La Valconca verso la gestione associata

Il Presidente dell’Unione della Valconca scrive ai sindaci dei sette comuni per unirsi e massimizzare le risorse del territorio. Negli ultimi anni la spinta verso la gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali ha trovato sempre maggior vigore nelle scelte del legislatore. Tale spinta è stata ampiamente e all’unanimità condivisa dal Consiglio Comunale di Gemmano che ha dato mandato a Sindaco e Giunta di conferire tutte le funzioni all’Unione Valconca e di avviare la procedura per la fusione con Morciano di Romagna e San Clemente.

rizierosantivalconcaRiziero Santi, sindaco di Gemmano nonché presidente dell’Unione della Valconca (foto), dopo averlo ribadito verbalmente in più incontri, ha scritto una lettera ai colleghi dei sette comuni della Valconca, tutti tranne Morciano e San Clemente, che hanno questo obbligo, nonché al Prefetto di Rimini, chiedendo loro ufficialmente se c’è volontà di rispettare quanto il decreto legislativo 78/2010 recita: entro il 31 dicembre 2014 tutte le funzioni svolte dai piccoli comuni al di sotto dei 5.000 abitanti (Morciano e San Clemente superano questa soglia) devono essere svolte in forma associata o in Unione o tramite convenzioni fra comuni che insieme assommano un numero minimo di 10.000 abitanti. Tutto questo si collega ad una richiesta di maggiore efficienza e semplificazione della pubblica amministrazione locale, a una massimizzazione dell’economia locale e dell’efficacia nell’organizzazione dei servizi comunali, anche attraverso la stipula di Convenzioni con l’Unione Valconca che dovranno garantire il mantenimento di tutti i servizi al territorio con particolare riguardo a quelli rivolti direttamente al cittadino.

Il filo conduttore delle riforma, dunque, è la ricerca di più servizi di qualità al cittadino con minori costi gravanti sulle casse dei Comuni, a fronte delle esiguità delle risorse pubbliche e delle politiche di risparmio attuate dallo Stato. Proprio per questo l’associazione delle funzioni vedrà il coinvolgimento preventivo della popolazione, sia con assemblee informative da svolgersi già dall’inizio del percorso, che con referendum da tenersi entro il 2016. “Al fine di organizzarci per tempo – ha sottolineato Santi – e di mettere a calendario le complesse procedure attuative previste dalla norma, chiedo di conoscere tempestivamente, tramite atto ufficiale, la volontà del tuo Ente in tal senso”. Ora quindi i Sindaci dei Comuni di Montegridolfo, Mondaino, Saludecio, Montefiore, Gemmano, Montecolombo e Montescudo, se non vorranno incorrere nelle sanzioni previste dalla Legge che sono la diffida da parte del Prefetto e il commissariamento, dovranno trovare una soluzione associativa per raggruppamenti di 10.000 abitanti nell’ambito a 14 comuni di Rimini sud, quello attualmente vigente, ovvero dovranno approvare in Consiglio Comunale un documento di indirizzo che avvia la procedura di conferimento di tutte le funzioni all’Unione. (B.R..)

 




Cambia la geografia delle famiglie, volano quelle “unipersonali”

I tempi cambiano, su questo siamo tutti d’accordo, e anche il concetto di famiglia tradizionale è mutato nel corso degli anni, diventando una vera e propria cartina tornasole del complesso contesto socio-economico in cui viviamo. Parte da questo assunto l’analisi svolta dal Comune di Rimini che ha fatto letteralmente la conta del numero dei componenti dei nuclei famigliari. A crescere sensibilmente è il numero delle “famiglie unipersonali”, costituite cioè da una singola persona: ad oggi sono 23.106, contro le 16.475 del 2004. Aumento perfettamente in linea con quanto già avviene su scala nazionale, dove tra il 2004 e il 2013 sono cresciute in media del 42,20%.

singlespesaE’ cambiata anche, nel corso di questi ultimi dieci anni, la tipologia del componente medio di questo tipo di famiglie: oggi non sono più costituite in prevalenza da anziani, come avveniva un tempo, ma abbracciano senza distinzione tutte le fascie d’età, scatenando come logica conseguenza un insieme di problematiche e casistiche tra loro differenti. Nella fattispecie, l’adulto sopra i 65 anni d’età (in prevalenza di sesso femminile) incide sul totale delle famiglie “single” per il 39%, mentre è in costante aumento il numero di famiglie unipersonali in età lavorativa con una prevalenza in questo caso di uomini.

A fronte di questo aumento vi è parallelamente un calo nel numero dei membri delle “famiglie tradizionali”, specchio della tendenza, acuitasi notevolmente in questi anni di crisi economica, a ridurre il numero delle nascite che vengono sempre più programmate. A Rimini le famiglie sono infatti costituite mediamente da 2,28 figli, mentre solo nel 2004 erano 2,40 e nel 2008 2,35. La riduzione o la totale assenza di nuove generazioni su cui fare affidamento è il vero problema dei nuclei famigliari moderni dove, in caso di necessità, manca totalmente o quasi una rete di mutuo aiuto a cui aggrapparsi.

Da Palazzo Garampi il vicesindaco con delega alla protezione sociale del Comune di Rimini Gloria Lisi conferma che “cambiano le tipologie di famiglie e, di conseguenza, cambiano anche i bisogni. Anche a Rimini infatti le famiglie sono sempre più frammentate, invecchiate e meno attive sul mercato del lavoro. Il Comune è spesso la prima porta a cui bussano le persone senza supporto famigliare; per questo abbiamo strutturato servizi, come lo sportello sociale, in maniera tale che l’ascolto e la relazione, parti intangibili ma altrettanto importanti degli aiuti, siano parte centrale nell’accesso ai servizi. La conferma di questo bisogno – continua Lisi – viene dai dati: solo nel 2013 lo sportello sociale del Comune di Rimini ha ascoltato 1.452 persone, di cui circa il 40% proveniente da famiglie unipersonali”. (L.R.)

 

 




RiminiFiera centra gli obiettivi del 2014. Cagnoni: “Smentiti i gufi”

lorenzocagnoni_consuntivofiera2013-2Il triennio 2014-2016 sarà sicuramente ricordato come il triennio più “caldo” per RiminiFiera. I dati economici e finanziari presentati questa mattina descrivono una realtà in perfetta forma. Il debito del Gruppo, derivante nella sua quasi totalità dalla realizzazione e interventi sul nuovo quartiere (che costò 300 milioni, di cui solo 40 di provenienza pubblica) scende ulteriormente a 7 milioni, dimezzandosi rispetto all’anno precedente (erano 14,9). Il Gruppo Rimini Fiera chiude così il 2014 con un fatturato preconsuntivo di 67,1 milioni di euro (63,2 milioni nel 2013), un EBITDA di 11,5 (8 lo scorso anno) e un risultato netto consolidato di 2,7 (-714 mila euro nel 2013).  “Si tratta di risultati che derivano dalla gestione ordinaria, non ci sono state operazioni straordinarie o manovre dell’effimero” ha dichiarato Cagnoni che parla espressamente di un modus operandi che funziona e che il numero uno di Rimini Fiera difende a spada tratta. La capogruppo Rimini Fiera SpA chiude il 2014 con un preconsuntivo di 56 milioni, un EBITDA di 12,2 e un utile d’esercizio stimato di 3,2 milioni. Nel 2014, Rimini Fiera SpA ha totalizzato 7.531 espositori (7.284 nel 2013), 1.848.785 visitatori (erano stati 1.725.187 nell’anno precedente) e 880.460 metri quadrati venduti (contro i 720.268 del 2013).

L’attenzione è ora tutta rivolta al 2015. “Lavoriamo – ha detto Cagnoni – perché vi sia il rispetto del business plan triennale. Prevediamo infatti per il Gruppo un fatturato di 74,5 milioni di euro e un risultato netto di 3,4 milioni, perfettamente allineato alle previsioni e straordinario nella sostanza. Tra le novità due eventi nel settore del florovivaismo, Flora Trade Workshop e Flora Trade Show, la prima edizione a Rimini di Macfrut (evento ospitato ma gestito da terzi) e Sib Event On Air un nuovo format internazionale su musica, strumenti e tecnologie, che si terrà a settembre 2015. Importanti iniziativa anche sui mercati internazionali. Tra le più significative iniziative ripartirà infatti, sempre in partnership con Carpigiani, il Gelato World Tour con tappe a Tokyo, Shanghai e Singapore, mentre nel novembre del 2015 avrà luogo la prima edizione di Ecomondo Brasile.




L’Ausl della Romagna aderisce alla campagna europea sull’Aids

Sabato 29 novembre test HIV gratuiti in tutta la Romagna attraverso la disponibilità degli ambulatori dell’Ausl Romagna a Cesena, Faenza, Forlì, Ravenna, Riccione, Rimini e Lugo che in occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS  (che si celebra il 1 dicembre) aprono le porte dalle ore 8 alle 12, per test e consulenze gratuite.

Medici e infermieri saranno disponibili per eseguire il test Hiv e fornire informazioni preziose per proteggere la propria salute. Effettuare il test solleva dal dubbio e può salvare la vita. L’infezione da HIV si può curare, anche se non si può ancora guarire: le terapie riducono efficacemente il numero di virus circolanti e impediscono il danno virale al sistema immunitario. Ma è importante che la diagnosi sia tempestiva: invece oltre il 50% delle persone scoprono di essere sieropositive solo dopo molti anni aver contratto il virus HIV, talora già in una condizione di AIDS. Il test consiste in un semplice e rapido prelievo di sangue; è gratuito e sicuro, e potrà essere effettuato in anonimato se il paziente lo richiede. L’esito potrà essere ritirato personalmente a partire dal 1° dicembre.

Per quanto riguarda la diffusione della malattia, secondo i dati forniti dall’Ausl nel periodo 2006-2013 si sono osservati tra i residenti in Regione 8,7 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Il valore registrato nel solo anno 2013 è pari a 6,7 ogni 100.000 abitanti, in sensibile diminuzione rispetto ai valori precedenti che mostravano una certa stabilità. Tale diminuzione è presente anche nel territorio romagnolo, dove nel 2013 si sono registrati complessivamente 72 casi con nuova diagnosti di HIV contro i 108 del 2012 (27 casi contro i 33 del 2012 nella provincia di Forlì-Cesena; 23 casi contro i 31 del 2012 a Rimini; 22 casi contro i 44 del 2012 a Ravenna).




Filippo Giorgetti, sul crollo di Forza Italia: una fragorosa caduta

filippogiorgetti“Inutile nascondersi, di fronte ad una fragorosa caduta, tantomeno utile piangerci addosso e cercare sempre altrove i responsabili. Senza scuse nè sconti pensiamo in primis alle nostre responsabilità e possibilità”. Con queste parole Filippo Giorgetti referente Provinciale Forza Italia esce allo scoperto per commentare il risultato elettorale delle Regionali per quel che riguarda il suo partito. “Per prima cosa vorrei ringraziare i quattro  candidati per le energie, il tempo ed i sacrifici profusi in questa campagna elettorale. Un grazie sentito a ciascuno degli attivisti, amici di Forza Italia che si sono impegnati e spesi per la nostra bandiera in un momento di così grande difficoltà e a tutti quei riminesi che hanno battuto la tentazione di non recarsi alle urne ed hanno scelto di mantenere in vita il l’idea liberale, moderata e popolare, quel sogno che arde ancora in Forza Italia”. Giorgetti vede però anche aspetti positivi. “Il dato percentuale di Rimini è il 3° di tutta la Regione,concomitante, inoltre,con il miglior risultato regionale di altre forze politiche di opposizione: quindi la sinistra qui da noi è più debole che altrove e non raggiunge il 50% e questo deve essere di sprone e riflessione per tutte le forze del centro destra a compattarsi ed elaborare una proposta credibile e alternativa in chiave elezioni amministrative 2016. Alcune nostre roccaforti del centrodestra hanno davvero tenuto bene grazie alla Lega ma non solo: Pennabilli, Talamello, Casteldelci, Maiolo, Montefiore, Montecolombo, Montescudo e sopratutto Bellaria. Spiccano i risultati di FI a Maiolo 19.6%, Bellaria I.M. 16.2%, Montecolombo 15,1 e Riccione 12,8”.

Per un’analisi più approfondita gli azzurri hanno in programma un incontro per domani giovedì 27 Novembe ore 21 presso la sede di via Bonsi a Rimini aperta a tutti i simpatizzanti e gli amici. Sabato e domenica in tutte le piazze dei capoluoghi di provincia italiani saranno organizzate manifestazioni per sottolineare la oppressione fiscale dei Governi che si sono succeduti dal 2011 ad oggi che hanno portato il getitto sulla prima casa da 11 miliardi del 2011 con Berlusconi, a 33 miliardi attuali di Renzi.

 




Violenza sulle donne, l’intervento di Emma Petitti

emmapetitti2015Riceviamo e pubblichiamo l’ampio intervento dell’On. Emma Petitti (Pd) in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne che si celebra oggi in tutto il mondo e che a Rimini vedrà sfilare un corteo sabato 29 novembre con ritrovo alle 14,30 alla Casa delle Donne in piazza Cavour.

 

Il ripetersi con frequenza di delitti che hanno come vittime le donne dimostra che nonostante gli sforzi di questi anni ci troviamo ancora al centro di una emergenza che affonda le sue radici nella cultura diffusa e nelle disparità di potere tra uomini e donne. La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne non deve essere una mera ricorrenza, ma un importante momento di riflessione sulla condizione della donna e una ferma denuncia nei confronti di qualsiasi forma di violenza. La ratifica della Convenzione di Istanbul è stato uno dei primi atti del Parlamento in questa legislatura, a cui è seguita l’approvazione della legge cosiddetta sul femminicidio. Eppure l’Italia resta tra le nazioni europee con gli indicatori peggiori per la condizione femminile. Il 2013 è stato un anno pesante: il Rapporto Eures sul femminicidio in Italia conta 179 donne uccise, il 70% in famiglia e il 92,4% per mano di un uomo. Una su sei uccisa dopo la decisione di lasciare il proprio partner. Una su dieci era una collega o una dipendente del suo assassino.
Mentre la ricerca “Rosa Shocking – Violenza, stereotipi e altre questioni del genere” presentata alla Camera e realizzata da WeWorld Intervita per ipsos racconta che per un italiano su tre la violenza domestica sulle donne è un fatto privato, che si risolve in famiglia. Per uno su cinque è accettabile denigrare una donna con uno sfottò a sfondo sessuale. Uno su 10 pensa che se le donne non indossassero abiti provocanti non subirebbero violenza. Uno su 4 è convinto che se una donna resta con il marito che la picchia, diventa lei stessa colpevole.
In Emilia Romagna sono tredici i centri antiviolenza e dal 1° gennaio al 31 ottobre scorso hanno accolto 2.867 donne. La sola ‘Rompi il Silenzio’, che si occupa a Rimini di assistenza alle donne vittime di violenza, ne ha seguite ad oggi 173, in linea con lo scorso anno.
Affrontarle la violenza sulle donne significa mettere in discussione stereotipi e luoghi comuni e promuovere una relazione diversa tra i generi, un modo diverso di concepire i rapporti tra uomini e donne, nella vita pubblica e privata. Con la Convenzione di Istanbul, per la prima volta, la violenza sulle donne è stata definita una violazione dei diritti umani fondamentali, si è indicata la strategia per la prevenzione, l’accoglienza delle donne, la punizione del colpevole. Si fissa l’obiettivo di costruire una rete territoriale attraverso il coinvolgimento di tanti soggetti e la valorizzazione delle politiche migliori.
Come affermato anche in occasione della visita della presidente della Camera Laura Boldrini alla Casa delle Donne di Rimini nei mesi scorsi, ora dobbiamo lavorare con forza per dare attuazione a questi impegni e per monitorare costantemente i problemi aperti e i risultati raggiunti. Potenziare il lavoro dei centri antiviolenza è imprescindibile. Il piano Nazionale antiviolenza, previsto dalla Legge sul femminicidio ma non ancora approvato, sarebbe uno strumento per costruire, con i centri antiviolenze e le case rifugio, una seria politica di contrasto al fenomeno, sul piano degli aiuti materiali per le donne vittime e soprattutto in termini di diffusione di una cultura fondata sul rispetto e sulla parità. Ma vi sono ancora ritardi che vanno colmati.
Occorre agire per finanziare i centri antiviolenza, per inasprire pene e controlli, per valutare l’impatto di genere della politiche pubbliche, ma soprattutto per produrre un cambiamento profondo di contesto culturale, mentalità, abitudini e sistemi di potere che sono oggi maschilisti e discriminatori. Dobbiamo agire per migliorare le effettive condizioni di vita e di lavoro delle donne per consentire davvero libertà, autonomia e autodeterminazione facilitando l’accesso a lavoro e carriera, ridisegnando il welfare, partendo dalle persone, e dalle persone che lavorano, agendo quindi su servizi, conciliazione e condivisione dei tempi privati e di lavoro.
Bisogna insegnare il valore positivo delle differenze ai bambini, formare insegnanti ed operatori, fare della scuola il primo centro di prevenzione alla violenza di genere (in parlamento abbiamo di recente depositato una proposta di legge per l’introduzione dell’insegnamento della non violenza e del rispetto della parità), lavorare affinché anche i media si pongano il tema di una comunicazione rispettosa della dignità delle donne.
Sabato 29 novembre sarò anche io alla marcia contro la violenza alle donne “E’ per te”, promossa a Rimini dall’amministrazione comunale e dalle associazioni. Serve uno sforzo politico e culturale, lavorare dentro e fuori le istituzioni per promuovere una nuova cultura fondata sul rispetto, sulla libertà e sull’autonomia femminile”.




Nuovo piante in aree pubbliche e private, c’è tempo fino al 10 dicembre

alberi_piantumazione OKSi cercano aree verdi pubbliche per un progetto di riforestazione là dove è sorta la terza corsia dell’autostrada. Il Comune di Rimini, così come gli altri comuni della provincia interessati dal tracciato autostradale, supportati dalla Provincia e dalla Regione Emilia-Romagna, spiega una nota, stanno ricercando aree di proprietà pubblica da destinare al Piano di Riforestazione previsto dal Ministero dell’Ambiente nel momento del rilascio del Via relativo al progetto di ampliamento alla terza corsia dell’Autostrada A14 nel tratto compreso tra Rimini Nord e Cattolica.

Il termine per la manifestazione di interesse è appena stato prorogato al 10 dicembre 2014 contattando gli uffici dell’assessorato tramite email (segreteria.ambiente@comune.rimini.it) o telefono ( 0541.704985 – 0541.704988). Il progetto prevede la riforestazione con piante autoctone per l’assorbimento di carbonio. Oltre a aree pubbliche, i Comuni della Provincia di Rimini interessati dal tracciato autostradale stanno ricercando ulteriori terreni idonei alla riforestazione anche di proprietà privata, privilegiando il recupero di territori abbandonati e la protezione del territorio dai rischi di dissesto, ricomprendendo anche aree non necessariamente poste a ridosso dell’autostrada. Sarà Società Autostrade per l’Italia S.p.A. a provvedere alla realizzazione dell’impianto di forestazione e alla manutenzione nei primi 5 anni dalla piantumazione di piantine forestali, di altezza inferiore a 5 m, che dovranno essere autoctone della Regione Emilia-Romagna.




Stefano Bonaccini (Pd) è il nuovo presidente della Regione Emilia Romagna

Stefano Bonaccini (Pd) è il nuovo presidente della Regione Emilia Romagna. Classe 1967 e nato a Modena, sposato con due figlie di 22 e 12 anni, ha fatto parte della segreteria nazionale del Pd, guidata da Matteo Renzi, coordinando la campagna nazionale delle Primarie nel 2013. Volto noto in Regione essendo stato dal 2009 segretario regionale del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini subentra allo storico governatore Vasco Errani avendo ottenuto alle recenti elezioni di domenica scorsa 615.723 mila voti (49,05%). In provincia di Rimini lo hanno votato in 37.749 (43,51%). Pesantissimo il dato dell’astensione. A recarsi ai seggi solamente il 37,7% degli aventi diritto (33,4% in provincia di Rimini). E’ questo certamente il dato più preoccupante. Elezioni vinte quindi dal Partito democratico ma c’è poco da festeggiare. A parte la Lega che brinda, per il resto solo grandi e pesanti batoste per tutti i principali partiti politici, Forza Italia in primis.

 




Bullismo e droga, nuovo comitato in Prefettura

WCENTER 0LGBACHZWY -L’intesa tra i vari soggetti coinvolti è stata formalizzata oggi a seguito di un incontro in Prefettura. Il confronto tra istituzioni, mondo della scuola e forze di Polizia – spiega la nota ufficiale – è stato particolarmente proficuo ed ha fatto emergere alcuni punti di contatto e di future ipotesi di lavoro tra cui, appunto, la costituzione di un comitato che si incontrerà con cadenza almeno mensile “al fine di interagire e promuovere tutte le iniziative ritenute utili allo scopo” che rimane,in particolare, quello della prevenzione auspicando un “ulteriore sviluppo dei rapporti con le forze di polizia, in particolar modo con la Polizia Postale, che segue espressamente il grave e crescente fenomeno del cyber bullismo”.

 




Jobs Act, Arlotti (Pd): “Mai visto provvedimenti di questa portata”

tizianoarlottiromaIl Jobs act, che dovrebbe riorganizzare le regole per l’accesso e il mantenimento nel mondo del lavoro, è alle battute finali. “Il testo del Jobs Act uscito emendato dall’esame in commissione Lavoro – commenta a questo proposito il deputato Pd Tiziano Arlotti (foto) – migliora sensibilmente diversi aspetti del provvedimento, a cominciare dalla parte legata alle reintegre per specifici casi disciplinari, con tempi certi per l’impugnazione e indennizzo in caso di licenziamento per motivi economici. Il secondo aspetto da evidenziare – ricorda Arlotti – è la introduzione dei congedi per le donne inserite nei percorsi di protezione contro la violenza di genere. Il terzo, la razionalizzazione degli incentivi per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, anche nella forma dell’acquisizione delle imprese in crisi da parte dei dipendenti.  Quarto aspetto importante, il rafforzamento degli strumenti per favorire l’alternanza fra scuola e lavoro, che va nella direzione su cui mi sono battuto per riconoscere l’apprendistato stagionale per giovani di 16 e 17 anni. Il quinto consente di autorizzare le integrazioni salariali fino alla cessazione definitiva di attività aziendale o di un ramo di essa, diversamente da quanto avviene attualmente.  Sesto elemento rilevante, la modifica che introduce la possibilità di coinvolgere i fruitori di trattamenti di ammortizzatori sociali anche in attività a beneficio delle comunità locali senza che ciò determini aspettativa di accesso agevolato alla Pubblica amministrazione. Il settimo è invece il rafforzamento delle cure parentali, integrandole in coordinamento con gli enti locali titolari delle funzioni amministrative”. Per il deputato riminese il combinato disposto del Jobs act e delle risorse e delle norme previste nella Legge di stabilità 2015 “consentirà di dare avvio dal primo gennaio ad una straordinaria incentivazione ad assumere” dando priorità al lavoro a tempo indeterminato grazie alla decontribuzione triennale per chi assume a tempo indeterminato, al taglio dell’Irap e con il taglio del cuneo fiscale che prevede la stabilizzazione del bonus di 80 euro mensili. Un provvedimento che non ha precedenti e dà risposta alle pressanti richieste dell’interno mondo del lavoro. Inoltre vengono estesi diritti universali quali il sostegno alla maternità a tutte donne, l’accesso alla Aspi per i co.co.co e la riduzione fiscale per circa 900 mila partite Iva”.

 

Per la collega Emma Petitti “la riformulazione dell’emendamento presentato dal governo sull’articolo 18 approvato dalla commissione Lavoro della Camera conferma i contenuti dell’accordo che abbiamo sottoscritto con il Governo ricalcando puntualmente il testo della Direzione del Pd. Partiti dall’idea di mantenere la tutela per i soli licenziamenti discriminatori, come sostenevano emmapetitti2014oktaluni esponenti del governo, siamo invece arrivati ad includere anche i licenziamenti disciplinari. Con le novità della delega, in particolare, si fissa il solo indennizzo economico “certo e crescente” con l’anzianità di servizio per i licenziamenti economici, mentre il reintegro sul posto di lavoro resta per i licenziamenti discriminatori (mai stati in discussione) e viene limitato a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato, che verranno dettagliate nei decreti legislativi che arriveranno dopo l’ok definitivo al ddl delega sul lavoro e che saranno discussi con i gruppi parlamentari prima di essere adottati dal Governo e diventare operativi già a inizio gennaio. Dal lavoro in commissione esce anche un indirizzo più chiaro ai futuri decreti legislativi su controlli a distanza (sugli impianti e non sulle persone), voucher (coerenza con scelta di ridurre le forme precarie di lavoro), competenze e fondi in materia di parità e pari opportunità, rafforzamento degli strumenti per favorire l’alternanza scuola lavoro, sostegno alle cure parentali (non solo verso i figli), monitoraggio degli effetti dell’attuazione della legge. Si è poi risolto positivamente il nodo rilevante della cassa straordinaria per aziende cessate, che potrà essere erogata anche a favore dei lavoratori di aziende (o rami di azienda) che, pur cessate, sono oggetto di acquisizione, cioè che non siano cessare definitivamente. Non viene dunque meno una leva importante per la salvaguardia della base produttiva e dell’occupazione. Le ulteriori modifiche introdotte in Commissione nel testo della Delega riguardano il sostegno ai dipendenti che intendano acquisire la propria azienda in crisi; il coordinamento di funzioni tra Agenzia nazionale per l’occupazione e Inps per assicurare una reale integrazione tra politiche attive e sostegno al reddito; l’integrazione tra servizi pubblici e privati per l’impiego; l’attenzione alla valorizzazione delle competenze delle persone anche nell’inserimento lavorativo dei disabili. In Commissione è tornato infine il tema della dimissioni in bianco, che recepisce i contenuti del testo votato alla Camera di cui sono firmataria: deve esserci una garanzia della “data certa nonché dell’autenticità della manifestazione della volontà della lavoratrice o del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro”.