Andrea Gnassi è il nuovo presidente della Provincia

Si sono svolte domenica 12 ottobre le operazioni di voto per eleggere il Presidente e i 12 membri del Consiglioi della Provincia di Rimini. Il nuovo presidente della Provincia di Rimini è il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi (foto) mentre i dodici membri del Consiglio sono Belletti Cristina, Allegrini Massimo, Zoffoli Giovanna, Bonfini Ulrike, Giannini Stefano, Baldinini Ivana, Parma Alice, Santi Riziero della lista di centro sinistra (PD-UDC-Italia dei valori) e Ceccarelli Enzo, Tosi Renata, Ciotti Giorgio, Marcello Nicola per della lista di centro destra Il Buon Governo in Provincia.

Rimini festa del due giugno centocinquantesimo unita d'italia“L’ambiguità è la cifra di fondo di questa ‘pulizia istituzionale italiana’ ha dichiarato  Gnassi delineando i primi passi da fare. Insieme a Consiglio e agli amministratori del territorio faremo il punto sulla salute finanziaria dell’ente, consapevoli di una situazione più grigia che rosea, stante i tagli governativi degli ultimi tre anni. Credo che non andrà molto meglio per ciò che riguarda le nuove competenze istituzionali che la legge deve ancora assegnare con precisione. Quello che intravedo da subito come elemento indispensabile è però il mantenere salda quell’unità d’intenti. Quel che è certo è che non sarò né saremo ‘commissari liquidatori’ di un’esperienza istituzionale che comunque, per Rimini e in appena venti anni, è stata fondamentale. Concludo – ha detto infine Gnassi – con una notizia che, dopo i tanti dubbi espressi sopra, vuole rappresentare uno spiraglio di fiducia. Al di là dei tagli, della sorte incerta, dei dubbi espressi anche qui sopra, questa mattina due squadre del Coordinamento provinciale della Protezione civile sono partite alla volta di Genova, per dare il loro apporto e il loro aiuto a una città e a una popolazione alle prese con un dramma. C’era bisogno della Provincia, siamo partiti come Provincia. Punto. Ecco, se il giorno che sancisce la nascita della nuova Provincia proseguono attività come questa, significa che per l’Ente il futuro non è ancora scritto”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Spunta l’alba sulla notte della cultura in Riviera

guaraldiriminiDopo il ciclo di appuntamenti “All’arme!” organizzato alla libreria Mondadori lo scorso maggio, Guaraldi editore (foto) rilancia la sua sfida prometeica alla notte della cultura con “In prossimità dell’alba”: un quartetto di incontri in cui si spazierà dalla semiotica (tranquilli, niente di contagioso…) al fondamentalismo islamico, passando per la poesia e il dialogo tra cristiani e comunità ebraica in questo mondo di conflitti insanabili. Il titolo della rassegna vuole farci ben sperare: se è vero che il sole non è ancora sorto, il buio dell’ignoranza e del disinteresse sembra essere un po’ più lontano da questa Riviera in lotta contro l’apatia intellettuale. La formula scelta dagli organizzatori è quella del dialogo, possibilmente il meno socratico possibile, e quindi lontano dai canoni impostati della conferenza monologante. Quest’anno collabora all’evento anche la Biblioteca Gambalunga di Rimini, che nelle Sale Antiche ospiterà il pubblico per i primi tre incontri in cartellone. Dopodiché, al termine di ogni appuntamento, l’epicentro si sposta alla Mondadori per degli aperitivi con l’autore (e successiva vendita e firma dei testi).

A tagliare il nastro domani, venerdì 10 ottobre alle ore 17.30, ci pensa il semiologo Paolo Fabbri in compagnia del collega Francesco Marsciani. I due accademici discuteranno coi presenti del ruolo che oggi riveste la semiotica, la scienza che indaga il significato e le relazioni dei segni, nel contesto più ampio delle moderne sfide culturali. Gli autori presi in esame saranno  Lotman, Uspensky, Lyotard, Baudrillard, Greimas, De Certeau e Bastide.

La settimana dopo, il 17 alle ore 18, lo sguardo si volge a Oriente con Farhad Bitani e il suo memoriale “L’ultimo lenzuolo bianco”: un’analisi spietata dell’Afghanistan condotta da un ex militare che, in poco tempo, ha raggiunto la notorietà etica (ed editoriale) di chi sa raccontare l’abisso con lucidità. Tra corruzione, morte e fondamentalismo, Bitani condanna la follia degli estremisti inneggiando alla pace; a dialogare con lui il giornalista Davide Brullo.

Venerdì 31 ottobre è la volta di Gino Zucchini, ultimo erede della scuola psicoanalitica di Cesare Musatti, che scandaglierà i meandri dell’animo umano assieme ad un collega, Angelo Battistini, e un poeta, Giancarlo Pontiggia. Il trio cercherà di gettar luce da varie prospettive sull’eterno mistero che avvolge il cuore e la psiche di tutti noi. I testi di riferimento saranno “Res loquens” (Zucchini), “Il resto del lettino” (Battistini) e “Lo stadio di Nemea. Discorsi sulla poesia” (Pontiggia).

In chiusura, l’appuntamento più atteso della rassegna: giovedì 11 dicembre, questa volta alla Sala del Giudizio del Museo Civico (orario da stabilirsi), il vescovo Mons. Francesco Lambiasi incontrerà uno tra i più influenti rabbini italiani, Rav Joseph Levi, per riallacciare i nodi di quel dialogo tra cristiani ed ebrei ripreso sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Si terranno sotto mano “La distruzione del tempio e le prime Comunità Cristiane” di Lion Feuchtwanger e “Rinuncio” di Davide Brullo e qui la nostra recensione. (al.b.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Turismo, annata “fiacca” su tutto il territorio nazionale

Ha avuto inizio oggi a Rimini Fiera il 51° TTG Incontri (fino all’11) e il 63° SIA GUEST Salone Internazionale dell’Accoglienza (in programma fino al 12), il più importante appuntamento di business, in Italia, per la filiera turistica, fra i primi cinque in Europa. Presenti in fiera 2.650 imprese, sono attesi 50mila visitatori da tutto il mondo. “SIA GUEST e TTG Incontri – ha detto Lorenzo Cagnoni, Presidente di Rimini Fiera – propongono ciò che per l’Italia rappresenta la vera fonte dalla quale attingere energia per far ripartire l’economia”. In questi giorni a Rimini rappresentate oltre 130 destinazioni, 2.400 espositori, 6 aree tematiche con l’Egitto Country Partner dell’evento.

“Il momento per il settore è fondamentale” ha invece commentato il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, sottolineando una delle (poche) note positive del momento. “Per la prima volta l’Italia si è dotata prima di un decreto e quindi di una legge (la legge 29 luglio 2014, n. 106 sulla tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, ndr) che configura ‘industrialmente’ turismo e cultura, e di questo va dato atto e ringraziato il Ministro Dario Franceschini. Ora bisogna fare subito e soprattutto fare bene i decreti attuativi e irrobustire la legge 106 con l’iniezione dei fondi europei 2014/2020 con l’obiettivo di realizzare progetti di rigenerazione urbana. Rimini, a titolo esemplificativo, su una prospettiva del genere si giocherebbe il jolly del nuovo lungomare”.

A commentare la situazione a livello nazionale, è il presidente di Federalberghi nazionale, Bernabò Bocca (nella foto). “I quattro mesi estivi producono un risultato di assoluta stagnazione con un più 0,1% di pernottamenti tra italiani e stranieri determinato da un meno 0,6% degli italiani ed un +0,9% degli stranieri. Lo stallo delle presenze, combinato con il calo dei prezzi degli alberghi certificato da ISTAT con un meno 1,3% ad agosto e meno 2,4% a settembre rispetto ai corrispondenti mesi del 2013, preannuncia purtroppo una chiusura in rosso per i conti del 2014, con il fatturato complessivo degli alberghi, ancora saldamente attestato sotto i livelli del 2008.

Bocca auspica poi che “si metta mano con celerità a tutta una serie di semplificazioni, che possono imprimere nuovo impulso ai consumi ed agli investimenti, senza oneri per le finanze pubbliche. Ad esempio, agevolare il rilascio dei visti turistici, anche per via telematica, non ostacolare gli alberghi che vogliono offrire ai propri clienti servizi accessori, facilitare il cambio di destinazione d’uso degli immobili, applicare i medesimi limiti all’uso del contante che vigono nei Paesi confinanti. Il decreto Sblocca Italia, in questi giorni all’esame del Parlamento, può costituire il veicolo ottimale per realizzare alcune di queste semplificazioni.

Il tema del contrasto all’abusivismo, conclude Bocca, costituisce la nuova frontiera che tutti i livelli di Governo sono chiamati a presidiare, per evitare che una miriade di esercizi abusivi e semi-abusivi continui ad inquinare il mercato ricettivo e della ristorazione con un’offerta parallela, che sfugge a qualunque regola, a partire da quelle basilari in materia di fisco, previdenza, lavoro, igiene e sicurezza.

 




Scuola, servizio per alunni disabili? “No comment”

di BERNADETTA RANIERI – ranieribernadetta@gmail.com

La scuola è ormai iniziata in tutta Italia, ma a Rimini non tutti i bambini hanno ciò che spetta loro. C’è un grande assente. Il servizio educativo-assistenziale fatto da educatori professionali per bambini e ragazzi portatori di handicap. Da quando il 15 settembre si sono riaperte le porte della scuola il tema più dibattuto tra le “famiglie con disabilità” è proprio quello dell’assistenza educativa. Tanti genitori, soprattutto mamme, parlano di insegnanti di sostegno che non ci sono, di ore che non bastano, di educatori che non ancora arrivano. Addirittura, qualche dirigente scolastico riminese (a detta di un genitore coinvolto nel problema) ha suggerito di lasciare a casa il proprio figlio per le prime due settimane, cioè fino a che non prenderà servizio l’educatore. Insomma, un quadro non proprio limpido e roseo, ma fatto di varie sfumature di grigio.

bambinoL’ANTEFATTO – Ricordiamo dunque che tutto nasce dall’emanazione di un bando di gara per l’affidamento del servizio di operatore educativo-assistenziale per l’integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap proposto a marzo di quest’anno dal Comune di Rimini. Dapprima l’aggiudicazione della gara alla cooperativa City Service di Busto Arsizio; decaduta l’aggiudicazione provvisoria alla ditta prima classificata, l’assegnazione del bando è passata alla seconda classificata, ovvero alla cooperativa Ancora Servizi di Bologna che ha presentato il progetto qualitativamente migliore. In tutto questo, le polemiche da parte di educatori, genitori, sindacati, associazioni di volontariato e di altre cooperative partecipanti alla gara non sono mancate. La parola d’ordine per tutti è “continuità educativa”. L’appello fatto al Comune è stato quello di salvaguardare il bene dei ragazzi con handicap e il ruolo fondamentale dell’educatore nella realtà scolastica ed extra-scolastica.

LA RISPOSTA DEL COMUNE –  “Si tratta di una polemica sterile – ha dichiarato il vicesindaco Gloria Lisi – perché le cooperative sociali hanno l’obbligo da contratto nazionale di riassumere l’intero personale delle cooperative a cui subentrano, riconoscendo anche gli stessi scatti di anzianità maturati”. Successivamente, la stesa Lisi ha affermato in una nota condivisa dal dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Rimini e dai Dirigenti Scolastici che “il bando per gli educatori emanato dal Comune di Rimini è stato richiesto dai dirigenti scolastici, al fine di ottemperare in modo puntuale alla normativa”.

Ci risulta però che molti bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono tornati sui banchi di scuola senza vedersi ancora assegnato l’educatore di riferimento. Abbiamo dunque interpellato alcuni genitori coinvolti in prima persona e che stanno vivendo questo disagio. “Mio figlio è a scuola, ma senza educatore – dice il babbo di un bambino con disturbo dello spettro autistico. – Ho difficoltà a interagire con il dirigente scolastico per capire da quando ci sarà. Lui è l’unico che mi saprebbe dare una risposta certa visto che nei tavoli tecnici di inizio anno scolastico è presente e decide quante ore di assistenza assegnare caso per caso. Sono veramente indignato.”

Anche Paola, mamma di una bambina con disturbi dell’apprendimento, recrimina il fatto che sua figlia non ha l’educatore. “E dire che il vicesindaco Lisi nell’ultimo consiglio prima dell’inizio dell’anno scolastico – commenta con tono alterato dalla rabbia – aveva rassicurato tutti che lunedì 15 settembre tutto il personale sarebbe stato impiegato e preparato”. Continua dicendo: “So per certo che l’educatore che fino allo scorso anno seguiva mia figlia non ci sarà, perché ha deciso di non accettare il passaggio alla cooperativa Ancora Servizi. So anche che la cooperativa ha stipulato tutti i contratti con gli educatori, ma la colpa è dei dirigenti scolastici che hanno deciso di decimare le ore di assistenza”.

Situazione diversa ma con lo stesso filo conduttore della precedente, ovvero la difficoltà di avere una continuità educativa, è la storia di Rita, mamma di un bambino con Sindrome di Down che frequenta la scuola primaria. “L’educatore c’è dal primo giorno di scuola, ma è stata nominato il venerdì pomeriggio precedente la riapertura della scuola – racconta la mamma – e quindi non sa nulla di mio figlio. Non solo non è preparato, ma ha anche un altro incarico in un’altra scuola e pertanto non riesce a seguire entrambi bene. Sono avvilita e sfiduciata – continua Rita – a rimetterci è mio figlio e basta”.

Di fronte a ciò il vicesindaco Gloria Lisi ha voluto tranquillizzare tutti dicendo che nei giorni scorsi il Comune ha approvato il “Piano per l’integrazione degli alunni portatori di handicap frequentanti le scuole infanzia, primarie e secondarie inferiori del Comune di Rimini per l’anno scolastico 2014/2015” aumentando del 25% le risorse stanziate rispetto allo scorso anno, ovvero più di un milione e duecentomila euro. “Abbiamo voluto destinare questa somma – ha sottolineato la Lisi – non solo per mantenere, ma per potenziare i servizi fondamentali per il diritto allo studio da parte di tutti, aumentandone ulteriormente la qualità”.

Ma la qualità del servizio è fatta anche dalla sinergia di più attori in campo, come dalla disponibilità dei dirigenti scolastici che, contattati per avere maggiori informazioni sul servizio, si sono rifiutati di affrontare l’argomento. A questo punto non resta che attendere nella speranza che tutti, ma proprio tutti, i bambini e ragazzi con disabilità possano vedere il loro diritto allo studio garantito così come stabilito dalla legge 104 del 1992.

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Inaugurati tre nuovi “balconi” sul Montefeltro

petrellaguidivedute2014-1 Tre nuovi balconi per autosuggestionarsi che in quei luoghi abbia dipinto Piero della Francesca (1415-1492), ” uno dei più grandi pittori italiani del Quattrocento”: il balcone “Il Battesimo di Cristo” a Petrella Guidi (Sant’Agata Feltria), “La Resurrezione” a Madonna di Pugliano (Montecopiolo) e la “La Natività”, in località Palazzolo alle pendici del monte Carpegna.

Per molti anni, spiega una nota, gli storici dell’arte hanno tentato di collocare geograficamente i paesaggi che ispirarono i pittori rinascimentali come Piero della Francesca, Raffaello, Leonardo Da Vinci. Mentre la gran parte era arrivata alla conclusione che si trattasse di paesaggi i di fantasia,  Rosetta Borchia e Olivia Nesci li hanno ritrovati in spazi reali nascosti nei territori del Montefeltro, dunque tra le Province di Rimini e  Pesaro e Urbino.  Le due studiose urbinati Rosetta Borchia, pittrice e fotografa di paesaggi e Olivia Nesci, docente di Geomorfologia dell’Università di Urbino, dopo attenti e lunghi studi hanno ridato identità a quelle colline, a quei fiumi, a quelle rupi dipinte.

Alla giornata inaugurale erano presenti rappresentanti dell’assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, a cui si deve la realizzazione e la promozione dei Balconi Rinascimentali, Letizia Zanetti (Presidente APT), le due ricercatrici Rosetta Borchia e Olivia Nesci e i sindaci di Sant’Agata Feltria, Montecopiolo e San Leo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Incentivi e formazione per 30 giovani talenti

Si è svolta questa mattina la cerimonia conclusiva dell’edizione di “Ricerca Talenti” 2014, l’evento ideato da Unindustria Rimini in collaborazione con il Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria Rimini e Assoform Rimini per la promozione della cultura di impresa. E’ stato consegnato un assegno di duecento euro a ciascuno dei quindici migliori diplomati degli istituti tecnici della provincia di Rimini e un voucher per frequentare due corsi di formazione organizzati da Assoform per trenta studenti meritevoli.

talentirimini2014-2

“Realizziamo Ricerca Talenti – ha spiegato il Presidente Paolo Maggioli – nella convinzione che oltre alla valorizzazione della meritocrazia e quindi alla premiazione dello sforzo e dell’impegno dei giovani, sia necessario stimolare i ragazzi alla sana competizione. L’iniziativa rientra nell’ampia proposta formativa di Unindustria Rimini e Assoform e possiamo con orgoglio sottolineare che oggi, anche grazie a queste attività, impresa e scuola sono sempre più vicine e collaborative. Solo agendo insieme possiamo aiutare i giovani ad affacciarsi al mondo del lavoro con l’approccio giusto”.

Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti la Maria Teresa Colombo Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Unindustria Rimini, Clemente Di Nuzzo Vice Prefetto di Rimini, la Nadia Rossi, Assessore politiche del lavoro e formazione del Comune di Rimini, Gabriele Boselli Ispettore Ufficio Scolastico Provinciale, i professori Fabio De Angeli e Massimo Urbinati, Preside e Vicepreside ITIG “Belluzzi-Da Vinci” professore Tiziano Serra e Marco Marchini IIS “Tonino Guerra” Novafeltria, e la professoressa Maria Giacinta Rubini ISISS “Gobetti” Morciano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 




vignetta 1

2014-giugno-e1404427783610




Dall’800 a oggi, ma quanta ne ha fatta di strada lo Squacquerone!

di MILENA ZICCHETTI

È il prodotto caseario tipico dell’Emilia Romagna, in particolare delle province di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena, Bologna e parte del territorio di Ferrara. Stiamo parlando dello ‘Squacquerone’, un formaggio fresco e cremoso a pasta molle che ‘squacquera’ appunto e cioè, come l’acqua, per la sua consistenza tende ad assumere la forma dell’oggetto in cui è contenuto. Da qui, il suo nome. Lo Squacquerone rappresenta la 35esima Denominazione di Origine Protetta dell’Emilia-Romagna e sembra non sia stato nemmeno così tanto facile ottenerla, a causa di forti contrasti da parte di aziende concorrenti.

squacquerone2Secondo il disciplinare di produzione approvato dalla UE, lo Squacquerone di Romagna DOP “non ha una forma specifica, proprio per le caratteristiche della pasta, cadente, senza nervo. La forma è quindi quella dell’involucro. Il peso varia fra 0,1 e 2 kg. La superficie è evidentemente umida, dal colore bianco madreperla”. L’ingrediente principale è il latte vaccino intero, ricavato dalle razze bovine allevate nell’area di interesse come la Frisona italiana, la Bruna Alpina e la Romagnola. A questo vengono innestati i fermenti lattici, assolutamente autoctoni, che conferiscono acidità e che costituiscono il segreto di questo prodotto. Quindi viene fatto coagulare con caglio animale e si lascia riposare, per poi passare il tutto alla ‘formatura’. Sempre secondo il disciplinare, lo Squacquerone di Romagna DOP si può presentare in diverse consistenze: a volte compatta, altre gelatinosa, oppure spalmabile, tutto in funzione della maturazione.

Ma il sapore? Quello è sempre uguale? Un dubbio amletico. Al Festival della Cucina Italiana, che si è tenuto al Parco della Galvanina i primi di settembre, ad attirare la mia attenzione è stato lo stand del ‘Molino Spadoni’, lo specialista delle farine. Se vi state chiedendo cosa c’entra, vi assicuro che c’entra eccome! Da qualche anno il gruppo ravennate ha infatti diversificato i suoi prodotti con l’apertura di Officine Gastronomiche Spadoni, un ambizioso progetto con sede a Imola che mira alla valorizzazione delle eccellenze locali, tra cui anche l’arte casearia.

Da qui l’idea di comparare lo Squacquerone di Romagna DOP de “I Formaggi Dialettali” delle Officine Gastronomiche Spadoni con lo Squacquerone di Romagna DOP del conosciutissimo Caseificio Pascoli di Savignano sul Rubicone, vincitore nel 2014 della medaglia di bronzo al concorso ‘Alma Caseus’ svoltosi alla Fiera Cibus di Parma. Un terzo posto più che soddisfacente arrivato tra l’altro dopo neanche due anni dal riconoscimento europeo e nonostante il panorama nazionale ricchissimo di formaggi.

Su entrambe le confezioni sono perfettamente indicati gli ingredienti base, quelli previsti dal disciplinare e che sono: latte pastorizzato, fermenti lattici, caglio e sale. E’ sottolineato l’utilizzo esclusivo di latte proveniente dalla zona d’origine, l’utilizzo esclusivo di fermenti autoctoni e l’assenza di conservanti. Ma veniamo ora alle differenze. La prima è visiva e interessa la scelta della confezione. Mentre le Officine Gastronomiche Spadoni scelgono una confezione in atmosfera protettiva e da diverse misure, il Caseificio Pascoli preferisce un involucro tipo carta per alimenti ai soli fini igienici, quindi riposta in una normale vaschetta non sigillata in plastica trasparente. Una differenza la si riscontra poi anche nella lettura dei valori nutrizionali medi (per 100gr di prodotto), naturalmente indicati per legge sulla confezione. Risulta subito evidente che lo Squacquerone delle Officine Gastronomiche Spadoni (Valore Energetico: 259Kcal – 1084Kj, Proteine: 12,9g, Grassi: 22,2g, Carboidrati: 1,9g) è molto più calorico e grasso rispetto a quello del Caseificio Pascoli (Valore Energetico: 213Kcal – 834 Kj, Proteine: 14g, Carboidrati: 1g, Grassi: 17g).

A questo punto non resta che aprire la confezione e passare ad una comparazione fisica, che appare subito enormemente diversa. Da una consistenza morbida, cremosa e di elevata spalmabilità dello Squacquerone del Caseificio Pascoli, che difficilmente si riesce a prendere con una forchetta, si passa ad una pasta sì cremosa, ma molto più compatta di quello delle Officine Gastronomiche Spadoni. Alcune differenze le ho riscontrate anche all’assaggio. Partendo dallo Squacquerone del Caseificio Pascoli, il gusto è molto più delicato e dolce, tipico del latte, rispetto al concorrente, dove l’acidità e il salato risultano invece più marcati. Punto in comune, una sottile nota erbacea, tipica di questo particolare formaggio, dalla produzione molto umile ma capace di conquistare anche i palati più raffinati, di oggi come di ieri. Dello Squacquerone se ne parlava addirittura già ai primi dell’800. Sono state trovate infatti delle lettere scritte dal Cardinale Bellisomi, allora Vescovo di Cesena, al suo Vicario in cui, a seguito di un lungo periodo di assenza dalla sua Diocesi, chiese l’invio di una provvista di Squacquerone. Spalmato sulla Piadina con l’aggiunta di rucola è come lo vuole la tradizione romagnola, anche se personalmente lo preferisco abbinato a dei buoni fichi caramellati che, come si dice, “sono la morte sua”. Voi invece, come lo preferite?

© RIPRODUZIONE RISERVATA