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Trivelle in Adriatico, Affronte: “L’Europa sull’Adriatico e l’ambiente, lascia fare”

marcoaffronteeuroparlamentoLa scarna risposta dalla Commissione Europea in merito alla sua interrogazione del 17 luglio nella quale si chiedeva chiarezza in merito all’intenzione della Croazia di trivellare i fondali del Mare Adriatico alla ricerca di idrocarburi non lascia presagire nulla di buono.

Questa la risposta. “La Commissione desidera sottolineare che l’articolo 194 del TFUE garantisce il diritto degli Stati membri di stabilire la struttura generale del loro approvvigionamento energetico. Ciò non deve pregiudicare il conseguimento degli obiettivi vincolanti per il 2020, sia a livello nazionale che dell’UE, riguardo alla quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia, come previsto dalla direttiva sulle energie rinnovabili”.

“Non so se essere contento, perché la Commissione attribuisce sovranità ai singoli Stati, o preoccupato” – dice Marco Affronte (foto)– “perché in fondo è proprio quando si parla di aree comuni e beni comuni che l’Europa dovrebbe regolare i rapporti fra Paesi. L’Europa mette paletti quando e come vuole, ma sull’Adriatico e l’ambiente, lascia fare”. “Speriamo almeno” – conclude Affronte – “che l’Italia cerchi di tutelare l’ambiente marino, evitando di lasciarsi trascinare in una pericolosa e poco probabile corsa all’oro nero, sulla scorta di quanto ipotizza la Croazia. Ma non ci confido molto, visto quanto hanno dichiarato di voler fare, a più riprese, diversi ministri italiani. Noi, al contrario, dovremmo cercare di lavorare con i nostri vicini per indurli ad una politica ambientale più prudente.”

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Sul futuro del Sacra Famiglia parla il vicesindaco di Novafeltria

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di BERNADETTA RANIERI

Manca poco per “togliere il velo” sul destino dell’ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria. Le voci che si rincorrono sono tante e diverse tra di loro: c’è chi dice che l’ospedale chiuderà, chi dice che funzionerà in maniera ridotta, dal mattino e fino alle 18, chi dice che verrà completamente trasformato in RSA. Una cosa è certa: il direttore generale dell’ASL Romagna Andrea Des Dorides non ha ancora deciso nulla e ha incontrato più volte i sindaci dei comuni dell’Alta Valmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello) sollecitandoli di formulare delle osservazioni riguardanti non solo le peculiarità del territorio ma tenendo presente dell’intera Area Vasta. Per cercare di fare un po’ di chiarezza, abbiamo bussato alle porte del Comune di Novafeltria e parlato con il vicesindaco Ivana Baldinini.

Vicesindaco, l’ospedale “Sacra Famiglia” è destinato a chiudere o no?

Questa cosa la posso gridare a gran voce: non si deve assolutamente parlare di chiusura, ma piuttosto di riqualificazione dei servizi.

Ci spieghi meglio.

Innanzitutto, un territorio montano come quello di Novafeltria che abbraccia un bacino molto ampio dove da una parte ci sono paesi romagnoli e dall’altra paesi toscani non può chiudere. L’ingresso dei sette comuni dell’Alta Valmarecchia in Emilia Romagna è avvenuto anche grazie alle ampie garanzie che ci erano state date secondo cui il riordino dei presidi ospedalieri non avrebbe toccato l’operatività del nostro ospedale.

Quindi, siete già a conoscenza del futuro dell’ospedale?

Abbiamo più volte chiesto alla Asl di avere il quadro della situazione più chiaro possibile, ma dobbiamo attendere ottobre che si pronunci il direttore. La decisione dovrà sicuramente tener conto anche del fattore viabilità. Un territorio montano come il nostro ha una viabilità difficile. In più, Novafeltria (così come i comuni limitrofi) è composta maggiormente da popolazione anziana e sarebbe difficile pensare che gli anziani si facciano un’ora di macchina per raggiungere l’ospedale di Rimini per curarsi.

Tra le voci c’è anche quella che la struttura possa fondersi con una RSA (residenze sanitarie assistenziali, ndr)

Saranno due strutture separate. La casa residenza per anziani verrà realizzata entro il 2018 grazie ai fondi della Regione, della ASL della Romagna e dei comuni dell’Alta Valmarecchia e potrà accogliere un massimo di 28 persone. Adesso bisogna tutelare questo presidio che è fondamentale per il territorio. Sono stati già chiusi alcuni reparti e pensare che l’ospedale non ci sia più comporterebbe per la comunità un costo sociale molto elevato. Quello che ci auguriamo è, invece, il potenziamento dei servizi specialistici privati per anziani e bambini che ruotano attorno al nosocomio.

L’ospedale è la struttura sanitaria di riferimento in alta Valmarecchia, e ultimamente son stati fatti anche dei lavori di riqualificazione. Qual è l’assetto attuale?

L’ospedale è dotato di quasi 70 posti letto, con le Unità Operative di Chirurgia, Medicina, Lungodegenza, Pronto Intervento, Anestesia, Radiologia, Ginecologia, Fisiatria, Punto Prelievi, Day Hospital Oncologico, Sert, Psichiatria, nonchè gli ambulatori di Oculistica e di Ortopedia e Traumatologia. Negli ultimi anni sono stati fatti lavori di riqualificazione strutturali importanti: l’adeguamento e la messa a norma dell’impiantistica, l’antincendio e lavori strutturali dei reparti di Primo Soccorso, Donazioni AVIS, Punto Prelievi e Consultorio Familiare. Inoltre, son state fatte modifiche di viabilità esterna con la realizzazione di percorsi pedonali e percorsi dedicati ai mezzi di soccorso. Insomma, perchè fare tutti questi lavori se si vuol chiudere un ospedale?

Rispetto alle tante voci che circolano, che cosa si sente di dire ai cittadini della vallata? 

Che l’ospedale di Novafeltria non verrà chiuso. Potrebbero esserci delle modifiche nell’operatività della struttura, ma resterà attiva. Crediamo, come amministratori della “res publica” di doverci battere per un’integrazione dei servizi in modo tale da fornire una sanità migliore e stare dalla parte dei cittadini che hanno bisogno dell’ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria.

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