeltrio

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Un incidente durante gli ultimi lavori di bonifica dello stabile. Il dolo, ovvero che qualcuno abbia intenzionalmente appiccato il fuoco, è un’ipotesi per ora esclusa. Sarebbe questa, al momento, la causa del grave incendio divampato due giorni fa nell’area dell’ex sito di stoccaggio di pneumatici fuori uso (Pfu) a Sassofetrio (PS). Più chiara invece la posizione della Ecopneus di Milano. L’azienda ha ritenuto opportuno contattarci per alcune precisazioni rispetto a quanto scritto ieri nel nostro pezzo di cronaca (QUI). Perchè, al di là della dinamica dell’incidente, avendo cercato e trovato scritto in una delibera del comune di Sassofeltrio dell’avvenuto sgombero del materiale inerte nel giugno scorso, è sorta inevitabilmente la domanda: che cosa ha alimentato un così intenso incendio?

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La zona geografica dell’incidente e Sassofeltrio (contrassegnato con la A). I fumi hanno raggiunto anche la vicina Valconca.

Ecco che cosa ci ha scritto la Ecopneus. “Ecopneus ha prelevato tra Giugno e Luglio 2013 dal sito di Sassofeltrio tutti i pneumatici fuori uso presenti nell’area” per “un totale di 1.979 tonnellate”. Per portare a termine questa operazione – specifica l’azienda italiana leader del settore – è stato necessario il coinvolgimento di tre aziende partner per le attività di raccolta che hanno effettuato oltre cento missioni di automezzi per liberare il sito nei tempi previsti.

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Il sito prima dello sgombero (foto Ecopneus www.ecopneus.it)

I costi delle operazioni di prelievo e recupero – scrive ancora Ecopneus – sono stati circa 235 mila euro e sono stati sostenuti completamente da Ecopneus, senza nessuna ricaduta né per i cittadini, né per le casse comunali. Le spese a carico della Pubblica Amministrazione, necessarie e funzionali all’espletamento delle operazioni da parte di Ecopneus, hanno riguardato per lo più aspetti logistici e organizzativi come ad esempio apertura e messa in sicurezza del sito per permetterne l’accesso agli addetti, il personale di sorveglianza e l’energia elettrica. Rispetto invece alla possibilità, ipotizzata sempre nel nostro articolo, che all’interno del sito ci fosse ancora del materiale, questa è la replica. “Se nel sito, al momento dell’incendio, vi fossero state ancora i cumuli di pneumatici fuori uso le conseguenze per la salute dei cittadini dell’area e per l’ambiente sarebbero stati di gran lunga più importanti e preoccupanti”. La situazione è più nitida e nessuna resposabilità sembrerebbe esserci a carico della Ecopneus in base a queste dichiarazioni. Certa invece è la spesa, questa sì a carico dei cittadini del Comune di Sassofeltrio: 25.894,00 per le sole operazioni di carico dei pneumatici.

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